Schema Dietetico Post Operatorio Colon: Alimentazione e Stile di Vita

Il tumore al colon è il terzo più comune al mondo, e la sua incidenza è collegata allo stile di vita adottato.

In particolare, il tumore al colon-retto è il terzo tumore più diagnosticato, e si stima che nei paesi occidentali circa il 5% della popolazione sia a forte rischio di sviluppare questo tumore nel corso della vita.

Esiste una dieta post operatoria per il tumore al colon?

La risposta è sì, ed è fondamentale seguire alcune linee guida per favorire il recupero e ridurre il rischio di recidive.

Perché è Importante Controllare l’Alimentazione Dopo Aver Avuto un Tumore al Colon?

È bene sapere che esistono anche dei consigli importanti in merito alla dieta post operatoria da seguire per chi ha avuto tumore al colon.

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Le osservazioni cliniche del decorso post-chirurgico suggeriscono la possibilità concreta che i comportamenti adottati possano fare la differenza influenzando il tasso di recidive legate alla proliferazione e sopravvivenza del tumore.

Tuttavia, in una prima fase, l’organismo può non riuscire ad assorbire i nutrienti, i liquidi, le vitamine e i sali minerali come faceva prima dell’intervento chirurgico e può servire un certo tempo affinché il resto dell’intestino si adatti.

Come Comportarsi a Tavola Dopo Aver Avuto un Tumore al Colon-Retto?

Ecco alcuni consigli utili per una corretta alimentazione post-operatoria:

  1. Scegli alimenti ricchi di fibra: La fibra alimentare esercita diversi effetti nel tratto gastrointestinale.
  2. Consuma più legumi, frutta e verdura: Gli studi confermano che il consumo di frutta, verdure e cereali mostra effetti protettivi sullo sviluppo di adenomi ed il tumore al colon retto.
  3. Limita la carne rossa fresca: Il consumo di carne rossa aumenta il rischio. Inoltre la cottura della carne rossa a temperature elevate, provoca la produzione di sostanze (ammine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici).
  4. Evita salumi e insaccati: Nello studio della dieta per il tumore al colon, le linee guida internazionali raccomandano di ridurre la carne rossa e quella processata.
  5. Limita le bevande alcoliche: In generale per quanto riguarda lo stile di vita si suggerisce fortemente di smettere di fumare e di assumere troppo frequentemente o abbondantemente gli alcolici.
  6. Mantieniti normopeso: Un’attività fisica moderata da svolgere ogni giorno è il modo migliore per tenere sotto controllo il peso. L’obesità costituisce di per sé un importante fattore di rischio.

Alimentazione e Tumore al Colon: Cosa Sapere

Sulla base delle evidenze scientifiche finora accumulate numerosi enti internazionali come il World Cancer Research Fund sostengono che il cancro di questo sia uno dei tumori più modificabili attraverso la dieta per il tumore al colon.

La ricerca si sta focalizzando sulle interazioni tra i nutrienti e tra questi ed il DNA al fine di migliorare le strategie preventive e terapeutiche.

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I processi epigenetici, di fatto, possono alterare l’espressione dei geni e possono contribuire all’instabilità del DNA.

Secondo gli studi più recenti, l’epigenetica rappresenta la chiave di collegamento principale tra l’alimentazione con la relativa disponibilità dei nutrienti e la regolazione dell’espressione genetica, tra cui alcuni geni coinvolti nel cancro.

Molti studi indicano che una dieta scorretta ha un impatto importante sullo sviluppo del tumore al colon, mentre un’alimentazione giusta e quindi mangiare in modo sano e secondo i propri fabbisogni agisce in chiave protettiva.

In ambito nutrizionale numerosi studi hanno identificato via via specifici fattori dietetici o legati allo stile di vita che possono promuovere o proteggere da questa patologia.

Per esempio, per quel che riguarda l’alimentazione sbagliata per il tumore al colon, il consumo di carne rossa e dei grassi di origine animale aumenta il rischio, il quale si riduce, invece, con un apporto adeguato e giornaliero di fibre vegetali.

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Viceversa sono da prediligere la carne bianca, il pesce, i cereali integrali, i legumi, le verdure e la frutta.

Alcuni alimenti sono risultati particolarmente benefici come per esempio di frutti di bosco che contengono naturalmente minerali, vitamine, fibre e polifenoli antiossidanti, che sono utili soprattutto in caso di infiammazione del colon.

È importante che l’alimentazione sia varia ed equilibrata, cioè senza carenze di micronutrienti importanti e di antiossidanti tra cui il selenio, che mostra effetti anticancerogeni grazie alla sua capacità di proteggere il DNA dai danni.

Le sostanze bioattive alimentari sono in grado di modificare l’espressione genetica.

Per quanto riguarda i grassi si ritiene che il tipo di grassi sia più importante dei grassi totali.

Pertanto sembra opportuno tenere sotto controllo gli acidi grassi omega-6, tra cui soprattutto l’acido arachidonico, il cui metabolismo è importante nella cancerogenesi al colon.

Il Ruolo del Microbiota Intestinale

Il nostro organismo trasporta un numero incredibile di microrganismi (>1014) e la superficie del colon ne racchiude la densità più alta in assoluto.

Benché il microbiota sia sostanzialmente stabile nel tempo, è stato dimostrato che esso è in grado di cambiare abbastanza rapidamente a seconda di che cosa si mette nel piatto.

Si pensa che ciò dipenda dal fatto che certi microrganismi crescono meglio rispetto ad altri in risposta ad un’ambiente differente.

È noto che la fibra vegetale, i carboidrati le proteine ed i grassi hanno forti ripercussioni sulla struttura del microbiota.

Ecco perché si suppone che l’alimentazione incida sul rischio del tumore al colon anche attraverso i cambiamenti a livello microbiologico.

Gli studi sul microbiota umano hanno ormai dimostrato che la comunità batterica è spesso alterata nel tumore al colon-retto, così come in altre malattie tra cui malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa).

In maggior dettaglio si evidenzia una minore diversità microbica e si assiste frequentemente ad una condizione di disbiosi intestinale.

Nei soggetti con tumore al colon è stato osservato una maggiore prevalenza di Escherichia coli, Fusobacterium nucleatum, Clostridium septicum, mentre i lattobacilli ed altri batteri produttori di butirrato sono minoritari (Roseburia, Fecalibacterium).

L’alimentazione rappresenta lo stimolo principale sul nostro microbiota intestinale.

Il microbiota intestinale può agire in modo protettivo attraverso meccanismi differenti.

Fibre Alimentari e Tumore al Colon

Un aspetto nutrizionale di cui tenere in debita considerazione riguarda le fibre.

Per definizione la fibra alimentare rappresenta la parte edibile dei vegetali che è resistente alla digestione ed all’assorbimento nell’intestino tenue ed è utilizzata nei processi fermentativi da parte del microbiota residente nel colon.

Con il termine fibra, in realtà, si intende molte sostanze differenti come la lignina, la cellulosa, l’emicellulosa, le pectine e l’amido resistente.

Si ritiene che l’apporto sufficiente di fibre, provenienti dalla frutta, verdura e cereali, riduca il rischio di tumore al colon-retto e ciò avviene secondo vari meccanismi.

Le fibre insolubili accelerano il transito intestinale e possono ridurre l’esposizione delle cellule epiteliali ai cancerogeni (es. ammine eterocicliche).

Il Butirrato e la sua Importanza

Alcuni studi hanno evidenziato un calo dei batteri produttori di butirrato nei pazienti con il tumore al colon-retto.

In breve il butirrato agisce come una molecola benefica e protettiva.

Questa conclusione è frutto di anni di approfondimenti scientifici sul ruolo degli acidi grassi a catena corta.

A differenza della maggior parte delle altre cellule del corpo, che utilizzano per i propri fabbisogni soprattutto glucosio, le cellule epiteliali del colon sfruttano il butirrato per il 60-70% dell’energia totale.

Ciò è importante per rimpiazzare una mucosa in continua rigenerazione.

Basti considerare che l’epitelio intestinale si rinnova più velocemente di qualsiasi altro ed in meno di una settimana.

Viceversa le cellule tumorali non sfruttano così bene il butirrato e lo accumulano nel nucleo dove può regolare l’espressione dei geni tramite processi epigenetici.

Inoltre il butirrato può diminuire lo sviluppo tumorale attenuando l’infiammazione attraverso la sua azione sui linfociti ed abbassando la produzione di citochine pro-infiammatorie dai macrofagi intestinali.

Molecole Bioattive e Cancerogenesi

Il tratto intestinale è rivestito da uno strato di epitelio, che se disteso completamente ricoprirebbe una superficie di 200 metri quadrati.

Ne risulta che l’intestino rappresenta l’interfaccia principale tramite cui il nostro organismo si affaccia all’ambiente esterno.

Ciò espone il tratto intestinale all’esposizione di un gran numero di molecole, cancerogeni inclusi.

Tra questi non ci sono solamente quelli originati dall’inquinamento, ma anche quelli prodotti durante la cottura degli alimenti stessi.

Sappiamo, infatti, che i cibi cotti a temperature superiori ai 110° accumulano molecole ad azione cancerogena.

Ciò avviene nelle cotture prolungate al forno, nel barbecue e nei prodotti affumicati.

Le ricerche più recenti puntano l’attenzione sull’importanza di numerose molecole di origine alimentare che sono attive nell’inibizione della cancerogenesi.

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