L'amenorrea è un termine utilizzato quando una donna o un'adolescente non ha il ciclo mestruale. Generalmente non è considerata una malattia, quanto più il segnale di una condizione già esistente.
Cos'è l'Amenorrea?
La parola “amenorrea” identifica un problema molto comune e caro al mondo femminile poiché consiste nell’assenza di un regolare ciclo mestruale. Da 36 a 90 giorni di intervallo si parla di oligomenorrea, oltre i 90 giorni si considera amenorrea. Esistono due famiglie principali di amenorrea, la primaria e la secondaria. Il primo caso si riscontra nel momento in cui non si ha mai avuto naturalmente il mestruo.
Quando non è fisiologica, o collegata ad una gravidanza, svariate sono le cause che portano all'amenorrea. Nonostante il sintomo principale dell’amenorrea sia l’assenza di mestruo, le cause e le conseguenze che comporta possono essere diametralmente opposte. Spesso l”amenorrea è dovuta a stili di vita poco salutari.
Amenorrea Ipotalamica e Perdita di Peso
Prima, un breve inquadramento: l’amenorrea ipotalamica è una condizione per la quale l’interruzione della regolarità mestruale, con un’assenza del ciclo per minimo 6 mesi, è da ricondursi a cause di stress psicofisico; come dietista, tratto questa problematica perché molto spesso è derivata da diete scriteriate di dimagrimento, che portano a perdere troppo peso e -soprattutto- irrigidiscono il comportamento alimentare, creando un pensiero ossessivo e pervasivo riguardante il cibo.
L’amenorrea funzionale ipotalamica (AFI) è una forma di anovulazione cronica non dovuta a cause organiche identificabili, associata allo stress, alla perdita di peso, all’esercizio fisico eccessivo o a una loro combinazione. L’AFI è frequente nelle persone affette da disturbi dell’alimentazione e comune nelle ballerine e nelle atlete che bruciano più calorie con l’esercizio di quanta ne introducono con la dieta. Quando parliamo di amenorrea conseguente a una dieta, inevitabilmente facciamo riferimento anche al peso corporeo: nella maggior parte dei casi, le donne che ne soffrono sono andate incontro a un dimagrimento, ma non è sempre così.
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Quando il dimagrimento avviene, la perdita di peso stessa (e in particolare la variazione nella percentuale di massa grassa) diventa un fattore determinante l’amenorrea: il dimagrimento, perseguito in modo non opportuno, diventa un fattore di stress per il corpo. La variazione improvvisa del peso, con la perdita del tessuto adiposo (grasso corporeo), incide infatti sulla produzione degli ormoni sessuali femminili e sulla loro ciclicità di rilascio, con conseguenti alterazioni mestruali. Si tratta generalmente di una forma di amenorrea ipotalamica con bassi livelli di gonadotropine (FSH, LH) e di estrogeni.
Il Ruolo del Peso Corporeo
Molte donne che si rivolgono a me per un problema di amenorrea ipotalamica sono preoccupate del “fattore peso”: è da recuperare? Devo ingrassare per riavere il ciclo? Per prima cosa, va detto che la maggior parte degli studi che parlando di amenorrea ipotalamica identifica in due valori ben precisi il “minimo” da raggiungere per poter avere un ciclo regolare; questi valori sono i 47 kg di peso e un 18-20% di massa grassa.
- Peso corporeo.
- Percentuale di massa grassa.
I 47 kg citati dagli studi devono essere interpretati come una conditio sine qua non: sotto i 47 kg è molto difficile che una donna abbia il ciclo (a meno che non sia una magrezza naturale e fisiologica), ma questo non significa che siano *sufficienti* per avere il ciclo. Tutto dipende dalla storia ponderale: quale era il peso abituale prima di perdere la regolarità mestruale? A che peso si è entrate in amenorrea?
Posto il fatto che, come anticipato, il peso è solo un tassello del puzzle, quello su cui si possono fare certi ragionamenti è il peso di equilibrio: attraverso la storia ponderale si prova a individuare quel range di peso entro il quale sia possibile che il ciclo torni. Il peso di equilibrio non è calcolabile matematicamente: purtroppo, non è il risultato di uno specifico algoritmo, quanto piuttosto una stima per ottenere la quale fa la differenza l’intuito e l’esperienza del terapeuta (dietista, psicoterapeuta o medico) che ha in cura la paziente. Per capirlo (o meglio, per intuirlo) bisogna prima di tutto avere chiari i meccanismo sottesi all’amenorrea, e in secondo luogo avere la sensibilità per interpretare correttamente le informazioni che vengono fornite dalla paziente.
Accettazione e Ritmicità
Accettare che peso e regolarità mestruale siano in comunicazione l’uno con l’altra, ma non in modo matematico e certo, fa parte di un genere di accettazione più ampia che interessa il mondo femminile: la ciclicità mestruale comporta alti e bassi della marea; giorni di estrema energia e giorni di grande spossatezza, ritenzione di liquidi alternata a tonicità dei tessuti, momenti di fame vorace compensata da parentesi in cui la fame non viene (quasi) affatto avvertita.
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La ritmicità con cui vengono prodotti gli ormoni del ciclo è caratterizzata anche dall’alternanza di fasi più prevedibili e matematiche, e fasi più caotiche e istintive: il peso fa parte del sistema. Non sempre è prevedibile, non sempre è controllabile. Il primo grande passo verso lo sblocco del ciclo deve contemplare l’idea che il peso corporeo non è un problema: che rimanga tale o che aumenti, non siamo noi a decidere aprioristicamente come deve essere. Una volta che il corpo è ben nutrito, e che la mente non è rigidamente incentrata al controllo dei pasti, il peso si muove armonicamente in un verso o nell’altro.
Sintomi dell'Amenorrea
Il sintomo principale dell’amenorrea è l’assenza delle mestruazioni.
Altri sintomi e conseguenze includono:
- Infertilità e problemi con la gravidanza. Senza ovulazione non è possibile avere una gravidanza.
- Stress psicologico.
- Osteoporosi e malattie cardiovascolari. Questi due problemi possono essere causati dall’insufficienza di estrogeni. L’osteoporosi è una riduzione della massa ossea con rischio aumentato di frattura.
- Dolore pelvico.
Trattamenti e Approcci
Da ultimo, la considerazione più importante va fatta riguardo “il ciclo naturale”. Il percorso di guarigione dall’amenorrea ipotalamica deve permettere di arrivare ad un punto in cui il corpo e la mente siano “pronti” ad accogliere il mestruo: si deve lavorare contemporaneamente fornendo i giusti nutrienti, e ammorbidendo le spigolosità con cui si approccia il cibo e il rapporto con il proprio corpo. Se ci sono carenze vitaminiche vanno integrate, e se alcuni supplementi fitoterapici possono essere d’aiuto a nutrire ovaie ed endometrio sono i benvenuti.
Tuttavia, non è detto che il ciclo si sblocchi in modo del tutto naturale: per alcune donne è così, per altre invece si arriva ad un punto in cui tutto è “pronto”, ma di fatto gli ingranaggi ormonali sono troppo arruginiti per muoversi da soli. A questo punto può venire in aiuto una terapia farmacologica ben impostata: terapia che, nel clou dell’amenorrea ipotalamica, non avrebbe funzionato, perché non ve ne erano le condizioni. La scelta di ricorrere comunque a una terapia farmacologica per sbloccare il ciclo non deve essere percepita come un fallimento: spesso le donne arrivano a pensare “ecco, ce l’ho messa tutta, ho fatto il possibile, ma ancora non è stato abbastanza, è colpa mia perché dovevo fare di più”. Non è così!
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L’Endocrine Society ha recentemente pubblicato online sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM) le linee guida per diagnosticare e trattare l’AFI che sottolineano il ruolo fondamentale dell’intervento nutrizionale e cognitivo comportamentale. Negli adolescenti e nelle donne con AFI si consiglia di correggere lo squilibrio energetico per migliorare la funzione dell’asse ipotalamo-pituitario-ovarico (HPO), di correggere i deficit nutrizionali e di ridurre i livelli di attività fisica. Non è consigliabile prescrivere i contraccettivi orali ai pazienti con AFI con il solo scopo di far ritornare il ciclo mestruale o di migliorare la densità minerale ossea.
Sul recupero del peso: spesso, anche per ragazze rese ben consapevoli, soddisfare le esigenze del proprio organismo è causa di disagio, meglio tollerato con appoggio psicologico. Infatti lo Psicologo - oltre a contribuire ad individuare le situazioni più a rischio di anoressia - aiuta la ragazza a “elaborare il lutto” di dover ridimensionare un poco la propria snellezza.
Approccio Alimentare in Caso di Amenorrea
Così come per l’allenamento, anche l’approccio alimentare è fondamentale in caso di amenorrea, e cambia in relazione alle cause. Se l’amenorrea è associata ad un aumento di peso, sovrappeso o obesità, sarebbe indicata una dieta volta al dimagrimento.
E’ consigliabile consumare cibi con basso IG, per rallentare e ridurre la produzione di insulina. Consuma i carboidrati nella prima parte della giornata in modo da assecondare l’azione dell’insulina ed evita gli zuccheri semplici. Il taglio calorico deve essere fatto soprattutto a livello dei carboidrati.
Cosa Fare?
Una volta che ti sei accorta che “qualcosa non funziona”, il primo step è sicuramente quello di farsi aiutare da uno specialista, come il ginecologo. Ci sono casi in cui l’amenorrea secondaria si riesce a risolvere o gestire grazie all’allenamento e alla dieta giusta, ma in altrettanti è necessario un aiuto farmacologico.
Se non li ha già effettuati, può eseguire i dosaggi ormonali specifici con l’aggiunta della valutazione della funzionalità tiroidea e della prolattina (che è un ormone da stress). Riacquistando il peso ideale, con una dieta bilanciata che il nutrizionista saprà sicuramente indicarle, assisterà progressivamente a una ripresa della normale ciclicità mestruale.
In parallelo, le consigliamo di affrontare e rimuovere, eventualmente con l’aiuto di un buon psicoterapeuta, le cause dello stress che ha determinato l’amenorrea: solo così il recupero del chili perduti si stabilizzerà e lei potrà uscire da questa situazione così pericolosa per la sua salute.
Importanza del Sollecito Recupero
L’importanza del sollecito recupero del peso e/o di un adeguato apporto nutrizionale riguarda in particolare le adolescenti, perché se la carenza nutrizionale si protrae a lungo si può avere una penalizzazione, a volte per la crescita staturale, e comunque per la buona strutturazione dell’osso.
Attenzione, però: ciò è vero quanto più il recupero dei chili perduti è tempestivo. Tenga infatti presente che la carenza estrogenica correlata a un eccessivo e prolungato dimagrimento può causare danni al cervello, alle ossa e alla fertilità, e che certe lesioni alla materia grigia cerebrale sono irreversibili, anche quando la donna torni a un peso normale.