Stili di Vita e Nutrizione nelle Varie Età della Vita: Linee Guida

Ogni età ha le sue specifiche esigenze nutrizionali speciali. Per supportare i processi fisiologici nelle diverse fasi di crescita, il pediatra deve conoscere i bisogni nutrizionali specifici del bambino e di come cambiano in base a età e stato di salute. Le carenze di macronutrienti e micronutrienti hanno un impatto significativo sulle funzioni vitali e sulla crescita, una conoscenza step-by-step della loro influenza durante le differenti fasi dell’età evolutiva può rappresentare un’utile guida per la pratica clinica e costituisce il principale obiettivo di questo articolo.

Macronutrienti e Micronutrienti: Una Panoramica

La scienza della nutrizione distingue due grandi classi di nutrienti: macronutrienti e micronutrienti. I macronutrienti determinano l’apporto calorico complessivo. Si distinguono in carboidrati, proteine e lipidi. I micronutrienti invece non forniscono energia, ma sono ugualmente cruciali per la salute e per funzioni vitali, anche se necessari in minime quantità.

Fabbisogni Nutrizionali da 0 a 6 Mesi: Dieta Lattea

I primi 6 mesi di vita si caratterizzano per una rapida sintesi tessutale e per una dieta esclusivamente lattea. La crescita è molto rapida in questo periodo: a 6 mesi il peso della nascita di solito radoppia, la lunghezza incrementa di 15 cm e la circonferenza cranica di 8 cm. Contestualmente il lattante sviluppa rapidamente nuove funzioni neurocognitive e motorie.

Valutazione Nutrizionale

La valutazione nutrizionale nei primi 6 mesi richiede una frequente osservazione della nutrizione e la valutazione di lunghezza, peso e circonferenza cranica. Un normale incremento di peso e lunghezza è segno di buona salute; l’incremento della circonferenza cranica riflette la crescita cerebrale che solitamente raddoppia il suo volume al termine del primo anno di vita. Nei primi 6 mesi è raccomandato pesare il lattante settimanalmente, mentre una valutazione antropometrica completa dovrebbe essere effettuata alla nascita, a un mese di vita e ogni 3 mesi. Le curve di crescita dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono uno strumento essenziale per la valutazione delle crescita.

Latte Materno

Il latte materno nel primo semestre risponde pienamente ai bisogni di energia, proteine, carboidrati e lipidi. Soddisfa anche il fabbisogno di liquidi, pertanto, prima dello svezzamento, va evitato l’uso di bevande zuccherate, tisane e infusi. L’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo al seno per 4-6 mesi, con una successiva introduzione di alimenti complementari. L’allattamento al seno promuove salute e crescita, pertanto sono raccomandate tutte le pratiche che lo incentivano, ad esempio il contatto pelle a pelle precoce e l’attaccamento al seno nella prima ora di vita.

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Fabbisogno Energetico, Proteico e Lipidico

  • Fabbisogno energetico: Dipende da metabolismo basale (BMR), crescita, termogenesi indotta dalla dieta (DIT) e livello di attività fisica (PAL), ma nel primo semestre i principali determinanti sono il BMR e la crescita.
  • Fabbisogno proteico: Il fabbisogno proteico varia con l’età e viene indicato dal PRI, ossia, l’apporto di un nutriente che risponde ai fabbisogni di almeno il 97,5% dei soggetti di una popolazione osservata. Il fabbisogno proteico a 6 mesi raggiunge un PRI di 1,31 g/kg/die. L’allattamento esclusivo al seno permette al lattante di soddisfare il suo fabbisogno proteico nel primo semestre.
  • Fabbisogno lipidico: I lipidi hanno sia funzione energetica sia plastica e comprendono acidi grassi essenziali a lunga catena (LC PUFA) e i loro derivati come l’acido arachidonico (ARA) e il DHA. L’allattamento esclusivo al seno soddisfa i fabbisogni lipidici del primo semestre sia in termini quantitativi sia qualitativi.
  • Fabbisogno di carboidrati: Il latte materno fornisce al lattante un costante apporto di carboidrati e il lattosio rappresenta il principale zucchero contenuto (60-78 g/L) rappresentando il 40% del contenuto energetico del latte.

Micronutrienti Essenziali

Il lattante necessita di micronutrienti e il latte materno è adeguato a soddisfarne i fabbisogni. Tra i minerali, il calcio (Ca) e il fosforo (P) sono essenziali per la crescita e il latte materno ne è ricco. Lo iodio è essenziale per il feto e per il lattante, la sua carenza determina ipotiroidismo e cretinismo, ma il latte materno ne fornisce adeguate quantità. La vitamina D è essenziale per l’assorbimento del calcio e la sintesi ossea, il latte materno ne è carente, pertanto la supplementazione giornaliera con 10 ug è raccomandata per il primo anno di vita. Il latte materno è relativamente carente in zinco (Zn), ma i depositi costituiti durante la gravidanza sono sufficienti per il primo semestre. Il latte materno è carente in ferro e i lattanti utilizzano i depositi di ferro acquisiti in utero, ma nei pretermine le riserve di ferro potrebbero non essere sufficienti, pertanto, in questa popolazione, la supplementazione (2 mg/kg) è raccomandata dal primo mese di vita al compimento del primo anno.

Fabbisogni Nutrizionali da 6 Mesi a 2 Anni

Dopo l’imponente crescita dei primi 6 mesi, la velocità di crescita si riduce nel secondo semestre di vita. Dopo il sesto mese il latte materno non soddisfa più i fabbisogni nutrizionali, pertanto occorre introdurre cibi complementari. Lo svezzamento è un momento delicato che deve essere guidato durante il quale possono instaurarsi cattive abitudini alimentari come diete sbilanciate o selettive, iponutrizione e ipernutrizione. La valutazione nutrizionale durante la prima infanzia comprende la valutazione di lunghezza, peso e circonferenza cranica.

Fabbisogno Energetico e Proteico

  • Fabbisogno energetico: Nel periodo tra 6 e 24 mesi il fabbisogno energetico dipende da BMR, PAL e crescita. L’apporto energetico deriva dall’assunzione di carboidrati, grassi e proteine che devono essere assunti in maniera bilanciata.
  • Fabbisogno proteico: Il fabbisogno proteico si modifica con la crescita, pertanto varia con l’età: a un anno il PRI è di 1,14 g/kg/die, successivamente si riduce consensualmente al rallentamento della crescita. L’intake proteico raccomandato si misura come percentuale dell’energia assunta (%E) e sotto i 2 anni deve essere inferiore al 15%E, preferibilmente nel range 8-12%E.

Fabbisogno Lipidico e di Carboidrati

  • Fabbisogno lipidico: I grassi sono i macronutrienti con maggiore densità calorica, permettono l’assorbimento di vitamine liposolubili e sono fonte di acidi grassi essenziali e colesterolo. I lipidi supportano la crescita e lo sviluppo cerebrale e durante la prima infanzia dovrebbero rappresentare il 40%E.
  • Fabbisogno di carboidrati: I carboidrati sono macronutrienti con funzione energetica esclusiva e indispensabili nel metabolismo degli eritrociti e di organi vitali come rene e cervello. L’intervallo di riferimento per l’intake di carboidrati nella prima infanzia è compreso tra il 45%-60%E.

Micronutrienti Essenziali

Dopo lo svezzamento, una dieta varia è fondamentale per ottenere un adeguato apporto di micronutrienti. Calcio, fosforo e vitamina D sono essenziali per la crescita ossea; lo iodio permette la sintesi degli ormoni tiroidei e la mielinizzazione cerebrale; il ferro è principalmente necessario per la sintesi dei globuli rossi e dei nuovi tessuti. Infine, lo zinco è essenziale per la crescita e la regolazione del sistema immunitario. Calcio, fosforo e vitamina D sono essenziali per la crescita ossea; lo iodio permette la sintesi degli ormoni tiroidei e la mielinizzazione cerebrale; il ferro è principalmente necessario per la sintesi dei globuli rossi e dei nuovi tessuti. Infine, lo zinco è essenziale per la crescita e la regolazione del sistema immunitario.

Nutrizione nella Terza Età

L’invecchiamento è un processo naturale e complesso. Nel corso della vita si verificano cambiamenti in tutte le parti del corpo, incluso il cervello. Questi cambiamenti sono influenzati dalla genetica, dalla biologia e dalle interazioni con l’ambiente. Dopo i 50 anni, sia l'altezza che il peso tendono a diminuire gradualmente. Con l'avanzare dell'età, si osserva anche un aumento della massa grassa, soprattutto a livello addominale, una riduzione della massa muscolare e della massa magra, una demineralizzazione delle ossa e una riduzione dell'acqua corporea. In generale, queste evoluzioni portano a un progressivo peggioramento delle prestazioni fisiche e dello stato di salute di una persona anziana.

Sarcopenia e Obesità Sarcopenica

Quando la riduzione della massa magra è tale da limitare lo svolgimento delle attività quotidiane, si parla di sarcopenia. Se alla carenza di massa magra si associa un eccesso di massa grassa, allora si configura una condizione che viene definita obesità sarcopenica. Questi cambiamenti sono anche responsabili della riduzione del metabolismo basale. Tra i fattori che influenzano questo processo, le abitudini alimentari salutari, l’attività fisica moderata e costante, il sonno adeguato e l’astensione dal fumo di sigaretta e dagli alcolici hanno un ruolo centrale nel condurre a un invecchiamento sano e attivo.

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Fabbisogno Nutrizionale nella Terza Età

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno intenso e progressivo che caratterizza le società occidentali. L’attenzione all’alimentazione per le persone anziane è cresciuta negli ultimi 10-15 anni, in parallelo con l’aumentare di questa fascia di popolazione. In generale, la dieta degli anziani non differisce dal punto di vista qualitativo da quella degli adulti, sebbene sia il fabbisogno energetico sia l’appetito diminuiscano con il passare degli anni, a causa di alterazioni sensoriali, della comparsa di problemi masticatori e di modificazioni che coinvolgono l’apparato gastroenterico. Perciò, l’unico modo per garantire al proprio organismo un adeguato apporto nutrizionale sta nel scegliere un’alimentazione più varia ed equilibrata possibile. Anche in questa fase della vita, come nell'età adulta, una delle condizioni essenziali per godere di un buono stato di salute è mantenere un peso corporeo ottimale. Per un uomo anziano il fabbisogno energetico giornaliero si aggira intorno alle 2.000 kcal, mentre per la donna è tra 1.700 e 1.800 kcal.

Dieta Mediterranea nella Terza Età

Un tipo di alimentazione a cui fare riferimento, anche in età geriatrica, è la dieta mediterranea. I benefici sono tanto più significativi quanto più precoce è stata l’adozione di questo tipo di alimentazione nel corso della vita, anche ai fini della prevenzione oncologica. Considerando l’alto contenuto di flavonoidi, acidi grassi omega-3 e acido folico, si ritiene che questo tipo di alimentazione possa ostacolare l'infiammazione subclinica, ritardando così il processo di invecchiamento cellulare che può portare alla formazione di tumori. Al di là dei meccanismi biologici ancora da chiarire, è importante sapere che i benefici della dieta mediterranea si registrano anche nel corso della terza età. Per questo motivo non è mai troppo tardi per rivedere le proprie abitudini anche a tavola, anche se l’effetto preventivo è tanto maggiore quanto più precocemente si adotta uno schema alimentare di questo tipo.

Consigli per la Tavola

La dieta mediterranea negli anziani prevede delle integrazioni rispetto alle indicazioni che riguardano in generale gli adulti. In particolare, occorre porre molta attenzione al consumo di acqua, che deve mantenersi intorno a 1,5 lt al giorno. Una volta assicurata un’idratazione sufficiente, i macronutrienti che devono far parte della dieta nel corso della terza età sono gli stessi di tutte le altre fasi della vita. Anche la dieta degli anziani deve avere come perno il consumo di carboidrati e dunque di alimenti a base di cereali, da prevedere a ogni pasto principale, per un totale di 4-5 porzioni al giorno. Lo stesso discorso vale per la frutta e la verdura, la cui scelta deve ricadere preferibilmente sui prodotti di stagione, con 3-5 porzioni al giorno. Nonostante con l’avanzare dell’età si registri spesso un progressivo calo dell’appetito, è fondamentale che la persona anziana assuma ogni giorno 2 porzioni di alimenti del gruppo “carne, pesce e uova”. Occorre invece limitare il consumo di carne rossa e insaccati e privilegiare pesce (fonte naturale di omega-3), carni bianche e uova. Mantenere un adeguato apporto di proteine è fondamentale per preservare la salute dei muscoli e delle ossa e, di conseguenza, prevenire la sarcopenia.

Alcol, Sale e Pianificazione dei Pasti

Per quanto riguarda gli alcolici, le soglie massime di consumo raccomandate per le persone sopra i 65 anni sono inferiori a quelle per gli adulti: non più di 1 unità alcolica al giorno (330 ml di birra e 125 di vino). Gli anziani dovrebbero limitarne l’utilizzo del sale, in quanto primo fattore di rischio per l’ipertensione arteriosa. In una fase della vita in cui si ha più tempo a disposizione, ma progressivamente si tende ad avvertire meno il senso della fame, è importante dedicare il giusto spazio anche alla pianificazione dei pasti.

Decalogo della Longevità

Il decalogo della longevità stilato dal Ministero della salute:

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  1. Variare gli alimenti, ma non rinunciare a frutta e verdura.
  2. Riconoscere e comunicare i segnali della malnutrizione.
  3. Non restare a secco.
  4. Imparare a distinguere i carboidrati semplici da quelli complessi.
  5. Aggiungere, a o.

Tabella Riepilogativa dei Fabbisogni Lipidici nella Prima Infanzia

Tipo di Acido Grasso Percentuale dell'Energia Assunta (%E)
Acidi grassi monoinsaturi (MUFA) 15%
Acidi grassi saturi (SFA) <10%
Omega 6 PUFA (acido linoleico) 4-8%
Omega 3 PUFA (acido alfa linolenico) 0.5-2%
Acidi grassi trans <1%
DHA 100 mg/die

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