Succo di Bergamotto: Benefici per la Salute e per Dimagrire

Il bergamotto è un frutto eccezionale, dal profumo e dal sapore intenso. Il suo carattere forte, amaro e pervasivo, solletica il gusto raffinato di chi sa amare questo agrume. Viene utilizzato in vari modi, per creare olio essenziale, per ottenere un succo salutare oppure per dare sapore a una buona insalata estiva.

Il bergamotto (Citrus bergamia) è un agrume piccolo e tondeggiante, simile a un’arancia ma dal colore giallo-verdognolo. Il bergamotto ha un gusto intenso, amarognolo, un profumo inconfondibile ed è un frutto tipicamente italiano: le qualità più rinomate, infatti, si coltivano in Calabria, in particolare nella zona della Locride, da cui proviene il 90% della produzione mondiale.

Proprietà e Benefici del Bergamotto

Quando si parla di bergamotto, la lista dei suoi effetti positivi sulla salute è davvero lunga. Le proprietà del bergamotto derivano dalla sua composizione chimica ricca di flavonoidi, vitamine e antiossidanti. Insomma, un agrume ricco di principi attivi.

Il succo di bergamotto contiene un’elevata concentrazione di Bioflavonoidi, che conferisce all’agrume proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e vasoprotettive.

  • Riduzione del colesterolo: Tra le proprietà del bergamotto, quella di abbassare i livelli di colesterolo LDL è una delle più studiate. Grazie alla presenza di flavonoidi, il bergamotto è in grado di agire in modo simile alle statine, senza però gli effetti collaterali dei farmaci.
  • Supporto al metabolismo: Si dice spesso che il bergamotto fa dimagrire, e in parte è vero.
  • Effetto antiossidante: Le proprietà del bergamotto includono una forte azione contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare.
  • Azione rilassante: L’olio essenziale di bergamotto è noto per i suoi effetti calmanti e antistress.

Composti Bioattivi

Il bergamotto si differenzia dagli altri Agrumi non solo per la composizione dei suoi flavonoidi, ma anche per il loro contenuto particolarmente elevato. È stato visto come il bergamotto sia ricco di flavonoidi quali neoeriocitrina, neoesperidina, naringina, rutina, neodesmina, roifolina e poncirina. Tra questi la naringina, presente anche in pompelmo, è già stata segnalata per essere attivo in modelli animali di aterosclerosi mentre è stato dimostrato che la neoeriocitrina e la rutina sono in grado di inibire l’ossidazione delle LDL. Nello specifico il succo di bergamotto è ricco di neoesperidosidi di esperetina e naringenina, come la melitidina e brutieridina.

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Effetti sui Lipidi e sulla Glicemia

Un’azione molto importante che svolge il succo di bergamotto, è anche quella di ridurre considerevolmente grassi e zuccheri presenti nel sangue. L’Esperidina e la Naringina contenute all’interno, svolgono la funzione d’inibire la sintesi del colesterolo. Per questo motivo si tratta di un rimedio naturale assolutamente consigliato a chi ha valori alti di colesterolo e glicemia. Questo in quanto i due Polifenoli hanno una struttura simile all’enzima HMG-CoA Reduttasi Epatica. C’è anche da sottolineare che alcuni studi, hanno messo in luce la sua capacità d’inibire fortemente anche la sintesi epatica dei trigliceridi.

Studi sperimentali ed epidemiologici, hanno dimostrato che la frazione polifenolica del bergamotto (BPF) migliora la lipemica sierica profilo e normalizza la pressione sanguigna nei pazienti affetti da SM. L’effetto del BPF nell’abbassare il colesterolo, i trigliceridi e il glucosio nei pazienti affetti da SM è accompagnata da riduzione di LDL-C ed elevazione di HDL-C.

Infatti, una maggiore clearance di piccole particelle di lipoproteine fanno sì che queste particelle diventino substrati migliori per lipoproteina lipasi. L’aumento della cascata da VLDL a IDL a LDL comporterebbe aumento del numero di grandi particelle di LDL e fornisce superficie costituenti per la formazione di grandi HDL. La diminuzione delle VLDL grandi e medie diminuisce lo scambio mediato da proteine di trasferimento dell’estere del colesterolo, diminuendo la formazione e il numero di piccole particelle LDL.

Bergamotto e Sindrome Metabolica

Negli ultimi anni è andato crescendo l’interesse per lo studio degli effetti dei flavonoidi, i quali possono svolgere un ruolo importante nel miglioramento prediabete grazie alle loro proprietà multi-azione nel contrastare meccanismi fisiopatologici che portano allo sviluppo della SM (sindrome metabolica). I benefici per la salute dei polifenoli sono generalmente attribuiti ad entrambi meccanismi non specifici, dipendenti da un ampio potere antiossidante ed attività e meccanismi più specifici.

Recentemente, il potenziale terapeutico dei derivati del bergamotto è anche stato studiato in studi sull’uomo.

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Bergamotto e Medicina della Longevità

La medicina della longevità si concentra sull’ottimizzazione della salute fisica e metabolica per prolungare la durata della vita in buona salute, riducendo i rischi associati a patologie croniche e degenerative. Tra queste, l’obesità osteosarcopenica rappresenta una sfida particolarmente complessa. Questa condizione, che combina l’accumulo di massa grassa, la perdita progressiva della massa muscolare e una diminuzione della densità minerale ossea, è associata a un peggioramento della qualità della vita, a una maggiore incidenza di fratture e a una progressiva riduzione della funzionalità fisica.

Il bergamotto (Citrus bergamia), una risorsa naturale tradizionalmente utilizzata in ambito fitoterapico, è recentemente oggetto di interesse per la sua capacità di modulare i processi metabolici e infiammatori, che potrebbero contribuire a migliorare la gestione di queste complesse condizioni.

La revisione ha evidenziato che gli estratti di bergamotto possono agire riducendo i livelli di colesterolo LDL e migliorando il controllo della glicemia, un beneficio significativo per chi soffre di sindrome metabolica e insulino-resistenza. Inoltre, i dati mostrano che il bergamotto potrebbe modulare la produzione di citochine pro-infiammatorie come TNF-α, IL-6 e IL-1β, contribuendo così alla riduzione dello stato infiammatorio cronico che è spesso presente in soggetti obesi.

Il potenziale di questo frutto risiede nella sua capacità di modulare più vie metaboliche, il che potrebbe risultare utile soprattutto per i soggetti anziani con un profilo di rischio elevato.

Utilizzo in Cucina

Nel settore gastronomico il succo di bergamotto viene usato in particolare per aromatizzare il tè e per realizzare un’ottima vinaigrette. Il succo di bergamotto in cucina può essere utilizzato per creare piatti freschi ed estivi. Aggiunto a del ghiaccio e una piccola dose di zucchero, può essere direttamente bevuto. Disseta, purifica, rinfresca e soprattutto fa bene al nostro organismo.

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Il suo sapore unico, forte, fresco e deciso, rende questo agrume sfizioso per gli chef più creativi. Permette infatti di creare piatti nuovi, con giochi di sapori interessanti. Non solo dolci, ma anche primi e secondi. Si abbina molto bene infatti con la carne oppure con i risotti. Il tè al bergamotto invece è molto conosciuto e amato.

Come Consumare il Succo di Bergamotto

Il succo di bergamotto può essere consumato sia puro che diluito. Però vista l’intensità e l’asprezza dell’agrume si consiglia di berlo diluito in acqua, oppure in una spremuta o ancora nel tè. Inoltre per poter godere di tutti i suoi benefici si consiglia di assumerlo per un periodo di tempo lungo, soprattutto se dobbiamo contrastare il colesterolo cattivo. Se vogliamo quindi assumerlo diluito perché puro risulta troppo intenso, dovremo procedere con 250 ml di succo in un litro d’acqua.

Il succo di bergamotto, essendo molto amaro, può essere dolcificato ma evitando lo zucchero. Possiamo optare quindi per sciroppo d’acero, oppure miele. Si consiglia l’assunzione al mattino come nel caso anche del succo di limone.

Precauzioni e Controindicazioni

Per quanto sia benefica l’assunzione di bergamotto, dobbiamo sempre stare attenti alle dosi e alla dieta che facciamo. Infatti, consumare il succo di bergamotto, pur non presentando controindicazioni, potrebbe rappresentare un problema se seguiamo un regime alimentare squilibrato. Dobbiamo accompagnare la sua assunzione, con una dieta sana e dell’attività fisica.

Va anche considerato che il bergamotto agisce sulla pressione sanguigna in modo considerevole. In particolare, i casi in cui è meglio non berlo è quando si soffre di disturbi come glaucoma, asma bronchiale e bradicardia. Questo perché ha degli effetti sulla pressione del sangue, ma sia chiaro, non significa che chi soffre di uno di questi disturbi non possa nemmeno assaggiarlo!

Un altro caso in cui bisogna consumarlo con qualche accorgimento è quando si soffre di gastrite e reflusso, ma è sostanzialmente la stessa regola che vale per il limone e altri agrumi. Il bergamotto è piuttosto amaro e dunque è meglio consumarlo a stomaco pieno e diluito, tutto qui.

L’olio essenziale di bergamotto è sicuro per la maggior parte delle persone, se aggiunto in piccolissime quantità (pochissime gocce) al cibo o applicato localmente. La sicurezza durante la gravidanza e l’allattamento non è stata stabilita. L’ingestione dell’olio essenziale di bergamotto è sconsigliata, a meno che non sia certificato per uso alimentare.

È quindi meglio seguire una dieta variata piuttosto che concentrarsi sui singoli cibi come chiave per una buona salute.

Tabella dei Benefici del Bergamotto

Beneficio Meccanismo d'Azione
Riduzione del Colesterolo LDL Flavonoidi che agiscono in modo simile alle statine
Supporto al Metabolismo Modulazione delle vie metaboliche
Effetto Antiossidante Azione contro i radicali liberi
Azione Rilassante Effetti calmanti e antistress dell'olio essenziale
Controllo della Glicemia Favorisce il metabolismo del glucosio nel fegato e nei muscoli

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