Trapianto di Fegato: Una Salvezza per le Vittime del Colpo di Calore

Il colpo di calore è una condizione potenzialmente letale che può verificarsi quando siamo esposti a una temperatura troppo alta, associata a un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione.

Può causare danni, temporanei o permanenti, a organi vitali come cuore, polmoni, reni, fegato e cervello.

Maggiore è la temperatura, soprattutto se superiore a 41 °C, più rapidamente si manifestano i problemi.

Il Collegamento tra Colpo di Calore e Danno Epatico

Un colpo di calore si manifesta quando la temperatura corporea aumenta rapidamente (in 10-15 minuti) fino anche a 40-41° C.

Il primo sintomo è sicuramente un improvviso malessere generale. A questa situazione, seguono mal di testa, nausea, vomito e sensazione di vertigine, fino ad arrivare a stati d’ansia e stati confusionali.

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Quando le temperature sono alte, la perdita eccessiva di liquidi dall’organismo può determinare pericolose alterazioni metaboliche. I segni principali della disidratazione sono: sete, debolezza, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, crampi muscolari, abbassamento della pressione arteriosa.

Trapianto di Fegato: Una Speranza di Vita

Il trapianto di fegato rappresenta una soluzione salvavita in casi di insufficienza epatica fulminante causata da colpo di calore.

Recentemente, diversi casi hanno dimostrato l'efficacia di questo intervento in situazioni di emergenza.

Caso 1: Ragazzo greco di 14 anni salvato a Torino

Nei giorni scorsi un ragazzo 14enne di nazionalità greca è stato salvato presso la Città della Salute e della Scienza di Torino (CDSS) - presidio Molinette-, grazie a un trapianto di fegato eseguito in super-urgenza nazionale per un’insufficienza epatica acuta da colpo di calore.

Il giovane, 14 anni di nazionalità greca, è affetto da “anidrosi”, una rara malattia congenita che non consente al corpo di produrre sudore.

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Affetto da “anidrosi” (rara malattia congenita che non consente al corpo di produrre sudore), il ragazzo stava facendo un’escursione con alcuni amici vicino alla città di Ioannina, nord della Grecia.

Complici l’elevata temperatura ambientale e lo sforzo fisico, la temperatura corporea del ragazzo, che non può sudare, è aumentata fino a raggiungere i 42 gradi, con perdita dei sensi e coma.

Così quando era con i suoi amici a fare l’escursione, nella città di Ioannina, a causa delle alte temperature e dello sforzo fisico, il suo corpo ha raggiunto i 42 gradi.

I giovani compagni hanno immediatamente lanciato un SOS.

I suoi amici hanno subito lanciato un Sos.

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Un’ambulanza giunta sul luogo ha trasportato il ragazzo nel posto sanitario più vicino, dove il paziente è stato raffreddato utilizzando impacchi di acqua e ghiaccio.

Un’ambulanza ha raggiunto il ragazzo e lo ha trasportato nel più vicino punto sanitario ma impacchi di ghiaccio e di acqua, usati per raffreddare il corpo del giovane non sono stati sufficienti a fargli riprendere conoscenza, e ha avuto delle convulsioni.

Nonostante questo, è andato incontro a convulsioni e non ha ripreso conoscenza.

È stato quindi portato in emergenza all’ospedale di Ioannina, dove è stato intubato.

Così è stato trasferito in emergenza all’ospedale di Ioannina dove è stato intubato e stabilizzato.

Stabilizzato, è stato inviato nella più vicina terapia intensiva pediatrica, a Patrasso.

I rianimatori pediatrici hanno registrato nelle 36 ore successive al ricovero una rapida e progressiva compromissione della funzione epatica, a cui è seguito un ittero e un deterioramento della via della coagulazione regolata dal fegato.

I rianimatori pediatrici hanno monitorato il ragazzo e constatato nelle 36 ore successive al ricovero una rapida e progressiva compromissione della funzione epatica, a cui è seguito un ittero ed un deterioramento della via della coagulazione regolata dal fegato.

A quel punto la diagnosi è stata di insufficienza epatica acuta severa da colpo di calore, con stato di coma persistente.

A quel punto la diagnosi è stata di insufficienza epatica acuta severa da colpo di calore, con stato di coma persistente.

Per questo motivo i medici greci hanno contattato l’Hellenic Transplant Organization di Atene, richiedendo l’attivazione del protocollo di collaborazione con l’Italia per il trapianto di fegato.

Trascorsi tre giorni dal colpo di calore, al mattino, il Centro Nazionale Trapianti che è diretto dal dottor Giuseppe Feltrin ha diramato la richiesta dalla Grecia di trasferimento urgente del ragazzo ai Coordinamenti Regionali dei Centri di trapianto fegato pediatrico che collaborano con la Grecia.

Nella tarda mattinata del terzo giorno dopo il colpo di calore, il Centro Nazionale Trapianti (diretto dal dott. Giuseppe Feltrin) diramava la richiesta dalla Grecia di trasferimento urgente del ragazzo ai Coordinamenti Regionali dei Centri di trapianto fegato pediatrico che collaborano con la Grecia.

E’ intervenuto il professor Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianti Fegato e del dipartimento di Chirurgia e Trapianti della Città della Salute e della Scienza di Torino, che ha subito accettato la richiesta trasmessa dal Centro Regionale Trapianti del Piemonte e Valle d’Aosta, diretto dal dottor Federico Genzano.

Il prof. Renato Romagnoli (Direttore del Centro Trapianti Fegato e del Dipartimento di Chirurgia e Trapianti della Città della Salute e della Scienza di Torino) ha immediatamente accettato la richiesta trasmessa dal Centro Regionale Trapianti del Piemonte e Valle d’Aosta (diretto dal dott. Federico Genzano).

Il professor Renato Romagnoli (Direttore del Centro Trapianti Fegato e del Dipartimento di Chirurgia e Trapianti della Città della Salute e della Scienza di Torino) ha immediatamente accettato la richiesta trasmessa dal Centro Regionale Trapianti del Piemonte e Valle d’Aosta (diretto dal dott. Federico Genzano).

E così tramite il Coordinamento del Centro Regionale Trapianti e del Servizio di Emergenza Sanitaria 118 Piemonte, il ragazzo è arrivato all’aeroporto di Torino Caselle con un volo sanitario dedicato, durante il tragitto è stato accompagnato da un rianimatore greco e dalla madre, è stato così trasportato alle Molinette in ambulanza assistito da un’équipe medica del Dipartimento di Anestesia.

Tramite il Coordinamento del Centro Regionale Trapianti e del Servizio di Emergenza Sanitaria 118 Piemonte, il ragazzo è arrivato all’aeroporto di Torino Caselle con un volo sanitario dedicato (accompagnato da un rianimatore greco e dalla madre) e trasportato alle Molinette in ambulanza assistito da un’équipe medica del Dipartimento di Anestesia (diretto dal dottor Maurizio Berardino).

Appena arrivato e per tutta la notte è stato sottoposto agli accertamenti necessari a valutarne la trapiantabilità, in particolare una risonanza magnetica encefalica indicata dalla neurologa dott.ssa Elisa Montalenti.

Appena arrivato e per tutta la notte è stato sottoposto agli accertamenti necessari a valutarne la trapiantabilità, in particolare una risonanza magnetica encefalica indicata dalla neurologa dottoressa Elisa Montalenti.

Al mattino, con tutti gli esami pronti, è stato inserito nella lista d’attesa italiana per trapianto di fegato, con il livello massimo di priorità: super-urgenza nazionale.

Al mattino, con tutti gli esami pronti, la dottoressa Maria Torrani (gastro-epatologa del gruppo diretto dalla dottoressa Silvia Martini) ha dato indicazione per inserirlo nella lista d’attesa italiana per trapianto di fegato, con il livello massimo di priorità: super-urgenza nazionale.

Trascorse le prime 24 ore senza offerte d’organo compatibili, Romagnoli ha cominciato a valutare anche quelle con gruppo sanguigno non compatibile con quello del ragazzo.

Trascorse le prime 24 ore senza offerte d’organo compatibili, il professor Romagnoli ha cominciato a valutare anche quelle con gruppo sanguigno non compatibile con quello del ragazzo.

Trascorse le prime 24 ore senza offerte d’organo compatibili, il professor Romagnoli ha cominciato a valutare anche quelle con gruppo sanguigno non compatibile con quello del ragazzo.

Al secondo giorno di attesa sia stata segnalata proprio in Piemonte, grazie al Coordinamento Regionale Prelievi, la disponibilità di un donatore di gruppo sanguigno compatibile e con caratteristiche dimensionali e di qualità adeguate.

Buona sorte ha voluto che nella seconda giornata di attesa sia stata segnalata proprio in Piemonte, grazie al Coordinamento Regionale Prelievi (diretto dalla dott.ssa Anna Guermani), la disponibilità di un donatore di gruppo sanguigno compatibile e con caratteristiche dimensionali e di qualità adeguate.

Nel frattempo, il ragazzo, ricoverato nella Rianimazione Centrale delle Molinette (gestita dal dott. Antonio Toscano), era dializzato dai nefrologi del prof. Luigi Biancone.

Nel frattempo il ragazzo, ricoverato nella Rianimazione Centrale delle Molinette (gestita dal dott. Antonio Toscano), era dializzato dai nefrologi del prof. Luigi Biancone.

Dopo meno di 60 ore dall’arrivo in Italia, il ragazzo greco entrava in sala operatoria del Centro Trapianti Fegato di Torino per essere sottoposto a un intervento più che mai salvavita.

Il trapianto (il numero 4.300 del Centro torinese) è durato 10 ore ed è stato condotto dal prof. Romagnoli e dalla sua équipe medico-infermieristica.

Il trapianto (il numero 4.300 del Centro torinese) è durato 10 ore ed è stato condotto dal prof. Romagnoli e dalla sua équipe, è durato circa 8 ore ed è tecnicamente riuscito.

L’intervento è riuscito, la ripresa funzionale del fegato trapiantato è stata rapidissima, ed il decesso per insufficienza epatica è stato del tutto scongiurato.

L’intervento è riuscito, la ripresa funzionale del fegato trapiantato è stata rapidissima, ed il decesso per insufficienza epatica è stato del tutto scongiurato.

Attualmente il ragazzo è stato estubato ed è sveglio.

Attualmente il ragazzo è stato estubato ed è sveglio.

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