Vaccino COVID-19: Effetti Collaterali, Rischi e Sicurezza

La vaccinazione contro il COVID-19 ha rappresentato una svolta cruciale nella lotta alla pandemia, salvando milioni di vite in tutto il mondo. Tuttavia, come per ogni intervento medico, è fondamentale essere consapevoli dei potenziali effetti collaterali e dei rischi associati. Questo articolo esamina in dettaglio gli effetti avversi riscontrati con i vaccini COVID-19, con particolare attenzione alla miocardite, alle reazioni nei bambini e al loro impatto sulla popolazione obesa.

Effetti Avversi Comuni e Meno Comuni

Gli effetti indesiderati del vaccino somministrato per contrastare la diffusione del Covid-19 sono le reazioni avverse che si manifestano come conseguenza alla somministrazione del siero antivirale. Tra gli effetti collaterali non gravi vi sono per vaccino reazioni tipiche che si manifestano con l’attivazione del sistema immunitario. Questi eventi, catalogati come non gravi, si verificano generalmente entro le 72 ore dopo la somministrazione del vaccino e scompaiono dopo appena qualche giorno. I profili di sicurezza dei vaccini anti-Covid19 sono rassicuranti. Infatti, le reazioni avverse ai vaccini si verificano con un’incidenza davvero bassa.

Tra gli effetti collaterali più frequenti post vaccino si elencano dolore o arrossamento nella sede dell’inoculo (il braccio), ingrossamento dei linfonodi ascellari omolaterali, brividi, febbre, astenia, dolori osteo-muscolari, cefalea, nausea, vomito o diarrea nelle prime 72 ore dopo la vaccinazione. Queste reazioni possono anche essere considerate in senso positivo ovvero come reazione del nostro organismo al vaccino. Solitamente scompaiono nel giro di 2 o 3 giorni con l’unica eccezione dell’ingrossamento dei linfonodi che può perdurare per qualche giorno in più.

Reazioni Avverse Rare ma Gravi

Oltre agli effetti comuni, esistono reazioni avverse più rare ma potenzialmente gravi che richiedono attenzione:

  • Anafilassi: La reazione anafilattica è una degli effetti indesiderati del vaccino. Si tratta di una grave reazione allergica acuta, generalizzata, che può essere pericolosa per la salute e raramente fatale. La reazione anafilattica si manifesta con una frequenza molto bassa: circa 1 caso ogni milione di dosi di vaccino somministrate. I vaccini anti-Covid con tecnologia mRNA hanno una maggiore probabilità di manifestare anafilassi come effetto indesiderato grave rispetto ai vaccini con adenovirus.
  • Trombosi: Con il termine trombosi si indica la formazione spontanea di coaguli di sangue all’interno di grossi o piccoli vasi ematici. Gli eventi di trombosi associati alla vaccinazione sono davvero rari, anche se sono stati molto enfatizzati dai mass media. Le trombosi si verificano con frequenza molto bassa. Si stimano 7 casi per ogni milione di persone vaccinate, con età compresa tra i 18 e 49 anni. Gli eventi di trombosi, avvenuti in seguito a vaccinazione anti-Covid19, si manifestano generalmente a livello cerebrale e addominale. I vaccini associati al rischio di trombosi sono i vaccini AstraZeneca e Johnson, entrambi vaccini a vettore virale.
  • Piastrinopenia: La grave riduzione del numero di piastrine del sangue è associata alla vaccinazione contro il coronavirus. Questo fenomeno prende il nome di piastrinopenia ed è un fenomeno che si manifesta con la trombosi. Le piastrine, insieme ai globuli rossi e bianchi, rappresentano le componenti fondamentali del sangue. Questi elementi svolgono un ruolo fondamentale nella coagulazione.
  • Paralisi di Bell: La paralisi periferica facciale, identificata anche come paralisi di Bell, è la forma di paralisi facciale più comune che coinvolge il nervo facciale e anche una delle controindicazioni vaccino. Alcuni casi di paralisi acuta si sono verificati anche con la somministrazione di vaccini anti-Covid a mRNA e a vettore virale. Per questi vaccini, la paralisi del nervo facciale è stata riportata come effetto indesiderato, classificato come raro, con una frequenza inferiore a 1 su 10 mila dosi.
  • Sindrome di Guillain-Barré: La sindrome di Guillain-Barré è una patologia infiammatoria che colpisce un gran numero di nervi periferici. L’infiammazione colpisce la guaina mielinica dei nervi, necessaria per la trasmissione nervosa. Tale patologia si manifesta in seguito alla somministrazione del vaccino anti-Covid.
  • Miocardite e Pericardite: Pericardite e miocardite sono due condizioni infiammatorie che colpiscono i tessuti muscolari del cuore, chiamati appunto pericardio e miocardio, e sono due conseguenze vaccini. Entrambe le patologie possono svilupparsi entro 14 giorni dalla vaccinazione e si manifestano con maggiore frequenza dopo la seconda dose somministrata con vaccini a mRNA.

Miocardite: Un Rischio Remoto

Uno dei grandi timori dei genitori sono gli effetti avversi del vaccino, tra cui problemi cardiaci. Le miocarditi e le pericarditi sono diventate lo spauracchio di questo vaccino, ma a vedere i dati i casi di miocardite nella popolazione 12-17 e i dati americani nella fascia 5-11, questi disturbi sono comunque rari. Al momento, analizzando i dati americani, non si sono riscontrate miocarditi nella popolazione più giovane (5-11 anni). Le miocarditi e le pericarditi sono più rare, e quando insorgono lo fanno soprattutto nei soggetti maschi (adolescenti e giovani adulti) e dopo la seconda dose.

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Mentre è difficile stabilire un collegamento diretto e certo della miocardite con la vaccinazione, è invece accertato che la miocardite è una complicanza delle infezioni virali tra cui quella da SARS CoV-2. «Capisco le preoccupazioni dei genitori, anche io lo sono, ma occorre fare una scelta consapevole valutando i rischi, perché il rischio zero non esiste - ribadisce l’esperto della SIP- quale rischio si preferisce far correre ai propri figli? Quello di sviluppare un caso raro di miocardite che comunque viene trattato efficacemente o quello di essere infettati e avere gravi complicanze, come sviluppare la MIS-C (sindrome infiammatoria multisistemica), avere una miocardite peggiore, sviluppare sintomi long COVID pesanti o, peggio, rientrare tra quei 34 morti ad oggi censiti dall’ISS tra la fascia 0-19?

Vaccinazione nei Bambini: Benefici e Rischi

A breve l'EMA, l'Agenzia Europea per i farmaci, si pronuncerà sull’autorizzazione al vaccino Cominarty (Pfizer-BioNTech) per la fascia di popolazione tra i 5 e gli 11 anni. A fine ottobre l'FDA americana aveva già dato il via libera alla vaccinazione per questa fascia di età: negli USA, ad oggi, sono stati vaccinati oltre 3 milioni di bambini con almeno una dose. Gli effetti avversi riscontrati in queste settimane sono stati minimi (febbre, mal di testa, dolore localizzato nella sede dell’iniezione) mentre le temute miocarditi che stanno interessando, in misura comunque minima, la fascia di età tra i 12 e i 17 (1-5 casi ogni 100.000 persone) non sembrano essere comparse nei bambini più piccoli. Gli studi clinici sui vaccini effettuati sulla popolazione tra i 5 e gli 11 anni hanno dato esiti positivi sia per quanto riguarda la sicurezza sia per l’immunogenicità (la capacità del vaccino di indurre un’adeguata risposta immunitaria): i dati preliminari mostrano infatti che il vaccino Pfizer è efficace al 90,7% tra i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni.

Un altro tema portato avanti da chi ha dei legittimi dubbi sulla vaccinazione, è dover vaccinare un bimbo sano quando tra la popolazione pediatrica l’incidenza della COVID è inferiore rispetto a quella adulta. Un’affermazione vera in parte e che i dati delle ultime settimane stanno smentendo. Gli studi sui tassi di ospedalizzazione per la popolazione pediatrica hanno dimostrato che molti ricoveri sono avvenuti anche tra soggetti senza fattori di rischio o malattie pregresse.

A vedere gli ultimi dati del CDC (Centres for Disease Control and Prevention) americano e del nostro Istituto Superiore di Sanità, i bambini stanno diventando un serbatoio di infezione importante, anche perché sono l’unica popolazione non vaccinata. Negli Stati Uniti, i casi di COVID-19 nella fascia 5 e 11 anni rappresentano il 39% di tutti i casi di età inferiore ai 18 anni. Secondo il CDC, circa 8.300 casi di COVID-19 nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni hanno portato al ricovero in ospedale. In Italia, da inizio pandemia al 17 novembre 2021 (data dell’ultimo bollettino ISS) nella popolazione 6-11 anni sono stati riportati 247.000 casi di infezione, 1407 ospedalizzazioni, 36 ricoveri in terapie intensiva e 9 decessi. Sempre secondo l’Istituto Superiore di Sanità, a metà novembre nella popolazione in età scolare si è osservato un forte aumento dell’incidenza nella fascia 6-11 anni, che rappresenta all’incirca il 50% dei casi della popolazione 0-19. Secondo il CDC, per ogni milione di dosi somministrate nella fascia 5-11 anni si possono prevenire circa 58.000 casi e 226 ospedalizzazioni.

Vaccinazione e Obesità: Un Legame Importante

Il peso in eccesso, accumulato in seguito a rivalse alimentari e alcoliche da lockdown oppure preesistente all'epidemia, è motivo di una preoccupazione che va ben al di là dell'imbarazzo della "prova costume", ormai di stagione: il suo ruolo in una maggiore suscettibilità all'infezione da SARS-CoV-2 e in un decorso di Covid-19 più grave (soprattutto della sua forma più marcata, l'obesità), è stata ormai acclarato in moltissimi studi, prevalentemente statunitensi ma anche europei.

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Diversi studi osservazionali hanno mostrato che tra i pazienti affetti da Covid-19, un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 è risultato associato a un rischio maggiore di sviluppare insufficienza respiratoria, di richiedere il ricovero in terapia intensiva e di mortalità. Anche in questo caso la protezione cala nel tempo ad una velocità maggiore rispetto ai normopeso. Nello studio da poco pubblicato su Nature Medicine i ricercatori della University of Edinburgh hanno analizzato la risposta immunitaria generata dalla vaccinazione Covid-19 comparando quella di persone obese con quella di persone con un indice di massa corporea nella norma. Lo studio EAVE II -che ha coinvolto 3.5 milioni di persone- ha mostrato che alla stessa distanza dalla vaccinazione, negli individui obesi la capacità neutralizzante degli anticorpi -ovvero la capacità di intercettare il virus e metterlo KO prima dell'ingresso nelle cellule- era fortemente ridotta rispetto ai normopeso. In particolare, a sei mesi dalla seconda dose, la capacità neutralizzante non era più rilevabile nel 55% degli obesi rispetto al 12% dei normopeso.

Le spiegazioni, ormai ben individuate, sono molteplici: nell'obesità, l'impedimento all'escursione diaframmatica comporta un'ipoventilazione che favorisce le infezioni polmonari; il deficit respiratorio è, poi, accresciuto dalla fibrosi polmonare e dall'alterazione dei livelli e della composizione del surfactant (dall'acronimo inglese SURFace ACTive AgeNT), la lipoproteina che impedisce il collasso alveolare. L'obesità è associata a disfunzione endoteliale dei vasi sanguigni che favorisce la formazione della placca, di per sé è sufficiente a causare trombi ed emboli e ad aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari nel decorso di Covid-19.

Monitoraggio e Farmacovigilanza

Per quanto riguarda la raccolta delle reazioni avverse osservate nelle settimane seguenti la somministrazione del vaccino è attivo il monitoraggio della farmacovigilanza. In Europa, ad esempio, è attivo EudraVigilance, il sistema per la gestione e l'analisi delle informazioni su sospette reazioni avverse a medicinali che sono stati autorizzati o in fase di studio nell'ambito di sperimentazioni cliniche nello Spazio economico europeo. L'EMA gestisce il sistema per conto della rete di regolamentazione dei medicinali dell'Unione europea e utilizza dati del mondo reale per monitorare la sicurezza e l'efficacia dei trattamenti autorizzati per la CoViD-19 e dei vaccini.

In particolare, il progetto ACCESS (vACCine CoViD-19 monitoring readinESS) allestito in risposta al CoViD-19 si concentra su fonti di dati per monitorare la sicurezza, l'efficacia e la copertura dei vaccini COVID-19. Il progetto ACCESS è supportato da un gruppo consultivo dell'EMA formati da esperti del settore.

Tabella Riepilogativa degli Effetti Avversi

Effetto Avverso Frequenza Note
Dolore al sito di iniezione Molto comune Generalmente lieve e transitorio
Febbre Comune Solitamente entro 48 ore dalla vaccinazione
Cefalea Comune Può essere intensa in alcuni casi
Mialgia/Artralgia Comune Dolori muscolari e articolari diffusi
Anafilassi Raro Richiede intervento medico immediato
Trombosi Molto raro Associata principalmente a vaccini a vettore virale
Miocardite/Pericardite Molto raro Più frequente nei giovani maschi dopo la seconda dose
Paralisi di Bell Raro Generalmente reversibile
Sindrome di Guillain-Barré Molto raro Patologia infiammatoria dei nervi periferici

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