Il veganismo è una scelta comunemente collegata all’età contemporanea, ma in realtà affonda le sue radici in un passato ricco e variegato. Questo articolo esplora alcuni personaggi storici che hanno abbracciato una dieta vegana o che hanno contribuito a definire le origini del pensiero vegan.
Le Origini della Cultura Vegetariana
L’elenco, nella storia, di vegetariani famosi è molto lungo e affonda in tempi antichissimi, quando uno scienziato come Pitagora considerava il cibo degli animali, procacciato attraverso la caccia, alla stregua di un crimine. Le origini della cultura vegetariana affondano nell’epoca greca. Più si torna indietro nel tempo e più ci si accorge che, nell’ambito delle religioni, il rispetto e la compassione per ogni essere vivente è di grande rilevanza.
Si tratta di sentimenti che, purtroppo, sono andati sempre più affievolendosi con l’affermarsi della filosofia aristotelica, agostiniana, cartesiana. Filosofie che hanno posto l’uomo in una posizione di centralità allontanandolo dalla natura. Ciononostante, nei secoli, i vegetariani non sono mancati.
Pitagora (570 - 490 a.C.)
Passato alla storia per le sue scoperte in campo matematico, Pitagora è anche il capostipite del movimento vegetariano in Occidente. Prima dell’esistenza del termine “vegetariano”, chi preferiva una dieta senza carne veniva in genere indicato come “Pitagorico“. Sappiamo della scelta vegetariana di Pitagora grazie alle Metamorfosi di Ovidio, che descrivono il matematico come fermamente schierato contro il consumo di animali, reputata un’inutile strage mentre la terra offre già i frutti e le piante necessari per nutrirci.
Secondo Ovidio suo vegetarianismo è connesso alla credenza nella metempsicosi, secondo cui l’anima degli animali non è diversa da quella degli esseri umani. Ahinoi, il filosofo non ha lasciato scritti a riprova di tale sua pratica, nonostante numerose fonti attestino che lo stesso ed i suoi seguaci seguirono una dieta restrittiva che non includeva carne animale. Tra le motivazioni che li spinsero ad eliminarla dalla propria alimentazione il fatto che non mangiare la carne, e di conseguenza il sangue dell’animale, potesse purificare. Inoltre, credendo nella reincarnazione, non poteva escludere che si potesse rinascere animale.
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Plutarco (46 - 127 d.C)
Chi fu il primo vegetariano? Il primo del quale abbiamo notizie, attraverso il suo testo “Del mangiare carne”, è il filosofo Plutarco che rimproverava gli uomini di uccidere creature buone e mansuete per imbandire la propria tavola. Plutarco fu uno scrittore, biografo, filosofo e sacerdote. Influenzato anche lui dal pensiero pitagorico, teorizzò e mise per iscritto le proprie idee sull’alimentazione attraverso i discorsi che compongono il trattato Sul mangiare carne, purtroppo giunto a noi incompleto, che inizia proprio così:
“Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiare carne mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto […] quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano”. Fu tra i primi a parlare di ingiustizia nel privare un altro essere vivente della propria vita e a sostenere che l’empatia nei confronti dei più deboli sia una virtù indice d’incapacità nel compiere nefandezze verso gli umani. Sebbene le motivazioni etiche siano quelle predominanti, il suo è un ragionamento molto più ampio sul ruolo del cibo, un tempo utilizzato solo per sopravvivere ma divenuto con il tempo il padre dei vizi e degli eccessi dei più ricchi:
“È terribile vedere infatti imbandite le mense dei ricchi […]; ma ancora più terribile è vedere quando esse vengono sparecchiate: perché gli avanzi sono più abbondanti di quanto è stato consumato.” Come abbiamo visto in apertura, Plutarco - seguace di Platone - si occupò probabilmente prima di chiunque altro del tema dell’alimentazione a base vegetale. Scrisse infatti i Moralia, opera di grandissima rilevanza nell’ambito della quale, in particolare negli scritti “Sul mangiar carne“, “Gli animali usano la ragione” e “L’intelligenza degli animali di terra e di mare” si evince il pensiero dello studioso e filosofo a riguardo. Giusto per capirne la portata basti leggere questo stralcio: “Che l’uomo non sia carnivoro di natura è provato, in primo luogo dalla sua struttura fisica.
Leonardo Da Vinci (1452 - 1519)
Perché Leonardo da Vinci era vegetariano? La scelta di esserlo non era legata né ad aspetti economici (proveniva da una famiglia agiata che poteva permettersi il lusso dell’acquisto di carne), né da una volontà salutista (non era ancora il tempo nel quale il vegetarismo era considerato uno stile alimentare green). Leonardo ne faceva una questione tra il religioso e il filosofico. La sua scelta vegetariana nasceva dalla presa di distanza, chiara e netta, nei confronti della caccia agli animali e ai pesci per procurarsi il cibo.
Diceva Leonardo, scolpendo così la sua presa di posizione: “Verrà il tempo in cui anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto”. Per lui quel tempo era già arrivato. E sebbene non siano stati ritrovati, nella sterminata produzione di Leonardi, testi e opere sul vegetarianismo, esiste un manuale di ricette preferite da Leonardo. Nonostante le fonti non siano certe, si pensa che Leonardo Da Vinci - artista di grande fama e poliedrico inventore - fosse vegetariano. Ci sono però diverse testimonianze e documenti storici che attestano che Leonardo ha trascorso la sua vita adulta da vegetariano, non solo nella sua vita privata ma anche nella vita pubblica, rifiutando apertamente i piatti di carne alla mensa dei nobili che lo ospitarono.
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Inoltre, nei quaderni personali di Leonardo si possono trovare diversi scritti che mostrano una profonda preoccupazione per il benessere degli animali, e l’orrore per il fatto che gli animali vengano allevati per essere uccisi e mangiati dagli umani. Queste teorie sono validate anche da racconti di terzi: uni di questi è il racconto di Giorgio Vasari, che nella sua opera biografica Le Vite, annovera tra le virtù di Leonardo la sua pazienza e il suo amore nei confronti degli animali. Vasari racconta che lo scienziato era capace di acquistare tutti gli uccelli in gabbia al mercato poter dare loro la libertà.
Mary Shelley (1797 - 1851)
Mary Shelley, rientra tra i vegetariani famosi nella storia. In piena era romantica, seguiva una dieta senza carne. Probabilmente per via del profondo apprezzamento per la bellezza della natura da parte del movimento romantico. Molti intellettuali dell’epoca, infatti, ritenevano che questo sentimento fosse incompatibile con l’uccisione degli animali a scopo alimentare.
Un ideale caratteristico dell’epoca Romantica fu proprio un profondo apprezzamento della natura e della bellezza: per molti intellettuali romantici questo non era compatibile con il consumo di carne. Mary Shelley - l’autrice del libro Frankenstein - non consumava carne, e il libro stesso può essere considerato una sorta di manifesto vegetariano. Infatti nonostante le circostanze terrificanti della sua creazione, il mostro di Frankenstein stesso è vegetariano e vive in comunione con la natura proprio come aspiravano a fare gli intellettuali romantici. L’autrice di Frankenstein, a proposito di quest’ultimo afferma infatti che nonostante le circostanze terrificanti e innaturali della sua creazione, il mostro stesso è vegetariano e vive in comunione con la natura nel modo in cui aspiravano tanti intellettuali romantici.
Gandhi (1869 - 1948)
Il famoso attivista indiano è stato vegetariano fin dall’infanzia. E’ infatti cresciuto presso una famiglia indù che praticava il vegetarianismo. Tuttavia, durante gli anni della sua adolescenza, si è allontanato di tanto in tanto da tale pratica, per poi tornare ad essere definitivamente vegetariano durante il soggiorno per i suoi studi in Inghilterra. La sua motivazione era talmente grande da spingerlo a camminare parecchi chilometri al giorno solo per mangiare presso gli allora rari ristoranti vegetariani.
Gandhi considerava la vita di un agnello non meno preziosa di quella di un essere umano. Uno dei più grandi difensori degli oppressi non poteva di certo tralasciare gli ultimi, gli animali. Con le sue lotte nonviolente e la sua disobbedienza civile ha portato l’India all’indipendenza, ha sensibilizzato le popolazioni su tematiche civili e ha posto l’accento anche sugli animali, la cui dignità e diritto alla vita vengono considerate al pari di quelle degli esseri umani. Un rivoluzionario antispecista fautore di una lotta intersezionale che non ha di certo voltato la faccia quando si è trattato di animali, poiché come egli sosteneva: “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”. Questo grande leader considerava il vegetarianismo una questione morale: la vita di un animale non è meno preziosa di quella di un essere umano. Oltre ad essere un principio religioso, il vegetarianesimo fu anche una scelta etica ed una passione su cui scrisse ben 5 volumi.
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Altri Vegani Famosi
Tra i vegetariani famosi italiani, non ha mai fatto mistero della sua scelta Margherita Hack, tanto da scrivere persino un libro a riguardo. Nel testo di “Perché sono vegetariana” l’astrofisica, studiosa, divulgatrice scientifica, autrice di pubblicazioni e saggi tratta qui il tema del vegetarianesimo accompagnandolo con esperienze personali e citazioni di vegetariani illustri. La Hack è vegetariana dalla nascita.
Albert Einstein è diventato vegetariano negli ultimi anni della sua vita per affrontare un disturbo digestivo cronico. Il più famoso fisico dei nostri tempi, autore della formula (E = mc2) e scopritore dell’esistenza degli atomi, scrisse un anno prima della sua morte: «Vivo senza grassi, senza carne, senza pesce, ma così mi sento abbastanza bene». Oltre che per questioni di salute, si ritiene che lo scienziato sposasse i principi etici del vegetarianismo.
L’autore russo Lev Tolstoj si dedicò negli ultimi trent’anni della sua vita alla sua versione mistica del cristianesimo, incentrata sul pacifismo (rifiutava la violenza non solo se indirizzata agli uomini, ma anche agli animali) e sull’anarchismo. Si dice che l’ex Beatles sia diventato vegetariano dagli anni ’70. Non solo: risale al 2009 la campagna Meat Free Mondays avviata dallo stesso insieme alle figlie per incoraggiare le persone a mangiare cibi a base vegetale almeno un giorno alla settimana. “Se chiedi alle persone di diventare completamente vegetariane, potrebbe essere troppo impegnativo”. Rinunciare una volta a settimana è sicuramente più sostenibile per chi non è abituato, aggiungiamo noi.
Vegani Famosi nello Sport
Essere sportivi di altissimo livello e rinunciare alla carne è possibile. Carl Lewis ha scelto fin dal 1990, per motivi etici e religiosi, di rinunciare a carne e a tutti gli alimenti derivanti da prodotti animali. Da vegano, Carl Lewis ha poi vinto due ori mondiali (nei 100 metri piani e nella 4×100) e altri tre ori olimpici (salto in lungo nel 1992 e nel 1996, ancora 4×100, con record del mondo, nel 1992). Sempre nel mondo del tennis, Novak Djokovic segue un regime alimentare dettato dal veganismo.
Anche il pluricampione del mondo Lewis Hamilton segue la dieta vegana da qualche anno. In passato Lewis Hamilton ha più volte confermato di seguire un’alimentazione vegana, invitando anche i suoi fan a seguire una dieta più consapevole a livello etico, per evitare lo sfruttamento degli animali. Spostandoci nel mondo del combattimento, Nate Diaz, lottatore di arti marziali statunitense, ha da tempo condiviso la sua etica vegana.
Originale in ogni sua scelta, anche Mike Tyson, per diversi anni, è stato uno dei nomi più importanti nell’elenco degli sportivi vegani. Nell’autunno 2020 tuttavia lo stesso Tyson aveva confermato il suo dietrofront, ammettendo di aver ricominciato a mangiare carne di alce e di bisonte. L’atleta si è convinto di non poter fare a meno delle proteine derivate da carne animale per far crescere i propri muscoli e ha deciso di tornare a un’alimentazione carnivora.
Citazioni Famose sul Vegetarianismo e Veganismo
- “Finché gli uomini massacreranno gli animali, si uccideranno tra di loro. "
- “La crudeltà contro gli animali non può essere conciliabile né con una vera cultura, né con una vera erudizione. "
- “Gli animali hanno propri diritti e dignità come te stesso. E’ un ammonimento che suona quasi sovversivo."
- “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali."
- "Se si vuole salvare il pianeta, tutto quel che si deve fare e' smettere di mangiare carne. Questa e' la singola azione piu' importante che potete compiere. E' stupefacente, se ci si sofferma a pensarci! ("La carne è assassinio")."
| Personaggio | Motivazione Principale |
|---|---|
| Pitagora | Credenza nella reincarnazione e rispetto per tutte le creature viventi. |
| Plutarco | Motivazioni etiche e ingiustizia nel privare gli animali della vita. |
| Leonardo Da Vinci | Questione religiosa e filosofica, contrarietà alla caccia. |
| Mary Shelley | Apprezzamento per la natura e incompatibilità con l'uccisione di animali. |
| Gandhi | Principio di non-violenza e rispetto per tutte le forme di vita. |