Vegani per Legge: Cosa Significa Veramente?

Nel mercato alimentare odierno, è sempre più comune imbattersi in prodotti etichettati come biologici, vegani o plant-based. Ma cosa significano esattamente questi termini e quali sono le normative che regolano la loro produzione e commercializzazione? Questo articolo mira a fare chiarezza, fornendo una panoramica dettagliata e esaustiva.

Prodotti Biologici: Definizione e Normativa

Un prodotto biologico è il risultato di un sistema di produzione agricola che rispetta i principi di sostenibilità ambientale, salute animale e qualità nutrizionale. La normativa europea di riferimento è il regolamento (UE) 2018/848, che stabilisce le regole per la produzione, l’etichettatura e il controllo dei prodotti biologici.

Per poter utilizzare il logo biologico dell’UE, un prodotto deve contenere almeno il 95% di ingredienti biologici e deve essere certificato da un organismo di controllo autorizzato. Gli agricoltori devono seguire un rigoroso percorso di certificazione, che include controlli sul terreno, sull’acqua e sulle pratiche colturali.

In Italia, i riferimenti normativi si trovano nella legge n. È importante notare che i termini "Organic" o "Organico" non identificano necessariamente un prodotto biologico certificato secondo le normative UE.

Prodotti Vegani: Assenza di Ingredienti Animali

Un prodotto vegano è definito dall'assenza di ingredienti di origine animale, loro derivati e additivi ottenuti da animali. Questa definizione si applica sia ai prodotti alimentari che a quelli non alimentari, come cosmetici e tessuti.

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A livello europeo, non esiste una definizione ufficiale di "prodotto vegano" né un logo specifico regolamentato. Tuttavia, diverse associazioni e certificazioni private garantiscono il rispetto di specifici criteri etici e qualitativi.

Prodotti Plant Based: Origine Vegetale Esclusiva

Un prodotto plant based è un prodotto derivato esclusivamente da fonti vegetali. Questo termine è spesso utilizzato per indicare prodotti che imitano l'aspetto, il sapore e la consistenza di alimenti di origine animale, come carni, formaggi o uova vegetali.

Il Fenomeno del Greenwashing

È fondamentale prestare attenzione al greenwashing, una pratica in cui le aziende utilizzano termini come "biologico" o "eco-friendly" in modo fuorviante per promuovere i loro prodotti, senza rispettare realmente gli standard ambientali o etici. È importante essere consapevoli che, sebbene questi termini possano sembrare simili, ci sono differenze sostanziali nei loro significati e nell'applicazione pratica. Ad esempio, un prodotto biologico può essere anche vegano, ma non tutti i prodotti vegani sono biologici.

Essere Vegani: Scelte Etiche e Impatto Ambientale

Essere vegan non significa essere perfetti, ma piuttosto impegnarsi a ridurre il proprio impatto sugli animali e sul pianeta. Chi sceglie questa filosofia di vita cerca di avere un minore impatto possibile sugli animali e sul pianeta.

Per la produzione di latte e uova, mucche e galline sono rinchiusi in allevamenti per tutta la loro vita, una volta calata la loro redditività vengono macellate esattamente come gli altri animali. Inoltre i loro figli maschi vengono uccisi: i pulcini a solo un giorno di vita perché sono inutili alla produzione delle uova, i vitelli dopo pochi mesi di vita per essere trasformati in carne.

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I pesci sono animali e soffrono come qualsiasi altro animale. Ci sono numerosi e autorevoli studi scientifici a riguardo. Nonostante questo a differenza dei mammiferi, i pesci non godono di alcuna tutela e il loro allevamento non è regolamentato. Per loro non è previsto nemmeno lo stordimento e la loro morte arriva dopo una lunga agonia.

Cosa Mangiano i Vegani?

L’alimentazione vegan comporta il consumo di tutti gli alimenti escludendo quelli di origine animale: carne, latte, uova e miele. I cereali, le verdure, la frutta, i legumi e tantissimi altri alimenti sono invece la base di questa alimentazione, che a differenza di quanto si possa credere è molto variegata. Esistono talmente tanti vegetali che la maggior parte di noi ignorano, da poter mangiare per settimane un pasto completo ogni giorno senza mai ripetere un solo ingrediente.

Con la crescita delle alternative vegetali poi è possibile mantenere invariate le abitudini sostituendo semplicemente gli alimenti di origine animale con quelli vegetali. Non mancherà di certo la lasagna della domenica o una grigliata con gli amici.

Mangiare Carne è Naturale?

L’essere umano ha l’anatomia simile a quella dei frugivori esattamente come gli altri primati. Millenni di adattamento hanno reso possibile, ma non indispensabile, mangiare carne. La maggior parte della carne consumata in Italia e nel resto del mondo proviene da allevamenti intensivi, luoghi che di naturale hanno ben poco, dove milioni di animali sono costretti a passare la propria vita in gabbia o in capannoni sovraffollati imbottiti di farmaci e antibiotici.

Le Mucche Fanno il Latte e se Non Vengono Munte Soffrono?

Le mucche, come qualsiasi altro mammifero, iniziano la produzione di latte esclusivamente al termine della gravidanza per il proprio vitello. Senza la gravidanza nessun animale potrà mai produrre il latte. Per poter usufruire del latte, le mucche vengono trattate esattamente come un macchinario industriale: frutto di una selezione genetica che consente una produzione 10 volte superiore a quella naturale, prima vengono ingravidate artificialmente per avviare la produzione di latte e, una volta terminata la gravidanza, il cucciolo viene sottratto alla madre a poche ore dalla nascita.

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Se maschio verrà inviato al macello dopo sei mesi, se femmina verrà trattata esattamente come sua madre fino a quando le sue forze lo consentiranno. Infine, verrà mandata anche lei al macello. Il latte prodotto dalle mucche ha inoltre la quantità di sostanze nutritive necessarie per far crescere un vitello e l’essere umano è l’unico mammifero che usufruisce del latte di altre specie, pur non essendo necessario.

Se Non Si Mangiassero Gli Animali, Questi Si Moltiplicherebbero a Dismisura?

Se non si allevassero gli animali, questi semplicemente non nascerebbero. Per garantire ritmi di produzione elevati, gli animali da allevamento vengono ingravidati artificialmente e costretti a continui parti. Questo spiega il numero così elevato. In natura non funzionerebbe allo stesso modo! Gli allevamenti intensivi sono un fenomeno che ha avuto origine nella seconda metà del 1900, prima di questo periodo non si assisteva di certo a un’invasione di maiali, mucche e polli.

Se Non Si Allevassero Gli Animali, Questi Sparirebbero?

Sono proprio gli allevamenti intensivi che causano l’estinzione di specie selvatiche. Oggi sul nostro pianeta c’è un numero spropositato di animali cosiddetti “da allevamento” rispetto a quelli selvatici. Questi animali non esisterebbero “in natura” infatti sono stati selezionati per crescere nel minor tempo possibile e per produrre più di quello che normalmente produrrebbero.

Semplicemente se si smettesse di allevarli ci sarebbe una drastica riduzione e le loro condizioni tornerebbero a essere naturali. Mucche, polli, maiali come siamo abituati a vederli negli allevamenti sono un “prodotto” di selezione genetiche, continuerebbero a esistere i loro corrispettivi selvatici.

Perché Non Siete Sensibili Nei Confronti Delle Piante?

Autorevoli studi scientifici hanno dimostrato che le piante non hanno un sistema nervoso centrale, pertanto non sono in grado di provare le sensazioni che provano gli organismi complessi. Al contrario gioia, paura, dolore, sono sentimenti che si possono percepire negli animali. Inoltre l’allevamento prevede il consumo di una grossa quantità di terreni da destinare all’agricoltura, necessari per nutrire grandi quantità di animali.

Si stima che a oggi circa la metà dei terreni coltivati siano utilizzati per il bestiame. Se le coltivazioni fossero destinate al solo consumo umano, si ridurrebbe notevolmente la quantità di piante consumate, garantendo al contempo gli alimenti per sfamare un intero pianeta.

La Soia Causa Deforestazione! I Vegani Ne Mangiano Troppa?

Alla coltivazione della soia viene imputata gran parte della responsabilità nella deforestazione dell’Amazzonia. L’affermazione è corretta ma in questo caso non solo non dipende dai vegani, ma è al contrario un problema direttamente collegato al consumo di prodotti di origine animale. Il crescente fabbisogno di proteine vegetali in campo zootecnico ha determinato negli ultimi 30 anni un incremento della produzione mondiale di soia pari al 240% (FAO 2017). Secondo la Yale School of Forestry & Environmental Studies, l’80% della distruzione della foresta amazzonica deriva dalla creazione di pascoli o campi coltivati per il mangime. E quando si parla di mangime, si parla essenzialmente di soia.

Il 75% della soia prodotta a livello globale diventa mangime per gli allevamenti intensivi. Se vogliamo ridurre il disboscamento, dobbiamo quindi innanzitutto eliminare o ridurre drasticamente il consumo dei prodotti di origine animale.

Posso Mangiare Carne di Animali che Hanno Vissuto Felici?

Esistono davvero pochi animali utilizzati per scopi alimentari, in grado di vivere una vita felice. Ma anche il più felice degli animali verrà comunque ucciso prematuramente in un macello per essere consumato e in quel momento proverà paura e dolore, nessuno essere vivente vuole morire. Ė davvero così necessario?

Abolirei Gli Allevamenti Intensivi, Ma Voglio Mangiare Carne.

Più del 90% degli animali utilizzati per l’alimentazione provengono da allevamenti intensivi, luoghi terribili per gli animali, dannosi per l’ambiente e pericolosi per la salute. Questi allevamenti sono stati ideati poter ridurre al minimo gli spazi e garantire l’utilizzo di carne e dei derivati animali in grandi quantità. Non sarebbe possibile eliminarli e continuare a mangiare questi prodotti, perché non ci sarebbe abbastanza spazio sulla terra che consentirebbero di produrre la stessa quantità di proteine animali necessarie a soddisfare la richiesta.

Ci si può alimentare con gusto ed equilibrio con un’alimentazione vegetale, una scelta che porrebbe fine alla sofferenza degli animali, consentirebbe di risparmiare le risorse e di nutrirsi in modo sano e completo.

La Gallina Fa le Uova. Perché Non le Mangiate?

Quasi la totalità delle galline allevate in Italia per le uova vivono la loro breve vita all’interno degli allevamenti intensivi, costrette in gabbie o in capannoni sovraffollati. Da qui provengono la maggior parte delle uova vendute al supermercato, ma anche quelle utilizzate indirettamente nei dolci, nelle brioches, nella maionese, nella pasta all’uovo e in qualsiasi altro alimento che le contenga.

Negli allevamenti intensivi le galline subiscono la mutilazione del becco a pochi giorni di vita, questo per evitare che si feriscano tra di loro a causa dello stress. I pulcini maschi sono considerati scarti perché inutili alla produzione di uova, e vengono uccisi appena nati, tritati vivi o soffocati.

Allevamenti non intensivi, con meno di 1000 animali allevati, rappresentano solo lo 0,2% del totale (fonte Banca Dati Nazionale). Anche in questo caso la vita delle galline è notevolmente ridotta e culmina necessariamente al macello.

Posso Mangiare le Uova della Gallina del Vicino/Nonno/Parente che Vivono Libere in Giardino e Non Vengono Uccise?

Le galline in un contesto naturale produrrebbero meno di 100 uova all’anno, negli allevamenti intensivi arrivano a produrne fino a 300. Spesso l’uovo se lasciato alle galline e se non è fecondato, lo mangiano. Sottrarre le uova può provocare stress nella gallina che continuerà a deporre, nella speranza che nascano i pulcini.

Solitamente chi smette di consumare uova e impara a sostituirle consapevolmente, riesce a realizzare qualunque preparato senza il loro utilizzo e non ne sente il bisogno. Se però sei in una fase di transizione e ancora non te la senti di abbandonarle, preferire queste uova è probabilmente l’opzione migliore, ma siamo certi che riuscirai ad abbandonarle presto seguendo i nostri consigli! 🙂

Ma Gli Animali Tanto Morirebbero Comunque.

Tutti gli animali uccisi dall’industria alimentare sono cuccioli, non pensiamo solo agli agnellini uccisi a 30 giorni di vita. I polli negli allevamenti vivono poco più di 40 giorni, le galline 2 anni, in natura vivrebbero fino a 8 anni. Le mucche finiscono al macello quando la loro produttività inizia a calare intorno a 4-5 anni, i vitelli a 6-12 mesi, in natura questi bovini vivrebbero oltre 20 anni. I maiali che raggiungerebbero anche 15 anni di età vengono spediti al macello a circa 6-12 mesi.

Sì, morirebbero comunque come ogni essere vivente, ma negli allevamenti vivono una vita che non può essere considerata tale e vengono uccisi prematuramente.

Perché Non Mangiate il Miele?

Le api producono il miele a partire dai fiori, tramite un processo simile al processo digestivo, per garantire l’approvvigionamento per l’inverno per tutto l’alveare. Per la produzione del miele, l’apicoltore non si limita a prendere quello in eccesso, ma allontana le api dall’alveare costringendole a costruirne un altro e sostituendo il miele con uno sciroppo di zucchero decisamente più povero di sostanze nutrienti, che le porterà a indebolirsi.

Anche se l’allevamento delle api ha metodologie diverse da quelle utilizzate per gli altri animali da allevamento, chi ha una alimentazione vegan sceglie di non utilizzare miele, che può essere tranquillamente sostituito con altri dolcificanti.

Ci Sono Problemi Più Grandi e Voi Vi Preoccupate Degli Animali?

Difendere gli animali non significa ignorare le altre tematiche. Molte persone che si occupano della difesa degli animali sono persone sensibili ed estremamente empatiche, pronte a difendere qualunque minoranza. Scegliere di non mangiare animali ha inoltre un impatto positivo sul pianeta ed è una scelta che garantirebbe abbondanza di risorse per ogni essere vivente.

Se Fossi Su Un’Isola Deserta Mangeresti Gli Animali.

Questa è una delle domande più gettonate e che chi è vegan - almeno una volta nella vita - si è sentito fare. Non esiste alcun motivo per il quale una persona dovrebbe ritrovarsi sola in un’isola deserta, ma anche in questa remota ipotesi, la soluzione più consona sarebbe quella di andare a raccogliere e cercare i frutti che nascono spontaneamente. Cacciare per sopravvivere non è infatti la soluzione più immediata e nemmeno la più semplice.

La carne avrebbe un sapore sgradevole senza aromi, non ci sarebbe la possibilità di conservarla perché è una sostanza altamente deperibile e necessita di cottura prima di essere consumata. Inoltre, la maggior parte di noi, non riuscirebbe nemmeno in caso di necessità a uccidere in prima persona gli animali che consuma.

E poi diciamocela tutta: se l’isola fosse deserta non ci sarebbero quindi neanche animali, no? 🙂

Però Gli Insetti Li Uccidete (Che Sono Nell’Insalata, Che Involontariamente Calpestate).

Essere vegan non significa essere perfetti, può chiaramente capitare di uccidere insetti nel cammino, di ritrovarsi i moscerini sul parabrezza quando si va in macchina o ancora di uccidere involontariamente gli insetti che si trovano nell’insalata.

Una persona sensibile cerca di limitare al massimo le sofferenze, prestando attenzione a quello che calpesta quando è possibile farlo o salvando gli animali (anche gli insetti!) se li si trova in difficoltà, ma non esiste nessuno stile di vita capace al 100% di risparmiare le vite altrui. Decidendo di non nutrirsene però, si risparmia la vita a tantissimi animali, tenendo conto che il consumo pro capite di pesce e polli è vertiginosamente aumentato negli ultimi anni, arrivando fino a 30 kg pro capite annuo per i pesci e di 20 kg per i polli. Aggiungendo a questi dati anche quelli relativi alla filiera latteo-casearia si raggiungono numeri impensabili.

Anche Il Leone Mangia la Gazzella, è la Catena Alimentare, è la Natura.

Non si può parlare di natura e di catena alimentare, perché non c’è niente di naturale nel processo che noi oggi conosciamo che comporta l’allevamento intensivo. Non è naturale rinchiudere degli animali in gabbie o in capannoni sovraffollati costringendoli a una vita di privazioni per poi macellarli.

Troviamo i corpi di questi animali pronti e confezionati al supermercato, spesso in una forma consapevolmente studiata per renderla appetibile e possibilmente senza alcuna menzione all’animale e alla vita che questo ha condotto. La maggior parte delle persone non sarebbe mai capace di uccidere un animale con le proprie mani e addirittura rifiuta la visione dei video in cui questo viene mostrato, perché considerato crudele. Inoltre non siamo decisamente leoni e possiamo benissimo vivere senza carne.

Quando Vai Al Supermercato, L’Animale è Già Morto, Tanto Vale Mangiarlo.

Il supermercato offre ciò che i consumatori richiedono. Se un prodotto non viene acquistato, verrà presto sostituito con alternative più richieste, perché l’interesse è solo uno: il guadagno. Il potere dei consumatori è immenso ed è questo a stabilire le leggi del mercato. Ne è un forte esempio la vertiginosa crescita delle alternative vegetali che adesso riempiono intere corsie dei supermercati, impensabile fino a 10 anni fa.

Quindi se nessuno di noi acquistasse la carne che trova al supermercato o non la ordinasse al ristorante, il numero degli animali allevati diminuirebbe fino a scomparire.

Avete Ragione, Ma Io Non Ce la Farei Mai, Mi Piace Troppo la Carne.

Molti dei sapori che noi riconduciamo alla carne e ai suoi derivati sono dati dagli aromi che necessariamente vengono utilizzati per renderla gradevole. Inserendo gli stessi aromi nelle alternative vegetali...

Certificazioni Vegane: Un Panorama Assortito

La dicitura “veg” con annessi simboli o altre diciture non è soggetta ad alcuna norma specifica. La realtà è che in assenza di una normativa europea e quindi di standard ufficiali di riferimento - precisa Fabrizio Piva presidente del Ccpb - ognuno si comporta come crede.

Esistono diverse certificazioni, tra cui:

  • V-Label: Distribuito da V Label Italia con il patrocinio dell’Associazione Vegetariana Italiana, è un logo internazionale presente su numerosi prodotti alimentari.
  • Qualità Vegetariana: Rilasciato da V Label Italia, certifica tutta la filiera di produzione di un’azienda.
  • VeganOk: Rilascia un marchio di garanzia previo pagamento e prevede un disciplinare rigido che vieta l'uso di olio di palma e esperimenti su animali.
  • Qualità Vegana®: Rilasciata da éQ studio srl, con diversi livelli di certificazione, garantisce l'assenza di ingredienti di origine animale e OGM.

La sensazione è che, tranne i pochi casi dove esiste un controllo della filiera certificato, bisogna fidarsi dei produttori. In altre parole tutti possono etichettare un prodotto come vegano, come fanno alcuni supermercati che propongono linee specifiche di prodotti per vegetariani e vegani senza riportare marchi o loghi sull’etichetta.

Contaminazione Crociata e Allergeni

Un prodotto è vegano quando per realizzarlo non vengono utilizzati in ricetta ingredienti di origine animale come latte, burro, uova, miele, carne, pesce, crostacei, etc.

Un prodotto che in etichetta riporta le indicazioni, per legge, di una possibile contaminazione crociata, può ritenersi vegano e viene considerato tale anche da quelle realtà che, in Europa o nel mondo, certificano con un marchio un prodotto come “vegano”.

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