Un’alimentazione corretta è particolarmente importante nei primi 2 anni di vita, perché favorisce uno sviluppo adeguato e una crescita sana anche in età adulta. L'età della prima infanzia include il periodo neonatale (i primi 14 giorni dalla nascita) e termina convenzionalmente con l’uso completo della parola. Sono mesi di grande transizione: il peso del bambino triplica (da circa 3 a circa 9 chilogrammi) e le sue necessità nutrizionali cambiano molto.
Ogni bimbo o bimba avrà bisogni particolari, che andranno studiati insieme a un pediatra, ma esistono indicazioni generali basate sulle ricerche scientifiche che possono essere utili riferimenti. Così, i bambini hanno bisogno delle giuste quantità di energia e sostanze nutritive in ogni periodo della vita: da neonati, formano circa 25 grammi di tessuti al giorno (di cui 2 di cervello) e nei successivi 2 anni passeranno da circa 3-4 chilogrammi al triplo del peso.
L'Importanza del Latte Materno
Il latte (in particolare quello materno) è un alimento fondamentale in tutte queste fasi; intorno 6° mese, inizierà il divezzamento (o autosvezzamento), in cui il bambino potrà approcciarsi a una dieta varia. Per la salute del piccolo, i genitori dovrebbero evitare di fumare, per non esporre il bebè al fumo passivo, e limitare l’uso di sostanze (alcolici, farmaci o narcotici) che potrebbero ridurre il loro stato di allerta.
Il latte è un alimento ricco di sostanze che danno energia, vitamine, minerali e “mattoncini” per costruire il corpo (quali grassi e proteine). In particolare, il latte materno fornisce tutte le vitamine e cambia la sua composizione in base alla fase di crescita del bambino. Per questo il latte materno è fortemente raccomandato come alimento esclusivo nei primi 6 mesi di vita, subito dopo la nascita, e da affiancare al cibo solido almeno fino ai 2 anni d’età.
L’allattamento è anche un momento per legare con il piccolo: tenerlo vicino al corpo, guardarlo negli occhi e parlargli con una voce gentile aiutano a farlo familiarizzare con il genitore e a farlo sentire più sicuro e fiducioso. I neonati hanno bisogno di essere nutriti in media 8-12 volte al giorno, circa ogni 2-3 ore (con periodi di attesa più lunghi la notte). Si consiglia di allattare quanto spesso è richiesto dal piccolo (allattamento a richiesta libera), infatti un bambino sano auto-regola perfettamente le sue necessità, con variazioni di quantità e rapidità di suzione nel corso delle settimane.
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Come Capire se il Neonato è Sazio
Per iniziare l’allattamento, è consigliato anticipare i bisogni del neonato: in genere, se è affamato muove rapidamente gli occhi, dirige le mani verso la bocca, ci infila le dita o schiocca le labbra. Come si fa a capire se il neonato è sazio? Quando il neonato interrompe la suzione, gira la testa o chiude gli occhi, potrebbe essere pieno oppure necessitare di una pausa. Si consiglia di attendere un minuto per poi proporre l’altro seno o il biberon.
In alcuni casi potrebbe avere bisogno di “fare il ruttino”: in genere, inarca la schiena o piange. Dopo l’allattamento non è sempre necessario far fare il ruttino al neonato. È utile solo quando ingurgita aria insieme al latte, che potrebbe causare gonfiore addominale e fastidi. Questo accade più di frequente con il biberon, che contiene aria, o in caso il bambino surga il latte molto velocemente.
Composizione e Benefici del Latte Materno
Il latte materno contiene tutte le vitamine essenziali, minerali fondamentali per il neonato (calcio, sodio, ferro, potassio), zuccheri e grassi ben digeribili. Segue le esigenze del neonato. Il latte materno cambia la sua composizione con il tempo, assecondando i bisogni nutrizionali del lattante. Nei primi giorni di vita si ha il colostro, più denso e zuccherino del latte prodotto successivamente, detto latte maturo (più proteico e grasso). Contiene gli anticorpi della madre e sostanze antimicrobiche. Fino ai 3 mesi circa, il sistema immunitario del piccolo è immaturo.
Inoltre, coloro che allattano al seno risultano essere meno stanche e avere una minore incidenza di cancro alla mammella e all'ovaio. Per queste ragioni, l’allattamento al seno è da preferirsi ovunque sia possibile e si consiglia di iniziare subito dopo il parto, con un contatto pelle a pelle, che duri almeno fino al completamento della prima poppata, quando il neonato lascerà spontaneamente il capezzolo. Inoltre, è raccomandato continuare almeno fino ai 2 anni d’età del bambino.
Per un’alimentazione sana nel neonato, si raccomanda alla madre di seguire una dieta equilibrata in allattamento. È possibile approfittare di consigli utili per riuscire al meglio, ad esempio per far attaccare bene il piccolo ed evitare dolore al seno. Inoltre, esistono gruppi di sostegno mamma-a-mamma, consulenti per l’allattamento e associazioni per aiutare nell’allattamento al seno in casi particolari. Nei neonati a termine leggermente sottopeso, in genere non è necessaria una quantità di latte superiore a quella ricevuta dalla madre. Tuttavia, è consigliato un monitoraggio attento.
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Allattamento Misto: Alternativa Valida
L’allattamento misto prevede l’alternanza tra allattamento al seno e allattamento con latte artificiale con il biberon. L’allattamento al seno è altamente raccomandato e, nella maggior parte dei casi, il latte materno è più che sufficiente ad alimentare il neonato. Non esiste un momento specifico per iniziare l'allattamento misto, e anche la sua durata è variabile proprio perché dipende dalle necessità specifiche di madre e neonato. Una volta iniziato, si può scegliere di continuare fino allo svezzamento, o solamente finché non si risolve la problematica sottostante (per esempio, ripresa del peso ponderale o stabilizzazione della produzione di latte materno).
Come Combinare Allattamento al Seno e Biberon
Una volta deciso di adottare l'allattamento misto, è essenziale comprendere come combinare l'allattamento al seno con quello al biberon. Gli approcci più popolari sono due:
- Allattamento misto alternato: prevede un’alternanza tra allattamento al seno e quello al biberon. Tuttavia, questo metodo può compromettere la produzione di latte materno, per via della minor stimolazione delle ghiandole mammarie. Usare un tiralatte può aiutare a mantenere stabile la produzione di latte.
- Alimentazione combinata: prevede l’offerta sia di latte materno sia di latte artificiale ad ogni poppata.
L'allattamento misto è sicuro per la salute del bambino e della madre. Questo è particolarmente certo nei casi in cui viene implementato per far fronte a difficoltà nella crescita del bambino o in assenza di sufficiente latte materno. In generale, il latte materno è sempre l’opzione da preferire, ma l'alternanza con il latte artificiale non compromette la crescita del neonato, se eseguita con attenzione e sotto controllo medico.
Latte Artificiale: Cosa Sapere
Tutti i latti artificiali in commercio sono approvati da normativa internazionale e sono equivalenti da un punto di vista nutrizionale e di salute. Esistono poi latti speciali che devono essere scelti con cura in caso di allergie, problematiche (come stitichezza o problemi digestivi) o latti specifici per soddisfare esigenze particolari, come latti antireflusso o acidificati. I prodotti disponibili, come detto, sono simili dal punto di vista nutrizionale ma variano per forma (liquida o in polvere) e tipologia di latte.
Come per la modalità, anche le dosi e le tempistiche dell’allattamento misto devono essere stabilite con il pediatra, per evitare un’alimentazione eccessiva o insufficiente. Parlare di tabelle e dosi per l'allattamento misto è complesso, perchè il dosaggio varia notevolmente da caso a caso. Per comprendere il quantitativo di latte per ciascuna poppata, il totale deve essere diviso per il numero di pasti giornalieri.
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Queste cifre sono indicative e il numero di poppate nell’arco della giornata può differire da neonato a neonato. Nell’allattamento misto, uno dei dubbi principali è ogni quante ore dare il biberon o il seno. Non esiste una risposta univoca, perché la frequenza, come le dosi, dipende dall'età e dalle esigenze del bambino o bambina. Solitamente, i neonati alimentati con latte artificiale vengono nutriti ogni 2-4 ore; questo mantenendo sempre un’adeguata elasticità sugli orari, lasciando dormire il piccolo se riposa o anticipando un pochino il biberon se manifesta fame.
Tuttavia, è fondamentale essere sensibili ai segnali di ogni neonato e alimentarlo quando manifesta fame, anziché seguire rigide tabelle, utili per comprendere le quantità standard per un bambino per età e peso. Al contrario, è importante anche non sovra-alimentare il neonato: generalmente si consiglia di dare la possibilità affinchè il piccolo possa avanzare una piccola quantità di latte alla fine della poppata, senza insistere con l’allattamento quando il bambino mostra di voler allontanare il biberon con la lingua. Infatti anche i bambini allattati con latte artificiale sono in grado di autoregolarsi, proprio come accade con l’allattamento al seno.
Inoltre, spesso si pensa che limitare l'allattamento misto solo alla sera semplifichi la routine del sonno, supponendo che un neonato allattato con latte artificiale dorma più a lungo rispetto a uno allattato al seno. Questo non è vero.
Consigli Pratici per l'Allattamento con il Biberon
Nell’allattamento misto, è molto importante utilizzare il biberon in modo adeguato, mantenendo il contatto visivo e rispettando i segnali di fame e sazietà del bambino o bambina. Per un allattamento al biberon sereno e piacevole per tutti, vi sono alcuni accorgimenti utili: mantenere il bambino con il busto sollevato, stimolare le labbra con il dito o la tettarella, instaurare un contatto visivo con il piccolo e mantenere il bambino aderente al corpo dell'adulto. Per fare questo, potete aiutarvi con un supporto allattamento.
Scelta del Biberon: Caratteristiche Importanti
Nell'allattamento misto, la scelta di un biberon di alta qualità è essenziale per il benessere del bambino. In particolare, un buon biberon per l’allattamento misto ha queste caratteristiche:
- Tettarella simile al seno materno: morbida e larga per i primi mesi per simulare al meglio l’attacco al seno.
- Funzione anti-colica: il biberon dovrebbe ridurre al minimo l'ingestione di aria durante la suzione per prevenire la formazione di coliche, grazie a un flusso uniforme di latte;
- Flusso adeguato: il biberon deve essere dotato di tettarella adeguata all'età e alle esigenze di ogni bambino. Un flusso lento è indicato per bambini piccoli o per i neonati meno affamati, mentre flussi più veloci sono adatti a bambini più grandicelli o per i più voraci.
Latte Artificiale: Alternative e Considerazioni
Il latte artificiale deriva dalla modifica della composizione di latte vaccino (raramente di capra) per risultare molto simile a quello materno. Alcuni nutrienti vengono rimossi (ad esempio, il latte umano è molto meno proteico di quello vaccino), mentre altri sono aggiunti a partire da fonti vegetali (come olio di girasole e olio di colza). Nonostante il latte artificiale sia simile a quello materno, è privo di alcune sue caratteristiche utili, come la presenza di anticorpi e la perfetta composizione di proteine, quindi è indicato solo dove strettamente necessario.
Ad esempio, il latte artificiale è da preferirsi nel caso in cui la madre presenti alcune infezioni (come da HIV, da HTLV o tubercolosi) o riceva radioisotopi per terapie o diagnosi. Per capire quanto latte occorre al lattante, non è necessario seguire le tabelle con le indicazioni per l’alimentazione per i neonati, in quanto i bambini sani si sanno auto-regolare sulle quantità a loro necessarie. A volte berranno meno latte di quanto indicato, a volte di più: l’importante è che non presenti problemi di crescita, ridotta minzione o altri disturbi.
Il latte artificiale deriva da latte di vacca o di capra. Non vi sono differenze rilevanti nelle loro composizioni, per cui se un neonato presenta allergie o intolleranze al primo avrà molto probabilmente lo stesso problema con l’altro tipo di latte e viceversa. Il latte formula 1 o tipo 1 è basato sulle proteine del siero del latte (più digeribile). Il latte di tipo 2, formula 2 o latte di proseguimento può essere dato dopo il 6° mese.
Il latte in polvere dura più a lungo (la polvere può essere conservata per 10-15 giorni secondo le indicazioni), ma non è sterile, in quanto può essere contaminato da batteri in fabbrica o all’apertura. È possibile eliminare la maggior parte dei microrganismi facendo arrivare l’acqua a una temperatura di 70 °C. In entrambi i casi è sconsigliato scaldare il latte in microonde perché fornisce calore in modo non omogeneo. Questo fa sì che il liquido non venga adeguatamente disinfettato e che possano esservi alcuni punti (gli “hot spot”) che potrebbero far scottare il bambino. Prima di dargli il biberon, quindi, occorre agitare la bottiglietta per un po’.
Le formule speciali (antiallergiche, comfort, prive di lattosio, latte anti-reflusso) devono essere date al bebè solo dietro supervisione medica. Nei primi 6 mesi di vita, l’alimentazione sana del neonato non prevede l’assunzione di solidi o liquidi diversi dal latte materno. Nel primo anno d’età, l’acqua andrà bollita prima dell’uso. Le bevande gassate e/o zuccherate, inclusi i succhi di frutta, sono decisamente sconsigliate nella prima infanzia. Inoltre, sono da evitare tè e tisane perché le dimensioni ridotte dei bambini li rendono più vulnerabili a piccole quantità di sostanze attive. Lo stesso vale per la camomilla (che potrà essere somministrata in piccole quantità a partire dai 6 mesi). Per la stessa ragione, ai bambini sotto 1 anno d’età non deve mai essere dato il miele. Infatti, può contenere piccole dosi di tossine dei batteri del genere Clostridium.
Alimentazione e Problemi di Salute del Neonato
Quando il bambino presenta dei problemi di salute, modificare l’alimentazione può essere di aiuto. Si consiglia sempre di consultare un esperto per assicurarsi di intraprendere le strade migliori possibili. Nei bambini nati prima della 32^ settimana di sviluppo è particolarmente importante assumere il latte materno, meglio se direttamente dalla madre pelle a pelle. Tuttavia, potrebbero non riuscire a surgerlo. Dal capezzolo, il piccolo inizierà ad assumere poche gocce alla volta, con progressi graduali.
Se il neonato espelle troppe feci, è fondamentale continuare l’assunzione di latte per reintegrare i liquidi persi. L’alimentazione complementare nel bambino in caso di diarrea può prevedere una maggiore assunzione di crema di riso e di verdure cotte al vapore o bollite, in pasti piccoli e frequenti. La stitichezza è comune nei neonati e nei lattanti, perché il tratto finale del tubo digerente non è abbastanza maturo per espellere le feci. La rarità delle feci, quindi, non è preoccupante purché siano morbide e il bambino non soffra evacuando. Si consiglia comunque di consultare un pediatra. Se si riscontrano evidenti problemi, per risolvere al meglio è bene conoscerme la causa.
A causa dell’immaturità del tratto digerente del bambino, anche il reflusso gastroesofageo è un fenomeno comune nel lattante, soprattutto tra i 2 e i 7 mesi d’età. Tende a scomparire da solo, senza problemi. Modificare l’alimentazione del neonato per il reflusso può aiutare: sono utili poppate più piccole e frequenti e il cambiamento della dieta materna (se allattato al seno) o della formula del latte artificiale.
I bambini molto piccoli non devono essere messi in regimi ipocalorici: hanno bisogno di energia e grassi per crescere adeguatamente. Se il pediatra riscontra un peso eccessivo nel bambino, bisogna mantenere un’alimentazione sana, prediligendo cibi di qualità ed evitando quelli con calorie “vuote” (ovvero molto energetici ma che non forniscono altre sostanze nutritive utili, come i dolci) e promuovere l’attività fisica.
I lattanti prendono raramente il raffreddore, soprattutto entro il primo mese di vita e soprattutto se allattati al seno. Infatti, il latte materno ha un effetto protettivo contro molte infezioni respiratorie. L’alimentazione in caso di raffreddore deve prevedere principalmente un corretto apporto di liquidi (tramite il latte, anche caldo per i bimbi più grandi).
Divezzamento: Introduzione ai Cibi Solidi
Quando il piccolo ha 6 mesi, il latte non soddisfa più tutte le sue esigenze nutrizionali, per cui occorre iniziare l'alimentazione complementare (anche detta autosvezzamento o divezzamento): l'avvicinamento graduale del bambino agli alimenti "da adulti”. Questa età è considerata ideale: il bebè inizia a muovere meglio la lingua, si interessa a nuovi sapori e gli spuntano i primi dentini.
Il bambino mostrerà uno spontaneo interesse per il cibo che vede mangiare ai genitori o ai fratelli: la raccomandazione è di offrirglielo, purché sia sano, nutriente e opportunamente preparato per consentirne la deglutizione e la digestione. Dapprima, potrà ricevere gli alimenti complementari in forma di puree, passati, semisolidi e omogeneizzati (alimenti di transizione); poi, potrà assumerli sminuzzati e schiacciati (alimenti familiari).
L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di iniziare a dare alimenti complementari a partire dai 4 mesi solo se il bambino riceve abbastanza latte ma comunque non cresce adeguatamente o è affamato dopo la poppata. Poi, andranno dati 3-4 volte al giorno. A questo punto, il bambino inizierà a masticare meglio, a mordere e afferrare gli oggetti, con una certa autonomia ad alimentarsi. Ai 12 mesi d’età, il bambino avrà la mandibola stabilizzata e sarà capace di movimenti masticatori più complessi.
L’alimentazione sana del neonato prevede che l’allattamento sia la fonte principale di cibo fino al primo anno d’età, in quanto il latte è un alimento di qualità che continua a essere fondamentale per il suo sviluppo. Inoltre, l’assunzione di latte aiuta l’organismo del bambino a tollerare alimenti nuovi. Per un’alimentazione sana del neonato, è raccomandato offrire una varietà di alimenti sani, nutrienti e trattati in modo igienico. A 6 mesi, potrà già assaggiare praticamente tutto: ortaggi, banane, patate, riso (anche integrale), avena, legumi, pesce e carne sono solo alcuni esempi dei cibi che si possono iniziare a dare al bambino sin da subito, purché in forma di purea.
Oltre a fornire una varietà di nutrienti, la diversità dei cibi proposti migliora l’appetito e abitua il bambino a mangiare i cibi più ostici, così che non eviti verdure e frutta quando sarà più grande. In questo modo, anche da adulto sarà abituato a un’alimentazione sana ed equilibrata, con risvolti positivi per la sua salute. Un’alimentazione sana per il neonato che cresce prevede che assuma un insieme di alimenti complementari a ogni pasto: ad esempio, riso abbinato a un legume, a un po' di pomodoro e a frutta secca o avena insieme a un alimento di origine animale e verdure a foglia verde con un po’ d’olio extravergine d’oliva. È consigliabile mangiare tipi diversi di proteine a pranzo e cena. Si raccomanda sempre la pulizia di utensili, piatti e mani. Ogni piccolo è diverso. Monitorare la crescita è il modo migliore per capire quanto ha bisogno di mangiare.
Le verdure sono ricche di fibre, vitamine, minerali e altre sostanze benefiche (antiossidanti, fitosteroli): sono elementi essenziali per un’alimentazione sana nel neonato come negli adulti La frutta contiene sostanze altrettanto salutari, ma occorre non esagerare perché è anche ricca di zuccheri semplici. Si può iniziare con mezzo cucchiaio a 6 mesi, per poi aumentare la dose. Le fonti di carboidrati come cereali e patate forniscono energia facilmente utilizzabile o immagazzinabile a seconda del bisogno dell’organismo. Quindi, si consiglia di fornirli al bambino sin dal sesto mese. Anche i cereali integrali, benefici per la digestione e la prevenzione di alcune malattie, possono essere introdotti a piccole dosi: la fibra, infatti, limita l’assorbimento di alcuni minerali, per cui non bisogna esagerare. Anche i passati di legumi (in particolare piselli, lenticchie, fagioli, ceci) sono indicati sin dall’autosvezzamento. Infatti, sono ricchi di vitamine e minerali.
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