L'allattamento al seno è una fase molto emozionante, ma anche impegnativa per la neomamma, infatti richiede maggiore energia rispetto alla gravidanza. Durante l’allattamento la mamma deve produrre per il suo neonato dai 600 ml di latte al giorno nelle prime settimane, ai 1.000 ml al giorno successivamente.
Come viene prodotto il latte materno
Conoscere come avviene la produzione di latte nell’organismo umano può aiutare le mamme che desiderano allattare al seno non solo a partire sin da subito con il piede giusto, ma anche a cogliere possibili segnali di una mancanza di latte o comunque di alterazioni nella sua produzione.
Durante la gravidanza e subito dopo il parto, la mammella materna va incontro a modificazioni in risposta a stimoli ormonali che hanno lo scopo di garantire la produzione di latte e porre le condizioni per un allattamento al seno efficace.
Una volta avviato l’allattamento, sarà la suzione da parte del bambino a stimolare la produzione dei due ormoni cardine dell’allattamento, la prolattina e l’ossitocina. La prima è responsabile della produzione del latte, la seconda invece della sua emissione.
In particolare, la prolattina, come suggerisce il nome stesso, stimola le ghiandole mammarie a produrre il latte: più il bambino succhia e più prolattina viene prodotta. Questo ormone entra in circolo durante ogni poppata per preparare la mammella a quella successiva.
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Attaccare al seno il neonato spesso e in modo corretto permette di mantenere alti i livelli di prolattina e favorire la produzione di latte. È importante, soprattutto all’inizio, che la mamma allatti anche di notte, quando la produzione di prolattina aumenta.
Già dal quinto mese di gravidanza il seno è pronto per la produzione del latte e durante l'ultimo periodo comincia a produrre il colostro, un liquido denso e vischioso di colore variabile dal giallo all’arancio.
Il colostro è perfetto come primo alimento dei neonati, per la sua caratteristica composizione: un contenuto relativamente limitato di grassi e lattosio, ma tante proteine, vitamina A, anticorpi e oliogosaccaridi.
Come capire se il latte materno non basta
Il bambino è soddisfatto dalla quantità e dalla qualità del latte che gli offro? Questo è uno degli interrogativi che più spesso si pongono le mamme che allattano al seno, tanto da indurle, in alcuni casi, a chiedere addirittura al proprio medico di prescrivere analisi per valutare la composizione del proprio latte.
In realtà una madre può produrre un quantitativo di latte sufficiente per due o persino tre bambini ed è molto raro che la produzione di latte sia davvero insufficiente. Nella maggior parte dei casi una bassa produzione di latte è invece legata a un allattamento scarso, per esempio a causa di un ridotto numero di poppate, di poppate troppo brevi, di un attacco scorretto del piccolo al seno, dell’eliminazione delle poppate notturne ecc.
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Se la quantità di latte estratta dal neonato è scarsa, infatti, la prima conseguenza è una produzione di latte insufficiente o comunque ridotta a causa della scarsa stimolazione della mammella. Ma quali sono i segnali spia di un’insufficiente produzione di latte? Sono diversi, ma non sempre facili da cogliere da sole.
Per questo è sempre bene farsi aiutare dal pediatra o da consulenti per l’allattamento. Tra i campanelli d’allarme ricordiamo:
- il mancato recupero ponderale fisiologico del neonato entro le prime due settimane
- la mancata produzione di feci entro la fine della prima settimana
- un calo ponderale inspiegabile nonché una curva di accrescimento piatta e “in discesa” in un lattante sopra i tre mesi.
Un metodo indiretto, ma abbastanza attendibile, per capire se il piccolo sta assumendo poco latte, è anche valutare quanta urina produce. Di norma un bambino emette un’urina trasparente almeno 6 volte nelle 24 ore a partire dal terzo giorno di vita, mentre un bambino che non prende abbastanza latte urina meno e in genere le urine sono gialle.
Per rendersene conto, è sufficiente controllare il numero di pannolini bagnati dal bambino ogni giorno.
Poco latte materno: cosa fare
La cosa che più stimola la produzione del latte è la suzione da parte del bambino. Il primo suggerimento è quindi quello di aumentare la frequenza e la durata delle poppate, assecondando il più possibile le esigenze del vostro piccolo, senza seguire orari o regole fisse.
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Altra regola fondamentale è bere almeno due litri di acqua al giorno per reintegrare i liquidi. Durante l’allattamento è indicata Acqua amorosa, per il suo ridotto contenuto di sodio e il suo basso residuo fisso.
Ottime sono anche le zuppe, che permettono di ingerire allo stesso tempo liquidi e preziosi nutrienti, senza troppe calorie.
Inoltre, nelle situazioni in cui può accadere, o anche solo sembrare, che la produzione del latte materno sia insufficiente potete contare anche su alcune erbe che sembrerebbero favorire l’aumento della produzione di latte materno, riducendo allo stesso tempo le coliche fisiologiche del neonato. Tra queste ci sono la galega, l’anice, il finocchio e il fieno greco.
È possibile per esempio ricorrere, previo parere del medico, a un integratore come piùlatte a base di SILITIDIL® e Galega officinalis. La Galega officinalis è nota per la sua funzione galattogoga, ovvero favorisce che favorisce la produzione del latte materno.
Ricordate infine che lo stress può essere un fattore importante nella diminuzione del latte: dormire a sufficienza, mangiare bene ed evitare ansie infondate è un ottimo modo per evitare problemi. Consultate anche la nostra sezione relativa ad alimentazione e allattamento materno.
Se questo non basta, consultate comunque il pediatra o un’ostetrica prima di arrivare a conclusioni affrettate.
Cosa mangiare per produrre latte materno?
A differenza di quanto si pensava in passato, l’alimentazione della mamma influisce solo in minima parte sulla composizione del latte materno. Non è quindi necessario modificare la dieta durante l’allattamento, ma è comunque raccomandato seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, in cui non manchino cibi con buoni valori nutrizionali.
Ma cosa passa quindi nel latte materno di ciò che ingerisce la mamma? Non esistono ancora dati conclusivi in merito, ma per precauzione è fortemente consigliato evitare sostanze, come l’alcol o alcuni farmaci (ma non tutti) che, passando nel latte materno, potrebbero essere dannosi per il piccolo.
Per rispondere invece a un altro quesito che spesso si pongono le neomamme che allattano, ovvero come aumentare il latte materno, è bene innanzitutto chiarire che esistono numerosi “falsi miti” da sfatare in merito alla possibilità che alcuni alimenti ingeriti dalla madre possano aumentarne la produzione. Non è vero, per esempio, che bisogna bere latte per produrne di più e tantomeno che “la birra fa latte”.
Esistono tuttavia alcuni cibi e specifiche erbe che potrebbero essere d’aiuto, ma è importante che sia il medico a consigliarle. Per esempio, l’orzo è la fonte alimentare più ricca di beta-glucano, sostanza che favorirebbe un aumento della prolattina e quindi la produzione di più latte. Altri alimenti ricchi di beta-glucano sono l’avena, il grano e il riso integrale.
Alimenti e bevande che aiutano a produrre latte
- Acqua: L'elemento più essenziale per garantire un'adeguata fornitura di latte. 8 bicchieri (circa 2L) di liquido al giorno sono un must assoluto.
- Avena: Fantastica per la costruzione e il mantenimento delle scorte di latte.
- Biscotti per l'allattamento: Nei supermercati ve ne sono tantissimi!
- Aglio: Aggiungere l'aglio ai tuoi cibi non solo aggiunge un altro strato di prelibatezza, ma aumenta anche la tua scorta di latte.
- Carote: Piene di beta-carotene, una domanda extra quando si allatta.
- Finocchio: Un'erba che si crede sia un eccellente galattagogo.
- Noccioline: Anacardi, mandorle e noci di macadamia sono le scelte più popolari per dare una spinta al latte.
- Papaya verde: In Asia, la papaya verde è un galattagogo tradizionale.
- Semi di sesamo: Tahini è una deliziosa pasta burrosa a base di semi di sesamo che puoi aggiungere a ricette e salse per un tocco mediorientale.
- Zenzero: Un altro alimento ampiamente utilizzato per aumentare il latte.
Integratori per aumentare la produzione di latte
L'aumento della produzione di latte materno è una preoccupazione comune per molte madri che allattano. Gli integratori possono essere un'opzione considerata per stimolare la produzione di latte, ma è importante comprendere che l'efficacia e la sicurezza di tali integratori possono variare da persona a persona.
Consultare un professionista della salute: Prima di iniziare qualsiasi integratore per aumentare la produzione di latte, è importante consultare un medico o un consulente in allattamento.
Integratori comunemente utilizzati: Alcuni integratori comunemente utilizzati per aumentare la produzione di latte includono la fenugreek (fieno greco), l'avena, il finocchio, il cardo mariano e la radice di bardana.
Nonostante l'ampia diffusione di integratori per aumentare la produzione di latte, le evidenze scientifiche riguardanti la loro efficacia sono limitate.
Effetti collaterali e controindicazioni: Gli integratori possono causare effetti collaterali o interazioni con altri farmaci. Ad esempio, il fieno greco può causare gas e diarrea in alcune persone, mentre il cardo mariano potrebbe interferire con alcuni farmaci.
Cibi tradizionalmente associati all'aumento della produzione di latte materno
Ci sono diversi cibi che sono stati tradizionalmente associati all'aumento della produzione di latte materno. Tuttavia, è importante ricordare che l'efficacia di questi cibi può variare da persona a persona e che non esiste una prova scientifica definitiva che confermi il loro impatto sulla produzione di latte. Detto ciò, molti di questi cibi sono nutrienti benefici per la salute in generale e possono essere inclusi in una dieta bilanciata durante l'allattamento.
- Avena: È spesso citata come uno degli alimenti migliori per aumentare la produzione di latte.
- Fieno greco: Le foglie e i semi di fieno greco sono stati tradizionalmente utilizzati per aumentare la produzione di latte materno.
- Carote: Alcune donne credono che mangiare carote possa aumentare la produzione di latte.
- Zenzero: Alcune persone credono che lo zenzero possa aiutare ad aumentare la produzione di latte e a ridurre il rischio di coliche nei neonati.
Consigli utili per l'allattamento
È fondamentale dare consigli semplici e mirati alle mamme, per rendere il momento dell’allattamento al seno il più piacevole possibile. Il periodo dell’allattamento è emozionante ma non sempre facile, molte mamme non riescono a farlo per diversi fattori, qui riportiamo dei consigli per tutte le mamme che già allattano o che vogliono iniziare.
6 domande e risposte per la mamma che allatta
Abbiamo posto 6 domande alle operatrici del progetto Fiocchi in Ospedale, attivo presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, per dare consigli e suggerimenti utili alla mamma da seguire per la propria dieta alimentare e per nutrire il suo bimbo nel modo più sano e appropriato.
- Cosa si può mangiare in allattamento e Quali sono i cibi consigliati?
La dieta della mamma deve essere ricca, varia e ben bilanciata poiché durante l’allattamento il fabbisogno calorico aumenta di circa 350 calorie al giorno e poiché la produzione di latte richiede molte energie. Consigliamo quindi, durante l’allattamento, di mangiare cibi come: frutta, sia fresca che secca, verdura di stagione, cruda e cotta, carboidrati - pasta, riso, pane e cereali - anche integrali, e proteine animali e vegetali -carne, pesce, uova, latticini e legumi. Tutti alimenti vari che forniscono nutrimenti ed energia alla mamma e al bimbo.
- Quali cibi sono vietati e/o sconsigliati quando si allatta?
Il principale divieto in allattamento è legato a tutte le bevande alcooliche: birra, vino e superalcolici. L’alcool infatti arriva al latte materno ed è quindi fortemente sconsigliata l’assunzione, in caso di un consumo leggero bisogna comunque distanziare l’allattamento di almeno due ore. È preferibile inoltre limitare il consumo di cioccolata, caffè e tè perché hanno un noto effetto eccitante sul sistema nervoso, con effetti sulla modulazione del sonno del bambino o della bambina. È preferibile limitare l’assunzione di insaccati e affettati, che sono fonte di grassi saturi, dolci e bevande zuccherine, così come certe forme di cottura degli alimenti (fritture).
- Con quale frequenza è consigliato mangiare in allattamento?
Come in tutti gli schemi nutrizionali equilibrati è bene fare 3 pasti principali e 2 spuntini, senza mai esagerare con le quantità. In generale, bisognerebbe ricordarsi di usare le stesse regole dell'alimentazione in gravidanza: consumare molta frutta e verdura, carne e pesce ben cotti, cereali e pasta in quantità più moderate, bevendo poi molta acqua durante la giornata (ma anche spremute di frutta fresca, tisane e latte).Domande, dubbi, preoccupazioni, sono assolutamente normali durante un periodo ricco di cambiamenti ed emozioni. Con il supporto di un'ostetrica ecco 5 consigli per gestire ansia e stress durante l'allattamento.
- Esistono cibi che favoriscono l’aumento del latte materno?
Non esistono alimenti che aumentano la produzione di latte materno. Il meccanismo della lattazione segue la legge della “domanda e dell’offerta”: più il seno viene stimolato e drenato e più latte viene prodotto. Esistono in commercio tisane galattogene che favoriscono la produzione di latte ma è sempre bene consultare il proprio medico o pediatra prima di assumerle.
- Perché è importante mangiare bene mentre si allatta?
Quando la bambina o il bambino si nutre del latte materno assume tutti i nutrienti utili al suo accrescimento nelle giuste quantità. Il latte assorbe tutto ciò che la madre mangia nell’intera giornata, per cui è importante seguire un'alimentazione corretta. L’alimentazione, quindi, dovrà essere varia ed equilibrata anche per garantire il passaggio nel latte di sapori diversi che preparano il/la bambino/a a sperimentare con maggiore interesse e curiosità l’alimentazione complementare.
- Quanto è importante seguire una dieta varia?
Durante l’allattamento non occorre seguire una dieta speciale, ma è sufficiente alimentarsi in modo vario ed equilibrato.
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