Alimentazione Povera di Carboidrati: Benefici e Rischi

Le diete a basso contenuto di carboidrati stanno guadagnando attenzione e vengono sempre più promosse. Ma sono davvero efficaci a lungo termine e per tutte le persone con diabete di tipo 2? Il periodo del lockdown può aver modificato negativamente le abitudini alimentari. Occorre ora ripartire considerando quanto importanti siano alcune evidenze.

Definizione di Dieta a Basso Contenuto di Carboidrati

La definizione di “dieta a basso contenuto di carboidrati” può variare a secondo della fonte di riferimento. Fino a quando il consenso sulle definizioni non sarà chiaro, i ricercatori dovranno definire esplicitamente il loro uso dei termini diete a basso e a molto basso contenuto di carboidrati e gli studiosi della letteratura dovranno prendere nota di queste definizioni quando interpretano e applicano i risultati della ricerca.

Ad esempio, nel 2015 è stata proposta una definizione formale definendo una dieta a basso contenuto di carboidrati come quella in cui meno del 26% delle calorie giornaliere deriva dai carboidrati (<130 g/giorno); tuttavia l'American Diabetes Association descrive un modello alimentare a basso contenuto di carboidrati che riduce i carboidrati al 26-45% delle calorie totali (<225 g/giorno di una dieta da 2000 calorie). Negli ultimi decenni, l'assunzione media di carboidrati per gli adulti negli Stati Uniti è stata stimata tra il 39% e il 51% delle chilocalorie giornaliere. Storicamente, autorevoli organizzazioni hanno raccomandato un apporto di carboidrati variabile da 45 % al 65% delle calorie giornaliere. Pertanto, le diete con un apporto di carboidrati inferiore al 45% delle calorie giornaliere sono state comunemente considerate limitate per i carboidrati.

Anche le definizioni di diete a bassissimo contenuto di carboidrati variano (p. es., soglie che vanno da <10% a <26% dell'apporto calorico giornaliero). Questa differenza è sostanziale perché le diete con apporti di carboidrati sostanzialmente inferiori (p. es., <10% di calorie giornaliere) hanno dimostrato di indurre chetosi nutrizionale. In questo stato fisiologico, i corpi chetonici vengono prodotti e utilizzati come fonte di energia alternativa, specialmente dal cervello, e comunemente queste diete sono chiamate chetogeniche. Al contrario, le diete a bassissimo contenuto di carboidrati, definite come un apporto di <26% delle calorie giornaliere, non inducono costantemente la chetogenesi.

Benefici Potenziali delle Diete a Basso Contenuto di Carboidrati

Una dieta povera di carboidrati limita il consumo di pasta, pane, prodotti da forno a favore di alimenti ricchi di proteine e/o grassi. I benefici di una dieta low-carb si devono al fatto che senza accorgersene si potrà seguire una dieta che nella maggioranza dei casi è anche ipocalorica e quindi genera un decremento ponderale. Tra l’altro, l’eliminazione drastica di carboidrati comporta spesso una carenza di fibre, vitamine e minerali, soprattutto se si evitano anche frutta, legumi e cereali integrali.

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Ecco alcuni dei potenziali benefici:

  • Perdita di peso: La riduzione dei carboidrati può favorire un dimagrimento più rapido nella fase iniziale (spesso legate a una maggior disidratazione), ma la sostenibilità nel lungo periodo dipende dalle abitudini personali (come associazione ad adeguata attività fisica) e dalla qualità complessiva dell’alimentazione.
  • Miglior controllo glicemico: In alcune persone una dieta povera di carboidrati può migliorare il controllo della glicemia e la sensibilità insulinica, soprattutto nel breve periodo.
  • Riduzione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare: Un apporto ridotto di carboidrati può influire positivamente su alcuni marcatori di rischio cardiometabolico, come trigliceridi e pressione arteriosa, soprattutto in persone con sovrappeso.

Adottare una dieta low carb, cioè a basso contenuto di carboidrati (come la chetogenica) porta molti benefici: perdita di massa grassa, miglior controllo della fame, contrasto all’aumento della glicemia e all’insorgenza di infiammazioni. Superato l’impatto iniziale, un’alimentazione con pochi carboidrati è più semplice da seguire, perché gli alimenti consentiti possono essere consumati senza prestare troppa attenzione alle calorie. La dieta low carb, infatti, spinge il corpo a trovare l’energia che gli serve bruciando i depositi di grassi (come avviene con la chetosi). Infine, una low carb incide positivamente sulla salute complessiva dell’organismo. Ad esempio, consente di tenere sotto controllo la glicemia (elemento fondamentale per chi soffre di diabete).

Rischi e Considerazioni

Una dieta low-carb non è adatta ad essere perseguita per lunghi periodi, l’ideale è non superare i 12 mesi ed adottarla solo se necessario, sotto supervisione medica per evitare ripercussioni sulla salute. Nel caso in cui si debba seguire una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati (< 50 g/gg) in cui l’obiettivo è indurre la chetosi fisiologica può essere necessaria l’eliminazione dei cereali e la severa restrizione di legumi, frutta e verdure amidacee.

Nel lungo periodo, questa carenza può influire negativamente sulla salute intestinale e metabolica. Un adeguato consumo di carboidrati non si associa in genere a un aumento di peso. Una dieta no carbs può avere effetti negativi sulla salute dell'intero organismo. I carboidrati forniscono al corpo glucosio, che viene poi tramutato in energia utilizzata per sostenere il corpo e tutte le attività del quotidiano. Costituiscono quindi il carburante per il funzionamento di tutto l'organismo.

In una dieta sana e bilanciata, secondo gli esperti è bene eliminare i carboidrati raffinati e consumare con moderazione quelli ad alto indice glicemico. Vanno tuttavia consumati con regolarità i carboidrati sani, come frutta e verdura, cereali integrali, legumi, fonte di energia necessaria al funzionamento di tutto l'organismo.

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Una dieta rigida molto povera di carboidrati, o addirittura zero carb, comporta vari rischi ed effetti negativi per l'organismo. I glucidi, come glucosio, fruttosio e galattosio, sono fondamentali per il corretto funzionamento delle cellule muscolari e cerebrali. Eliminare completamente i carboidrati può portare a una carenza di energia, con conseguenti problemi di stanchezza e mancanza di concentrazione. Proprio per questo motivo questa tipologia di dieta è particolarmente sconsigliata per gli sportivi o, più in generale, per le persone che hanno uno stile di vita attivo e che svolgono regolarmente esercizio fisico. Un altro problema rilevante riguarda la riduzione dell'assunzione di fibre, vitamine e minerali: alimenti come pasta, pane e patate non sono solo fonti di carboidrati, ma contengono anche importanti nutrienti. La loro eliminazione dalla dieta può causare carenze nutrizionali significative, compromettendo la salute generale dell'organismo. Le fibre, in particolare, sono cruciali per la salute intestinale e la loro carenza può portare a disturbi gastrointestinali e stitichezza.

Efficacia a Lungo Termine e Studi Clinici

SACN e UK Diabetes hanno analizzato a fondo le prove su questa complessa questione. Non è chiaro se una dieta a basso contenuto di carboidrati sia efficace a lungo termine. Douglas Twenefour, co-presidente del gruppo di lavoro congiunto e vicedirettore di Care of Diabetes UK, ha dichiarato: "Sappiamo che per la maggior parte delle persone con diabete di tipo 2, la gestione del proprio peso è la chiave per gestire la propria condizione. Gli operatori sanitari dovrebbero supportare qualsiasi approccio dietetico basato sull'evidenza che aiuti a ottenere una riduzione del peso a lungo termine, e questo può includere una dieta a basso contenuto di carboidrati. È fondamentale che le persone ricevano il supporto del proprio team sanitario, in modo che qualsiasi impatto sulla gestione del diabete o sui farmaci possa essere attentamente monitorato".

A 6 mesi, rispetto alle diete di controllo, gli LCD hanno raggiunto tassi più elevati di remissione del diabete (definito come HbA1c <6,5%). A 12 mesi, i dati sulla remissione erano scarsi, variando da un piccolo effetto a un banale aumento del rischio di diabete. Grandi miglioramenti clinicamente importanti sono stati osservati nella perdita di peso, nei trigliceridi e nella sensibilità all'insulina a sei mesi, che è diminuita a 12 mesi. Sulla base delle valutazioni dei sottogruppi ritenute credibili, le diete VLCD erano meno efficaci delle LCD meno restrittivi per la perdita di peso a 6 mesi. Tuttavia, questo effetto è stato spiegato dall'aderenza alla dieta. Cioè, tra i pazienti altamente aderenti su VLCD, è stata osservata una riduzione clinicamente importante del peso rispetto agli studi con pazienti meno aderenti su VLCD.

I partecipanti non hanno sperimentato differenze significative nella qualità della vita a 6 mesi, ma hanno sperimentato un peggioramento clinicamente importante, ma non statisticamente significativo, della qualità della vita e del colesterolo lipoproteico a bassa densità a 12 mesi. Non sono state riscontrate differenze significative o clinicamente importanti tra i gruppi in termini di eventi avversi o lipidi nel sangue a 6 e 12 mesi.

Tabella Riassuntiva degli Effetti a Breve e Lungo Termine

Effetto 6 Mesi 12 Mesi
Remissione del Diabete (HbA1c <6.5%) Aumento significativo Dati scarsi, effetto variabile
Perdita di Peso Miglioramenti clinicamente importanti Diminuzione dei miglioramenti
Trigliceridi Miglioramenti clinicamente importanti Diminuzione dei miglioramenti
Sensibilità all'Insulina Miglioramenti clinicamente importanti Diminuzione dei miglioramenti
Qualità della Vita Nessuna differenza significativa Peggioramento (non statisticamente significativo)

Conclusioni di Esperti

Sulla base di “evidenze” di certezza da moderate a basse, i pazienti che aderiscono a una LCD per 6 mesi possono sperimentare la remissione del diabete senza conseguenze negative. CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), che comprende vari centri di ricerca, tra cui il Centro di ricerca CREA-Alimenti e Nutrizione, ha aggiornato nel 2018 le Linee guida per una sana alimentazione il documento italiano di riferimento sulla sana alimentazione, rivolto ai consumatori. Raccoglie una serie di consigli e indicazioni alimentari, elaborate da un’apposita commissione scientifica, costituita da prestigiosi studiosi del mondo dell’alimentazione e non solo.

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