Accogliere un pullo di pappagallo in famiglia è un'esperienza arricchente e gratificante che richiede impegno, responsabilità e amore. Che si tratti di un pullo allevato a mano o svezzato, la gestione richiede cure attente e specifiche per garantire il suo benessere e la sua crescita sana.
La Cura dei Pulli: Dalla Nascita allo Svezzamento
C'è la mamma agapornis che alimenta immediatamente il suo pullo appena fuoriuscito dall'uovo, come un'altra che aspetta il giorno dopo la nascita, tanto il piccolo avrà ancora nutrimento dal sacco vitellino non ancora del tutto assorbito. La madre alimenta per prima l'ultimo nato, fornendo il cibo rigurgitandolo da una secrezione del gozzo altamente digeribile detto "latte di pappagallo", poi via via sempre più pastoso per gli altri pulli più grandi.
I piccoli crescono velocemente, verso i dieci/dodici giorni apriranno gli occhi e si cominciano a apparire i pigmenti sottopelle per prima alle ali, poi sul dorso. Poi la curiosità di indovinare il colore delle prime penne ... Un pullo sano nasce in un ambiente pulito igienicamente, vive in un nido asciutto ma non secco, pulito e disinfettato. Questo evita problemi tipo salmonellosi, coccidosi, colibacillosi ecc.
Allevamento Manuale: Quando e Come Intervenire
Anche nel caso della specie detta “inseparabile” bisogna intervenire a mano come fosse un bebè, e fornirgli tutto ciò di cui ha bisogno quotidianamente per poi addestrarlo e farlo nutrire autonomamente. Per effettuare ciò, è essenziale avere del tempo a disposizione, un minimo di conoscenza del settore e dedicarsi amorevolmente alla cura.
I piccoli di pappagallo si devono allevare in un’età compresa tra i 10 e i 20 giorni di vita, ed in un luogo caldo che sostituirà il nido. Infatti la temperatura indispensabile è quella compresa tra i 30 e i 34 gradi, e per questo scopo conviene utilizzare un’incubatrice con temperatura regolabile, ma si possono ottenere anche degli ottimi risultati con dei recipienti in plastica ben arieggiati e muniti di un termostato.
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Come fondo del nostro nido artificiale, useremo della carta assorbente che cambieremo meticolosamente. Un altro fattore importantissimo è il cibo da acquistare in commercio come pastoni specifici, studiati per l’alimentazione dei pappagalli. Invece per la quantità di acqua da aggiungere ai cibi in polvere, ci atterremo alle istruzioni del produttore.
Tecniche di Imbecco
Personalmente controllo i nidi almeno due volte il giorno, cercando di non essere troppo invadente nel disturbare la famigliola , per rendermi conto della regolare crescita dei pulli e della situazione igienica. Delicatamente tenendo il piccolo con la testa ferma tra pollice ed indice,appoggiamo a cannula della siringa al lato del becco sollecitando la risposta all’imbecco, se questa è immediata è già un buon segno e allora facciamo scendere una goccia di formula sempre al lato del becco, non dentro in quanto sarebbe già troppo grande,con il rischio di soffocare il piccolo provocando un rigurgito e il passaggio della formula in trachea; si perderà un po’ di formula, ma una parte verrà ingerita e alla deglutizione si vedrà chiaramente come il liquido scenderà giù nell’esofago per depositarsi nel gozzo. L’operazione sarà ripetuta per altre 2 o 3 volte.
Il gozzetto si vedrà appena rigonfio. Un fattore molto importante è la temperatura; infatti, la pappa va somministrata a 37 gradi circa, ed è quindi indispensabile l’uso di un termometro. Molto importante è puntare la siringa nel lato destro della bocca, altrimenti si rischia di far finire il cibo nella trachea con risultati fatali. La pappa va fatta fluire con delicatezza nella bocca del pappagallino, dandogli il tempo di deglutire.
La frequenza dei pasti varia in base all’età, ossia dai 14 ai 20 giorni se ne somministrano cinque, mentre dai 40 ai 50 giorni passeremo a due al giorno. La quantità chiaramente varia con la crescita, ed un ottimo indicatore è il gozzo. La temperatura della formula dovrà essere prossima ai 39°, per verificarla servirà un normale termometro.
Integrazione Alimentare
Sempre in questo periodo si può provare a offrire anche della mela grattugiata e qualche fogliolina di cicoria tritata assieme al pastoncino. Le prime volte che si offriranno i semi sarà opportuno farli sbollentare rendendoli morbidi e sbucciabili come quelli decorticati nel gozzo dei genitori naturali.
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Lo Svezzamento: Una Fase Cruciale
Lo svezzamento rappresenta una fase cruciale nell’allevamento a mano dei pappagalli, un passaggio delicato in cui il giovane esemplare inizia ad acquisire autonomia alimentare e comportamentale. Questa fase, se ben gestita, determina il futuro benessere psico-fisico del pappagallo e la qualità della relazione con l’essere umano.
Quando Iniziare lo Svezzamento
L’avvio dello svezzamento non segue una regola fissa, ma varia in base a numerosi fattori: specie, sviluppo fisico e neurologico, attitudine individuale, peso corporeo e comportamento esplorativo. Il punto chiave è l’osservazione: un pappagallino pronto allo svezzamento inizia a beccare oggetti nella gabbietta, mostra interesse verso ciotole e mangiatoie, mantiene la postura eretta per tempi sempre più lunghi e tollera una leggera riduzione delle imbeccate senza cali di peso.
Nota importante: Le informazioni contenute nella tabella seguente sono da intendersi come indicazioni generali e non come regole assolute. Ogni pappagallo ha un proprio ritmo di crescita e svezzamento. È essenziale osservare attentamente il comportamento del singolo individuo, e in caso di dubbi, rivolgersi a un veterinario esperto in animali esotici.
Tabella Indicativa per l’Inizio dello Svezzamento dei Pappagalli
| Specie | Inizio indicativo | Note aggiuntive |
|---|---|---|
| Cocorite | 4ª-5ª settimana | Iniziare con spiga di panico e alimenti umidi |
| Inseparabili | 5ª-6ª settimana | Alcuni soggetti richiedono un’introduzione più graduale |
| Calopsitte | 5ª-6ª settimana | Ottimo l’uso di pastoncini all’uovo e verdure tritate |
| Parrocchetti (Monaco, dal collare) | 6ª-7ª settimana | Introdurre estrusi ammorbiditi, ortaggi freschi e frutta matura |
| Amazzoni | 8ª-10ª settimana | Svezzamento più lento, richiede pazienza e osservazione continua |
| Cenerino | 8ª-10ª settimana | Monitorare strettamente peso e accettazione dei nuovi alimenti |
Cosa Offrire Durante lo Svezzamento
Il passaggio al cibo solido deve avvenire in modo progressivo. Si comincia introducendo la spiga di panico, un alimento stimolante per il becchettamento, molto gradito anche dai soggetti più timidi. Successivamente si possono offrire pastoncini all’uovo morbidi e ricchi di proteine, ideali per le prime sperimentazioni alimentari. Gli estrusi specifici per giovani pappagalli, inizialmente ammorbiditi con acqua tiepida, sono una scelta nutrizionalmente completa.
I semi decorticati vanno proposti con moderazione, come integrazione e non come alimento base. Anche le verdure fresche, tritate finemente (cicoria, carota, bieta), e alcuni tipi di frutta a basso contenuto zuccherino (mela, pera, banana matura) possono essere introdotti gradualmente. Il grit minerale e l’osso di seppia non devono mancare, essendo fondamentali per la digestione e l’assunzione di calcio.
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Ogni alimento va introdotto uno per volta, osservando la reazione del pappagallo e adattando la dieta alle sue preferenze e capacità. Specie diverse hanno approcci differenti: ad esempio, i cenerini mostrano maggiore diffidenza verso nuovi alimenti rispetto a una cocorita o una calopsitta.
Come Capire Quando un Pappagallo è Completamente Svezzato
Capire se un pappagallo è davvero pronto a vivere senza l’imbecco non è sempre semplice. Non basta il rifiuto occasionale della siringa o del cucchiaino: è necessario un insieme di segnali stabili e coerenti nel tempo, che indichino autonomia alimentare e adattamento psicologico.
Il primo indicatore fondamentale è l’assunzione regolare e spontanea di alimenti solidi per almeno 5-7 giorni consecutivi. Il pappagallo deve mostrare interesse attivo verso la ciotola, sbucciare semi (quando previsti dalla dieta), consumare estrusi, pastoncino e alimenti freschi senza incoraggiamenti esterni. Non devono esserci sbalzi di peso o atteggiamenti apatici o nervosi tra un pasto e l’altro.
Segnali che Confermano il Completo Svezzamento:
- Mantiene un peso corporeo stabile o in aumento, misurato preferibilmente ogni mattina prima del primo pasto.
- Presenta feci formate, voluminose e coerenti con una dieta solida (colore e consistenza indicano l’assimilazione corretta).
- È vivace, esplorativo, curioso, e dedica tempo all’alimentazione anche in assenza dell’allevatore.
- Non mostra richiami vocali insistenti o comportamenti regressivi nelle ore in cui prima riceveva l’imbecco.
È essenziale distinguere tra dipendenza affettiva e reale necessità nutrizionale: alcune specie, come le Calopsitte o Cenerini, Amazzoni ecc… possono continuare a cercare contatto o conforto anche dopo essere pienamente autonomi sul piano alimentare. In questi casi, è importante non confondere il legame affettivo con un falso bisogno di nutrimento.
Un buon metodo per valutare il grado di autonomia è anticipare di qualche ora l’orario consueto dell’imbecco. Se il soggetto non si agita, non perde peso e continua ad alimentarsi da solo, probabilmente il processo di svezzamento è completo. Al contrario, se l’assenza dell’imbecco provoca cambiamenti nel comportamento, è necessario proseguire ancora per qualche giorno, riducendo la frequenza ma senza interrompere bruscamente.
Errori da Evitare Durante lo Svezzamento
Molti errori derivano dalla fretta o dalla scarsa osservazione. Eliminare troppo rapidamente le imbeccate può causare problemi comportamentali, calo del peso e rifiuto del cibo. Offrire una dieta basata solo su semi secchi compromette l’equilibrio nutrizionale futuro. Anche proporre cibi inadatti o poco stimolanti riduce la curiosità del pappagallo e rallenta l’intero processo.
È essenziale monitorare quotidianamente il peso e la consistenza delle feci, introdurre una varietà di alimenti e rispettare i tempi individuali di ciascun soggetto. Lo svezzamento deve essere un’esperienza positiva, stimolante e graduale. Cocorite e calopsitte sono generalmente più curiose, mentre cenerini e amazzoni possono avere una maggiore necessità di rassicurazione e tempo.
Igiene, Ambiente e Monitoraggio
Durante lo svezzamento, l’ambiente deve essere costantemente igienizzato per proteggere un organismo ancora vulnerabile. Le ciotole, i posatoi e il fondo della gabbia o fauna box vanno puliti ogni giorno. L’acqua va cambiata almeno due volte al giorno per evitare fermentazioni. È importante anche rimuovere i residui di pastone dal becco e dal piumaggio con garze umide.
Una bilancia digitale di precisione è fondamentale per registrare quotidianamente il peso, preferibilmente al mattino a digiuno. Le feci devono avere una consistenza normale, colore omogeneo e assenza di odore forte. Qualsiasi variazione può segnalare un problema in atto.
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