Acqua Distillata: Benefici, Controindicazioni e Implicazioni per il Dimagrimento

L'acqua è uno degli elementi più diffusi in natura ed è la componente più predominante dell’organismo umano, costituendo il 60% del peso di un individuo adulto. Desideri migliorare la qualità dell’acqua che bevi ogni giorno? Depuratori Italia ha la soluzione per te! L’acqua distillata si ottiene attraverso il processo di distillazione termica e rappresenta una forma di acqua completamente priva di sostanze inquinanti e impurità, grazie alla purificazione completa che avviene durante tale processo.

Benefici e Credenze sull'Acqua Distillata

Numerose persone credono nell’effetto purificante dell’acqua distillata e la ritengono benefica per la salute, credendo che possa “eliminare” agenti patogeni presenti nel corpo. In alcuni paesi, addirittura, l’acqua distillata è commercializzata come acqua potabile.

Controindicazioni e Rischi

L’effetto dell’acqua distillata sul corpo umano è oggetto di dibattito. In teoria, l’acqua distillata potrebbe essere considerata dannosa o persino pericolosa per il corpo, poiché se le cellule del corpo entrassero in contatto diretto con essa, potrebbero rompersi. In dettaglio, il consumo di acqua distillata non è del tutto innocuo, poiché comporta la mancanza di elettroliti essenziali per numerosi processi vitali del corpo umano.

Il calcio è fondamentale per la struttura ossea e la trasmissione dei segnali muscolari, il ferro è cruciale per i globuli rossi e il trasporto dell’ossigeno nel sangue, mentre il potassio è essenziale per molte reazioni enzimatiche. In condizioni normali, i minerali vengono assorbiti attraverso il cibo e l’acqua potabile, contribuendo a soddisfare il fabbisogno corporeo. È quindi possibile compensare la mancanza di minerali nell’acqua distillata attraverso un’alimentazione equilibrata.

Ad esempio, preparare il caffè con acqua distillata per preservarne l’aroma è considerato sicuro, ma diventa problematico quando l’intero fabbisogno di acqua potabile è coperto da acqua distillata. La maggior parte degli esperti della Società italiana di nutrizione sconsigliano il consumo esclusivo di acqua distillata, incoraggiando invece un bilanciamento tra fonti di acqua e una dieta ricca e diversificata che assicuri un adeguato apporto di minerali essenziali.

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Acqua Distillata e Dimagrimento: Cosa Sapere

Molte diete sottolineano l'importanza dell'acqua in una sana alimentazione. La risposta è palesemente negativa: se fosse positiva, ad ogni bicchiere di acqua sorseggiato bruceremmo delle calorie aggiuntive. Questo, ovviamente, non succede, poiché se da un lato l'acqua non apporta energia, dall'altro non ha alcuna capacità intrinseca di aumentare il metabolismo corporeo, come fanno invece alimenti nervini quali tè e caffè. Bere esagerate quantità di acqua nella speranza di dimagrire può addirittura rivelarsi pratica pericolosa per la salute.

Sforzarsi a bere di più durante i pasti, per esempio, "spegne il fuoco con cui bruciano gli alimenti" (rallenta e compromette la digestione, diluendo eccessivamente i succhi digestivi). L'acqua, una volta assorbita a livello intestinale, finisce nel sangue, regolandone il volume; se beviamo troppo, quindi, aumenta il volume del plasma e con esso la pressione arteriosa. Infine, l'eccessiva diluizione degli elettroliti, in particolare del sodio (lo tengano ben presente le persone che amano le acque che ne sono povere), può essere assai pericolosa ed addirittura letale nei casi estremi.

Quando l'acqua può aiutare a dimagrire?

  • Se l'acqua viene bevuta al posto di alcolici, succhi di frutta, bevande dolcificate ecc., il minor introito calorico non può che giovare al dimagrimento.
  • Bere acqua gelida, in teoria, può aiutare a perdere qualche caloria in più, ma si tratta ovviamente di una pratica assai pericolosa e sconsigliata.
  • Bere uno o due bicchieri di acqua prima dei pasti contribuisce a stimolare il senso di sazietà , diminuendo la quota di cibo ingerita.

Bere poco fa ingrassare?

Anche in questo caso potrebbe esserci un fondo di verità. Sappiamo, ad esempio, che il tessuto adiposo è assai povero di acqua, che abbonda invece in quello muscolare; non a caso, i soggetti obesi hanno una percentuale di acqua corporea inferiore a quelli magri. Anche la sintesi di glicogeno, al contrario della lipogenesi, richiede notevoli quantità di acqua, dal momento che ogni grammo di questo polisaccaride ne lega a sé quasi 3 grammi.

Negli sportivi impegnati in sport di resistenza, la carenza di acqua favorisce il catabolismo muscolare, con inevitabile diminuzione del metabolismo (il cortisolo, ormone dello stress, ha attività antidiuretica e la sua secrezione aumenta in carenza d'acqua; nel contempo la disidratazione riduce la secrezione di testosterone). Una corretta assunzione di acqua, inoltre, favorisce l'eliminazione delle tossine dall'organismo, che in virtù della loro lipofilia tendono ad accumularsi nel tessuto adiposo.

Come Scegliere l'Acqua Giusta

Scegliere tra le numerose acque minerali presenti in commercio non è certo impresa semplice, anche perché il consumo di un’acqua minerale piuttosto che un’altra può contribuire a mantenere la salute nelle varie fasi del ciclo di vita. Questo dato, riportato sull’etichetta delle acque minerali con il termine “residuo fisso a 180°C” , ci dà una stima del loro contenuto in sali minerali. Più questo valore è elevato e più sali sono disciolti in un litro.

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Permette di classificare le acque quindi in base ai minerali contenuti, trasportati durante il lungo cammino sotterraneo prima di sgorgare in superficie; se la quantità di sali minerali è inferiore a 50 milligrammi per litro sono Minimamente mineralizzate: leggère, favoriscono la diuresi e facilitano l’espulsione di piccoli calcoli renali. Le Oligominerali (fino a 500 mg/l) sono ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente; svolgono un’azione diuretica e contengono poco sodio. Se il residuo fisso è compreso tra 500 e 1000 si tratta invece di Minerali: contengono una percentuale consistente di sali e pertanto non devono essere bevute in quantità eccessive (massimo un litro al giorno), alternandole con acqua oligominerale.

Acque oligominerali a contenuto di nitrati particolarmente basso o addirittura nullo (non superiore a 10 mg/l per il noto rischio di provocare metaemoglobinemia fetale). I consigli sono simili a quelli dispensati per la gravidanza, con l’accortezza di bere maggiori quantità di acqua per favorire il ripristino della quota di liquidi persa con l’allattamento. Acque minimamente mineralizzate, praticamente prive di sali minerali per non alterare la formula nutritiva, attentamente calibrata, dell’alimento. Mediominerale, con un buon patrimonio di calcio, ferro, sodio, cloro e bicarbonato.

Questo dato è riportato sull’etichetta delle acque minerali con il termine “conducibilità elettrica specifica a 20°C”. Tale valore aumenta all’aumentare delle sostanze minerali disciolte. Pertanto, maggiore sarà la conducibilità elettrica e maggiore sarà il contenuto minerale.

La durezza di un’acqua minerale si esprime in gradi francesi (°F) e ci dà una stima della presenza di calcio e magnesio. Più questo valore è alto e più l’acqua è considerata calcarea.

Parametri da Tenere Sotto Controllo

Il primo parametro è quello del PH che serve a misurare l’acidità. Un altro parametro è quello della DUREZZA con cui si misura il carbonato di calcio presente nell’acqua. Questo è uno degli aspetti che sensibilizza di più le persone perché, proprio dalla variazione della durezza, dipende il sapore dell’acqua. Acque con una durezza bassa, dette dolci, sono più leggere e sono ad esempio le acque oligominerali o quelle di montagna.

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NITRITI E NITRATI sono altri due parametri molto sensibili perché in Italia il loro valore è spesso ai limiti di legge. Altri due parametri sono rappresentati dai CLORURI E SOLFATI, due valori che testimoniano generalmente delle alterazioni microbiologiche. Non si tratta di indicatori diretti della presenza di batteri ma possono essere influenzati dalla loro eventuale presenza.

Una volta c’era il grande timore che l’acqua dura portasse ad avere i calcoli, oggi le ricerche scientifiche l’hanno tassativamente escluso. Le acque più dure non portano a questo tipo di problema. Parlando delle caratteristiche possiamo dire che un’acqua più dura di solito sciacqua meglio, quando ad esempio si va in montagna e si sciacquano le mani si fa sempre fatica a togliere il sapone, questo perché un’acqua leggera come quella di montagna pulisce meno bene. L’acqua più dura generalmente provoca problemi agli oggetti, può infatti facilmente danneggiare gli elettrodomestici, le tubature di casa e il miscelatore.

Bere un’acqua più dura significa assimilare una sostanza più ricca di sali e dal maggiore potere dissetante. Quello che bisogna premettere è che il parametro durezza non ha un vero e proprio obbligo di legge, esistono più che altro valori consigliati. Noi siamo spesso abituati a consumare acque oligominerali e quindi molto leggere, un’acqua un po’ più pesante può effettivamente non piacere, non per un reale problema di salute ma per una semplice questione di pesantezza.

Tante volte le acque sanno di cloro. Questo è uno degli aspetti che preoccupa di più i cittadini, soprattutto in relazione alle acque del rubinetto.

Acqua del Rubinetto vs Acqua in Bottiglia

Il dibattito sulla qualità dell’acqua in bottiglia è destinato, tuttavia, a continuare e a restare di attualità. Nel 2011, infatti, solo in Italia sono stati consumati circa 196 litri per abitante, dietro il Messico e l’Arabia Saudita. Dunque, siamo i primi consumatori al mondo di acqua in bottiglia e i terzi a livello mondiale, il che implica costi altissimi per il trasporto, oltre che l’emissione di tonnellate e tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera ogni anno.

L’acqua del rubinetto può essere più sana di quella minerale, detto questo, non sempre l’acqua del rubinetto è preferibile. A milano, per esempio, l’acqua viene regolarmente sottoposta a precisi controlli di potabilità e di qualità, ma non è così per tutti i comuni. gli acquedotti comunali raccolgono l’acqua da pozzi di profondità, da falde acquifere o freatiche sotterranee la cui profondità varia da 3-4 metri a qualche centinaio di metri, e dai fiumi circostanti.

Appare subito evidente che, rispetto a molte acque minerali che vengono imbottigliate in alta montagna, l’acqua della falda di poca profondità o peggio ancora quella di fiume ha percorso centinaia di chilometri raccogliendo moltissime sostanze estranee, alcune delle quali tossiche. Per questa ragione, queste acque vengono sottoposte a particolari processi di purificazione da parte di enti specializzati.

Le sostanze maggiormente tossiche sono: l’arsenico (di cui l’O.M.S. La legge stabilisce ovviamente dei limiti massimi, ma ciò non significa che sotto tali limiti non ci siano danno per la salute, anche perché un conto è bere un bicchiere d’acqua al giorno, un conto sono 2 litri!

Gli aziende idriche cittadine provvedono a continui controlli dell’acqua direttamente ai pozzi e alle falde, nei serbatoi e lungo la rete idrica, al fine di garantirne la potabilità. Il loro lavoro principale consiste nella purificazione di quest’acqua, in quanto, provenendo principalmente da pochi metri sotto la superficie ed avendo percorso centinaia di chilometri, è ovviamente molto inquinata.

I processi di depurazione più usati sono a base di cloro, un potente disinfettante, e di filtri a carboni attivi, sistemi economici abbastanza efficienti, ma con controindicazioni per il cloro che sappiamo essere tossico.

Si aggiunge poi un altro problema: la corrosione delle tubature. I tubi moderni presentano un’alta resistenza alla corrosione, ma quelli di 30/40 anni fa dopo circa 10 anni hanno iniziato a rilasciare il proprio materiale, ossia metalli pesanti, plastica ecc. Ci sono ancora in circolazione vecchi tubi di amianto e di piombo, ma il costo per la loro sostituzione (che consisterebbe letteralmente nello sventrare le strade della città) è proibitivo.

Ci sono poi le tubature delle case, anch’esse vecchie e quindi che rilasciano sostanze tossiche. La responsabilità in questo caso è dei proprietari e non delle aziende idriche. In conclusione, l’acqua che esce dai nostri rubinetti potrebbe non essere per nulla sana (e forse nemmeno potabile).

Soluzioni per Migliorare la Qualità dell'Acqua Domestica

Fortunatamente, esistono soluzione casalinghe per porre rimedio a questa situazione migliorando la qualità dell’acqua in uscita dal rubinetto. Stiamo parlando di sistemi di filtrazione e di depurazione che applicati direttamente sul rubinetto della cucina eliminano la maggior parte delle sostanze nocive.

In base al tipo di acqua da depurare e del luogo in cui installare l’impianto, esistono diversi tipi di depuratori d’acqua: ad uso domestico, ad uso industriale e così via. Va da sé che a seconda dei casi i costi e le dimensioni varieranno tantissimo.

Tipi di Depuratori d'Acqua

  • Depuratori ad uso domestico: Questi apparecchi non devono essere considerati dei depuratori in sé e per sé, la legge italiana lo vieta espressamente. Tuttavia, sono estremamente utili per modificare la composizione dell’acqua e renderla meno “dura”.
  • Depuratori industriali: Questo tipo di impianti sono necessariamente di dimensioni molto maggiori rispetto a quelli domestici, e sono destinati al trattamento delle acque reflue di origine industriale.

L'Acqua Kangen

Stiamo parlando, in particolare, della cosiddetta “acqua kangen“, vale a dire un’acqua altamente alcalina che possiede uniche proprietà antiossidanti ed, appunto, alcalinizzanti.

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