Prugna Rossa: Valori Nutrizionali e Benefici

Le prugne (o susine) sono i frutti del Prunus domestica, specie appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Come altri frutti quali fichi ed uva, resti di prugne sono stati trovati già in scavi neolitici.

Le prime domesticazioni di cui abbiamo notizia risalgono tuttavia a “soli” 2500 anni fa, in Cina, ove Confucio ne decantò la bellezza dell’albero. Tali prugne non sono però quelle che vediamo regolarmente nei supermercati e l’albero in questione non è il “nostro”, è il Prunus Salicina.

Esistono decine di specie ma commercialmente la grossa distinzione è tra le prugne europee e quelle asiatiche. Piccolo inciso: con “susine” ci riferiamo a tutte le prugne del ceppo europeo, con “prugne” a tutti i frutti del genere Prunus; il nome pare derivi da Susa, una città nell’attuale Iran, a suo tempo Persiana, possibile luogo di provenienza originario del frutto.

Fresche tra fine estate e inizio autunno, secche tutto l’anno, le prugne possono essere sulle nostre tavole in ogni stagione.

Valori Nutrizionali delle Prugne

Considerato che il peso medio si aggira sui 60/70 grammi, il quantitativo calorico di un singolo frutto non raggiunge le 40 kcal.

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Ecco una panoramica dei valori nutrizionali medi per porzione:

  • Lipidi (grassi) totali: 0,1 gr.
  • Glucidi (zuccheri) totali: 10,5 gr.
  • Protidi (proteine) totali: 0,5 gr.
  • Amidi: 0 gr.
  • Zuccheri solubili: 10,5 gr.

Le prugne contengono anche:

  • Potassio
  • Calcio
  • Fosforo
  • Ferro
  • Vitamina B2 (Riboflavina)
  • Vitamina B3 o PP (Niacina)
  • Vitamina E (Tocoferolo)
  • Vitamina A (Retinolo o Beta-Carotene)
  • Vitamina C (Acido Ascorbico)

Benefici per la Salute

Le prugne, note soprattutto per la loro capacità di promuovere la buona funzionalità intestinale, proteggono l’organismo con le proprietà antiossidanti dei loro fitonutrienti e della vitamina C. Quest’ultima, inoltre, aiuta l’organismo ad assorbite ferro, supporta il buon funzionamento delle difese immunitarie e protegge il colesterolo dall’ossidazione.

Le fibre delle prugne aiutano invece a tenere sotto controllo gli zuccheri e il colesterolo nel sangue e possono aiutare a mantenere il peso nella norma.

Grazie al loro contenuto di vitamine e sali minerali, le prugne aiutano a reintegrare i minerali e sono un valido aiuto contro la stanchezza. Il frutto contiene, inoltre, difenilisatina, una sostanza che stimola la funzione intestinale; le prugne, quindi, sono utili contro la stitichezza.

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Come per la mela, ed in realtà quasi tutti i frutti, sarebbe buona norma consumare il frutto con tutta la buccia perché è proprio in essa che si concentrano la maggior parte dei composti benefici. Anche il colore è particolarmente indicativo del tipo di composto, teniamo presente che i pigmenti sono essi stessi antiossidanti.

Oltre alla personale esperienza che, per definizione, è soggetta a forti BIAS cognitivi, sono stati effettivamente condotti degli studi per investigarne l’efficacia ed uno in particolare, uno studio d’intervento, ne ha dimostrato la superiorità nei confronti del psyllium nel trattare casi di costipazione moderata. Attenzione, però, stiamo parlando delle prugne disidratate, le quali, reidratandosi nel tubo digerente, producono una viscosità che promuove il transito intestinale. A tal scopo è consigliabile l’ammollo per qualche ora per favorire una parziale reidratazione.

Se una prugna fresca apporta 40 kcal e pesa 60/70 grammi, una prugna secca apporta sempre 40 kcal ma di grammi ne pesa meno di 20.

In ultimo, le prugne disidratate si sono ritagliate in letteratura scientifica un ruolo anche nella salute dell’osso, in particolare come buona abitudine per donne in menopausa.

Idee per il Consumo

Le prugne secche sono un’ ottima alternativa per la merenda a scuola: naturali ed energizzanti, oltre che molto digeribili. Un’idea per uno spuntino altamente rimineralizzante?

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