Cammino di Santiago: Benefici per la Salute Fisica e Mentale

Centinaia di chilometri da percorrere tra colline, paesi, città e oceano con uno zaino in spalla: è il Cammino di Santiago, il pellegrinaggio spirituale di origine medievale più famoso al mondo. Un “viaggio” unico, non solo per i religiosi, ma anche per coloro che sono alla ricerca di un’esperienza profonda e perché no, anche trascendentale. C’è chi parte per vivere un’avventura, chi per ritrovare sé stesso, superare un dolore oppure ancora per fede, ma indipendentemente dal motivo che spinge a scegliere questo percorso, ciò che accumuna i pellegrini è la sensazione ultima di felicità.

Il Cammino di Santiago di Compostela, la cui tradizione ha origini medievali, è il nome dato a un insieme di percorsi di pellegrinaggio che portano alla città di Santiago de Compostela, in Spagna. Il termine Compostela deriva dal latino Campus Stellae, e significa “campo di stelle”, poiché si dice che una luce celeste abbia guidato la scoperta del sepolcro. Leggenda narra che l’eremita Pelayo una sera stava riposando sul punto più alto di un colle chiamato Liberdòn, quando vide una stella che gli indicò il luogo dove giacevano le reliquie di San Giacomo il Maggiore, uno degli apostoli di Gesù, ovvero la Cattedrale di Santiago di Compostela. Così l’eremita si alzò, percorse il tragitto indicato dalla stella e, dopo un lungo pellegrinaggio, arrivò a destinazione.

L’itinerario del Cammino di Santiago ha diversi percorsi in tutta Europa, ma il più conosciuto ha come punto di partenza Saint Jean Pied de Port, in Francia, e come tappa finale la città spagnola di Santiago di Compostela, nella regione della Galizia, considerata la terza meta di pellegrinaggio più importante dopo Gerusalemme e Roma. In realtà i Cammini di Santiago sono diversi e sparsi per tutta la Penisola Iberica: l'unica costante è il punto di arrivo finale, la tanto agognata Cattedrale di Santiago de Compostela, in Galizia.

Ad oggi il Cammino di Santiago è frequentato non solo da pellegrini di fede cristiana ma anche da appartenenti ad altre spiritualità o addirittura atei, che intraprendono tale viaggio alla ricerca di una realizzazione e di un contatto con la natura. In questo modo Paulo Coelho descrive il Cammino di Santiago, un viaggio spirituale e fisico che annualmente attira migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo: un antico percorso di pellegrinaggio cristiano che conduce alla tomba di San Giacomo, nella città di Santiago de Compostela, in Galizia. La storia del cammino risale al IX secolo, quando un eremita scoprì la tomba del santo e da quel momento il Cammino è diventato uno dei principali percorsi di pellegrinaggio in Europa, tanto da essere inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 1993 a causa della sua importanza storica e culturale.

Benefici per la Salute

Ormai è noto come una passeggiata, ancor più se immersi nella natura, apporti benefici al corpo e alla mente. Ma il Cammino di Santiago, in particolare, sembra rendere più felici. Sono infatti anche la bellezza dei luoghi, la semplicità delle azioni, l’uso del tempo e l’atmosfera del cammino che concorrono a rendere quest’esperienza benefica per il corpo e la mente.

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Il Cammino stimola la meditazione e produce effetti terapeutici positivi in egual misura. Come afferma il ricercatore Javier García Campayo dell’Università di Saragozza, «il cammino è caratterizzato da tre fattori: la solitudine (anche se si è in compagnia si ci ritrova soli con se stessi), la solidarietà e il dolore fisico: tre componenti essenziali che sfociano nella immensa felicità una volta raggiunto il traguardo».

La Scienza Conferma i Benefici

Lo dice Proyecto Ultreya (estudiocamino. org), uno studio portato avanti in questi mesi da diverse università spagnole con l’Associazione degli Amici del Cammino di Santiago del Nord. I primi risultati evidenzierebbero i particolari benefici di questo viaggio sul corpo e sullo spirito.

“Camminare, si sa, fa bene alla forma fisica e al benessere psicologico. Le ricerche dimostrano che attività poco intense ma regolari migliorano i sintomi di ansia e depressione e potenziano le capacità cognitive, riducendo i livelli di tensione e stress cronico”, dice anche Giuseppe Rescaldina, psicoterapeuta. “Camminare in luoghi lontani aumenta questi benefici. Anche il contatto con la natura e con l’arte consente di fare esperienza di diversi momenti di piacere e favorisce l’adattamento a situazioni nuove”.

Le ricerche hanno dimostrato che la meditazione camminata o mindfulness in cammino può avere molti benefici per la salute mentale e fisica:

  • Miglioramento della salute mentale: la meditazione camminata si è rivelata efficace nel ridurre la depressione e l’ansia.
  • Salute fisica: gli studi hanno dimostrato che la meditazione camminata può migliorare il fitness funzionale, inclusa la forza muscolare, la flessibilità, l’agilità, l’equilibrio dinamico e la resistenza cardio-respiratoria.
  • Supporto alla pratica della consapevolezza: gli studi hanno mostrato che la meditazione camminata può essere un modo efficace per praticare la mindfulness, aiutando i partecipanti a mantenere il focus e la consapevolezza nel momento presente.

Aspetti Chiave del Cammino

Il Cammino di Santiago, poi, è un caso ben riuscito di esperienza molto impegnativa ma, tutto sommato, “accessibile”: è un contesto protetto, caratterizzato dall’assenza di dinamiche competitive, che invita anzi alla condivisione e alla solidarietà. Si presta pertanto a fare da palestra in cui mettersi alla prova nella socializzazione e nell’affinare le capacità di confrontarsi, identificarsi, differenziarsi e, perché no, separarsi.

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Che si decida di percorrerlo tutto, addirittura fino all’oceano Atlantico, o soltanto per alcuni tratti, il Cammino offre molti insegnamenti. È un ritorno consapevole alla semplicità: si deve viaggiare leggeri, selezionare quello che potrà essere utile e rinunciare al superfluo.

Inoltre ci si allena a vivere nel presente: non si può controllare tutto, si devono affrontare problemi e difficoltà quando arrivano. In questo contesto ha un ruolo importante persino l’esperienza del dolore: il male fisico, ma anche la sofferenza psicologica, da fronteggiare ogni giorno. E la maggior parte dei pellegrini si accorge di poterlo fare, di poter avanzare nonostante le vesciche, i crampi, i dubbi, persino i contrasti con i compagni di viaggio.

Per una volta, corpo e mente fanno gioco di squadra e rendono possibile un’impresa che ai più sembra impossibile. Tornando poi a casa con un bagaglio di esperienze e crescita. Come dice il motto del Cammino, Ultreya y suseya, più avanti e più in alto.

Consigli Utili per il Cammino

Trattandosi di un lungo itinerario, il cammino di Santiago richiede preparazione e organizzazione. Decidere di compiere il percorso del Cammino di Santiago comporta il fatto di dover camminare per un periodo medio lungo. Il Cammino di Santiago è per tutti, e uno dei grandissimi aspetti positivi è che rende coscienti di quanto il proprio corpo sia forte e si possa rigenerare in poco tempo. Come dicono tante persone che lo hanno percorso, l'allenamento è secondario, l'importante è partire e mettere un piede davanti all'altro.

Se alcune delle tappe, come ti auguro, le percorrerai da solo, il silenzio e la solitudine stessa ti permetteranno di fare bilanci, di valutare la tua vita e di fare delle scelte. Se a camminare con te ci sarà qualche pellegrino, in molti casi si diventerà l'uno l'ascoltatore dell'altro/a, perché l'esperienza invita ad aprirsi in modo completo e senza timori.

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Preparazione e Attrezzatura

Fra i consigli utili per viaggiare in Spagna devi sapere che l'investimento maggiore per compiere il Cammino di Santiago lo devi fare per le scarpe e per le calze. Forse gli unici oggetti dell'equipaggiamento che dovranno essere di alta o altissima qualità. Saranno le protezioni per i tuoi motori, i piedi, e ti permetteranno di tenerli in salute. Se i tuoi piedi e le tue caviglie non avranno problemi, tutto il tuo corpo starà bene.

L'altro punto fondamentale è il peso che ti porterai dietro, la tua casa per il periodo del Cammino di Santiago. Una delle regole più gettonate è quella di non superare mai per lo zaino il 10% del tuo peso corporeo.

Approccio Mentale

Il tuo viaggio spirituale, sia esso il mitico Cammino di Santiago o qualche altro percorso in giro per il mondo, inizia sempre dalla tua testa credimi. Le tappe del Cammino di Santiago non devono diventare la tua ossessione. Credimi, è l'approccio peggiore che puoi avere, non sei in competizione con nessuno e ognuno ha il suo ritmo personale. Ti svelo un segreto: non è vitale nemmeno che tu arrivi a Santiago, l'importante è aver percorso il tratto che volevi nel modo in cui ti eri prefissato.

Diversi Percorsi per Santiago

Tuttavia, ci sono anche altre vie che convergono verso Santiago de Compostela, come il Camino del Norte, il Camino Portugués, il Camino Inglés o, ancora, il Camino Primitivo.

Il percorso più battuto è il Cammino Francese (760/780 km), che inizia a Saint-Jean-Pied-de-Port e passa per Pamplona (Navarra), Logroño (La Rioja), León e Burgos (Castilla e León) per raggiungere Santiago de Compostela. Per chi vuole partire da sud, c’é la Vía de la Plata che da Siviglia attraversa le calurose terre spagnole che separano Mérida, Cáceres, Salamanca fino a Santiago. Si può iniziare anche dal Portogallo, percorrendo uno dei cammini portoghesi che attraversano la costa o le zone interne del Paese da Lisbona.

Ad esempio, per completare l’intero Camino Francés da Saint-Jean-Pied-de-Port a Santiago de Compostela, a piedi, servono circa 30, 35 giorni. Utilizzare la bicicletta può abbreviare i tempi. Partire in bicicletta da Roncisvalle sul Camino Francés richiede 14, massimo 18 giorni.

I periodi migliori per partire sono i mesi primaverili, sia per il clima che per il numero di pellegrini in viaggio. Il Cammino è un’esperienza unica anche per chi non è religioso.

L'Esperienza del Cammino: Trasformazione e Crescita Personale

Il Cammino di Santiago poi, soprattutto quello francese sempre molto frequentato, è forse uno dei viaggi che maggiormente si consiglia di percorrere da soli. Durante il Cammino di Santiago si può arrivare a percorrere un milione di passi. Intraprendere questo antichissimo pellegrinaggio è il progetto di tante persone che ogni anno decidono di viaggiare camminando. Le tappe del Cammino di Santiago costringono poi a compiere un viaggio lento, uno "slow travel", tendenza in crescita nel viaggiare moderno.

Cammina, e la tua vita migliorerà. Specie se la tua meta è la cattedrale di Santiago di Compostela, in Galizia.

Il Cammino di Santiago non è solo un percorso fisico attraverso le antiche strade storiche e medievali d’Europa; è un viaggio che racchiude in sé un significato profondo, intrecciando spiritualità, sfida fisica, avventura e incontri straordinari. Ogni passo è una riflessione, ogni chilometro una scoperta di sé. Intraprendere questo pellegrinaggio è un’esperienza che va ben oltre la meta finale, una trasformazione che tocca ogni aspetto della nostra vita.

Il cammino ti cambia la vita. È un luogo comune ma anche un'esperienza che migliaia di viandanti verificano sulla propria pelle e - soprattutto - sul proprio animo a ogni passo.

Numeri così elevati non possono essere un caso. Le stime riferiscono di almeno 200.000 pellegrini che compiono ogni anno il Camino di Santiago di Compostela.

Una tappa media giornaliera del Cammino di Santiago dura 6, 7 ore, in base al ritmo di ciascuno e al tipo di paesaggio. La sensazione che si sperimenta è di rilassata felicità. Il trucco è distogliere l’attenzione dalla destinazione e concentrarsi su obiettivi più piccoli e alla propria portata: la meta giornaliera, le tappe della giornata, le pause per ammirare il panorama, le chiacchiere con gli altri pellegrini. Questa necessità abitua la mente a pensare sempre più al presente e sempre meno al futuro.

Lo zaino che portiamo sulle spalle per tutto il percorso non deve pesare più di un decimo del proprio corpo. Parliamo quindi di 5, 6 chili per le donne e 7, 8 chili per gli uomini. L’idea che liberarsi degli oggetti, accumulati senza nemmeno rendersene conto, serva a fare spazio per ciò che davvero conta e ciò che davvero rende felici non è un’idea così assurda come sembra.

Sul Cammino, il corpo è l’unico mezzo di trasporto e la sua manutenzione è fondamentale. È così che si scopre di poter compiere imprese mai immaginate.

Sul Cammino ognuno va al proprio passo, ma quasi sempre ci si ritrova da qualche parte e, anche se si pensa di avere poco o niente in comune, qualcosa da condividere c’è sempre: la fatica della giornata, la bellezza dei paesaggi, i programmi per la cena, le aspettative per il giorno che viene.

Tutti questi punti potrebbero in definitiva tradursi in un solo grande risultato: uscire dalla propria zona di comfort. Dai ritmi di vita, alle relazioni interpersonali, l’esperienza del Cammino è un campo da gioco in cui l’unica regola è mettere in discussione ciò che nella vita quotidiana si dà per scontato.

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