L'Importanza dei Collegamenti Interdisciplinari nell'Educazione Alimentare nella Scuola Primaria

Quando usiamo il termine “Alimentazione”, è naturale pensare ad una serie di cibi che alimentano e dunque nutrono il nostro corpo. Esistono svariati tipi di alimentazione, alcuni più sani, altri meno, ma tutti incidono sulla nostra salute in maniera positiva o negativa. In relazione a ciò che mangiamo, il nostro organismo è soggetto a delle mutazioni che presentano sia benefici sia effetti negativi in base all’alimentazione che quotidianamente seguiamo. Dunque è davvero importante seguire una giusta alimentazione. Ma come facciamo a capire se la nostra è un’alimentazione veramente sana ed equilibrante?

L'Importanza di una Sana Alimentazione per la Prevenzione delle Malattie

Tratterò principalmente l’importanza di una sana alimentazione che attraverso essa si può prevenire l’insorgenza di malattie. Per avere idee chiare su tale argomento, è giusto presentare la causa primaria del cancro, scoperta nel 1931 dallo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg, che ha vinto proprio per questa intuizione il Premio Nobel.

Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è stato nascosto sia dall’industria farmaceutica sia da quella alimentare. Da decenni, infatti, tali industrie si sono coalizzate per far calare il silenzio sulle scoperte rivoluzionarie del dr. Warburg e alle sue rivoluzionarie teorie, per poter continuare a trarre enormi profitti.

Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di uno stile di vita anti-fisiologico. Perché? Poiché seguendo uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e non svolgendo attività fisica, il corpo crea un ambiente acido (nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule). L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno, dunque la mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.

Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza di quelle alcaline che attirano ossigeno. I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.

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Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori”, Otto ha dimostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno). Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.

Infatti per coloro che sono malati di cancro, è assolutamente consigliabile, secondo il parere di molti esperti, l’adozione di una dieta che sia per almeno l’80% alcalina, eliminando tutti i prodotti e gli alimenti più nocivi.

Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento. Le cellule tumorali, invece vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno. E’ impossibile che il cancro si sviluppi in una persona che segue una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura (l’acqua è considerata l’elemento base della vita che costituisce oltre l’80 % del nostro corpo) e che eviti i cibi che producono acido.

In generale, il cancro non si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Dunque, in altre parole, molte malattie possono essere ereditarie a causa dei nostri antenati, che seguendo una alimentazione altamente acidificante, tramandano geneticamente un metabolismo base (esso può essere positivo o negativo). Ovviamente bisogna analizzare ogni singolo caso, non siamo tutti uguali, ma se ci troviamo in difficoltà con il nostro corpo, ovvero ci sentiamo stanchi e senza energie, bisogna a questo punto seguire una corretta alimentazione che permette di alcalinizzare il più possibile il proprio corpo.

E’ giusto sottolineare che una giusta dieta non impone di eliminare gli alimenti acidificanti dalla propria alimentazione, ma di andare alla ricerca di un equilibrio, in modo tale da poter evitare l'eccessiva formazione di acidi all'interno del nostro organismo. Ad esempio, rendendosi conto di assumere in prevalenza cibi acidificanti, si potrebbe tentare di inserire nella propria alimentazione alcuni cibi alcalinizzanti.

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Dunque bisogna rispettare un pH intermedio, l’importante che non sia troppo acido. Il pH altro non è che l’unità di misura con la quale si determina se un liquido organico (sangue, urine, ecc.) è acido o alcalino. Quando c’è acidità significa che vi è un eccessiva presenza di ioni idrogeni (pH sta infatti per Potentia Hidrogeni) all’interno del corpo e questo,infatti, a lungo andare porta alla comparsa di diversi disturbi. Vale sempre la buona regola secondo la quale è meglio prevenire che curare.

Un altro medico di fama, il Dr. Robert O. Young, ha affermato che: “L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se avviene una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare, allora le malattie si manifestano”.

Strumenti Didattici per l'Educazione Alimentare

Esistono diversi strumenti didattici che possono essere utilizzati nella scuola primaria per promuovere un'educazione alimentare efficace e interdisciplinare. Tra questi:

  • Edo: Più adatto agli alunni della scuola media, Edo offre invece un ricco materiale composto da schede, giochi, foto, disegni, animazioni, relativi ai principi fondamentali della nutrizione, nonché linee guida per una sana alimentazione. Le scuole ne hanno apprezzato la facile inseribilità in un curriculum didattico e la motivazione suscitata negli alunni: "Attrae l'attenzione dei ragazzi e li porta a competere nella risoluzione dei giochi proposti” (Istituto comprensivo “Madonna della Camera”, Taranto).“Il sw è stato un valido e innovativo sussidio didattico di facile uso, che ha suscitato interesse e motivazione negli alunni, stimolandoli alla ricerca, all'approfondimento e all'autoapprendimento” (Istituto secondario di I grado “D.
  • Dietisk: Il software Dietisk è attualmente in valutazione, ne aspettiamo a breve i giudizi degli esperti e delle scuole che lo stanno testando. Si propone comunque come un gioco educativo in grado di fornire un'informazione corretta sugli alimenti e sui loro componenti essenziali, per favorire un giusto approccio nelle scelte alimentari.
  • La salute vien mangiando (scuole medie inferiori e superiori), ed.
  • Navigando tra alimenti e nutrizione (scuole medie inferiori e superiori), ed.

Esempi di Collegamenti Interdisciplinari

L'educazione alimentare può essere integrata in diverse discipline del curriculum scolastico. Ecco alcuni esempi:

  • Scienze: Studio dei nutrienti, del sistema digestivo, dell'importanza dell'acqua per il corpo umano.
  • Matematica: Calcolo delle calorie, delle porzioni, delle percentuali di nutrienti.
  • Italiano: Lettura e comprensione di testi sull'alimentazione, scrittura di ricette, creazione di slogan per promuovere una sana alimentazione.
  • Arte: Rappresentazione grafica di alimenti, creazione di cartelloni informativi, realizzazione di sculture con materiali di riciclo a tema alimentare.
  • Educazione fisica: Importanza dell'attività fisica per la salute, relazione tra alimentazione e performance sportiva.
  • Cittadinanza: Riflessioni su tematiche come: poesia, cinema, mezzi di trasporto, app per il monitoraggio della propria sostenibilità, vita attiva, densità abitativa e edifici sostenibili.
  • Ambiente: Collegamenti utili per approfondire e sviluppare ulteriormente tematiche come: il racconto breve, i suoni della natura e della città, zoonosi, attività aoutdoor, decarbonizzazione, biomi terrestri, trash art .

Ancora oggi si commettono infatti gravi errori per mancanza di informazioni adeguate sulla composizione principale degli alimenti. E’ necessario sapere, per esempio, che è bene ridurre il consumo di zuccheri semplici e grassi saturi, ma anche essere in grado, all’atto pratico, di fare scelte opportune tra alimenti e pietanze diverse, ed essere in grado di sostituire, in caso di necessità, gli alimenti consigliati con quelli disponibili, in piena consapevolezza. Spesso capita infatti di non poter mangiare quello che ci è stato consigliato per la dieta; è proprio in questi casi che la conoscenza dei nutrienti ci aiuta ad effettuare le giuste sostituzioni con sicurezza e tranquillità.

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