Effetti collaterali della chemioterapia: perdita di peso e come affrontarla

Talvolta chi ha un tumore dimagrisce pur senza averne l’intenzione (perdita di peso involontaria) e spesso è così che ci si accorge che qualcosa non va e ci si rivolge a un medico. Dimagrire potrebbe sembrarti un fatto positivo, soprattutto se hai sempre faticato a tenere il peso sotto controllo, ma ricorda che perdere peso involontariamente o pesare troppo poco rispetto alla tua statura (ossia se il tuo indice di massa corporea è troppo basso) può ripercuotersi sia sulla terapia sia sulla tua capacità di recupero. Il peso corporeo è un importante parametro e va sempre tenuto sotto controllo.

Mantenere il giusto peso aiuta il tuo organismo a sopportare meglio la terapia oncologica. Questo avviene perché il dosaggio corretto del farmaco chemioterapico è stato calcolato in base al tuo peso e alla tua altezza. Qualsiasi variazione di peso rispetto al momento in cui hai ricevuto la diagnosi potrebbe influire sul dosaggio della terapia oncologica o ritardarla.

Come cambia l’organismo dopo una diagnosi di cancro?

La diagnosi di un tumore è spesso accompagnata da un progressivo decadimento dello stato nutrizionale, ovvero della capacità di assumere, assorbire e sfruttare i nutrienti. Questo può accadere perché i vari elementi che compongono il nostro corpo, tra cui i muscoli, il sangue e gli altri organi, non sono più nelle condizioni di equilibrio che caratterizzano le persone sane e che contribuiscono a uno stato nutrizionale nella norma.

Il segno più evidente di questa evoluzione è rappresentato dalla perdita di peso involontaria, che cioè non è seguita a una dieta. Un paziente oncologico può dimagrire per ragioni diverse, come la comparsa di ostruzioni meccaniche, alterazioni del metabolismo ed effetti collaterali legati alle terapie.

Tra queste ultime ci possono essere perdita di appetito, alterazioni del gusto e della sua percezione a livello cerebrale, ridotta salivazione, stipsi o diarrea e infiammazione delle mucose. La riduzione del peso corporeo si rileva nella maggior parte dei pazienti ed è comune a quasi tutte le forme di malattia avanzata. Le conseguenze sono potenzialmente gravi.

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La perdita di massa muscolare rende l’organismo più debole ed esposto a problemi di diverso tipo, tra cui difficoltà respiratorie e alterazioni della funzionalità cardiaca. Nei pazienti oncologici, inoltre, aumenta il rischio di infezioni, i cui effetti possono essere più gravi rispetto a quelli che si rilevano nella popolazione generale. Sono anche dilatati i tempi di cicatrizzazione delle ferite. Tutti aspetti che determinano una ridotta tolleranza ai trattamenti oncologici e un maggiore rischio di complicanze. Per questo è importante che i pazienti oncologici preservino un adeguato peso corporeo e siano aiutati in tal senso.

Oltre a migliorare l’aderenza alle terapie e a ridurre i rischi derivanti da altre possibili complicanze, un adeguato stato nutrizionale migliora la qualità della vita della persona anche nelle fasi più avanzate di malattia.

Se non assumiamo abbastanza proteine, l’organismo disgrega la massa muscolare per ricavarne gli elementi costitutivi delle proteine (detti aminoacidi) di cui necessita, ad esempio, per attivare il processo di guarigione o per combattere le infiammazioni. Assicurandoti un corretto apporto di nutrienti ridurrai il rischio di perdere altro peso o altra massa muscolare in futuro.

E’ possibile perdere massa muscolare anche senza perdere peso: si tratta dell’obesità sarcopenica, cioè la concomitante presenza in eccesso di massa grassa unito ad una ridotta massa e funzionalità muscolare.

Consigli pratici per mantenere un adeguato peso corporeo

Partiamo dal presupposto che non esiste una dieta specifica da adottare durante le cure, come è stato confermato anche dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO) nelle più recenti linee guida sulla gestione del peso corporeo nei pazienti oncologici. Ci sono tuttavia alcune indicazioni di massima che possono essere considerate valide su larga scala. Si tratta dei principi generali della dieta mediterranea che prevedono di consumare in modo vario ed equilibrato alimenti ricchi di cereali integrali, proteine (principalmente di natura vegetale), grassi sani (a partire dall’olio extravergine di oliva), vitamine e minerali.

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Un’alimentazione a base di alimenti ricchi di fibre (cereali integrali, legumi, frutta e verdura) può essere indicata se vi è tendenza ad aumentare di peso, ma potrebbe non essere invece la soluzione per i pazienti che mostrano disturbi del tratto gastrointestinale. In caso di scarso appetito, sazietà precoce o tendenza al calo di peso, è preferibile fare pasti piccoli e frequenti, scegliendo i cibi e le bevande più graditi e possibilmente a elevata densità calorica e proteica. In presenza di infiammazioni della bocca (mucositi) è indicata una dieta morbida, a base di cibi a temperatura ambiente o fredda e non irritanti (come alimenti acidi, speziati, molto salati o molto dolci).

È importante bere liquidi a sufficienza (1,5-2 litri al giorno), preferibilmente acqua o eventualmente bevande dal sapore più gradito (tisane, succhi ed estratti di frutta, frullati) nel caso in cui l’assunzione regolare di acqua risultasse difficoltosa. Occorre però fare attenzione agli zuccheri contenuti nelle bevande diverse dall’acqua. Quanto al consumo di alcolici, va discusso sempre con il proprio oncologo. Ove non fosse escluso, va limitato a un’unità alcolica per le donne e due per gli uomini se al di sotto dei 65 anni. Pure per gli integratori, anche se di origine vegetale, occorre chiedere al medico se sia opportuno assumerne ed eventualmente in quali dosaggi.

Praticare attività fisica o fare movimento è importante, e va di pari passo con un’alimentazione adeguata. Naturalmente, ciò che si è in grado di fare in una determinata giornata varia molto da persona a persona. Alcuni hanno energie sufficienti a fare la doccia, a prepararsi da mangiare, a svolgere qualche piccola faccenda domestica o a fare una passeggiata. Per altri sentirsi in forze significa riuscire ad andare in bicicletta o in piscina. Fai riferimento alle attività che svolgeresti normalmente.

Come affrontare i cambiamenti del gusto durante la chemioterapia

Durante la chemioterapia, i cibi e le bevande possono assumere un gusto insolito o meno intenso. Ad esempio il dolce o il salato possono essere percepiti meno intensamente, l’amaro più intensamente. In questa situazione potranno esserci nuove preferenze per il cibo e anche nuove avversioni. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Scegliere ciò che più soddisfa i propri gusti.
  • Sperimentare modi diversi di preparare o gustare i cibi.
  • Sostituire gli alimenti che non sono più graditi con altri di valore nutritivo simile.
  • Utilizzare posate di plastica e consumare cibi dal gusto delicato (es.
  • Se non si percepisce il salato o il dolce, aggiungere spezie (es.

Gestire i disturbi alla mucosa orale (mucosite)

Durante la chemioterapia la mucosa della bocca potrebbe arrossarsi e si potrebbero avvertire alcuni fastidi quando si mangia o si beve (es. pizzicore). Nel periodo della chemioterapia potrebbe diminuire la produzione della saliva. I farmaci che maggiormente causano disturbi alla mucosa sono: capecitabina, 5-fluorouracile, metotrexate, taxani (paclitaxel e docetaxel), ciclofosfamide e ifosfamide. Per alleviare questi disturbi, considera quanto segue:

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  • Regolare la consistenza dei vari cibi in modo che risultino morbidi.
  • Preferire piatti freddi o a temperatura ambiente, perché il freddo allevia il fastidio a masticare e il senso di bocca secca. I gelati, i sorbetti o la frutta congelata (es.
  • Evitare cibi e bevande con caratteristiche acide, che possono accentuare la sensazione di bruciore alla mucosa. Essi comprendono: gli agrumi (es.
  • Evitare i cibi molto secchi, che possono provocare dolore alla mucosa. Il miele può favorire la guarigione della mucosa della bocca ed essere di aiuto per ridurre il dolore e il gonfiore.

Nausea e vomito: strategie per alleviare

La nausea e il vomito si possono manifestare con una certa frequenza durante la chemioterapia. Ecco alcuni consigli:

  • Preferire cibi “asciutti” se si manifesta nausea (es.
  • Bere piccole quantità di liquidi lontano dai pasti, ad esempio acqua minerale, tonica, gazzosa, limonata o ginger (quest’ultime, se tollerate). Oppure consumarle sottoforma di ghiaccioli.
  • Mangiare in un ambiente confortevole (es.
  • Evitare cibi difficili da digerire (es.

Lo zenzero (o ginger) è una spezia che potrebbe essere di aiuto per contrastare la nausea, se usato assieme ai farmaci per contrastare nausea e vomito. A questo scopo può essere utilizzato, ad esempio, 2-4 volte al giorno nella quantità complessiva di 0,5-2 grammi, come polvere sotto forma di integratore erboristico, reperibile in farmacia e/o erboristeria. Lo zenzero non andrebbe assunto in concomitanza con i farmaci contenenti nifedipina, farmaci anticoagulanti/fluidificanti del sangue (es. warfarin, dabigatran, ticlopidina ecc.), antinfiammatori non steroidei (es. acido acetilsalicilico, ibuprofene), farmaci per abbassare il glucosio nel sangue, tacrolimus e ciclosporina.

Stipsi e diarrea: come gestirle

I farmaci chemioterapici che inducono maggiormente la stipsi sono: vinblastina, vincristina e vinorelbina. Per contrastare la stipsi, è fondamentale:

  • Mantenersi ben idratati.

La diarrea può anche essere causata da una diminuita capacità di assorbire il lattosio (malassorbimento del lattosio). Questa condizione può verificarsi a causa della chemioterapia e può scomparire quando questa è terminata. Alcuni suggerimenti includono:

  • Bere molto lontano dai pasti, soprattutto acqua (circa 8-10 bicchieri al giorno).
  • Possono essere utili anche alcuni alimenti della cucina macrobiotica (es.

I probiotici possono dare un aiuto a riequilibrare l’intestino. Il loro utilizzo va preferibilmente valutato dal medico, sulla base delle condizioni della persona. I probiotici che contengono i ceppi Saccharomyces Boulardii e Saccharomyces Cervisiae non sono indicati in coloro che hanno un dispositivo di accesso vascolare o assumono farmaci immunosoppressori o presentano neutropenia, poiché in queste situazioni si sono talvolta verificate infezioni causate da questi ceppi.

Neutropenia e sicurezza alimentare

La neutropenia è una condizione che può ricorrere in alcuni momenti nel corso della chemioterapia. Durante questo periodo, è importante adottare precauzioni per garantire la sicurezza alimentare:

  • Eseguire sempre un’accurata igiene delle mani prima e dopo aver manipolato il cibo e sempre prima di mangiare.
  • Consumare subito dopo la preparazione i cibi cotti, altrimenti conservarli in frigo.
  • Evitare frutta che non può essere ben lavata o sbucciata (es.
  • Non consumare alimenti o integratori che contengono lieviti/muffe vivi (es.
  • Non mettere il cibo caldo nel frigorifero.
  • Consultare il medico per avere un parere sui rischi che si corrono nel mangiare fuori.

Quando rivolgersi al medico

Discuti con il tuo medico di qualsiasi difficoltà a mangiare o bere, o di un’eventuale perdita di peso. Alcuni sintomi che interferiscono con l’assunzione di cibi e bevande possono essere alleviati prendendo dei farmaci, altri apportando qualche modifica alla dieta. In alcuni casi è necessario combinare entrambi gli approcci. E ricorda che alcuni giorni potrebbero essere peggiori di altri, ad esempio nelle fasi di particolare stanchezza o nella settimana successiva alla terapia.

Poiché la terapia oncologica può influire sulla tua capacità di mangiare e bere, il tuo medico dovrebbe tenere in considerazione anche questo aspetto, ad esempio informandoti in anticipo dei sintomi che potresti accusare e di come gestirli, oppure spiegandoti per quanto tempo è probabile che persistano questi problemi.

Risorse utili

  • Visite specialistiche per i pazienti con specifiche problematiche che riguardano l’Apparato digerente.
  • Disponibilità di materiale informativo (opuscoli) e libri divulgativi sull’alimentazione in oncologia.
  • Ricerca di materiale informativo su richiesta.

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