Demenza senile e perdita di peso: cause e approcci

Con l’avanzare dell’età, l’organismo subisce dei cambiamenti, così come lo stile di vita, e aumentano di conseguenza le attenzioni da prendere per rimanere in salute. Nel corso della vita, le persone tendono a raggiungere il loro peso massimo intorno ai 60 anni e, verso i 70, a subire un lieve calo. Quando la tendenza al dimagrimento in età avanzata è notevole, è bene indagarne le cause con l’aiuto di un medico. È necessario investigarne la causa perché questa condizione può sfociare in una riduzione delle difese immunitarie, maggiore possibilità di prendere infezioni e perdita dell’autonomia funzionale. Può anche succedere che il calo di peso nasconda problemi di salute più seri.

Le cause alla base di un calo ponderale involontario possono essere molteplici e di diversa natura: come anticipato, un dimagrimento eccessivo può nascondere qualcosa di più grave e non è detto che sia necessariamente legato a una diminuzione dell’appetito, come saremmo portati a pensare in un primo momento. Nella maggior parte dei casi questo dimagrimento è causato dall’anoressia dell’invecchiamento, o dall’assunzione di determinati farmaci, oppure può essere segnale di una malattia in corso. Un’altra causa spesso sottovalutata è la presbifagia ossia la difficoltà a deglutire che si riscontra frequentemente nelle persone della terza età.

Cause del dimagrimento involontario

Le cause della perdita di peso non intenzionale sono diverse e possono essere di origine psicosociale o di natura organica. Spesso l’identificazione della causa è facile, mentre in alcuni casi è necessario andare a indagare più a fondo per capire dove risieda l’origine di questo disturbo. Ecco alcune delle cause più comuni:

  • Depressione: la depressione influenza la sfera dell’alimentazione sia in plus che in minus. Può infatti portare da un lato ad un aumento dell’assunzione di cibo ma anche, al contrario, alla diminuzione dell’introito alimentare. Questa evenienza si verifica in genere in associazione all’anedonia, una condizione patologica in cui la persona depressa risulta incapace di trovare piacevoli le attività e le situazioni che normalmente lo sono, come ad esempio il pasto.
  • Demenza: con il termine demenza si intende qualsiasi causa di deterioramento organico della funzione del cervello che provoca difetti multipli delle funzioni cognitive. Esempi di demenza possono essere la malattia di Alzheimer, la demenza vascolare o la demenza fronto-temporale.
  • Isolamento sociale e solitudine: sono fattori primari e importanti che possono portare a una vera e propria mancanza di interesse nel cibo. Non solo, essere soli può tradursi in una difficoltà pratica nel fare la spesa o a cucinare.
  • Altre cause:
    • disturbi gastrointestinali (come celiachia, gastrite, diarrea… );
    • malattie infettive di varia natura;
    • patologie renali (corredate da nausea e vomito);
    • insufficienza cardiaca;
    • cancro.

L'importanza dell'autonomia

In ambito clinico, soprattutto geriatrico, vengono spesso utilizzato dei semplici questionari al fine di valutare il livello di autonomia di una persona nello svolgere le diverse attività della vita quotidiana. Si tratta di strumenti utili che permettono di avere una valutazione oggettiva del livello di autonomia del paziente; i più utilizzati sono lo ADL (Activities of Daily Living) che prende in considerazione attività semplici del vivere quotidiano, come ad esempio vestirsi, mangiare, salire le scale, curare la propria igiene personale, e lo IADL (Instrumental Activities of Daily Living) in cui si valutano attività strumentali come il rispondere al telefono, la gestione del denaro, l’andare in bicicletta e il fare autonomamente la spesa. Com’è facilmente intuibile il procurarsi il proprio cibo, cucinare ed alimentarsi rientrano all’interno delle attività che vengono considerate quando si cerca di definire l’autonomia di una persona.

Come affrontare il dimagrimento involontario

Ai fini di una corretta diagnosi è importante innanzitutto accertarsi che la perdita di peso sia involontaria: il soggetto non deve cioè seguire nessun tipo di regime alimentare restrittivo e non deve aver cambiato le proprie abitudini alimentari rispetto al passato (ad esempio non deve aver recentemente escluso una categoria di alimenti dalla propria dieta). È poi utile indagare la sfera dell’appetito: se nonostante la perdita di peso il soggetto ha fame e si nutre normalmente potrebbe trattarsi di ipertiroidismo o di diabete.

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In alcuni casi, un dimagrimento involontario può essere semplicemente causato dall’apporto calorico inadeguato della dieta: può essere quindi sufficiente rivolgersi a un nutrizionista per adattare l’alimentazione allo scopo di ridurre la perdita di peso e somministrare supplementi nutrizionali da assumere tra un pasto e l’altro. Più complesso se le cause sono psico-sociali: in questo caso, la prima cosa da fare è fornire il proprio supporto alla persona e farla sentire meno sola. Come detto, la solitudine è uno dei maggiori problemi, per questo è fondamentale cercare di essere il più possibile partecipi nella sua vita, magari facendogli compagnia nel momento del pasto, il che permette anche di monitorare l’assunzione di cibo.

Per incentivare l’appetito negli anziani demotivati, depressi e poco interessati al cibo come fonte di benessere personale, la prima cosa da fare è curare i dettagli, quindi:

  • preparare sempre una tovaglia pulita e colorata;
  • scegliere ingredienti sani, ma realizzare piatti gustosi;
  • accontentare, nei limiti del possibile, i gusti della persona;
  • rendere piacevole l’atmosfera in cucina;
  • coinvolgere l’anziano nella scelta del menu.

Non solo il fisico, infatti, ma anche e soprattutto la mente influisce in modo molto rilevante nell’accettazione e nel rifiuto del cibo.

Perdita di peso e mortalità

Negli anziani sani, una perdita di peso del 5% o superiore risulta essere associata ad aumentato rischio di mortalità per tutte le cause, in particolare negli uomini. Da qui, l’avvertenza per gli operatori sanitari di monitorare attentamente i cambiamenti del peso in questa fascia d’età.

Sono stati esaminati dati di 16.523 soggetti sani, con un'età media di 75 anni, il 55,6% donne. Per quanto riguarda gli uomini, rispetto a chi manteneva un peso costante, quanti subivano una perdita di peso tra il 5 e il 10% avevano un rischio di mortalità per tutte le cause superiore del 33%. “Il dato più rilevante che emerge è che una perdita di peso superiore al 10% si associa a una mortalità più elevata per tutte le cause, sia tra gli uomini che tra le donne”, affermano gli Autori. “L'associazione è stata più pronunciata tra gli uomini: la mortalità per tutte le cause è stata dell'8,4% tra coloro che hanno mantenuto un peso costante rispetto al 30,1% di chi ha perso oltre il 10% del peso. Per le donne, 5,5% vs 12,6%.

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Una possibile spiegazione è che il calo ponderale possa essere un indicatore precoce della presenza di diverse malattie, oncologiche, neurologiche o cardiovascolari. In questa fascia di età, la perdita di peso è in gran parte associata a riduzione dell'appetito e sappiamo quanto quest’ultimo sia un processo complesso, governato sia dal sistema nervoso centrale che da diversi ormoni circolanti. Non c’è da sorprendersi, dunque, se proprio il senso di fame rischia di essere condizionato nelle prime fasi della malattia cronica.

L'osservazione, infine, di un rischio maggiore negli uomini può essere legata al fatto che il loro calo ponderale è, per costituzione, più legato a diminuzione di massa muscolare e ossea, mentre nelle donne si perde più tessuto adiposo. È importante identificare tempestivamente queste situazioni, che potrebbero essere la conseguenza di una malattia severa o cronica (ed è stato osservato che, soprattutto negli anziani, è associata a peggiori condizioni di salute generale).

Consigli per una corretta alimentazione

Ecco alcuni consigli utili per assumere tutti i micronutrienti necessari:

  1. Segui un’alimentazione varia, di tipo mediterraneo.
  2. Rispetta la stagionalità di frutta e verdura.
  3. Limita il sale aggiunto e i prodotti industriali che ne contengono molto.

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