Dieta a Basso Contenuto di Calcio: Alimenti Consentiti e Vietati

Cosa mangiare per i calcoli renali o calcolosi è un argomento molto importante. Per i calcoli renali la dieta varia a seconda della tipologia. Contro i calcoli renali è fondamentale adottare un’alimentazione corretta. La calcolosi, infatti, è spesso causata o aggravata da una dieta scorretta. Per contrastare i calcoli, quindi, è importante sapere cosa mangiare e non mangiare.

Linee Guida Generali

Prima di fare degli elenchi (non esaustivi) di alimenti consigliati e vietati per chi soffre di calcolosi renale, è utile fissare alcuni punti generali:

  • I calcoli renali sono dei piccoli “sassolini” che si formano nell’apparato urinario a causa del precipitare e dell’aggregarsi di alcuni prodotti di scarto del nostro organismo.
  • I calcoli renali sono spesso asintomatici, cioè non manifestano alcun segno o sintomo specifico. Questo perché la sola precipitazione dei materiali di scarto nelle vie urinarie origina la renella, cioè un insieme di piccoli aggregati cristallini con un grado di durezza e di aggregazione nettamente inferiore rispetto al vero e proprio calcolo.
  • Nel trattamento di tutti i tipi di calcolosi è consigliabile, innanzitutto, un abbondante consumo di liquidi intesi come acqua (non meno di 1.5 L al giorno). L’assunzione deve essere distribuita nel corso di tutta la giornata per assicurare un volume urinario costantemente elevato.
  • Seguire una dieta sana ed equilibrata, finalizzata soprattutto al rispetto del bilancio energetico. L’obesità e il sovrappeso, infatti, rappresentano due fattori di rischio non indifferenti per i calcoli renali quindi, in presenza di tali condizioni, è opportuno eliminare i chili in eccesso.
  • Limitare il consumo di sale.
  • Cucinare senza grassi aggiunti, preferendo metodi di cottura semplici come a vapore, in microonde, sulla griglia o piastra, in pentola a pressione, ecc.

Alimenti Consigliati

Oltre a queste indicazioni di carattere generale, i nutrienti utili per affrontare al meglio il periodo delle cure oncologiche e ridurne i possibili effetti collaterali sono contenuti nei seguenti alimenti, che quindi sono consigliati:

  • Carne fresca: vitello, pollo, tacchino, coniglio, cavallo, maiale meglio se arrosto o lessati.
  • Pesce: di qualunque tipo, a volontà. È preferibile che il pesce venga cotto ai ferri, al vapore o bollito. Pesce azzurro, magro e di piccola taglia preferibilmente pescato nei nostri mari (es. sogliola, merluzzo, orata, sgombro, sardine, spigola, sarago, polpo), meglio evitare i pesci provenienti dall’Estremo Oriente, tipo il pangasio, pescati in fiumi contaminati da arsenico e altri metalli pesanti.
  • Patate (300 gr.)
  • Latte e latticini (con moderazione): latte scremato, formaggi freschi tra cui mozzarella, crescenza, scamorza, fior di latte, fontina, Bel Paese, asiago e ricotta. Mangiare formaggio, prevalentemente stagionato come integratore di calcio e ferro e non come sostituto dei pasti.
  • Verdure: patate, carote, zucchine, insalate, sedano, cicoria, coste, radicchio, cavoli. Verdura cruda e cotta, ad esclusione di quella precedentemente indicata nell’elenco degli alimenti ricchi di ossalati. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo. Le patate non vanno considerate come verdura, ma come carboidrati al pari di pane e pasta.
  • Frutta con basso contenuto di ossalati, come banane, ciliegie, mele, meloni e pompelmi.
  • Pasta o riso e altri cereali integrali; da evitare in presenza di mucositi (infiammazioni della bocca). Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi, privilegiando quelli integrali perché hanno un più basso indice glicemico e sono più ricchi di fibre, da alternare agli analoghi raffinati.
  • Tè deteinato o caffè decaffeinato, camomilla, caffè d’orzo, yogurt magro alla frutta da latte delattosato.

Alimenti da Evitare

Al contrario, ci sono alcuni alimenti che andrebbero evitati in parte o del tutto durante il trattamento oncologico:

  • Carni e pesci conservati, carne di maiale, insaccati in genere. Proteine animali provenienti da carne rossa e conservata, che possono produrre sostanze tossiche per la mucosa dell’intestino o favorire processi infiammatori.
  • Crostacei, molluschi, che possono sensibilizzare ad allergie, mitili.
  • Latte (in particolare in presenza di enterite) poiché il danno all’intestino tenue può compromettere la capacità di digerire il lattosio scatenando possibili diarree. Evitare il latte, specialmente nelle enteriti da chemio o radioterapia perché in questa fase si riduce la capacità di digerire il lattosio, con conseguente diarree.
  • Zucchero e farine molto raffinate o altri amidi ad alto indice glicemico, quali patate e mais, dolci di pasticceria.
  • Cibi piccanti, eccessivamente conditi, fritture.
  • Salumi e insaccati, formaggi cremosi o grassi, carni grasse.
  • Bevande zuccherate e soft drink come acqua tonica, cola, aranciata, tè freddo, etc.
  • Alimenti da fast food o junk food (hamburger con salse elaborate e bacon, crocchette di pollo fritte, crocchette di formaggio fuso fritte, etc.), in quanto questi alimenti possono contenere grassi (trans) che, se consumati in eccesso, possono causare danni alla salute anche gravi.

Ulteriori Consigli

  • Il primo accorgimento è aumentare la quantità di acqua oligominerale (preferibilmente) assunta che dovrebbe essere di almeno 2 litri. Da ultimi studi effettuati si è visto che non è molto importante il contenuto di calcio presente nell’acqua.
  • Mangiare quando si ha fame; masticare il cibo molto bene e lentamente per non gonfiare la pancia. Durante il trattamento o subito dopo, è possibile non sentire un senso di fame. È molto importante parlare con lo specialista in caso di inappetenza e anoressia.
  • Fare tanti piccoli pasti. È meglio fare 5 o 6 piccoli pasti al giorno piuttosto che continuare a rispettare la regola dei 3 pasti (colazione, pranzo e cena). Prima di iniziare un pasto, cercare di rilassarsi e mettersi a proprio agio.
  • Evitare il consumo di carni/pesci/molluschi crudi; sbucciare o lavare molto bene frutta e verdura.

Naturalmente, questi suggerimenti sono generali. È essenziale definire la propria alimentazione, anche in base a specifiche caratteristiche del trattamento proposto e dei suoi possibili effetti collaterali, a stretto contatto con il medico, che può rispondere a ogni domanda e indirizzare verso una consulenza con un nutrizionista.

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