La relazione tra le abitudini alimentari, l’invecchiamento e le principali malattie degenerative che insorgono o si aggravano con l’età è un tema centrale della ricerca medica degli ultimi decenni. Anche se non è facile stabilire un rapporto diretto di causa-effetto tra il consumo di singoli alimenti e il rischio di sviluppare malattie, è un dato ormai acquisito che dieta sana e attività fisica hanno un impatto rilevante sul mantenimento di un buono stato di salute nel corso degli anni e sulla qualità dell’invecchiamento.
Una panoramica aggiornata su queste tematiche ci viene offerta da un gruppo di ricercatori spagnoli impegnati nel settore della ricerca oncologica e della geriatria.
Gli Indicatori Biologici dell’Invecchiamento
Un team di ricercatori, in un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Cell, ha individuato dodici segni distintivi dell’invecchiamento, che riguardano la genetica, i processi metabolici e cellulari:
- Instabilità genomica
- Logoramento dei telomeri (sequenze di DNA presenti all’estremità di ciascun cromosoma)
- Alterazioni epigenetiche
- Perdita di proteostasi (ossia dell’omeostasi del proteoma, l’insieme di proteine espresse dalla cellula)
- Macroautofagia disabilitata
- Deregolazione dei sensori nutrizionali
- Disfunzione mitocondriale
- Senescenza cellulare
- Esaurimento delle cellule staminali
- Comunicazione intercellulare alterata
- Infiammazione cronica
- Disbiosi
Diverse ricerche, condotte su animali da laboratorio, hanno dimostrato che intervenire su uno o più di questi fattori può accelerare o rallentare i processi di invecchiamento. Quindi questi particolari meccanismi cellulari potrebbero essere i bersagli (target) di future terapie farmacologie anti-invecchiamento o di interventi dietetici specifici.
Lo afferma Maria A. Blasco, direttore scientifico del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro: “gli spettacolari progressi degli ultimi anni della ricerca per aumentare la longevità di modelli animali, anche nei mammiferi, indicano che sarà possibile sviluppare strategie razionali per intervenire anche sull’invecchiamento umano”.
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Cosa sono i Sensori Nutrizionali
I sensori nutrizionali (nutrient sensor) sono meccanismi cellulari in grado di monitorare l’apporto di macronutrienti (come lipidi, zuccheri, aminoacidi) e rispondere alle fluttuazioni dei loro livelli nell’organismo, in modo da mantenere l’equilibrio necessario ad un corretto apporto energetico.
Lo studio di questi meccanismi dovrebbe chiarire meglio come i diversi nutrienti influiscono sul funzionamento dei diversi organi e apparati e come questi processi vitali si modificano con l’invecchiamento.
Le Evidenze Principali sulla Dieta Sana
Javier Gómez Pavón, responsabile della geriatria presso l’ospedale della Croce Rossa di Madrid e membro del gruppo dirigente della Società Spagnola di Geriatria e Gerontologia, ha efficacemente sintetizzato le evidenze attualmente disponibili sul legame tra scelte alimentari e rischio di malattia nel corso della vita. Dice Gómez: “la dieta mediterranea ha dimostrato in diversi studi di essere associata a un minor rischio cardiovascolare e un minor rischio di deterioramento cognitivo, soprattutto per la sua componente vascolare.”
Il ricercatore cita inoltre l’associazione tra consumo di noci e frutta secca e prevenzione delle dislipidemie e quella tra una dieta ricca di fibre e un minor rischio di cancro al colon.
Inoltre, Gomez ricorda che una dieta povera di carni grasse e ricca di frutta e verdura è associata a una minore incidenza di tumori della prostata, della mammella e del colon. Così come una dieta con un adeguato apporto proteico è correlata a una migliore massa muscolare a tutte le età, e una dieta ricca di prodotti a base di calcio costruisce e tutela la massa ossea e quindi abbassa le probabilità di sviluppare osteoporosi.
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E aggiunge: “al momento, non esiste uno studio che colleghi alcun tipo di dieta a una maggiore longevità, anche se alla luce di questi dati sembra logico pensare che una dieta mediterranea ricca di frutta e verdura, con il giusto apporto di proteine di origine animale, evitando l’eccesso di carne rossa, con un sufficiente apporto di calcio (derivante da latticini o vegetali come noci e frutta secca) dovrebbe essere associata a una più alta probabilità di invecchiare senza malattie.”
Sfatare i Falsi Miti
Gomez nel suo intervento tiene anche a sfatare alcune credenze diffuse sull’alimentazione, che possono indurre a comportamenti errati. La prima riguarda i latticini (compreso lo yogurt) che non sarebbero utili agli anziani, che non hanno enzimi adeguati per digerirli. Gomez afferma: “Non è vero. I latticini sono importanti per il loro contenuto di calcio e vitamina D. Elementi fondamentali a tutte le età, ma soprattutto nell’invecchiamento, dove c’è una perdita di massa ossea secondaria all’invecchiamento stesso e un aumento del rischio di osteoporosi e fratture associate. Soprattutto negli anziani, la frattura dell’anca o del femore è associata ad alta morbilità e mortalità.”
Un’altra affermazione poco fondata, secondo Gomez, è che non faccia bene mangiare la frutta durante i pasti. Spiega il geriatra: “per il suo ricco contenuto di antiossidanti e vitamine, la frutta è una componente fondamentale della dieta mediterranea. Gli antiossidanti di qualsiasi tipo sono senza dubbio gli elementi della dieta più importanti per diminuire il rischio di tumore e di patologie come ictus, infarto e demenze. È vero che la frutta può essere digerita più facilmente se mangiata fuori dai pasti, ma l’importante è che venga consumata regolarmente.”
Gomez ritiene sbagliata anche l’enfasi eccessiva sugli zuccheri contenuti nei legumi e nel pane: “oltre agli zuccheri i legumi e il pane contengono fibre e altri antiossidanti molto utili. La differenza tra rischi e benefici la fa la quantità, come in tutti gli alimenti. Al contrario, gli zuccheri raffinati, come quelli contenuti in pasticcini, bevande zuccherate e altro, dovrebbero essere evitati, poiché sono direttamente correlati alle malattie cardiovascolari e all’obesità.”
Allo stesso modo Gomez si dichiara contrario all’eliminazione totale della carne dalla dieta: “la carne rossa e il pesce, compreso il pesce azzurro, sono ricchi di proteine e vitamina B oltre che di ferro e, quindi, sono necessari.
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Studio sull'Età Epigenetica e l'Influenza degli Zuccheri e dei Nutrienti
Una nuova ricerca pubblicata su JAMA Network Open esplora come le abitudini alimentari, in particolare l’assunzione di zuccheri aggiunti oppure di nutrienti essenziali (vitamine, sali minerali, antiossidanti), possano influenzare l’età epigenetica nelle donne afroamericane e caucasiche aventi circa 40 anni. L’età epigenetica, misurata tramite marcatori genetici come il GrimAge2, indica la salute cellulare e il livello di invecchiamento del DNA, indipendentemente dall’effettiva età cronologica di una persona.
In maniera semplice, l’epigenetica è la scienza che si occupa di studiare come le nostre cellule leggono le informazioni contenute nel DNA: nei decenni passati si è infatti scoperto che, a fronte dei geni che abbiamo fin dalla nascita, l’equilibrio salute-malattia dipende da cosa questi geni vengono letti. In altre parole: a seconda che le nostre cellule leggano o meno certi geni, possiamo stare in salute o sviluppare specifiche malattie. L’obiettivo principale era verificare l’associazione tra zuccheri aggiunti, nutrienti con azione epigenetica (es. i folati) e indice di qualità della dieta con l’età epigenetica misurata tramite GrimAge2. Lo studio ha esaminato indici come l’Alternate Mediterranean Diet (aMED), l’Alternate Healthy Eating Index (AHEI-2010) e il nuovo Epigenetic Nutrient Index (ENI).
Effetti degli Zuccheri Aggiunti
È stato rilevato che una maggiore assunzione di zuccheri aggiunti corrisponde a un’età epigenetica più avanzata. L’ENI è un indice innovativo che valuta l’assunzione di vitamine e minerali essenziali per la salute epigenetica. Vitamine come A, C, E, e minerali come zinco e magnesio supportano la riparazione del DNA e riducono l’infiammazione.
Gli zuccheri aggiunti, definiti come gli zuccheri inseriti negli alimenti durante la preparazione o la produzione - ossia quelli rappresentati da scritte come zucchero, fruttosio, sciroppo di glucosio-fruttosio, saccarosio, etc. nelle etichette dei prodotti che acquistiamo -, hanno un effetto pro-infiammatorio che può danneggiare il DNA e accelerare l’invecchiamento. Ridurre gli zuccheri aggiunti e adottare una dieta ricca di nutrienti essenziali può rappresentare una strategia chiave per prevenire l’invecchiamento precoce e promuovere la longevità. Questo studio rafforza il legame tra dieta e invecchiamento cellulare, dimostrando che scelte alimentari mirate possono influire positivamente sulla nostra età biologica.
Alimentazione e DNA: Le Nuove Evidenze Scientifiche
Nuove evidenze scientifiche hanno evidenziato una sempre più stretta relazione fra l’alimentazione e l’espressione del DNA. Cioè si è evidenziato che gli alimenti parlano al DNA, modulandone l’attività. Una dieta sana può silenziare i geni delle malattie e attivare quelli della protezione e dell’anti-invecchiamento.
La relazione tra alimentazione e DNA si articola su due livelli principali: il ruolo dei nutrienti direttamente sul DNA e l’effetto dei nutrienti sull’espressione genica tramite i meccanismi epigenetici. L’epigenetica studia come fattori ambientali, tra cui l’alimentazione, influenzano l’espressione dei geni senza alterare la sequenza del DNA.
Nutrienti ed Effetti Diretti sul DNA
Il DNA è la molecola che contiene le informazioni genetiche di ogni organismo.
Protezione del DNA dai danni:
Lo stress ossidativo, causato da radicali liberi (molecole instabili prodotte nel corpo o introdotte da fattori esterni), può danneggiare il DNA.
Gli antiossidanti, come vitamina C, vitamina E, e polifenoli (tè verde, frutti di bosco), proteggono il DNA dai radicali liberi.
Minerali come selenio, zinco e magnesio aiutano la riparazione del DNA e la prevenzione di errori genetici.
Produzione e mantenimento del DNA:
Per produrre e mantenere correttamente il DNA, il corpo necessita di nutrienti specifici:
Folati (vitamina B9) e altre vitamine del gruppo B contribuiscono alla sintesi e riparazione del DNA.
La metionina, un aminoacido essenziale, è cruciale per i processi di metilazione del DNA.
Epigenetica: Regolazione dell’Espressione Genica
La modificazione dell’espressione dei geni senza alterare la sequenza del DNA avviene attraverso tre principali meccanismi:
Metilazione del DNA:
Alcuni geni vengono “accesi” o “spenti” grazie all’aggiunta di gruppi chimici chiamati gruppi metilici.
La metilazione dipende da nutrienti che forniscono gruppi metilici, come:
- Folati (verdure a foglia verde, legumi)
- Colina (uova, carne)
- Vitamine B6 e B12 (pesce, carne, latticini)
Modifiche degli istoni:
Il DNA è avvolto intorno a proteine chiamate istoni. Modifiche chimiche agli istoni, influenzate dalla dieta, regolano la “leggibilità” del DNA. Ad esempio, composti bioattivi come i polifenoli (tè verde, curcuma) possono attivare geni protettivi o spegnere quelli dannosi.
MicroRNA:
Piccole molecole di RNA regolano l’espressione di specifici geni. Alcuni nutrienti, come gli omega-3 (pesce) e i polifenoli, possono influenzare questi microRNA, contribuendo a prevenire malattie.
Queste scoperte sottolineano l’importanza di una dieta sana non solo per l’apporto nutrizionale, ma anche per la sua capacità di influenzare l’espressione genica e, di conseguenza, la nostra salute a lungo termine e la nostra longevità.
Alimenti Specifici per Contrastare l'Invecchiamento
Il modo in cui si sostiene l'organismo e il corpo per tutta la vita può influenzare il processo di invecchiamento. Se è vero che alcuni fattori non sono in alcun modo controllabili, come la genetica, ciò che mangiamo e una dieta nutriente possono supportare l'invecchiamento in salute e la velocità con cui gli organi subiscono il tempo che passa.
Semi di Lino
I semi di lino fanno parte dei cibi benefici per un invecchiamento in salute. La tipica dieta occidentale è ricca di grassi, sodio, zucchero e calorie e aumenta il rischio di obesità e malattie croniche come il diabete di tipo 2. Questo tipo di dieta è associato a cibi pronti da consumare in breve tempo, e altamente trasformati che possono causare infiammazioni e generare carenze nutrizionali essendo fortemente sbilanciati nei nutrienti. Gli alimenti processati e ultra processati accelerano il processo di invecchiamento cellulare. Questi alimenti causano stress ossidativo nel corpo, che si verifica quando c'è un eccesso di radicali liberi dannosi per le cellule.
Una dieta ricca di antiossidanti ha l'effetto opposto. Gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi e impediscono loro di danneggiare le cellule e aumentare il rischio di condizioni di salute avverse. I semi di lino sono particolarmente ricchi di fitonutrienti, lignani, tocoferoli e acido ferulico, che hanno tutti proprietà antiossidanti. Non solo, i semi di lino risultano particolarmente ricchi di Omega-3, che supportano la salute del cuore e del cervello. Esistono tre tipi principali di acidi grassi omega-3: acido eicosapentaenoico (EPA), acido docosaesaenoico (DHA) e acido alfa-linolenico (ALA). I semi di lino contengono ALA, che può essere convertito in EPA e DHA. Gli alimenti ricchi di omega 3, come è noto, hanno numerose proprietà benefiche tra cui abbassamento del colesterolo, protezione dalle malattie cardiovascolari, ipertensione, tra gli altri. Gli Omega 3 EPA e DHA sono acidi grassi polinsaturi a lunga catena che inducono un aumento dell'attività di enzimi antiossidanti, riducendo lo stress ossidativo a carico del DNA e l'invecchiamento cellulare.
Alimenti Ricchi di Antiossidanti
A sostegno del processo di invecchiamento, la dieta deve essere integrata di cibi in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi. Tra questi, quelli che contengono resveratrolo, un polifenolo di origine vegetale, che agisce riducendo la produzione di radicali liberi tramite l'attivazione di enzimi antiossidanti, ritarda i processi di senescenza cellulare grazie all'induzione dei meccanismi di riparo del DNA.
Allo stesso modo, nella dieta di persone over 65, come sostengono gli esperti in nutrizione, è consigliato aumentare il consumo di alimenti con apporto vitaminico che svolga un'azione antiossidante naturale neutralizzando l'effetto dei radicali liberi. Incrementare alimenti ricchi di vitamina C come gli agrumi, il kiwi, il mango, il ribes nero, le fragole, e alcuni tipi di verdure come il cavolfiore, i peperoni, i peperoncini, i pomodori e i piselli.
Anche gli alimenti ricchi di vitamina E sono ideali contro l'invecchiamento cellulare. Un insieme di tocoferoli che protegge le cellule dall'azione ossidante dei radicali liberi sul DNA e sugli acidi grassi, ritardandone l'invecchiamento.
Focus su Alcuni Alimenti Chiave
- Cavolini di Bruxelles, broccoli e cavolo verza: è indicata una porzione almeno tre volte alla settimana. Vanno cotti per poco tempo e a bassa temperatura.
- Curcuma: aggiungere un cucchiaio da minestra a zuppa, brodo, condimenti vari, piatti di pasta o riso. In questo modo semplice e naturale si ottiene un apporto di curcumina sufficiente.
- Tè verde: lasciare in infusione per almeno 10 minuti.
- Frutti di bosco: in particolare i lamponi. Altra frutta indicata: melograno, mandarini, mandaranci e arance. Una porzione al giorno minimo.
- Condimenti: usare fondamentalmente passata di pomodoro, salsa di pomodoro, concentrato di pomodoro o ketchup (fatto in casa) con basilico e/o rosmarino.
- Pesce: almeno 200 g a porzione. Va scelto preferibilmente tra i seguenti: sardine, alici, sgombro, salmone selvatico (non allevato e non affumicato), pesce pescato (non allevato).
- Carne: ridurre maiale, manzo e vitello. Meglio pollo e tacchino, ma da preferirsi in assoluto è la carne di coniglio.
- Bevande: un bicchiere di vino rosso a pranzo e a cena.
- Cioccolato fondente: consumo quotidiano di due quadretti da 20 g di cioccolato con non meno del 75% di cacao.
Importanza di Mantenere Bassa l'Insulina
Oltre ai cibi ad alto indice glicemico, è meglio evitare il latte, che fa aumentare l’insulina anche se non fa salire la glicemia (se proprio volete assumerlo, sceglietelo parzialmente scremato, in cui c’è un minimo di bilanciamento tra le varie molecole). Non consumare anche cibi ad alto contenuto di grassi saturi (salumi, carni rosse e formaggi), che ostacolano il buon funzionamento dell’insulina.
Nutrienti Anti-Age per la Pelle
Attraverso una corretta alimentazione si può agire da entrambi i fronti: la vitamina C ad esempio, è indispensabile per la produzione di collagene. Una dieta ricca di vitamina C aiuta quindi a mantenere costanti le riserve di questa preziosa proteina. Alcuni cibi contengono invece nutrienti noti come antiossidanti.
I nutrienti anti-age rientrano quasi tutti nel gruppo delle vitamine e dei polifenoli.
- La vitamina C stimola la produzione di collagene.
- La vitamina A ha un ruolo importante nel mantenimento dell’integrità delle mucose e nella protezione della pelle dal sole. Precursore della vitamina A è il betacarotene, sostanza che stimola la produzione di melanina da parte dei melanociti.
- I polifenoli sono un’ampia famiglia di sostanze organiche presenti in natura, e prodotti quasi interamente nel mondo vegetale. Si distinguono diverse classi di polifenoli, ma i più diffusi sono i flavonoidi, i tannini, le lignine, gli antrachinoni e le melanine.
Un’altra classe di nutrienti considerata importante per il mantenimento della qualità del tessuto cutaneo è costituita dagli acidi grassi “buoni”, i monoinsaturi e polinsaturi in generale (quelli derivanti dagli oli vegetali, per intenderci), e gli Omega 3, contenuti principalmente nei pesci dei mari freddi, nonché nelle noci e nell’avocado.
Cibi Consigliati per la Pelle
Per prevenire l’invecchiamento cutaneo è importante quindi mettere in tavola cibi ricchi di vitamine, polifenoli e grassi “buoni”. Quali sono?
- Senza dubbio frutta e verdura di stagione, oltre a frutta secca e semi oleosi, pesce e olio extravergine di oliva.
- Agrumi, broccoli e cavoli nella stagione invernale.
- Pomodori e peperoni nella stagione estiva.
- Ortaggi a foglia verde in qualsiasi stagione.
- Vegetali di colore giallo-arancio, quindi zucche e carote nella stagione invernale, così come pesche, albicocche, melone, ecc. nella stagione estiva. Sono cibi ricchi di betacarotene, che nell’organismo si trasforma in vitamina A.
- Frutta secca a guscio, semi oleosi, olio extravergine di oliva.
- Bacche, frutti rossi, melanzane, e in generale tutti gli ortaggi di colore rosso-violaceo. In inverno molto rappresentativo è il cavolo viola, che è meglio consumare crudo.
- Pesci dei mari freddi (es. salmone), avocado.
La Dieta del DNA: Un Approccio Personalizzato
Oggi possiamo “guardarci dentro”, scoprire come funziona il nostro motore, realizzando una vera dieta metabolica a misura della propria costituzione e quindi del proprio assetto genetico. Soltanto esami approfonditi attraverso test diagnostici avanzati, genetici, di assoluta scientificità possono stabilire l’esatto rapporto tra un individuo e un tipo di cibo.
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