Dieta Chetogenica e Tiroidite di Hashimoto: Studi e Considerazioni

Negli ultimi anni, la dieta chetogenica ha guadagnato sempre più attenzione non solo nel mondo del benessere e della nutrizione, ma anche nell'ambito della medicina funzionale. Questo approccio nutrizionale, caratterizzato da un'elevata percentuale di grassi, un apporto normo proteico e una riduzione dei carboidrati, è studiato per il suo impatto sul metabolismo, sull'infiammazione e sulla regolazione ormonale.

Cos'è la Tiroidite di Hashimoto?

La tiroidite di Hashimoto è la più diffusa forma di tiroidite, nonché la causa più frequente di ipotiroidismo. Si tratta di una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca la tiroide, causando una riduzione della produzione di ormoni tiroidei. Vengono prodotti specifici anticorpi (anticorpi anti-perossidasi e anti-tireoglobulina), che dirigono la loro azione verso la tiroide, provocando infiammazione.

Negli stadi iniziali della tiroidite autoimmune di Hashimoto, la tiroide funziona regolarmente (eutiroidismo) o, in altri casi, rallenta la sua produzione ormonale (e si parla quindi di ipotiroidismo) oppure, ancora, meno frequentemente, la incrementa (ed è quello che viene definito ipertiroidismo).

Le cause della tiroidite di Hashimoto non si conoscono. Certo, c’è una predisposizione genetica, ma le ragioni per cui a un certo punto della vita il corpo decide di aggredire se stesso non sono chiare.

E’ stato riscontrato che abbassando l’infiammazione invece migliora la funzione tiroidea e la conversione di T4 in T3. Il glucosio circolante partecipa alla formazione di proteine infiammatorie che possono inibire la formazione degli ormoni tiroidei e quindi bruciando chetoni al posto del glucosio si elimina quindi questo problema.

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La Dieta Chetogenica: Principi e Meccanismi

La dieta chetogenica induce uno stato metabolico noto come chetosi, in cui il corpo utilizza i chetoni, derivati dalla degradazione dei grassi, come principale fonte di energia anziché il glucosio. Questo cambiamento metabolico ha effetti profondi su diversi sistemi fisiologici, tra cui il metabolismo energetico, l'infiammazione, l'equilibrio ormonale e la funzione cerebrale.

La dieta ha come obiettivo l’induzione e il mantenimento della chetosi. Esistono diverse varianti:

  • Dieta chetogenica standard (SKD): dieta a basso contenuto di carboidrati (5%), moderata di proteine (20%) e ricca di grassi (75% di grassi saturi).
  • Dieta chetogenica mirata (TKD): dieta che permette di assumere carboidrati quando ci si allena. Preferiti sono i carboidrati facilmente digeribili con un alto indice glicemico.
  • Dieta chetogenica ad alto contenuto proteico: simile a una dieta chetogenica standard ma con un apporto di proteine maggiore.

Effetti della Dieta Chetogenica

  • Regolazione del Metabolismo e della Glicemia: La dieta chetogenica è particolarmente utile per il trattamento della resistenza insulinica e del diabete di tipo 2. La riduzione dell'apporto di carboidrati stabilizza i livelli di glucosio nel sangue, migliorando la sensibilità insulinica e riducendo la secrezione di insulina.
  • Effetti Antinfiammatori e Supporto Immunitario: I corpi chetonici, in particolare il beta-idrossibutirrato (BHB), hanno dimostrato proprietà antinfiammatorie, riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie e modulando la risposta immunitaria.
  • Salute Cerebrale e Prevenzione delle Malattie Neurodegenerative: I corpi chetonici forniscono una fonte di energia alternativa per il cervello, riducono lo stress ossidativo e migliorano la funzione mitocondriale, contribuendo alla neuroprotezione.
  • Controllo del Peso e Composizione Corporea: La dieta chetogenica è nota per la sua efficacia nella perdita di peso, in quanto favorisce la lipolisi e riduce l'appetito grazie agli effetti regolatori dei corpi chetonici sulle grelina e leptina, ormoni che controllano la fame e il senso di sazietà.
  • Supporto alla Salute Ormonale: L'equilibrio ormonale è essenziale per il benessere generale, e la dieta chetogenica puó influenzare positivamente diverse condizioni endocrine.

Dieta Chetogenica e Tiroidite di Hashimoto: Cosa Dicono gli Studi?

Una notizia che tende a circolare è che la chetogenica possa indurre problemi alla tiroide o ipotiroidismo. In realtà, però, nessuno studio scientifico ha mai confermato questa correlazione negativa. Anzi, è stato notato che, pur essendoci meno ormoni T3 in circolo, questi risultano più “reattivi”, quindi la funzionalità dei processi in cui sono implicati non viene danneggiata.

Alcuni studi hanno evidenziato che le diete ad alto indice glicemico hanno una correlazione positiva con i livelli di fT3 e fT4 nei soggetti sani, mentre le diete ad alto contenuto di grassi hanno una correlazione negativa con gli stessi ormoni.

È importante notare che la severa restrizione dei carboidrati riduce significativamente la quantità di T3 libero (FT3) e aumenta il T3 inverso (RT3). Inoltre, il problema di adempiere ad una dieta chetogenica se si ha la tiroidite di Hashimoto è che le parti del cervello che regolano gli ormoni tiroidei - l’ipotalamo e la ghiandola pituitaria - richiedono il glucosio per funzionare. Per questo motivo, è meglio procedere con cautela se si dispone di Hashimoto e si desidera sperimentare una dieta chetogenica.

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Considerazioni Importanti

Le diete ipocaloriche, come lo sono quelle classiche per dimagrire, rischiano di rallentare la funzionalità tiroidea, soprattutto se drastiche e protratte nel tempo. Anche la sovralimentazione e l’obesità, tuttavia, possono indurre un calo di ormoni tiroidei.

Coloro che si occupano di salute e nutrizione con una logica un po’ più ampia del consuetudinario tendono però a non trascurare il fatto che le malattie non arrivano dal cielo. Sappiamo per certo che diete male impostate, per quantità e qualità degli alimenti da cui sono composte, sono in grado di fungere da segnale di rallentamento metabolico, di causare disbiosi intestinale, di modificare la permeabilità dell’intestino originando il cosiddetto “intestino poroso” e danneggiandone la naturale funzione di barriera, di alterare la risposta immunitaria, di provocare e sostenere l’infiammazione sistemica.

Raccomandazioni

La dieta che può far bene a chi soffre di ipotiroidismo autoimmune è senza dubbio articolata e complessa e va calibrata sul paziente in chiave quasi “sartoriale”. E’ normocalorica e normoproteica.

Con stretta attinenza al punto precedente, è pensata per contrastare la disbiosi intestinale e migliorare la salute del microbiota, dal momento che l’equilibrio del nostro popolamento batterico simbiotico influisce anche sullo stato infiammatorio e sulla risposta immune.

Gli studi clinici e osservazionali su tiroidite di Hashimoto e alimentazione evidenziano la possibilità di ulteriori carenze nutrizionali implicate nella malattia, tra cui i deficit di iodio, potassio, rame, magnesio, zinco, ferro, vitamine A, C e del gruppo B. Segnalano inoltre l’importanza dell’adeguato livello di assunzione di proteine, fibre alimentari e acidi grassi insaturi, in particolare della serie omega 3.

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Uno dei principali nutrienti di cui la tiroide ha bisogno per funzionare correttamente è lo iodio. È importante assicurarsi di consumare abbastanza iodio e selenio, evitare gli alimenti che possono interferire con la funzione tiroidea e includere alimenti ricchi di antiossidanti nella dieta per la tiroidite di Hashimoto.

Vista la delicatezza del tema, è possibile fare subito un’anticipazione: la risposta è no, l’alimentazione chetogenica non provoca disfunzioni della tiroide. Anzi, magiare low carb può essere utile per normalizzare i valori degli ormoni tiroidei presenti nel sangue.

L'adozione della dieta chetogenica deve sempre avvenire sotto la supervisione di un professionista qualificato, in grado di personalizzare il piano nutrizionale in base alle esigenze individuali e di monitorare eventuali effetti collaterali o complicanze.

Importante: Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica.

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