La dieta chetogenica è un trattamento dietetico a forte restrizione calorica. È un regime alimentare a elevato contenuto di grassi, iperlipidico, povero di carboidrati, ipoglucidico, e con un adeguato apporto di proteine.
Come funziona la dieta chetogenica?
La carenza di carboidrati attiva il processo di chetogenesi: l’organismo inizia a consumare le proprie riserve di grasso e immette nel sangue i corpi chetonici, che diventano una fonte energetica, inibiscono il senso di fame, hanno un effetto drenante e diuretico e svolgono un’importante azione psicotonica.
Per indurre lo stato metabolico della chetosi è necessario un regime alimentare in cui il 60%-80% delle calorie giornaliere deve provenire dai grassi. L’apporto di carboidrati deve essere compreso tra i 20 e i 50 grammi al giorno.
Esempi di dieta chetogenica
Il programma alimentare della dieta chetogenica è personalizzato e deve essere messo a punto dal medico. In generale l’alimentazione prevede alcuni tipi di frutta secca, semi, formaggio intero e altri prodotti caseari, yogurt, oli, insieme a piccole quantità di carne, uova e pesce. Tra le verdure sono consentite quelle non amidacee e fibrose, come le verdure a foglia.
Sono fortemente limitati invece i cereali (pasta, pane e prodotti da forno) e la frutta.
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Quali sono gli alimenti vietati?
Nella dieta chetogenica sono generalmente vietati:
- Alimenti zuccherati, come succhi di frutta, frullati, bibite, dolci, budini, gelati;
- Prodotti a base di grano, riso, pasta, cereali;
- La frutta, salvo piccole porzioni di frutti di bosco, fragole o altri frutti poco zuccherini;
- Legumi;
- Verdure amidacee, come patate, carote cotte, barbabietole;
- Bevande alcoliche, come birra, vino, liquori;
- Salse e condimenti che contengono zucchero, come ketchup, salsa di soia, aceto balsamico.
Per chi è indicata?
La dieta chetogenica è normalmente scelta da chi desidera perdere peso ma, per via delle sue caratteristiche, è molto efficace anche negli stati patologici caratterizzati da:
- Insulinoresistenza;
- Sindrome metabolica;
- Diabete mellito di tipo 2;
- In alcune patologie neurologiche come emicrania e cefalea.
La dieta chetogenica è utilizzata con regime normocalorico anche nei pazienti con epilessia come supporto al trattamento.
Controindicazioni della dieta chetogenica
La dieta chetogenica è fortemente controindicata in alcuni casi, che comprendono:
- Gravidanza e allattamento;
- Infanzia e adolescenza;
- Presenza di patologie come l’insufficienza cardiaca, renale, epatica;
- Diabete di tipo 1;
- Presenza di patologie psichiatriche (disturbi psichici o del comportamento);
- Alcolismo;
- Disfunzioni del metabolismo dei grassi.
No al “fai da te”
Poiché la dieta chetogenica è definita da una composizione biochimica molto specifica, deve essere sempre eseguita su indicazione e controllo medico.
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La necessità di rispettare equilibri biochimici così specifici, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, rende inoltre necessario l’utilizzo di integratori che rispondano all’esigenza di mantenere un apporto di calorie e carboidrati controllato e insieme soddisfino le richieste nutrizionali e vitaminiche del nostro organismo.
La terapia medica nutrizionale come la dieta chetogenica viene costruita sui fabbisogni individuali, a seconda della finalità che ci si prefigge.
“Nel trattamento di deficit di GLUT1, per esempio, per mantenere la chetosi, dobbiamo togliere gli alimenti a base di carboidrati ma, per non scendere con l’apporto energetico, li sostituiamo con gli alimenti grassi e con un apporto di proteine corretto, in linea con quelle che sono le raccomandazioni dei nostri LARN, i livelli di assunzione di riferimento di nutrienti, in base alla fascia di età”, spiega la Professoressa Anna Tagliabue, nutrizionista clinico, direttore del Centro Interdipartimentale di studi e ricerche sulla Nutrizione Umana e i Disturbi del Comportamento Alimentare con l’annesso Ambulatorio Clinico dell’Università di Pavia.
“Questa dieto-terapia fortemente sbilanciata, con una severa limitazione di alcuni alimenti, molti dei quali riconosciuti come utili a mantenere il benessere intestinale e la diversità delle specie batteriche, fondamentale per il benessere del microbiota, può avere però alcuni effetti collaterali, come per esempio la stipsi”, continua Tagliabue.
La dieta chetogenica crea una condizione ormonale che favorisce la distruzione del grasso, e allo stesso tempo ne riduce la deposizione, oltre che la percezione della fame.
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Per questo solitamente si inizia con una fase più rigida, che non dovrebbe protrarsi per più di 4 settimane consecutive; ovviamente la drastica riduzione calorica e l’assente stimolazione insulinica (con conseguente forte calo dell’appetito) si traduce in un buon calo ponderale.
A seguito di questa prima fase, si passa ad una progressiva reintroduzione dei carboidrati.
Cosa aspettarsi durante la dieta?
Durante le prime settimane, il corpo si adatta al nuovo regime alimentare. Possono verificarsi sintomi transitori come stanchezza, mal di testa o nausea (keto flu). Per minimizzare questi effetti:
- Mantenere una buona idratazione;
- Integrare elettroliti come sodio, potassio e magnesio;
- Seguire una pianificazione alimentare bilanciata fornita dallo specialista.
Quali sono i benefici della dieta chetogenica
Quando adatta alla propria condizione e seguita in modo corretto, la dieta chetogenica può offrire diversi benefici:
- Nei primi 21 giorni è possibile perdere dai 4 ai 7 chili grazie alla riduzione dei carboidrati e alla diminuzione dell’ormone grelina, responsabile della fame;
- Miglioramento della salute metabolica: riduce i livelli di zucchero nel sangue e migliora la sensibilità all’insulina (insulino resistenza), rendendola utile per chi soffre di diabete di tipo 2 e di patologie comprese nella sindrome metabolica;
- Riduzione dell’infiammazione: gli studi dimostrano che la chetosi può diminuire i marcatori infiammatori, contribuendo al miglioramento delle condizioni cardiovascolari e neurologiche;
- La dieta chetogenica è utilizzata anche nel trattamento di diverse patologie, tra cui epilessia resistente ai farmaci, obesità grave e alcune malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson.
Ci sono dei rischi? Sicuramente la dieta chetogenica ha un effetto positivo sulle patologie associate all’obesità come ad esempio il diabete di tipo 2, l’ipertensione, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno e la steatosi epatica.
Va tenuto presente che ci sono anche delle controindicazioni, da non sottovalutare, tra cui insufficienza epatica e renale, diabete di tipo 1 e problematiche cardiopatiche.
In termini di effetti collaterali, invece, i più frequenti nei primi giorni sono cefaléa, alitósi e stipsi.
| Alimento | Carboidrati Netti (per porzione) | Note |
|---|---|---|
| Avocado | 2-3 g | Ricco di grassi sani |
| Spinaci | 1 g | Basso contenuto di carboidrati, ricco di nutrienti |
| Salmone | 0 g | Fonte di omega-3 |
| Olio d'oliva | 0 g | Grasso sano |
| Mandorle | 6 g | Moderare le porzioni |
Proprio per questo, per intraprendere un qualsiasi percorso nutrizionale occorre affidarsi ad uno specialista in ambito nutrizionale che, dopo un’accurata valutazione, prescriva la dietoterapia più appropriata in base non solo alla storia clinica del paziente, ma anche personale.
La diminuzione dei livelli di glucosio “obbligherà” l’organismo ad attingere l’energia necessaria alla sopravvivenza direttamente dal tessuto adiposo, ed ecco perché ha inizio il dimagrimento.
In chetosi infatti, il fegato, che normalmente usa i carboidrati e le scorte dei carboidrati per mettere a disposizione energia per i vari processi metabolici, va ad usare invece i grassi.
Durante la visita per dieta chetogenica, lo specialista raccoglie i dati dell'anamnesi del paziente ed effettua un esame obiettivo eseguendo valutazioni di peso, altezza, misurazione della circonferenza vita e fianchi e calcolo del BMI (indice di massa corporea).
Dopo la visione dei suddetti esami si può partire con il piano alimentare, che in base anche alle esigenze del paziente (in termini di quantità di peso da perdere, ma anche di praticità e preferenze alimentari dello stesso) può essere eseguito con specifici prodotti chetogenici, con alimenti freschi o con la combinazione di entrambi gli elementi.
La prima fase della dieta chetogenica dura generalmente 3-4 settimane. Il primo controllo del peso sarà poi a circa 21/30 giorni dall'inizio del piano alimentare. Nelle successive visite verranno ripetute le misurazioni della composizione corporea in modo da valutare i progressi.
In seguito al primo incontro, si monitora con incontri regolari l’effetto della dieta e si tengono sotto controllo eventuali sintomi che possono insorgere soprattutto nelle prime settimane di dieta, come mal di testa, stanchezza o debolezza.
La dieta chetogenica si può fare sia con prodotti freschi, che però sono meno controllabili dal punto di vista del contenuto nutrizionale, sia con preparazioni già pronte con un apporto calorico predeterminato.
Per ottenere risultati apprezzabili e duraturi, la dietista De Sario sottolinea anche l’importanza di tenere traccia di tutto ciò che si assume durante il giorno: «anche assumere farmaci che contengono zucchero può andare a influire sulla produzione di corpi chetonici, inibendo la chetogenesi e ostacolando il caso ponderale. Un altro errore comune è bere caffè d’orzo o ginseng, che comunque contengono carboidrati. Al paziente questi possono sembrare abitudini da tenere in minima considerazione, ma in realtà hanno un effetto importante sull’esito della dieta».
Se state cercando di perdere peso, ridurre l’infiammazione o migliorare la vostra salute generale, intraprendere una dieta chetogenica potrebbe essere la scelta giusta per voi.
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