Dieta Oloproteica: Integratori, Benefici e Rischi

Nella complessa lotta contro i chili in eccesso, quelli che si accumulano nella zona trocanterica, ovvero all’altezza dei fianchi e delle natiche, sono tra i più diffusi, soprattutto nelle donne. Esiste però un regime alimentare in grado di agire in modo mirato sulle adiposità localizzate e, in particolare, sulle cosiddette culotte de cheval.

Una particolare strategia alimentare, utilizzata prevalentemente in ambito medico, è stata inventata dal Professor Blackburn circa vent’anni fa e successivamente ripresa e modificata dal Dott. Cerchiamo, quindi, di capire meglio di cosa si tratta.

Cos'è la Dieta Oloproteica?

La dieta oloproteica, conosciuta anche come liposuzione alimentare, è un regime alimentare innovativo che promette una perdita di peso rapida e duratura. Questo programma è particolarmente indicato per chi desidera ridurre il grasso corporeo in sole tre settimane, senza compromettere la massa muscolare. Grazie a un bilanciamento accurato dei nutrienti, la dieta oloproteica si è affermata come una delle scelte preferite per chi cerca risultati tangibili e sostenibili.

Alla base della dieta oloproteica ci sono tutta una serie di studi promossi dal professor Blackburn, della “Harvard University”, riguardo alla conoscenza dei reali fabbisogni proteici. Da questi spunti, intorno alla fine degli anni ’90, è nata la dieta oloproteica attuale, modificata, integrata e promossa dal Dott. Giuseppe Castaldo e dal suo team medico.

Questo meccanismo, oltre all’effetto di “liposuzione” delle adiposità localizzate (in particolare situate nella zona delle cosce, dei glutei e dei fianchi), permette al corpo di sgonfiarsi, portando con sé ulteriori benefici, (anche in modo piuttosto rapido).

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La dieta oloproteica è un protocollo alimentare normo-proteico che garantisce un apporto proteico sufficiente (tra 1,2 e 1,5 g per kg di peso ideale). Questo approccio si differenzia dalle diete iperproteiche in quanto non esagera con le proteine, ma riduce strategicamente l’assunzione di carboidrati e grassi.

Differenza tra Dieta Oloproteica e Dieta Iperproteica

Dukan, Zero, Atkins, Plank, Oloproteica sono solo alcuni dei nomi delle diete iperproteiche ad oggi più diffuse. Ma cosa significa esattamente questo termine? Per dieta iperproteica si intende un particolare regime alimentare caratterizzato da un elevato consumo di proteine e grassi, abbinato a un ridotto apporto di carboidrati.

Il fabbisogno giornaliero di proteine raccomandato dai L.A.R.N. (Livelli di Assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana 2014) per un soggetto adulto (uomo o donna) si attesta a 0,9 g di proteine/kg di peso. La ripartizione delle calorie nella dieta Mediterranea prevede un massimo del 15% delle calorie sull’apporto giornaliero provenienti dalle proteine. La dieta iperproteica, invece, prevede un apporto nettamente superiore, nell’ordine del 30/35%. Ciò significa che almeno un terzo degli alimenti consumati in un giorno possiede un elevato apporto proteico.

Le proteine rappresentano i mattoni indispensabili per costruire e ristrutturare le cellule dei tessuti e degli organi del nostro corpo. Costituiscono gli anticorpi, gli enzimi che intervengono in tutte le reazioni cellulari, gli ormoni e le molecole di trasporto dell’ossigeno e di deposito del ferro. Non è un caso che proprio loro siano il secondo costituente dell’organismo (dopo l’acqua) e rappresentino circa il 12-15% della massa corporea.

Come Funziona la Dieta Oloproteica?

Come detto in precedenza, la dieta oloproteica si sviluppa in tre fasi distinte di cui, la più importante, dura massimo 21 giorni. In ognuna di queste fasi ci sono alimenti consentiti e altri che, invece, vengono vietati.

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Trattandosi di una dieta ipocalorica, la dieta oloproteica deve essere sempre pianificata insieme a un medico o nutrizionista tenendo conto di una serie di fattori personali e fisici. A livello generale, possiamo comunque riassumere il funzionamento della dieta oloproteica con questo schema:

  • Consumo ridotto di carboidrati, compreso tra 10 e 20 grammi al giorno e derivanti esclusivamente da fruttosio contenuto nella frutta o nella verdura.
  • Consumo limitato di lipidi, in misura massima di 10 grammi provenienti dall’olio extra vergine di oliva.
  • Introduzione di proteine provenienti per il 50% dal regime alimentare (proteine animali o proteine vegetali) e per il restante 50% da integratori.
  • Utilizzo di aminoacidi e proteine purificate.
  • Integrazione di sali minerali alcalinizzanti e di specifici sali minerali come magnesio, potassio e calcio.
  • Integrazione con omega-3.

La durata massima della dieta oloproteica è di 21 giorni per la prima fase e 42 giorni per la seconda. Lo svolgimento deve avvenire previa consultazione e prescrizione medica.

Fasi della Dieta Oloproteica

La dieta oloproteica si articola in tre fasi principali:

  • Fase di Attacco (21 giorni): In questa fase iniziale, si riduce drasticamente l’assunzione di carboidrati per attivare un processo di chetosi controllata. Dura circa 21 giorni ed è la fase in cui si perde la maggior parte del peso corporeo. Proprio come nelle diete proteiche, le proteine sono alla base dell’alimentazione quotidiana di cui il 50% viene assunto tramite integratori e aminoacidi e il restante 50% da alimenti come carne bianca (pollo e fesa di tacchino), pesce, bresaola e uova.
  • Fase di Transizione (42 giorni): Gradualmente si reintroducono i carboidrati, seguendo i principi della dieta mediterranea, per consolidare i risultati.
  • Fase di Riequilibrio Metabolico: Qui si adotta una dieta leggermente ipocalorica, mantenendo sempre il focus sulla qualità alimentare.

Alimenti Consentiti e da Evitare

A onore del vero, non esiste un menu settimanale “standard” e questo è dovuto al fatto che, come detto, molto è a discrezione del medico che prescrive e conduce la dieta.

Alimenti Consentiti

Alcuni degli alimenti consentiti nella dieta oloproteica sono:

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  • Proteine Magre: carne, a scelta tra manzo magro, vitello magro, coniglio magro, pollo senza pelle, tacchino senza pelle, maiale magro.
  • Pesce: a scelta tra alici, aragosta, carpa, cefalo, cernia, corregone, dentice, gamberi, luccio, merluzzo, nasello, palombo, pesce persico, pesce spada, razza, rombo, salmone fresco, salpa, sarda, San Pietro, sarago, sgombro, sogliola, spigola, tonno fresco.
  • Molluschi: a scelta tra calamaro, seppia, polpo.
  • Affettati: 100g a scelta tra bresaola, prosciutto cotto magro, prosciutto crudo magro, affettato di pollo o tacchino arrosto. Da usare, ad esempio, come spuntini proteici.
  • Uova: uova o albume d’uovo.
  • Verdure: agretti, asparagi, bieta, broccoletti, broccolo a testa, carciofi, cavolfiore, cavolo broccolo verde, cavolo cappuccio o verza, cetrioli, cicoria, finocchi, fiori di zucca, foglie di rapa, funghi, indivia o scarola, lattuga, melanzane, radicchio, ravanelli, rucola, scarola, sedano, spinaci, zucchine.
  • Grassi Sani: Olio extravergine di oliva.
  • Integratori: Fibre, potassio, magnesio.

Alimenti da Evitare

Sono invece da evitare, o ridurre drasticamente, i seguenti alimenti:

  • Carboidrati: Limitati a piccole quantità provenienti da verdure. Pane, pasta, riso.
  • Patate, frutta e legumi.
  • Zuccheri e Bevande Alcoliche: Da eliminare completamente. Dolci (da eliminare completamente).
  • Formaggi grassi.

Esempio di Menù Giornaliero

Il seguente menù esemplificativo e generico della prima fase della dieta oloproteica prende in considerazione un uomo adulto, alto 175 cm e dal peso iniziale di 100 kg.

Sulla base di queste indicazioni, possiamo calcolare il suo fabbisogno proteico che sarà pari a 150 grammi (1,5*100). Le proteine andranno assunte secondo due modalità: 70 grammi derivano dall’alimentazione distribuita in tre pasti (colazione, pranzo e cena); e gli altri 70 grammi derivano da integratori alimentari consigliati dal medico o nutrizionista.

  • Colazione: Integratore aminoacidico-proteico. Un pasto completo e ideale per la dieta oloproteica potrebbe includere un piatto di bresaola di 60 grammi.
  • Pranzo: Integratore aminoacidico-proteico + verdure + olio extravergine di oliva. Una fettina da 100 grammi di petto di pollo ai ferri.
  • Cena: Una pietanza proteica (carne magra, pesce, uova, ecc.) + verdure + olio extravergine di oliva. Un filetto di merluzzo da 100 grammi.
  • Spuntino (in caso di fame): Cetrioli o finocchi.

Verdure ed eventuali carboidrati si possono integrare secondo le indicazioni del medico.

Vantaggi e Controindicazioni della Dieta Oloproteica

L’applicazione di tutte le regole sino a qui descritte consente agli individui che adottano una dieta oloproteica di stimolare la distruzione dei grassi agendo a livello ormonale. L’obiettivo di questo regime alimentare è diminuire la sintesi di insulina e aumentare la sintesi di GH, l’ormone della crescita che stimola la mobilizzazione dei grassi e il loro utilizzo come fonte energetica.

Vantaggi

Adottare la dieta oloproteica offre numerosi vantaggi:

  • Perdita di Peso Rapida: Si possono perdere fino a 10 kg in un mese.
  • Controllo dell’Appetito: Dopo le prime 48 ore, la fame è notevolmente ridotta.
  • Mantenimento della Massa Magra: Le proteine aiutano a preservare il tono muscolare.
  • Effetto Lipolitico: Riduce efficacemente le adiposità localizzate.
  • Riduzione della ritenzione idrica e i problemi legati alla sindrome premestruale.
  • Prevenzione delle condizioni patologiche legate all’obesità o alla sindrome metabolica.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Data la particolarità e la ristrettezza del tipo di alimentazione, la dieta oloproteica può avere conseguenze ed effetti collaterali legati per lo più alla chetosi e alla grande riduzione calorica.

La dieta oloproteica non è adatta a tutti. Le categorie a rischio includono:

  • Persone con insufficienza renale, cardiaca o epatica.
  • Diabetici di tipo 1.
  • Donne in gravidanza o in fase di allattamento.
  • Soggetti con neoplasie.
  • Disturbi psichiatrici.

Effetti collaterali come stitichezza e meteorismo sono comuni, ma tendono a risolversi dopo i primi giorni.

Per tutti questi motivi, la dieta oloproteica è assolutamente vietata alle donne in stato di gravidanza o in fase di allattamento. Mentre, per tutti gli altri casi, è solo il medico competente a poterla prescrivere.

Dieta Oloproteica e Attività Fisica

In ogni caso, come visto, non viene fatta menzione di alcuna attività fisica a completamento e integrazione di questo regime alimentare. Al di là della dieta, quindi, per mantenersi in forma e garantirsi un benessere reale e duraturo, è necessario prestare attenzione alle proprie abitudini quotidiane.

È consigliato evitare sport ad alta intensità durante la dieta oloproteica. Attività fisiche leggere, come camminate, sono invece raccomandate. Per gli sportivi, è essenziale integrare potassio e magnesio, specialmente nei mesi caldi.

Studio Clinico: Dieta Chetogenica a Bassissimo Contenuto Calorico seguita da Dieta Mediterranea Ipocalorica

Uno studio ha esaminato l'impatto di un programma dietetico riabilitativo in due fasi su 73 pazienti obesi. La Fase I prevedeva 3 settimane di Dieta Oloproteica (chetogenica a bassissimo contenuto calorico, <500 kcal/giorno), seguita da 6 settimane di Dieta Mediterranea ipocalorica (ipo-MD) a basso indice glicemico (25-30 kcal/giorno per kg di peso corporeo).

  • Fase I (OD): La Dieta Oloproteica rappresenta una implementazione della PSMF (protein-sparing modified fast, digiuno modificato per il risparmio proteico) elaborata da Blackburn all’inizio degli anni 70 e recentemente adattata da differenti gruppi di ricercatori italiani come terapia per il trattamento dell’obesità grave e complicata. Durante la fase di Dieta Oloproteica, ai pazienti è stato chiesto di seguire una dieta molto ipocalorica (<500 kcal/giorno) a base di proteine che fornisce circa 10-20 g di carboidrati e lipidi al giorno. Il contenuto proteico giornaliero totale della Dieta Oloproteica è stato impostato a 1,4 g per chilogrammo di peso corporeo ideale. Metà di questa assunzione di proteine è stata fornita attraverso la somministrazione di una formulazione liquida contenente una quota fissa (1:6.5) di aminoacidi essenziali.
  • Fase II (ipo-MD): Durante la fase ipo-MD, ai pazienti è stata prescritta una dieta ipocalorica equilibrata, che fornisce 25-30 kcal / kg di peso corporeo ideale al giorno (54% dai carboidrati, il 18% di energia da proteine e il 28% dai grassi [saturi, <7%]). In particolare, sono stati consumati il più possibile alimenti integrali, a basso indice glicemico.

Risultati dello Studio

Entrambe le fasi hanno ridotto il grasso viscerale, migliorato i livelli di enzimi epatici e GH, la pressione sanguigna ed il metabolismo glucidico e lipidico. Tuttavia, la dieta ipo-MD ha portato ad un ri-aumento di lipidi nel sangue e dei parametri di tolleranza al glucosio. Le variazioni di adiposità viscerale e delle variabili legate al controllo glicemico sono state più consistenti nei pazienti con sindrome metabolica. Tuttavia in questi pazienti la dieta ipo-MD non ha comportato un ri-aumento dei parametri relativi al metabolismo glucidico.

Tabella Riassuntiva dei Risultati dello Studio

Parametro Effetto della Dieta Oloproteica (Fase I) Effetto della Dieta Mediterranea Ipocalorica (Fase II)
Grasso Viscerale Riduzione Riduzione
Livelli di Enzimi Epatici Miglioramento Miglioramento
Ormone della Crescita (GH) Miglioramento Miglioramento
Pressione Sanguigna Miglioramento Miglioramento
Metabolismo Glucidico e Lipidico Miglioramento Miglioramento
Lipidi nel Sangue - Aumento (rispetto alla Fase I)
Tolleranza al Glucosio - Peggioramento (rispetto alla Fase I)

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