Il reflusso gastroesofageo affligge quasi 25 italiani su 100, spesso a causa di cattive abitudini alimentari. Quando ha carattere cronico, il reflusso gastroesofageo è dovuto a un malfunzionamento del cardias, ossia la valvola che, posta tra esofago e stomaco, impedisce la risalita del cibo proprio da quest'ultimo.
E attenzione: se il reflusso viene sottovalutato costituisce il principale fattore di rischio per l’esofago di Barrett o il tumore esofageo. L’esofago di Barrett è un disturbo di per sé asintomatico, che tuttavia spesso si presenta nei pazienti affetti dal reflusso gastroesofageo. Negli Stati Uniti l’esofago di Barrett colpisce l’uno per cento circa degli adulti; l’età media alla diagnosi è di 50-60 anni, ma capire quand’è comparso il problema di solito è difficile.
Sintomi del Reflusso Gastroesofageo
Bruciori di stomaco o dietro lo sterno, acidità, rigurgito, senso di digestione lenta e faticosa sono i sintomi più evidenti e tipici del reflusso gastroesofageo. Esistono anche sintomi atipici, non sempre presenti, che si manifestano nel 15 per cento dei pazienti: tosse stizzosa, sensazione di un corpo estraneo in gola, difficoltà respiratorie, disfonia.
Chi soffre di reflusso acido spesso avverte in gola il sapore di ciò che ha mangiato o bevuto in precedenza. Quando il reflusso acido raggiunge le pareti dell’esofago può causare una sensazione di bruciore di stomaco o di bruciore alla gola (bruciore di stomaco o indigestione).
Cause del Reflusso Gastroesofageo
Spesso la causa è la presenza di un’ernia iatale che causa un malfunzionamento del cardias, la valvola che si apre per far passare il cibo quando mangiamo e si chiude subito dopo che questo ha raggiunto lo stomaco. Tra i fattori che possono pregiudicare il funzionamento del cardias, rientrano condizioni come l'obesità, il fumo di sigaretta, l'ernia iatale, l'asma, l'assunzione costante di certi medicinali, la gravidanza, lo stress e un'alimentazione poco salutare. Direi con lo stile di vita in generale.
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Le grandi abbuffate per frenare i morsi della fame, dovuti a un digiuno prolungato, rappresentano, per le persone con reflusso gastroesofageo, una delle principali ragioni di comparsa della sintomatologia. Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, un errore molto comune che può scatenare la sintomatologia è andare a letto poco tempo dopo il pasto, quindi con la cosiddetta “pancia piena”. L'eccessiva presenza di grasso a livello addominale comporta una pressione intraddominale più elevata del normale.
Esistono numerose cause di reflusso gastroesofageo. Il sovrappeso, soprattutto se caratterizzato da depositi di grasso addominale, può avere un ruolo importante. Infatti, l’accumulo di grasso comporta un aumento della pressione all’interno del compartimento addominale e quindi dello stomaco, che tende a spingere il contenuto gastrico verso l’alto. Altre condizioni che possono contribuire alla malattia da reflusso gastroesofageo sono rappresentate da: fumo di sigaretta, alcune malattie neurologiche autoimmuni, assunzione cronica di alcuni farmaci, stress.
Uscendo dall'ambito dietetico-alimentare, un altro importante fattore capace di scatenare il fenomeno del reflusso gastroesofageo è il fumo di sigaretta.
Alimenti Consigliati e da Evitare
Tra i cibi da evitare si segnalano: cioccolato, carni grasse, tè, bevande gassate, agrumi. Tra i nemici giurati di chi soffre di reflusso gastroesofageo rientrano gli intingoli e soprattutto gli alimenti ricchi di grassi (es: fritti, carni rosse grasse, formaggi grassi, troppo olio ecc.); questi, infatti, permangono nello stomaco a lungo (perché richiedono molto tempo per la digestione), inducono un'ingente produzione di succhi gastrici (sempre per motivi legati alla digestione) e, infine, riducono il tono muscolare del cardias.
Sì invece a: verdura, legumi, frutta (esclusi gli agrumi), olio extravergine di oliva, pane integrale. I cereali integrali a basso contenuto di grassi sono consigliati. L'ingente quantità di fibre dei cereali integrali assorbe i succhi gastrici dello stomaco, rendendo meno probabile il fenomeno del reflusso gastroesofageo.
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Gli italiani assumono poca frutta e verdura e sempre meno alimenti integrali e legumi mentre aumenta l’utilizzo di bevande zuccherate e gassate soprattutto tra i più giovani, il cui stile di vita prevede anche abitudini non salutari come il fumo e l’utilizzo di alcolici e, per questi motivi, sono sempre più esposti a sovrappeso e obesità.
Consigli Dietetici e Comportamentali
Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all’organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione)dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato. L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione.
- Smettere di fumare.
- Evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti.
- Alzare la parte anteriore del letto di 10-15 cm, in quanto aiuta a mantenere l’esofago in posizione verticale anche quando si è sdraiati e impedisce quindi la risalita di materiale acido dallo stomaco.
I consigli igienico-alimentari che riguardano le malattie dell'esofago, in realtà, si riferiscono fondamentalmente alla malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE). La MRGE è una malattia cronica e potenzialmente recidivante, pertanto l'alimentazione specifica non dev'essere considerata una terapia transitoria, bensì una condizione permanente.
La malattia da reflusso gastro-esofageo si associa frequentemente ad un altro disturbo, o meglio, ad un'alterazione anatomica che tende a peggiorare i sintomi e le relative complicanze: l'ernia iatale; quest'ultima altro non è che un'invaginazione (una specie di "risucchio") della porzione gastrica superiore (parte cardiaca) al di sopra del diaframma, dove dovrebbe terminare l'esofago. L'ernia iatale, la MRGE e le relative complicanze sono strettamente correlate alle condotte alimentari inappropriate, al sovrappeso e soprattutto all'obesità viscerale; ne deriva che, nell'eventualità che i soggetti affetti da MRGE ed ernia iatale si caratterizzino per un eccesso di adipe o di grasso viscerale, il primo accorgimento dietetico utile a correggerne l'alimentazione è la RIDUZIONE ENERGETICA COMPLESSIVA.
In sintesi, è importante considerare:
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- Il consumo di colazioni, pranzi e cene molto poco abbondanti, in quanto l'eccesso favorisce sia la comparsa che la cronicizzazione dei sintomi.
- La riduzione drastica (meglio l'abolizione) delle spezie, del tè e del caffè; questi condimenti/alimenti favoriscono sia l'acidità che il riversamento del contenuto gastrico all'interno dell'esofago.
- L'eliminazione delle componenti che RIDUCONO il tono dello SFINTERE ESOFAGEO INFERIORE peggiorando il contenimento gastrico e facilitando il reflusso; sono rispettivamente: il cacao e/o il cioccolato, il fumo di sigaretta e la menta.
- NB. E' invece CONSIGLIATO l'utilizzo di chewin-gum in quanto può facilitare la clearance esofagea stimolando la salivazione e la frequenza della deglutizione.
Opzioni Terapeutiche
La terapia medica si basa sull’assunzione di farmaci che bloccano la produzione di acido a livello gastrico, in modo che il materiale che ritorna in esofago non abbia caratteristiche nocive per la mucosa esofagea. Si tratta di una terapia con efficacia al 95 per cento, priva di effetti collaterali anche se i medicinali vengono assunti per lungo tempo.
La correzione endoscopica del cardias mira a ristabilire un funzionamento corretto del cardias utilizzando suturatrici particolari e innovative, introdotte per via orale sotto guida endoscopica, che ricostruiscono la naturale barriera anti-reflusso in modo simile alla chirurgia, con risultati equiparabili, ma con un intervento più veloce, con meno complicanze e una migliore tolleranza dei pazienti, che recuperano più velocemente.
Trattamento dell'Esofago di Barrett
I pazienti cui viene diagnosticata la condizione vengono trattati in base al grado di displasia rilevato a seguito della biopsia, ossia la verifica della presenza di cellule precancerose; può essere necessario sottoporsi a varie biopsie, perché una potrebbe non essere sufficiente a individuare le cellule displastiche.
Esistono diverse opzioni terapeutiche:
- Terapia fotodinamica: Utilizza un agente fotosensibilizzante e un raggio laser per uccidere le cellule precancerose e cancerose.
- Terapie endoscopiche: I tessuti di Barrett vengono distrutti, oppure viene rimossa la parte di mucosa displastica o contenente il tumore. Lo scopo della terapia è quello di permettere alle cellule normali dell’esofago di prendere il posto di quelle distrutte o rimosse.
- Intervento chirurgico: Effettuare l’intervento entro breve tempo dalla diagnosi di displasia grave o di tumore è la soluzione ottimale per il paziente. L’asportazione chirurgica della maggior parte dell’esofago è consigliabile solo per pazienti, affetti dall’esofago di Barrett con displasia grave o tumore, che siano in grado di tollerare l’intervento chirurgico.
La malattia da reflusso gastroesofageo può comportare delle complicanze quali esofagite, ulcera esofagea e metaplasia di Barrett; pertanto è importante rivolgersi al proprio medico per effettuare una diagnosi, indagare le cause e valutare la necessità di intraprendere una terapia farmacologica.