La steatorrea è una condizione caratterizzata dalla presenza eccessiva di grassi nelle feci, spesso causata da problemi di malassorbimento. La dieta gioca un ruolo cruciale nella gestione di questa condizione, aiutando a ridurre i sintomi e a migliorare l'assorbimento dei nutrienti.
Cause e Sintomi della Steatorrea
La steatorrea può essere causata da diverse condizioni mediche, tra cui:
- Pancreatite Cronica (PC): Un processo infiammatorio cronico che determina mutazioni involutive morfologiche e strutturali del pancreas, con Insufficienza Pancreatica Esocrina (IPE).
- Malattie Infiammatorie Intestinali (IBD): Come la Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn, che possono compromettere l'assorbimento dei nutrienti.
- Celiachia: Una reazione autoimmune al glutine che danneggia l'intestino tenue.
- Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS): Che può causare malassorbimento e alterazioni della motilità intestinale.
- Deficit di Lipasi Pancreatiche: Che si manifesta con feci grasse, contenenti i grassi indigeriti assunti con la dieta (trigliceridi).
I sintomi della steatorrea includono:
- Feci chiare, soffici, pastose e maleodoranti.
- Difficoltà ad espellere le feci, che tendono ad aderire ai lati del water o a galleggiare.
- Perdita di peso.
- Gonfiore addominale e meteorismo.
- Carenze nutrizionali.
Dieta per la Steatorrea: Principi Generali
Lo scopo di un intervento nutrizionale, nei pazienti affetti da Pancreatite Cronica (PC), è quello di correggere la malnutrizione, più frequente tra i Pazienti con un BMI<18 o sottopeso, dovuta sia allo stato ipermetabolico, tipico delle malattie croniche, che a una malnutrizione/mal digestione causata dalla diminuita funzione esocrina pancreatica, dall’insufficiente secrezione di bicarbonati nel duodeno, con conseguente inattivazione degli enzimi e degli acidi biliari, a causa dell’aumentata acidità gastrica.
Il deficit di micronutrienti contribuisce a una ridotta capacità antiossidante, con aumento dei danni correlati allo stress ossidativo. Il deficit di vitamine liposolubili (Vitamine A, D, E, K), di sali minerali e oligoelementi può correlare non solo alla severità della steatorrea, ma anche a una dieta che non fornisce il giusto apporto di tali nutrienti. In particolare, la carenza di vitamina E, zinco, vitamina B12, magnesio e calcio è stata documentata in Pazienti con PC. Il 25% dei Pazienti affetti da PC presenta inoltre osteopenia e/o osteoporosi.
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Ecco alcuni principi generali da seguire:
- Ridurre l'assunzione di grassi: Non vi sono evidenze che una dieta con ridotto apporto lipidico sia in grado di migliorare significativamente la steatorrea e/o la sua sintomatologia. La riduzione dell’assunzione di lipidi potrebbe ulteriormente ridurre l’assorbimento delle vitamine liposolubili.
- Frazionare i pasti: In coloro che subiscono una resezione importante sopraggiunge di frequente la sindrome da stomaco piccolo, che limita sensibilmente l'intake alimentare a causa del senso di pienezza precoce o dolore. Questa complicazione può essere aggirata strutturando una dieta "aperta" (non limitante), con pasti molto piccoli e ben frazionati nella giornata.
- Integrare gli enzimi pancreatici: Un’adeguata terapia enzimatica (40-50.000 U lipasi per ogni pasto, 25.000 U per ogni spuntino) ha un ruolo fondamentale nel ridurre la maldigestione e la malnutrizione, ottimizzando l’assorbimento dei macro e micronutrienti, riducendo la steatorrea e migliorando la qualità di vita del Paziente.
- Evitare cibi che fermentano: Chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile deve evitare di mangiare i cibi che, “fermentando”, favoriscono la comparsa dei sintomi.
Alimenti Consentiti
- Carboidrati: Le fonti principali di carboidrati a basso indice glicemico-insulinico devono essere le leguminose decorticate e i cereali raffinati, meglio se in ricette brodose.
- Carne magra: La carne dovrà essere magra e poco fibrosa, è quindi opportuno tritarla o sminuzzarla , per renderla il più possibile di facile digestione.
- Frutta: Consumarne massimo due porzioni al giorno e sempre sbucciata. Prediligere mele, pere, albicocche, agrumi, meloni e mirtilli.
- Verdure: Patate, per il loro potere remineralizzante e protettivo delle mucose. Le verdure sono più digeribili se cotte, passate o a purè, è preferibile usare verdure povere di fibre quali patate, carote, zucchine, fagiolini privati dei semi e dei fili mentre per le verdure crude si possono utilizzare pomodori privati dei semi e della buccia, cuori di radicchio ed insalata.
- Grana Padano DOP: In quanto non contiene lattosio e può essere un ottimo sostituto di un secondo piatto a base di carne o uova, da consumare anche giornalmente grattugiato (un cucchiaio-10 grammi) per insaporire i primi piatti o i passati di verdura al posto del sale.
- Yogurt: Una tazza di yogurt al mattino è molto utile: questo alimento, infatti, contiene batteri sani, in particolare Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, benefici per l'intestino. Nella scelta dello yogurt, è meglio evitare varianti addolcite con zuccheri artificiali come la saccarina e il sucralosio, in grado di alterare la flora batterica intestinale.
Alimenti Vietati o da Limitare
- Cibi ricchi di grassi: Troppi alimenti fritti o che contengono margarine ed oli di origine tropicale sottoposti a lavorazione.
- Alimenti che fermentano (FODMAP): Eliminando per 21 giorni i cibi Fodmap può migliorare l’intera sintomatologia. Sono alimenti ricchi di zuccheri che, una volta digeriti, restano nell’intestino richiamando acqua.
- Alcol: Il Paziente alcolista può presentare una malnutrizione causata dall’assunzione di alcol come principale fonte energetica.
- Carne grassa e insaccati: Sono vietate le carni grasse, la cacciagione e gli insaccati con esclusione del prosciutto crudo, prosciutto cotto e bresaola.
- Bevande: Caffè, tè e cioccolata sono le bevande con cui generalmente si inizia la giornata. Fann spesso parte della colazione e vengono accompagnati da cereali. Ebbene, queste tre bevande non sarebbero benefiche per l'intestino.
- Alimenti industriali: Evitare ciambelle o merendine industriali, fritte e ricche di grassi. I waffle e le frittelle sono tradizionalmente preparati con cereali raffinati, come le farine di grano e orzo.
Consigli Aggiuntivi
- Cottura: Cuocere con sistemi indiretti, ad esempio la bollitura, la cottura a vapore, la cottura in pressione, la cottura a bagnomaria, la cottura sottovuoto e la cottura in vaso.
- Nitriti: Per moderare l'introduzione di nitriti, consumare soprattutto frutta ed ortaggi di stagione evitando quelli di serra, togliervi il gambo, le foglie esterne e il picciolo; lavarle sempre accuratamente.
- Idratazione: Durante la fase acuta (colica), le raccomandazioni dietetiche cambiano! Si consiglia di prediligere una dieta “idrica”, cioè volta principalmente a garantire il reintegro dei liquidi e dei sali minerali.
- Attività fisica: Abbandonare la sedentarietà!
Tabella degli Alimenti Consigliati e da Evitare
| Categoria | Alimenti Consigliati | Alimenti da Evitare |
|---|---|---|
| Carboidrati | Leguminose decorticate, cereali raffinati | Zuccheri semplici |
| Proteine | Carne magra (tritata o sminuzzata) | Carni grasse, cacciagione, insaccati |
| Frutta | Mele, pere, albicocche, agrumi, meloni, mirtilli (sbucciata) | - |
| Verdure | Patate, carote, zucchine, fagiolini (cotte e povere di fibre) | Verdure crude ricche di fibre |
| Latticini | Grana Padano DOP, yogurt (senza zuccheri aggiunti) | Latticini contenenti lattosio |
| Grassi | - | Alimenti fritti, margarine, oli tropicali |
| Bevande | Acqua | Caffè, tè, cioccolata |
Disclaimer: Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare. Attenzione all’automedicazione.
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