L'alimentazione riveste un ruolo importantissimo nella vita quotidiana e, se da una parte mangiar bene dovrebbe essere una regola per tutti, questo aspetto gioca un ruolo ancor più significativo per chi pratica sport. Le abitudini alimentari sono tra i maggiori determinanti della salute e in gran parte dei Paesi nel mondo parte della popolazione soffre di uno o più problemi legati alla malnutrizione: per difetto (per carenza acuta o cronica di micronutrienti) o per eccesso (energetico, di zuccheri e grassi e per carenza di micronutrienti importanti).
Negli ultimi anni, sempre più uomini si rivolgono ai nutrizionisti, non necessariamente in sovrappeso o in cerca del loro peso-forma, ma piuttosto determinati a stare bene e quindi a controllare i fattori di rischio. È segno che qualcosa è cambiato e che alimentazione non è solo dieta (privazione), né qualcosa che interessa solo la popolazione femminile. Alimentazione è uno stile di vita e uno strumento anche per l’uomo che vuole prendersi cura di sé.
Differenze Fisiologiche e Nutrizionali tra Uomo e Donna
È importante riconoscere che uomo e donna sono fisiologicamente diversi, hanno bisogni diversi, fattori di rischio diversi e anche un approccio culturale all’alimentazione profondamente diversi. Gli uomini sono molto meno informati e arrivano dal nutrizionista sostanzialmente “a digiuno”, senza aver mai davvero pensato a quello che mettevano nel piatto. Al contrario le donne sono quasi sempre cresciute a “pane e dieta” e quando arrivano dal nutrizionista le hanno già provate tutte! Se le donne cercano il peso-forma, per sentirsi bene e accettate a livello sociale, gli uomini invece arrivano nel mio studio perché vogliono ridurre il colesterolo, la pressione, la glicemia. Non cercano il peso-forma, ma hanno capito che oltre ai farmaci è necessario cambiare stile di vita, facendo attività fisica e migliorando l’alimentazione.
Patologie Maschili Correlate all'Alimentazione
Nella maggior parte dei casi le malattie sono le stesse per gli uomini e per le donne, tuttavia i sintomi, il decorso e la risposta ai trattamenti possono essere anche molto diversi. Ci sono patologie che colpiscono maggiormente il genere maschile, come ad esempio le patologie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, l’obesità, le patologie del tratto gastrointestinale, la steatosi epatica e anche alcuni tipi di tumore, in particolare il tumore al colon, alla prostata e al polmone. Sono patologie molto diverse tra loro, ma hanno un denominatore comune: sono tutte strettamente correlate all’alimentazione e allo stile di vita.
Consigli Alimentari Specifici per l'Uomo
- Attenzione al sale: Il consumo eccessivo di sale da cucina (sodio cloruro), si sa che contribuisce ad aumentare il fattore di rischio cardiovascolare e di tumore allo stomaco. L’uomo, ancora più della donna, tende a mangiare troppo, fino al doppio del livello massimo (5 g) giornaliero suggerito dal Ministero della Salute per mantenersi in salute. Attenzione ai formaggi perché sono ricchi di sale e grassi saturi. Con una normale pizza al prosciutto cotto si assumono in media 10 g di sale, pari al doppio dell’introito massimo suggerito dal Ministero della Salute.
- Moderare il consumo di carne rossa: Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, consumare quotidianamente una porzione di carne conservata (50 g) aumenta del 18% in media il rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto, mentre una porzione di carni rosse (100 g) lo aumenta del 17%. Il maggior rischio di tumore del colon nell’uomo potrebbe essere correlato a una sua maggiore propensione al consumo di carni rosse rispetto alle donne. Per carni rosse si intendono, oltre al manzo, anche la carne di agnello, di maiale.
- Moderare il consumo di alcolici: Che sia vino, birra, superalcolici o softdrink, sta di fatto che all’uomo piace bere alcolici, sostenuto anche da una cultura, non solo italiana, in cui si è più “macho” quando si ha un bicchiere in mano. Suggerimento: “Al ristorante impariamo a chiedere al cameriere di portare il vino o la birra con l’arrivo della portata principale e non appena seduti.
- Non eccedere con i carboidrati se si pratica sport: Gioca a calcetto, a basket, va in piscina oppure corre. Sicuramente l’uomo tende ad essere più in movimento e sportivo della donna, e questo è un bene. Tuttavia, proprio per questo motivo troppo spesso si sente giustificato a mangiare di più e ad eccedere con pasta, pane, dolci e carboidrati in generale “perché ha bisogno di energia, tanto brucia in palestra”. A meno che non sia un professionista o un vero agonista, nella maggior parte dei casi non è necessario aumentare le quantità e soprattutto aggiungere energia libera con carboidrati.
Alimenti Consigliati nella Dieta Maschile
- Verdure: Tutte le verdure, a seconda della stagione, sono una fonte importante di micronutrienti essenziali per la salute. L’Agenzia Italiana contro il Cancro (IARC) suggerisce di assumerne 5 porzioni al giorno.
- Frutta secca: Noci, nocciole, arachidi, pistacchi, mandorle e anacardi, sono un’importante fonte di grassi insaturi e quindi possono aiutare a controllare il livello di colesterolo nel sangue e quindi ridurre il rischio cardiovascolare. Per l’alto valore calorico, è però bene non esagerare nelle porzioni.
- Legumi: Dovrebbero comparire nel menù settimanale di ogni uomo almeno 4 volte alla settimana, perché aiutano a ridurre le condizioni di rischio più frequenti: sovrappeso, ipercolesterolemia, iperglicemia, ipertensione. «I legumi possono rappresentare la fonte principale di proteine in una dieta equilibrata, purché sempre abbinati a cereali, per poter garantire l’assunzione di tutti gli aminoacidi essenziali.
- Pesce azzurro: Il pesce azzurro è molto ricco di grassi insaturi omega-3 che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo “cattivo”, ed è un’ottima fonte di proteine e micronutrienti come potassio, fosforo e selenio.
- Uova: Le uova sono una buona fonte di vitamine liposolubili (A, D, E, K) ed anche di proteine. Non bisogna esagerare, perché sono anche ricche di grassi saturi.
Esempio di Menù Settimanale Nutrizionista
Seguire un "menù settimanale nutrizionista" significa avere la giusta combinazione di cibi e nutrienti che sono in grado di fornire al nostro organismo gli elementi necessari per il suo corretto funzionamento, mantenendo un equilibrio tra i nutrienti e limitando l’assunzione di alimenti poco salutari. Un “menù settimanale nutrizionista” corretto, deve includere al suo interno una varietà di cibi e nutrienti cosi da poter garantire un apporto sufficiente di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali. Inoltre, deve tener conto delle singole esigenze, cosi da poter essere personalizzato.
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I menù settimanali vengono spesso utilizzati nelle scuole, nelle aziende, negli ospedali e nei ristoranti per garantire una dieta sana e equilibrata. Adottare un menù settimanale nutrizionista consente di facilitare l’organizzazione, ridurre i costi delle materie prime e garantire una varietà di piatti gustosi e gourmet.
Dieta Mediterranea: Un Esempio di Menù Settimanale
La dieta mediterranea rappresenta un regime alimentare equilibrato. Lo scopo è quello di avere una dieta settimanale che tende a favorire uno stile di vita sano ed equilibrato. Questo tipo di dieta aiuta a prevenire le malattie croniche, come le malattie cardiovascolari, il diabete, alcuni tipi di cancro e l’obesità. La dieta mediterranea è caratterizzata da un menù settimanale dove abbiamo un alto consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e frutta secca, e da un consumo moderato di carne, prodotti caseari e vino rosso.
Alla base della piramide alimentare, nello specifico caso di un menu settimanale nutrizionista per la dieta mediterranea, troviamo un alto consumo di alimenti vegetali come verdure, frutta, cereali integrali e legumi. Subito dopo gli alimenti vegetali, abbiamo un consumo moderato di pesce e frutti di mare, carni bianche, uova e latticini, infine troviamo il consumo limitato di carni rosse, dolci e bevande zuccherate. In cima alla piramide si trova l’olio d’oliva, che rappresenta la fonte principale di grassi.
La ripartizione calorica dei macronutrienti nella dieta mediterranea prevede una distribuzione equilibrata dei macronutrienti. In generale, la dieta mediterranea prevede un’assunzione di: 50-60% delle calorie sotto forma di carboidrati, il 15-20% delle calorie sotto forma di proteine, 25-35% delle calorie sotto forma di grassi.
Frequenza di Consumo degli Alimenti nella Dieta Mediterranea
- Frutta e verdura: Almeno 5 porzioni al giorno, presenti in tutti i pasti principali con una maggiore quantità di verdura rispetto alla frutta.
- Cereali integrali: Quotidiani, come pasta, pane, riso e altri prodotti a base di cereali integrali.
- Legumi: Almeno 2-3 volte alla settimana, come ceci, fagioli, lenticchie e piselli.
- Pesce: Almeno 2 volte alla settimana, prediligendo pesce azzurro come sardine, sgombro, acciughe e tonno.
- Carne rossa: Limitata a 1-2 volte alla settimana, preferendo la carne bianca come pollo, tacchino e coniglio.
- Uova: 2-4 volte alla settimana.
- Prodotti caseari a basso contenuto di grassi: Moderatamente, fino a 2 volte al giorno, come yogurt e formaggi freschi.
- Frutta secca: Quotidiana, ma con moderazione, a causa del loro alto contenuto calorico.
Vantaggi della Dieta Mediterranea
- Riduzione del rischio malattie cardiovascolari
- Migliore controllo del diabete
- Migliore salute mentale
- Migliore longevità
Dieta Chetogenica: Un Approccio Alternativo
La dieta chetogenica (o dieta keto) punta alla riduzione drastica di carboidrati e all’aumento dell’assunzione di grassi. In questo modo, si porta l’organismo in uno stato di chetosi. La chetosi, rappresenta uno stato metabolico, in cui il corpo utilizza i grassi come fonte principale di energia, invece di utilizzare i carboidrati. Questo, è un processo che l’organismo attua, quando non ha abbastanza carboidrati per produrre energia e quindi inizia a produrre chetoni a partire dai grassi.
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Nella dieta chetogenica, il “menù settimanale nutrizionista”, è strutturato in modo tale da prediligere l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di grassi come carne, pesce, uova, formaggi, oli, avocado e noci e tende a limitare il contenuto di carboidrati come pane, pasta, cereali, frutta e zuccheri. Questo regime alimentare dunque, aiuta a migliorare notevolmente la sensibilità all’insulina, ma allo stesso tempo richiede un’attenta gestione dell’apporto di nutrienti per evitare carenze di vitamine e di minerali. Inoltre, se il piano chetogenico strutturato è anche ipocalorico aiuta ad avere una perdita di peso molto veloce.
Nella dieta chetogenica normalmente si ha un apporto calorico di gassi che rappresenta il 70-80% delle calorie totali, un apporto calorico di proteine pari al 20% delle calorie totali e un apporto calorico di carboidrati pari al 10% delle calorie totali. In termini di calorie, il tutto si traduce con 20-25 grammi di carboidrati al giorno, 1,2-1,7 grammi di proteine per kilogrammo di peso corporeo e il restante delle calorie proviene completamente dai grassi. Va sottolineato però che questo tipo di dieta non è adatta a tutti e va valutato assieme al professionista se è il regime nutrizionale più idoneo da seguire.
Consigli Utili per Seguire un Menù Settimanale Chetogenico
- Pianificare i pasti in anticipo
- Leggere le etichette degli alimenti
- Prediligere i grassi sani
- Mangiare cibi ricchi di fibre
- Bere molta acqua
- Prestare attenzione al quantitativo di proteine
- Fare attività fisica
Vantaggi della Dieta Chetogenica
- Perdita di peso
- Controllo della glicemia
- Miglioramento della salute del cuore
- Miglioramento delle prestazioni mentali
Svantaggi della Dieta Chetogenica
- Sintomi di “scarso apporto di carboidrati”
- Difficoltà a seguire la dieta
- Possibili carenze nutrizionali
- Effetti sulla funzione renale
- Effetti sulla salute intestinale
Fabbisogno Energetico in Età Adulta
Secondo la Società italiana di nutrizione umana (SINU), un uomo adulto (30-59 anni) alto 170 centimetri ha bisogno di circa 2.300-2.600 kcal al giorno. A fronte di un notevole dispendio energetico legato a professioni poco sedentarie o all’attività sportiva, può raggiungere punte anche di 3.400 kcal. Per le donne, invece, in linea di massima ne bastano tra 1.900 e 2.100, con un valore massimo che può arrivare a 2.860 kcal. Queste sono naturalmente indicazioni generali, poiché il fabbisogno energetico è molto diverso a livello individuale e occorre tenere conto dell’età, del sesso, della costituzione (peso e altezza) e, come detto, del grado di attività fisica svolta.
Consigli Generali per una Tavola in Salute
- Suddivisione dei macronutrienti: Carboidrati (55-60%), grassi (20-30%) e proteine (15-20%).
- Consumo di frutta e verdura: 5 porzioni al giorno, possibilmente di stagione e locali.
- Lettura delle etichette: Per capire cosa realmente stiamo mangiando.
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