Le intolleranze alimentari sono un problema sempre più diffuso e in costante aumento. A differenza delle allergie, le vere intolleranze alimentari non sono permanenti. Questo articolo è stato scritto per chiarire quali alimenti possono causare intolleranze e quali no, sfatando il mito delle false intolleranze alimentari.
Quando si parla di ipersensibilità, ci si riferisce sia alle allergie che alle intolleranze alimentari. Se si sospetta una reazione indesiderata a seguito dell’ingestione di uno o più alimenti, è necessario consultare il proprio medico, che valuterà l’invio a uno specialista competente. Lo specialista sarà in grado di prescrivere le indagini necessarie per formulare una diagnosi corretta.
Spesso, test non validati per la diagnosi di intolleranza alimentare vengono proposti da figure professionali non competenti, non abilitate e non autorizzate, anche non sanitarie. È fondamentale non effettuare test per intolleranze alimentari non validati scientificamente in qualsiasi struttura, anche sanitaria.
Come Riconoscere un'Intolleranza Alimentare
Se si soffre di intolleranza verso un alimento, i sintomi generalmente iniziano alcune ore dopo aver ingerito quel cibo, non immediatamente come avviene nelle allergie. Le intolleranze alimentari possono essere verificate tramite una dieta di eliminazione, che impone di eliminare l’alimento sospetto dal consumo abituale.
Le intolleranze alimentari possono causare reazioni infiammatorie più o meno intense nell’organismo. Sono condizioni causate prevalentemente da uno stile di vita inadeguato. La dieta e gli integratori possono intervenire su questi valori e ridurre i disturbi causati dall’intolleranza al lattosio.
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Intolleranza al Lattosio: Cosa Fare?
L'intolleranza al lattosio si verifica quando l'organismo non riesce a idrolizzare il lattosio, uno zucchero presente nel latte, nei due monosaccaridi da cui è formato per renderlo assorbibile dalla mucosa intestinale. Esistono diverse tipologie di intolleranza al lattosio:
- Congenito (alactasia): caratterizzato dalla totale assenza di attività lattasi.
- Secondario: causato da patologie intestinali come la celiachia, morbo di Crohn, proliferazioni batteriche intestinali, sindrome dell’intestino corto, fibrosi cistica e infezioni virali.
Il grado di intolleranza varia da persona a persona. Inoltre, i gas prodotti dalla fermentazione passando nel sangue vanno ad interagire con tutto l’organismo, compreso il cervello. In condizioni sane, gli acidi grassi prodotti dalla fermentazione del lattosio sono una fonte energetica per le cellule del colon.
Consigli utili in caso di intolleranza al lattosio:
- Seguire una dieta di esclusione del lattosio per 4 settimane.
- Se soffri di deficit secondario, è fondamentale sfiammare l’intestino prima di reintrodurre il lattosio.
- Assumere i latticini in piccole porzioni.
- Acquistare alimenti ricchi di Calcio: L’intolleranza al lattosio predispone alla carenza di Calcio perché esistono pochi cibi senza lattosio ricchi di Calcio, può causare la riduzione della densità ossea e fratture.
- Assumere integratori di enzimi digestivi con lattasi: La lattasi assunta per via orale alza la soglia di tolleranza al lattosio perché permette di digerirlo.
- Riequilibrare la flora batterica intestinale: è dimostrato che alcuni prebiotici e probiotici hanno effetti benefici sui sintomi dell’intolleranza al lattosio. In particolare L. acidophilus, S. thermophilus e L. rhamnosus danno risultati significativi.
Tuttavia, ad oggi la dieta di esclusione completa del lattosio viene consigliata solo ai soggetti allergici, in quanto favorisce lo sviluppo di carenze di micronutrienti.
I valori nutrizionali del latte cambiano in funzione del trattamento termico a cui questo viene sottoposto. Durante questi processi, se le temperature sono troppo alte si formano furosina e lattulosio, che hanno effetti irritanti e lassativi. Se riscaldi il latte, il nostro consiglio è di non farlo bollire, ma di intiepidirlo.
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Alimenti consentiti e da evitare in caso di intolleranza al lattosio:
| Alimenti senza lattosio | Alimenti che contengono lattosio |
|---|---|
| Verdure fresche, surgelate o in scatola senza latticini aggiunti | Yogurt magro bianco oppure ai gusti: fragola, pesca e albicocca, banana |
| Frutta fresca, sciroppata o congelata | |
| Formaggi a lunga stagionatura |
Nota: Quando in etichetta trovi “può contenere tracce di latte“, il prodotto è senza lattosio. È comunque sempre consigliabile controllare l’etichetta e verificare di persona, cercando i propri marchi alimentari di fiducia.
La Dieta a Rotazione: Un Approccio Disintossicante
La dieta contro le intolleranze, spesso chiamata dieta a rotazione, è un regime disintossicante che consente di perdere liquidi e grassi, stimolando il metabolismo. Questa dieta permette di scoprire eventuali intolleranze alimentari, dà il tempo di smaltire eventuali effetti tossici di alcuni cibi sull’organismo e insegna a variare i menù, elemento fondamentale per imparare a mangiare in modo più equilibrato.
Un altro punto di forza è che si tratta di un regime dimagrante di tipo qualitativo e non quantitativo. Non bisogna pesare tutto e calcolare rigidamente le calorie.
Caratteristiche e Benefici
La caratteristica fondamentale è che i cibi vanno associati secondo un criterio preciso che rispetta la loro suddivisione in famiglie biologiche o gruppi. La dieta svolge un’elevata funzione depurativa. Variare le abitudini, introducendo le diverse categorie di alimenti solo ogni 4 giorni, favorisce la disintossicazione. È noto infatti che per eliminare gli effetti tossici di un cibo, il nostro corpo necessita di un tempo che va dai 2 ai 4 giorni.
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Ha poi un grande potere dimagrante perché, oltre a favorire la perdita dei liquidi, stimola il metabolismo producendo un aumento del consumo energetico quotidiano. Consente così di perdere da 3 a 5 chili in 16 giorni. I primi chili eliminati sono costituiti prevalentemente da liquidi, segnale dell’efficacia depurativa della dieta; il successivo dimagrimento è dato, però, dallo smaltimento dei depositi di adipe, provocato dall’attivazione del metabolismo.
Per raggiungere i risultati sperati è importante che nella giornata, oltre ai tre pasti principali, siano previsti due spuntini (uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio) a base di spremute di agrumi o di succhi di frutta che si possono consumare tutti i giorni secondo le quantità previste.
Possibili Fastidi Iniziali
Dal momento che la dieta a rotazione ha un elevato potere disintossicante, è possibile che nel primo periodo in cui viene seguita provochi alcuni piccoli fastidi. Per questo motivo può essere utile tenere un diario giornaliero dei cibi consumati e degli eventuali sintomi disintossicanti. Ecco i principali segnali che possono comparire nei primi giorni della dieta:
- Bocca amara al mattino
- Cefalea
- Diarrea
- Insonnia
- Meteorismo
- Sbadigli, singhiozzo, sonnolenza, torpore
Questi eventuali effetti non devono allarmare perché sono la conseguenza della disintossicazione in corso. Qualora ci si accorgesse, grazie al diario alimentare, che nei giorni successivi al consumo di un preciso alimento (o famiglia o gruppo di alimenti) si presentano costantemente e in modo piuttosto marcato uno o più sintomi di disintossicazione, forse si è individuata una intolleranza precisa ed è necessario sottoporre il problema all’attenzione del medico curante.
Le Famiglie Biologiche e i Gruppi Alimentari
Per seguire correttamente la dieta a rotazione, è utile conoscere le principali famiglie biologiche e i gruppi alimentari:
Famiglie Biologiche:
- Graminacee: avena, bambù, canna da zucchero, farro, grano, grano saraceno, mais, malto, miglio, orzo, riso, segale.
- Rosacee: albicocche, ciliegie, cotogne, fragole, lamponi, mandorle, mele, more, nespole, pere, pesche, prugne, susine.
- Solanacee: cayenna, melanzane, paprica, patata, peperoncino, peperone, pomodoro, tabacco.
- Rutacee: arancia, bergamotto, cedro, chinotto, lime, limone, mandarino, pompelmo.
- Crucifere: cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cavoletto di Bruxelles, cavolfiore, cavolo verza, crescione, mostarda, rapa, ravanello, rucola, senape bianca.
- Chenopodiacee: barbabietola da zucchero, bietole, bietolone rosso, spinaci, porri.
- Ombrellifere: anice, carota, coriandolo, cumino, finocchio, prezzemolo, sedano.
- Labiate: basilico, maggiorana, origano, rosmarino, timo.
- Leguminose: arachidi, ceci, carrube, fagioli, fave, lenticchie, liquirizia, lupini, piselli, soia, tamarindo.
- Cucurbitacee: cetriolo, cocomero, melone estivo e invernale, zucca, zucchina.
- Composite: camomilla, carciofo, cicoria, girasole, lattuga.
- Musacee: banane.
- Vitacee: ribes nero e rosso, uva spina, uva rossa e bianca.
- Liliacee: aglio, asparagi, cipolla.
Gruppi Alimentari:
- Gruppo 1: aceto, funghi, lievito di birra, lievito per il pane, muffe.
- Gruppo 2: carne di maiale, lardo, strutto, salumi, prosciutto.
- Gruppo 3: latte, latticini, bovini, agnello, salumi contenenti lattosio.
- Gruppo 4: uova, pollo, galletto, faraona.
- Gruppo a sé: pesci (rombo, spigola, cernia, pesce spada, orata, dentice, nasello, palombo, coda di rospo, pescatrice), alcune carni (tacchino, coniglio, cavallo, selvaggina).
I singoli pesci e le singole carni non inseriti in alcun gruppo non interferiscono con altri alimenti e possono essere consumati tutti i giorni.
Il Programma della Dieta a Rotazione
La dieta a rotazione prevede l’introduzione di tutti i principi nutritivi (proteine, carboidrati, grassi, sale rmneroli e vitamine) e può essere seguita da tutti senza particolari problemi. Tutti gli alimenti ammessi nelle varie giornate possono essere assunti senza limiti quantitativi (le uniche restrizioni sono segnalate). Il dimagrimento è consentito dalle giuste associazioni, non dal calcolo minuzioso delle calorie. I primi risultati significativi si hanno dopo circa 16 giorni; eventualmente la dieta si può ripetere una seconda volta.
Il programma proposto è uno schema-tipo di 4 cicli da 4 giorni che ciascuno può variare in base alle proprie abitudini alimentari e ai propri gusti, rispettando:
- L’andamento ciclico di 4 giorni.
- L’intervallo di 2-4 ore tra un pasto e l’altro.
Le 10 Regole da Seguire
- I cibi possono essere cotti o crudi, freschi o surgelati.
- I condimenti consentiti sono: sale, aceto di mele, salsa di soia; olio extravergine di oliva usato il meno possibile (2 cucchiaini circa al giorno).
- Gli aromi devono seguire le regole della rotazione, per cui se il primo giorno si usa il basilico, appartenente alla famiglia delle labiate, nei 3 giorni successivi non si potrà insaporire i cibi né con basilico né con maggiorana, origano, rosmarino o timo, aromi appartenenti alla stessa famiglia.
- Come dolcificante va usato il fruttosio (2 cucchiaini al giorno).
- Le bevande permesse sono acqua oligominerale e tisane.
- Lo schema va ripetuto per almeno 16 giorni.
- Dal primo al quinto giorno potrebbero presentarsi dei sintomi dovuti alla disintossicazione, non bisogna preoccuparsi.
- Il pasto delle 14.00 può essere sostituito con quello delle 20.00 e viceversa.
- Alle 11.00 e alle 17.00 è possibile, al posto della spremuta e dei succhi di frutta, inserire lo stesso tipo di frutta consumata al mattino.
Esempio di Schema Dietetico (Primi 8 Giorni)
Primo Giorno
- h. 8.00: pere (rosacee); tisana, a scelta tra malva, verbena, finocchio, ortica.
- h. 11.00: spremuta di agrumi
- h. 14.00: pollo, possibilmente petto, alla griglia (gruppo 4); insalata in foglie (composite)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Secondo Giorno
- h. 8.00: mandarini (rutacee); tisana (vedi primo giorno)
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero
- h. 14.00: sogliola bollita (gruppo a sé); carote (ombrellifere)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Terzo Giorno
- h. 8.00: melone d'inverno (cucurbitacee); tisana (vedi primo giorno)
- h. 11.00: spremuta di agrumi
- h. 14.00: tacchino, preferibilmente petto, alla griglia (gruppo a sé); bietole al vapore (chenopodiacee)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Quarto Giorno
- h. 8.00: banane (musacee); tisana (vedi primo giorno)
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero
- h. 14.00: carne di manzo alla griglia (gruppo 3); cavoletti di Bruxelles al vapore (crucifere)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Quinto Giorno
- h. 8.00: mele (rosacee); tisana (vedi primo giorno)
- h. 11.00: spremuta dì agrumi
- h. 14.00: 2 uova sode, alla coque o in camicia (gruppo 4); insalata di lattuga (composite)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Sesto Giorno
- h. 8.00: arance (rutacee); tisana (vedi primo giorno)
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero
- h. 14.00: orata al cartoccio (gruppo a sé); finocchi al vapore (ombrellifere)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Settimo Giorno
- h. 8.00: uva (vitacee); tisana (vedi primo giorno)
- h. 11.00: spremuta di agrumi
- h. 14.00: pesce spada alla griglia (gruppo a sé); spinaci al vapore (chenopodiacee)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Ottavo Giorno
- h. 8.00: banane (musacee); tisana (vedi primo giorno)
- h. 11.00: succo di frutta senza zucchero
- h. 14.00: ricotta, fior di latte o fiocchi di latte (gruppo 3); cavolfiore al vapore (crucifere)
- h. 17.00: spremuta di agrumi o succo di frutta senza zucchero
Mantenimento
Terminati i 16 giorni di dieta si può tornare a un’alimentazione normale, seguendo, però, alcune indicazioni:
- Rispettare l’intervallo di 2-4 ore tra un pasto e l’altro.
- Variare il più possibile l’alimentazione cercando di consumare i diversi cibi appartenenti a tutte le famiglie e gruppi.
- Consumare alle ore 14.00 un primo piatto (graminacee) e verdure e alle 21.00 un secondo (gruppo 1, 2, 3, 4 e gruppo a sé) e verdure.
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