Disfunzione Diastolica di Primo Grado: Dieta Raccomandata e Consigli

Come possiamo migliorare la dieta per aiutare la salute del nostro cuore? Non è solo questione di predisposizione. Età, sesso maschile e familiarità sono solo una parte di fattori (quella non modificabile) che possono influenzare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, prime fra tutte l’infarto del miocardio, l’angina pectoris o l’ictus.

Spesso però, dicono gli esperti, il cuore che fa le bizze è anche responsabilità personale: l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito trascurati, i trigliceridi alti, il rapporto fra colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e colesterolo 'buono' (HDL), e il fumo - che sono i peggiori nemici del cuore - dipendono anche da uno stile di vita scorretto e sregolato. Non c’è una dieta ad hoc in caso di convalescenza da malattia cardiaca, ma esistono invece delle buone regole alimentari, da mettere in pratica con regolarità e costanza, che aiutano a proteggere o a controllare il rischio di malattia.

Comprendere la Disfunzione Diastolica

Per disfunzione diastolica si intende la difficoltà che ha il ventricolo sinistro a lasciarsi dilatare in diastole per accogliere il sangue. Questo è legato a fattori come il sovrappeso e l'ipertensione.

E' possibile migliorare la disfunzione diastolica oppure no? La risposta è sì, attraverso una dieta adeguata e l'esercizio fisico aerobico.

Linee Guida per una Dieta Salutare per il Cuore

Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel mantenere nei limiti di norma i valori di PA. Nelle forme più lievi o più responsive di ipertensione può infatti rappresentare l'unica terapia. Tuttavia, un’adeguata alimentazione è di grande aiuto anche se si segue una terapia farmacologica perché aumenta l'efficacia dei farmaci antipertensivi, permettendo di ridurne la posologia e il numero (in caso di associazione di più farmaci).

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Ecco alcuni consigli alimentari:

  • Ridurre il consumo di sale: L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di non superare i 5 g di sale al giorno (che corrispondono a 2 g di sodio).
  • Preferire cotture leggere: Cotture al vapore, ai ferri, alla griglia e al cartoccio per carni e pesci; a lesso, al vapore o al forno per le verdure.
  • Limitare il consumo di alcol: Si raccomanda di limitare il consumo di alcol a meno di 14 unità a settimana per gli uomini e meno di 8 unità a settimana per le donne.
  • Mantenere un peso adeguato: L’eccesso di peso aumenta il lavoro che il cuore deve fare per pompare il sangue in tutto il corpo.
  • Evitare le abbuffate: Il mantenimento di un peso adeguato è quindi un fattore importante nel ridurre il rischio d’ipertensione.

Alimenti Consigliati e da Evitare

Alimenti da preferire:

  • Verdure crude e cotte, da assumere in porzioni abbondanti.
  • Frutta, circa due-tre frutti di medie dimensioni.
  • Legumi (ceci, fagioli, piselli, fave, etc.).
  • Pesce (fresco o surgelato), da mangiare tre-quattro volte alla settimana.
  • Formaggi come stracchino, crescenza, robiola, ricotta, mozzarella oppure Grana Padano DOP, da consumare due o tre volte alla settimana come secondo piatto in alternativa a carne o uova.
  • Carne bianca (pollo, tacchino, coniglio), proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
  • Erbe aromatiche e spezie per insaporire le pietanze.
  • Acqua, almeno 1,5 litri al giorno (preferibilmente acqua oligominerale).

Alimenti da limitare o evitare:

  • Superalcolici e alcolici.
  • Caffè e tè.
  • Sale da cucina.
  • Formaggi ad alto contenuto in grassi e sale, come pecorino, gorgonzola, feta, formaggi fusi, a doppia o tripla crema, etc.
  • Affettati, con la frequenza di una volta a settimana.
  • Liquirizia.

Esempio di Menù Settimanale

Ecco alcuni esempi di piatti che possono essere inclusi in una dieta per la disfunzione diastolica:

  • Cous cous con calamari e ceci
  • Passato di ceci e zucca
  • Merluzzo in crosta di patate
  • Zuppa piselli alla menta
  • Insalata estiva al lime
  • Filetti di merluzzo con ciliegini
  • Insalata di riso con zucchine e peperoni
  • Involtini di sogliola all'arancia
  • Insalata di orzo e bietole
  • Insalata di riso con mele, noci e Grana Padano DOP

Integratori: Utili o Dannosi?

Alcuni integratori possono risultare pericolosi perché influenzano i meccanismi di regolazione cardiovascolare, quali ad esempio il ginseng, che può indurre ipotensione, tachicardia e riduzione della risposta ai diuretici per un danno diretto sull'ansa di Henle a livello renale. Anche alcune vitamine possono risultare dannose. È stato osservato che la supplementazione con vitamina E aumenta il rischio di insufficienza cardiaca dopo un infarto.

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In particolare, sono le sostanze coinvolte nella produzione e utilizzo di energia a livello muscolare a essersi dimostrate particolarmente efficaci, tra questi il coenzima Q10, la creatinina e il ribosio. Il coenzima Q10 ha anche attività antiossidante e può quindi prevenire il danno ossidativo; può trovare impiego in pazienti con insufficienza cardiaca che presentino sintomi quali astenia muscolare e affanno malgrado una terapia medica ottimale. Alcuni studi suggeriscono che la supplementazione di creatina migliora la forza muscolare e la tolleranza allo sforzo in pazienti con insufficienza cardiaca.

Importante: In ambito prescrittivo è estremamente importante che il paziente informi il cardiologo sul tipo di integratore che già assume o intende assumere affinché lo specialista possa valutare il rapporto rischio/beneficio dell'integratore in base alla storia clinica e ai farmaci che il soggetto assume.

Monitoraggio della Pressione Arteriosa

L’accurata misurazione della pressione arteriosa sta alla base della corretta diagnosi della patologia ed è fondamentale per impostare un trattamento efficace della stessa.

Metodi di misurazione:

  1. Misurazione clinica (OBP - Office Blood Pressure).
  2. Auto-misurazione domiciliare (HBPM - Home Blood Pressure Monitoring).

Le recenti Linee Guida europee raccomandano l’integrazione della misurazione clinica tradizionale (OBP) con l’auto-misurazione domiciliare (HBPM) e/o il monitoraggio delle 24 ore (ABPM).

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Tabella: Classificazione della Pressione Arteriosa (OMS/ISH)

Categoria Sistolica (mmHg) Diastolica (mmHg)
Ipertensione Grado 1 borderline 140-149 90-94

Consigli Aggiuntivi

  • Non fumare: il fumo aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e anche il rischio di infarto cardiaco, ictus cerebrale e altre malattie delle arterie.
  • Attività fisica: attività fisica, da definire con il medico curante e/o lo specialista, facendo particolare attenzione a un programma graduale nelle 3-6 settimane successive alla dimissione dopo un episodio cardiaco, e alla presenza di concomitanti patologie.

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