Endometriosi Intestinale: Sintomi, Diagnosi e Cura

Forse hai già sentito parlare dell’endometriosi, ma conosci anche l’endometriosi intestinale? Pur non essendo altrettanto comune, colpisce il 12% delle persone con endometriosi. L’endometriosi è una patologia cronica in cui un tessuto simile a quello presente nell’utero cresce in punti in cui non dovrebbe trovarsi. Anche se negli ultimi anni c’è una maggior consapevolezza della malattia, pochi sanno che può assumere forme diverse in base a dove cresce il tessuto. Come avrai intuito, quindi, l’endometriosi intestinale coinvolge l’intestino.

Nonostante il problema riguardi tante persone (176 milioni nel mondo, per l’esattezza!), nella maggior parte dei casi non viene diagnosticato o si arriva a una diagnosi errata. Se hai l’endometriosi (o sospetti di averla), vorrai sapere quali sono i sintomi specifici dell’endometriosi intestinale. Beh, sono simili a quelli di altre patologie che colpiscono l’apparato intestinale, come la sindrome del colon irritabile (IBS) o le emorroidi, al punto che spesso vengono confuse o mal diagnosticate.

Cosa c’entrano endometriosi e intestino?

L’endometrio cresce in maniera anomala anche sulla mucosa dell’intestino, soprattutto nei segmenti che riguardano la parte finale, dopo il colon, cioè il sigma e il retto. L’endometriosi intestinale ha sintomi aspecifici che spesso portano a pensare alla presenza di altre patologie tipiche di questo tratto di intestino, motivo per cui la diagnosi corretta può ritardare.

L’endometriosi intestinale è definita endometriosi profonda quando le lesioni solide si sviluppano per più di 5 mm al di sotto del peritoneo. L’endometriosi intestinale di solito si associa a localizzazioni genitali e colpisce prevalentemente il retto, il sigma, l’appendice e più raramente l’intestino tenue. In letteratura viene indicata la seguente distribuzione di lesioni superficiali peritoneali o profonde:

  • Retto (13-53%)
  • Sigma (18-47%)
  • Ileo o altre porzioni del piccolo intestino (2-5%)
  • Appendice (3-18%)

In questi tratti la malattia si presenta sotto forma di noduli, sia sulla superficie peritoneale dell’intestino sia sul mesentere. Intorno alle aree di endometriosi, che hanno il classico colorito variabile dal rosso al nerastro, si verifica una reazione retraente di tipo cicatriziale nella parete dell’intestino. Tale reazione può approfondirsi verso l’interno interessando la tonaca muscolare propria, la sottomucosa e la mucosa intestinale (lo strato più interno, che riveste il lume dell’intestino) rispettivamente nel 95%, 38% e 6% dei casi.

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L'endometriosi intestinale, inoltre, può distinguersi in superficiale o profonda: è superficiale, quando l'endometrio ectopico che la contraddistingue è cresciuto sulla superficie esterna dell'intestino; è profonda, invece, quando l'endometrio ectopico è riuscito a penetrare nella parete intestinale.

Sintomi dell'endometriosi intestinale

Ecco perché dovresti rivolgerti a un medico se noti questi sintomi:

  • Dolore dopo evacuazione e flatulenze. Il termine medico è dischezia.
  • Dolore pelvico durante i rapporti sessuali, detto anche dispareunia.
  • Sanguinamento rettale, cioè la perdita di sangue dall’ano.

Le pazienti affette da endometriosi intestinale lamentano, oltre ai tipici sintomi (dismenorrea, dispareunia, infertilità), sintomi gastrointestinali come dischezia, diarrea, stipsi, meteorismo per le modificazioni che ne risultano al lume intestinale che possono culminare in fatti sub-occlusivi o ad una occlusione vera e propria. In questo caso, è richiesto un trattamento chirurgico urgente. La proctorragia, in corrispondenza della mestruazione, è altamente suggestivi per una compromissione profonda, della mucosa intestinale.

Altri sintomi includono:

  • Dolore addominale durante la defecazione e, talvolta, durante i semplici movimenti intestinali.
  • Dolore pelvico-addominale ricorrente.
  • Sanguinamento rettale durante le mestruazioni (poco comune).

È inevitabile preoccuparsi se si riscontrano sintomi del genere, ma cerca di mantenere la calma e verifica che non sia un fatto casuale, prima di saltare a conclusioni. I sintomi dell’endometriosi intestinale possono peggiorare prima o durante le mestruazioni, quindi annotarli su un diario o sul tuo smartphone è un buon modo per iniziare a stabilire un collegamento.

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Diagnosi

La diagnosi, come abbiamo detto, avviene in molti casi solo a seguito di indagini eseguite fuori dall’ambito ginecologico oppure, sempre casualmente, durante visite ginecologiche di routine. Quando, invece, la paziente affetta da endometriosi presenta sintomi, il principale e più caratteristico è sempre il dolore pelvico.

Si fa innanzitutto su base clinica, cioè partendo dai sintomi che la donna riferisce. Durante la visita ginecologica il medico chiederà in particolare se il ciclo mestruale è irregolare, se i rapporti sessuali sono dolorosi, se si stanno cercando una gravidanza senza successo. Il secondo passo è la visita ginecologica, che può dare indicazioni su un'eventuale endometriosi con localizzazione a livello vaginale, retto-vaginale o dei legamenti dell'utero. L'ecografia transvaginale permette invece di individuare con chiarezza un'entuale cisti ovarica endometriosica. In mani esperte l'ecografia permette di mappare eventuali localizzazioni profonde prima della chirurgia.

La risonanza magnetica per l’endometriosi viene effettuata solo se l’endometrio non interessa gli organi dell’intestino o l’uretere. Per questo motivo, la laparoscopia per l’endometriosi è lo strumento diagnostico migliore, poiché permette di individuare anche le cisti di più piccole dimensioni. Tuttavia, difficilmente viene scelto come primo esame perché è invasivo e viene eseguito in anestesia generale.

Trattamenti per l'endometriosi intestinale

L’endometriosi è una patologia cronica, quindi anche se non si può guarire è comunque possibile seguire delle terapie per stare meglio. Ecco alcune possibili opzioni:

Antidolorifici

Per attenuare i dolori dell’endometriosi intestinale si possono assumere antidolorifici da banco, come il paracetamolo o l’ibuprofene. Se necessario, il medico può anche prescriverne di più forti.

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Terapie ormonali

Le terapie ormonali, come la pillola anticoncezionale o lo IUD (solo per fare alcuni esempi) riducono o bloccano l’ovulazione, rendendo le mestruazioni meno abbondanti e dolorose. A molte donne viene prescritta la pillola per l’endometriosi: questo metodo contraccettivo è infatti una delle terapie ormonali più diffuse. Poiché si tratta di farmaci che possono avere effetti indesiderati anche gravi, molte donne preferiscono curare l’endometriosi senza pillola.

In genere il primo step è una terapia farmacologica, per esempio la pillola anticoncezionale che agendo direttamente sugli impianti endometriosici migliora la sintomatologia dolorosa. Più di recente sono stati introdotti nuovi progestinici, studiati appositamente per questa patologia.

Chirurgia

In alcuni casi si possono eseguire delle operazioni chirurgiche per asportare la porzione di intestino colpita dalla patologia. In base alla gravità della patologia, il medico può illustrarti le varie opzioni disponibili.

Se le terapie ormonali non sono più sufficienti o se i sintomi iniziali sono molto severi o vengono subito individuati cisti e noduli importanti, può essere indicata una strategia chirurgica. L'intervento avviene in laparoscopia e permette di rimuovere i tessuti anomali. L'intervento può diventare più complesso se sono coinvolte le sedi profonde.

Esistono diverse tecniche chirurgiche:

  • L'intervento di resezione segmentale dell'intestino.
  • L'intervento di "rasatura".
  • L'intervento di resezione discoide.

La Laparoscopia è il “Gold Standard “ per la terapia chirurgica dell’endometriosi. Tale tecnica infatti, permette una precisione di esecuzione si da eliminare tutti i focolai endometriosici preservando il più possibile i genitali interni cioè l’utero, le ovaie, le tube e liberando la pelvi dalle varie aderenze che la malattia provoca.

In caso di endometriosi grave, l’isterectomia, cioè l’asportazione dell’utero, viene praticata solo quando tutte le cure e le tecniche di chirurgia mininvasiva non hanno dato esiti positivi.

Alimentazione e Stile di Vita

In presenza di endometriosi l’alimentazione può essere d’aiuto soprattutto per abbassare i livelli dell’infiammazione e degli estrogeni circolanti. Gli alimenti naturalmente ricchi di omega 3, acidi grassi essenziali, sono noti per aiutare a ridurre l’infiammazione dei tessuti. Questi sono contenuti nel pesce azzurro, nel tonno, nel salmone, nei semi di lino e di chia. Sebbene endometriosi e alimentazione vadano di pari passo, anche lo stile di vita è importante.

Rilevante, ai fini di contenere i sintomi dell’endometriosi, anche la dieta, in cui devono essere presenti in grande quantità alimenti disintossicanti e antinfiammatori.

Se scopri di avere l’endometriosi intestinale, è normale preoccuparti, ma approfondire l’argomento può aiutarti a stare meglio. Anche aprirti con qualcuno di cui ti fidi e condividere i tuoi stati d’animo può darti conforto e rassicurarti in un momento senz’altro complicato. Nessuno dovrebbe soffrire in silenzio, quindi ti suggeriamo di cercare il sostegno dei tuoi amici o familiari o di chiedere consiglio al tuo medico. Potresti scoprire che tante altre persone sono nella tua stessa condizione.

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