L’extrasistole è la forma più semplice e frequente di aritmia cardiaca, ovvero un’alterazione del regolare battito cardiaco. Il significato letterale della parola “extrasistole” è proprio “battito aggiunto” e solitamente è benigna, ovvero non presenta rischi significativi per chi le riscontra.
Un tuffo allo stomaco, una sensazione di vuoto, un attimo di stranezza. Così alcune persone definiscono l’extrasistole. Molte persone non sanno neanche di averne avute: spesso si sorprendono a percepire un momento di “stranezza” nel quale avvertono la sensazione che il cuore acceleri o che ci sia un attimo di sospensione nel normale battito cardiaco.
Spesso il paziente non percepisce di avere uno o più episodi di extrasistole, che può quindi essere asintomatica. Se, invece, le extrasistoli sono ripetitive o frequenti possono alterare il ritmo del cuore determinando come conseguenza palpitazioni, con battiti accelerati o irregolari.
Questa alterazione del ritmo cardiaco deriva dalla comparsa anticipata degli impulsi di contrazione cardiaca (la sistole) rispetto all’arrivo del battito del cuore: ciò determina battiti irregolari con un aumento e una diminuzione della frequenza cardiaca.
Le extrasistoli si possono anche avvertire in maniera “forte” perché a volte compaiono in una sede diversa dal nodo del seno atriale, cioè nel posto dal quale ha normalmente origine il ritmo del cuore. Per questo motivo sono definite anche battiti “ectopici”, che hanno cioè luogo in una sede diversa da quella normale.
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In ogni caso, queste sensazioni sono un effetto del battito successivo a quello “prematuro”, che viene sentito appunto in modo più “forte” dopo aver percepito un momento di sospensione. In realtà, quindi, quella che si avverte non è l’extrasistole vera e propria ma è il battito successivo a destabilizzare la percezione del proprio ritmo cardiaco.
Le cause dell’extrasistolia possono essere diverse perché, come abbiamo detto, questa anomalia non interessa soltanto gli individui con problemi cardiaci ma è ampiamente diffusa anche tra i soggetti sani.
Le extrasistoli possono rappresentare fenomeni isolati, che si verificano di rado in conseguenza di uno dei fattori che abbiamo elencato qui sopra, oppure essere frequenti. Che siano sporadici o ricorrenti, gli episodi di extrasistolia possono verificarsi con ritmo e modalità diverse: potrebbe accadere che gli impulsi di contrazione cardiaca si manifestino in anticipo rispetto all’arrivo del battito del cuore una sola volta oppure più volte consecutive.
La funzione di pompa rivestita dal cuore si concretizza nelle contrazioni cardiache, generate da un impulso elettrico: questo nasce dal nodo seno-atriale, situato nella parte superiore dell’atrio destro. Così vengono stimolati a contrarsi e distendersi gli atri prima e i ventricoli poi. La contrazione è nota anche come sistole, mentre il rilassamento è chiamato diastole.
Le extrasistoli sono dei battiti anticipati rispetto alla cadenza regolare, consiste nella successione irregolare di due fasi di contrazione cardiaca prima della distensione, si generano quando la spinta alla contrazione non giunge dal nodo seno-atriale ma da altre aree: atri, ventricoli, giunzione atrioventricolare. Ciò fa sì che il processo di conduzione dell’impulso elettrico si alteri.
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Poco prima del battito regolare, la persona spesso percepisce una brevissima pausa, che dà la sensazione di subire un piccolo arresto cardiaco: in realtà, è semplicemente la maggiore intensità del battito a favorire questa percezione.
Ecco perché il paziente ne viene a conoscenza solo tramite il controllo del polso, durante la misurazione della pressione o con esami diagnostici specifici, i soli che possono identificarla con assoluta certezza. In altri pazienti, l’extrasistolia è sintomatica e si manifesta con una sorta di sussulto all’altezza dello sterno, di colpo al petto a cui segue un vuoto: la sensazione del “battito in gola” comune nell’extrasistole.
A tali sintomi può quindi seguire uno stato d’ansia, che, come vedremo, può a sua volta essere una causa scatenante dell’extrasistole. Il momento del riposo può essere indicativo: di solito, se il sintomo di extrasistole si presenta durante la notte o dopo i pasti e migliora con il movimento fisico, è probabile che si tratti di extrasistolia benigna.
Se l’extrasistole ha origine dagli atri, siamo di fronte a una extrasistole sopra ventricolare. Se non trattata, generalmente fa aumentare la frequenza della conduzione degli impulsi ai ventricoli, inoltre viene a mancare una contrazione meccanica coordinata degli atri, il che riduce la loro azione di riempimento di sangue dei ventricoli.
Un’altra complicanza importante di questa aritmia è la possibile comparsa di ictus, dovuto al rallentamento del flusso ematico all’interno delle cavità atriali, al conseguente deposito di materiale trombotico, che può mobilizzarsi, giungere dall’atrio nel ventricolo e poi nell’Aorta e quindi nella circolazione generale.
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La gravidanza costituisce a sua volta un momento particolare, durante il quale le extrasistoli possono farsi molto frequenti: in questo caso, esse sono legate a stimolazioni riflesse vagali o simpatiche. Se legata a una causa non patologica, l’extrasistole tende a migliorare con il riposo, fino alla scomparsa.
Nel caso si decidesse di trattare le extrasistoli, l’obiettivo principale della terapia è in questo caso limitare il più possibile la numerosità e la ripetitività delle extrasistoli, che in alcuni casi possono risultare particolarmente sgradevoli. Quando l’extrasistolia trova la propria origine in eventi non legati a patologie, potrebbe essere sufficiente agire sui fattori scatenanti per gestire il disturbo o risolverlo del tutto.
Una delle prime azioni utili è modificare positivamente il proprio stile di vita, eliminando quelle abitudini quotidiane che danneggiano la salute e intervenendo attivamente sulla sfera psicologica in caso di forte stress o ansia. Se ad esempio è il fumo a provocare l’extrasistole, fra i rimedi vi è certamente la scelta di smettere; lo stesso vale per la caffeina, la mancanza di riposo.
Se i farmaci non bastassero o l’aritmia finisse per causare modifiche sostanziali alla struttura cardiaca o alla sua funzionalità, in alcuni casi attentamente selezionati è necessario ricorrere a una procedura di ablazione transcatetere per l’extrasistole. Se guardiamo alla vita quotidiana e ai metodi per gestire l’extrasistole, le persone senza particolari patologie né sintomi associabili a cardiopatie, possono intraprendere una regolare attività sportiva, sia amatoriale che agonistica.
È però normalmente diffuso il timore di veder peggiorare un’extrasistolia durante l’esercizio. Ma nemmeno chi pratica sport per passione deve sottovalutare gli eventuali rischi e, oltre a presentare il dovuto certificato medico, deve costantemente prestare attenzione ai segnali che il corpo invia.
La prima raccomandazione in caso di extrasistolia sintomatica è forse la più difficile da mettere in pratica: non farsi prendere dalla paura e consultare il prima possibile il proprio medico di base. Per comprendere se si tratta di extrasistoli benigne o maligne, è quindi prima di tutto indispensabile una visita cardiologica.
Il racconto del paziente è essenziale in questo contesto: la migliore descrizione possibile del fenomeno, della sua durata e del suo termine consente al cardiologo di comprendere se il paziente sta attraversando un periodo emotivamente difficile, che può aver influito sull’extrasistolia. In questo caso, è sufficiente qualche tempo di riposo.
Per questo, il paziente deve affidarsi a strutture specializzate, che possano offrire il contributo di equipe d’alto livello e l’ausilio delle tecnologie di ultimissima generazione. Non solo: è l’approccio multidisciplinare la risorsa vincente nell’affrontare una condizione che può coinvolgere l’organismo in molte delle sue componenti.
Nel caso in cui le extrasistoli siano benigne i sintomi tendono a peggiorare a riposo, dopo aver mangiato o durante la notte, ma spesso migliorano con l’attività fisica. In condizioni normali la contrazione del cuore viene innescata da uno stimolo elettrico generato dal nodo seno-atriale, che si trova nella porzione superiore dell’atrio destro.
Ci sono alcune possibili correlazioni tra reflusso gastroesofageo ed extrasistole. Questo tipo di aritmia cardiaca e il reflusso possono essere innescati entrambi dallo stress.
Talvolta, può essere richiesto un ecocardiogramma color doppler al fine di accertare la conformazione cardiaca e l’eventuale presenza di malformazioni congenite o acquisite, e un test da sforzo, per osservare l’andamento degli episodi extrasistolici in relazione all’esercizio fisico e appurarne così la benignità o malignità. Un aggravamento dei sintomi sotto sforzo, infatti, può essere il segno di un affaticamento patologico del cuore.
Gli episodi di extrasistolia benigna non necessitano di trattamento, ma tutt’al più di una correzione dei fattori di rischio. Andranno evitate quelle abitudini che possono provocare stress, ansia, difficoltà nella digestione o stanchezza.
Adottare uno stile di vita salutare è un aspetto importante per la gestione delle extrasistoli e per la salute del cuore in generale. Uno stile di vita sedentario e una dieta non salutare possono d’altro canto contribuire all’obesità e ad altre condizioni quali pressione alta e diabete, fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, e sono quindi in grado di aumentare l’incidenza delle extrasistoli.
Un’eventuale patologia cardiaca potrebbe richiedere invece, a seconda dello specifico disturbo e della sua gravità, una riduzione dell’esercizio motorio. Ciò non significa che il movimento fisico sia precluso ai pazienti cardiopatici: di solito è raccomandato in forma leggera, nel rispetto delle generali condizioni di salute.
Vampate di Calore e Tachicardia
Quando si sente parlare di vampate di calore la prima cosa che viene alla mente è l’arrivo della menopausa. In realtà queste possono essere un sintomo, spesso poco conosciuto, anche di una problematica cardiaca.
Durante l’età fertile la donna è protetta dall’azione di alcuni ormoni prodotti durante il ciclo mestruale, come gli estrogeni. Questi ormoni, difatti, fanno da “scudo” all’apparato cardiovascolare regolando l’assetto metabolico in modo favorevole.
Da un altro studio dell’Università di Berna è emerso che nella fascia d’età dai 40 ai 53 anni la presenza di vampate di calore è spesso associata ad una ridotta funzione endoteliale, che può presagire lo sviluppo di una aterosclerosi. I vasi sanguigni sono rivestiti al loro interno di un tessuto chiamato endotelio che ha il compito di regolarne il volume: li fa contrarre o dilatare in base alle necessità del corpo di trattenere o disperdere calore. In caso questo tessuto perda elasticità i vasi potrebbero non riuscire a dilatarsi correttamente e quindi la persona percepirà un’improvvisa vampata di calore.
L’aumento della frequenza cardiaca è legato alla diminuzione degli estrogeni, ormoni sessuali presenti in grande quantità nelle donne in età fertile. Le disfunzioni cardiovascolari sono tra le conseguenze più comuni del calo estrogenico tipico della menopausa, insieme ad altri disturbi come le vampate di calore, gli sbalzi d’umore e la riduzione della densità ossea.
In generale il rischio cardiovascolare è più alto negli uomini rispetto alle donne, poiché la produzione di estrogeni ha un effetto protettivo contro l’aumento del colesterolo nel sangue. Infine, alle donne che soffrono di tachicardia si consiglia di recarsi dal cardiologo una volta l’anno, per misurare e monitorare la funzionalità del cuore.
La risposta è dunque sì: la tachicardia può essere uno dei disturbi legati alla fine dell’età fertile perché può essere conseguenza degli scompensi ormonali. La tachicardia può essere conseguenza del repentino calo del livello di estrogeni, tipico della menopausa. Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, San Raffaele Resnati, Milano, la spiega così: “l’ipotalamo, la parte del cervello che regola le funzioni neurovegetative, può essere particolarmente sensibile alla carenza di estrogeni.
Se la tachicardia è solo ed esclusivamente legata alla forte carenza di estrogeni, in linea di massima non necessita di terapie specifiche. Consuma una cena leggera ed evita di andare a letto subito dopo mangiato. Consuma regolarmente tisane a base di erbe che hanno un’azione “calmante” e in più favoriscono il riposo notturno come la melissa e la camomilla, la passiflora per combattere l’ansia e il biancospino che, oltre ad aiutare nella fase dell’addormentamento, ha anche una funzione cardioprotettiva.
Alcuni indizi possono aiutarci a capire quando ci sia una maggiore tendenza all’anticipo non solo dei sintomi ma, a volte, della stessa menopausa: il primo indizio è l’aumento di peso, che si accentua già tra i 38 e i 47 anni, in particolare sull’addome (grasso viscerale) e sul punto vita. Ha due fattori di rischio maggiori: l’inattività fisica e l’alcol, che esasperano le conseguenze sul cervello delle fluttuazioni degli ormoni ovarici.
Per ridurre l’impatto anticipato delle alterazioni ormonali premenopausali sulla salute e sul benessere personale sono utili gli stili di vita: più sono corretti, anche con una drastica riduzione dell’alcol, più la menopausa decorre serena. Principi attivi specifici possono poi attenuare i sintomi e, soprattutto, la sregolazione ormonale e neurochimica che li sottende.
Oltre a regolare il ciclo mestruale, infatti, gli estrogeni svolgono un’importante funzione sull’attività di ghiandole e organi come tiroide, intestino e cuore. Esistono poi determinate fasi biologiche della vita, caratterizzate da cambiamenti ormonali fisiologici, come la transizione verso la menopausa, nelle quali questa forma di aritmia cardiaca può manifestarsi con maggiore frequenza.
Se pensi di soffrire di episodi di extrasistolia e ti sei riconosciuta nella descrizione che ne abbiamo fatto, rivolgiti subito al tuo medico di base o a un cardiologo. Questo è il primo passo per avere una diagnosi esatta della tua problematica e per stabilire come indagarla. controlla con regolarità l’attività del cuore, come del resto la tua salute in generale, soprattutto in questa delicata fase della tua vita di donna.
Se ti capita di avvertire una di queste sensazioni rivolgiti ad un medico: il medico di base o il cardiologo. Soltanto loro possono valutare lo stato di salute del tuo cuore e prescriverti gli esami necessari a formulare una diagnosi corretta (analisi del sangue, elettrocardiogramma o ecocardiografia).
Le alterazioni ormonali di questo periodo non aiutano la stabilità emotiva e, unite all’irritabilità e alla stanchezza cronica che possono derivare da eventuali disturbi del sonno, rischiano di innescare una spirale “nervosa” dalla quale può essere difficile uscire.
Sforzi eccessivi ed attività fisica: se sovraccarichi il tuo cuore in modo imprudente puoi correre dei rischi.
Il secondo gruppo di indizi riguarda il sistema circolatorio con due segnali principe: il primo è la vampata, che indica un’alterazione, ormono-dipendente, della regolazione della temperatura corporea da parte dell’ipotalamo, la centralina del cervello che regola tutti i nostri bioritmi. E’ come se il nostro termostato interno funzionasse male e alzasse d’improvviso la temperatura interna del corpo, perfino di quattro gradi, causando poi una sudorazione profusa per ristabilire la temperatura interna ottimale. Una sregolazione esasperata dai periodi di stress, dalla carenza di sonno, dall’alcol e dal caldo.
Il secondo sintomo cardiovascolare sono le alterazioni del ritmo del cuore, con tachicardie o tachiaritmie, che possono essere anch’esse esasperate dall’alcol, soprattutto di notte, come lei ha ben notato, e di più se si dorme sul lato sinistro.
In particolare, i sintomi che lei lamenta indicano una maggiore e anticipata sensibilità del cervello alla caduta dei livelli ormonali tipica della fase mestruale in una regione cardinale, l’ipotalamo, che regola i nostri bioritmi e i cosiddetti punti di equilibrio (set-point) delle principali funzioni biologiche neurovegetative, che non dipendono dalla nostra volontà.
Oltre alle anomalie del ciclo, sono il cervello e il cuore, così sensibili e così vulnerabili nelle donne, i primi semafori rossi che si accendono sulla salute già prima della menopausa!
È però normalmente diffuso il timore di veder peggiorare un’extrasistolia durante l’esercizio. Ma nemmeno chi pratica sport per passione deve sottovalutare gli eventuali rischi e, oltre a presentare il dovuto certificato medico, deve costantemente prestare attenzione ai segnali che il corpo invia.
Anche una tosse persistente può suggerire la presenza di un’extrasistole ventricolare.
Benché, come si vedrà nel corso dell'articolo, in molti casi la tachicardia notturna non rappresenti una condizione grave, il sintomo non deve essere sottovalutato, soprattutto se tende a manifestarsi per più notti consecutive o se si associa ad altri sintomi che potrebbero essere indice di gravi condizioni patologiche di base.
Come accennato, la tachicardia notturna è un sintomo che può manifestarsi in seguito a cause di diversa origine e natura. Anemia: la presenza di anemia può avere ripercussioni negative sul cuore causando tachicardia. Assunzione di alcuni tipi farmaci: la tachicardia notturna può manifestarsi come effetto collaterale di farmaci assunti prima di coricarsi o comunque nelle ore serali. Cambiamenti ormonali: la comparsa di tachicardia notturna può manifestarsi anche in risposta a cambiamenti ed alterazioni ormonali.