Fibromialgia e Vampate di Calore: Cause e Rimedi

Questo articolo intende aiutare il lettore nella rapida identificazione dei rimedi naturali utili nel trattamento dei vari sintomi, disturbi e patologie. Per alcuni rimedi elencati, tale utilità potrebbe non essere stata confermata da sufficienti verifiche sperimentali, condotte con metodo scientifico. Inoltre, qualsiasi rimedio naturale presenta potenziali rischi e controindicazioni. Se disponibile, consigliamo pertanto di cliccare sul link corrispondente al singolo rimedio per approfondire l'argomento. In ogni caso, ricordiamo l'importanza di evitare l'autoterapia e di consultare preventivamente il proprio medico per accertare l'assenza di controindicazioni ed interazioni farmacologiche.

Cos'è la Fibromialgia?

La fibromialgia è una sindrome muscolo-scheletrica a lungo termine che causa dolore ed affaticamento. Il termine "fibromialgia" deriva dal greco e dal latino e significa letteralmente "dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose", riferendosi a legamenti e tendini. È classificata come una "sindrome" poiché si manifesta attraverso una combinazione specifica di segni clinici e sintomi riportati dal paziente. Ne soffre il 2-4% della popolazione, in particolare donne di età adulta, 20-60 anni, con picchi verso i 25-35 e i 45-55 anni.

Cause della Fibromialgia

Le cause della fibromialgia non sono ancora completamente comprese, ma recenti ricerche suggeriscono un'interazione complessa tra fattori genetici, alterazioni del sistema nervoso centrale e influenze ambientali. Studi hanno evidenziato che alcune persone possono avere una predisposizione familiare alla malattia, indicando una componente genetica. Un’ipotesi centrale è che la fibromialgia sia un disturbo della modulazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale, con un’eccessiva sensibilizzazione dei recettori del dolore. Questo spiega perché i pazienti percepiscono il dolore in modo amplificato rispetto alla norma. Eventi stressanti o traumatici, come un’infezione, un infortunio fisico, o una situazione di forte stress emotivo, possono agire come fattori scatenanti nei soggetti predisposti.

Esclusa l'eziologia prettamente psichica, attualmente le cause della sindrome non sono completamente note, tuttavia prende sempre più piede l'ipotesi di una sua genesi multifattoriale. Ciò significa che a scatenare la malattia è un evento o un trauma fisico oppure psichico. In particolare sono cinque i fattori predisponenti: stress fisico/emotivo, alterazioni del livello dei neurotrasmettitori, disequilibrio ormonale, infezioni e predisposizione genetica.

Sintomi della Fibromialgia

Il sintomo predominante della fibromialgia è il dolore generalizzato. Il principale sintomo della fibromialgia è il dolore, che si può concentrare in collo, spalle e braccia o coinvolgere tutto il corpo. È descritto dai pazienti fibromialgici come un dolore diffuso, generalizzato e persistente, derivante dai muscoli. Per essere considerato "diffuso", il dolore deve coinvolgere tutto il corpo: occorre in entrambi i lati, destro e sinistro, del corpo, sia sopra che sotto il punto vita, e nel torace, collo, e la metà o bassa della schiena. Può manifestarsi in qualsiasi zona del corpo, ma può anche essere polidistrettuale, concentrandosi soprattutto su collo, schiena, spalle e braccia. È spesso associato ad un substrato psicologico soggettivo (esempio: stress emotivo). L'intensità dolorosa può variare a seconda delle condizioni atmosferiche, dello stress, del lavoro, in base alla posizione ecc.

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La fibromialgia si manifesta con rigidità muscolare, ipersensibilità al dolore e alterazioni del sonno. Il dolore può colpire qualsiasi tessuto fibromuscolare, in particolare collo, spalle, torace, regione lombare e cosce. Oltre al dolore, molti pazienti sperimentano una sensazione di affaticamento cronico, che non migliora con il riposo e può influenzare le attività quotidiane. Disturbi del sonno, difficoltà cognitive (a volte definite "fibro-fog", con problemi di concentrazione e memoria), cefalea, sindrome dell'intestino irritabile e alterazioni dell'umore come ansia e depressione sono sintomi comuni.

Altri sintomi associati possono essere tremori, vertigini, stanchezza, stordimento e giramenti di testa. Esiste poi una serie di altre condizioni che spesso si verificano contemporaneamente alla fibromialgia. L'artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico e la sindrome di Sjögren: il 20-30% dei pazienti con artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico può anche soffrire di fibromialgia.

Anche altri organi possono essere coinvolti:

  • Occhi: anche fibromialgia e occhi possono avere un legame: è infatti piuttosto frequente che la patologia li renda “asciutti” (sindrome secca). Inoltre, il paziente può lamentare la compresenza di fibromialgia e disturbi visivi, in quanto si manifesta una maggiore sensibilità corneale.
  • Pelle: convivono frequentemente fibromialgia e prurito, oppure formicolio. Negli arti inferiori ciò può anche concretizzarsi in bruciore ai piedi. Lo stesso vale per gli arti superiori: in caso di fibromialgia, le mani possono essere fredde e pallide o cianotiche.
  • Stomaco e intestino: fibromialgia e bruciori di stomaco, così come fibromialgia e intestino irritabile, sono comunemente associati.
  • Polmoni: l’affaticamento dovuto alla fibromialgia è all’origine del fiato corto e di quel senso di oppressione che genera dolore al petto.
  • Benessere generale: infine, dato che la patologia provoca un senso di malessere diffuso e debolezza, è possibile una connessione tra fibromialgia e febbre, così come tra fibromialgia e sudorazione notturna.

Fibromialgia e Vampate di Calore

Alla dolorabilità si associano anche fenomeni quali prurito, formicolii, intorpidimento, ipersensibilità della pelle, vampate di calore. Nelle donne in menopausa sono in genere più intense a livello del volto, del collo e del petto, dove la pelle si può arrossare. Possono essere associate a un aumento della frequenza cardiaca e a una sudorazione intensa seguita da un freddo altrettanto intenso. La loro frequenza varia da caso a caso, in genere durano pochi minuti e compaiono soprattutto di notte. Sia nelle donne che negli uomini il problema può però essere associato anche a vere e proprie patologie, come l’ipertiroidismo, ma anche un tumore alla prostata, all’ipotalamo o all’ipofisi.

In genere il rimedio più efficace alle vampate di calore è l’assunzione di ormoni femminili. Anche gli uomini in cui il problema è scatenato da un trattamento antitumorale possono trarre beneficio dalla loro assunzione. Tuttavia, diversi studi evidenziano potenziali effetti collaterali della terapia ormonale. Per questo bisognerebbe discutere con il medico del rapporto fra rischi e benefici nel proprio caso specifico. Quando le vampate di calore sono associate alla menopausa rivolgersi a un medico aiuta a gestirle nel modo migliore possibile, in modo che non incidano significativamente sulla qualità della vita.

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Diagnosi della Fibromialgia

La diagnosi di fibromialgia è principalmente clinica e si basa su una valutazione completa dei sintomi. La diagnosi di sindrome fibromialgica la può fare solo uno specialista reumatologo. Possiamo però ipotizzare questa condizione in presenza per lunghi periodi di una serie di sintomi, che possono tuttavia variare in intensità e frequenza da persona a persona. La fibromialgia è una patologia complessa e difficile da diagnosticare, poiché i sintomi che provoca non sono specifici e possono somigliare a quelli di molte altre malattie. Lo specialista di riferimento per questa malattia è il reumatologo, che procede con una visita approfondita raccogliendo informazioni sulla storia clinica del paziente (anamnesi), verificando che il dolore sia presente da almeno tre mesi e valutando la sensibilità nei cosiddetti tender points. Il medico può utilizzare strumenti diagnostici come il Widespread Pain Index (WPI) e la Symptom Severity Scale (SS) per valutare l’estensione del dolore e la gravità dei sintomi. Il criterio dei “tender points” è stato in larga parte abbandonato già dal 2010 con la revisione dei criteri diagnostici dell’American College of Rheumatology (ACR).

Alla diagnosi di fibromialgia si arriva per esclusione, quando siano state accantonate tutte le altre possibili cause dei sintomi sopracitati. Non esistono test di laboratorio specifici per individuare la sindrome fibromialgica, e lo stesso vale per gli esami strumentali. Attualmente la via più sicura per diagnosticare con buona sicurezza la fibromialgia è la valutazione dei 18 tender points (o punti dolenti), che deve essere effettuata da uno specialista della malattia. Si effettua stimolando questi specifici punti dislocati in tutto il corpo con la digitopressione.

Trattamento e Rimedi

La gestione della fibromialgia richiede un approccio multidisciplinare che combini trattamenti farmacologici e non farmacologici. Un approccio efficace alla gestione della fibromialgia include numerose strategie non farmacologiche. La sindrome fibromialgica è una patologia dolorosa cronica, e quindi non guarisce, e non ha “durata”.

Magnesio

Per essere davvero efficace il Magnesio deve essere utilizzato in forma di sale organico: pidolato, bisglicinato, glicerofosfato di Magnesio vengono assorbiti più facilmente rispetto ai sali inorganici, migliorando l’efficace terapeutica e minimizzando i fastidi intestinali. Se oltre ai dolori muscolari e alla stanchezza sono presenti anche disturbi del sonno è possibile affianca estratti fitoterapici come il Biancospino che lavorando in sinergia al Magnesio svolgono un’ottima azione rilassante e di filtro emotivo.

Agopuntura

Anche la Medicina Tradizionale Cinese può rappresentare un’interessante opzione terapuetica. Una meta-analisi pubblicata sulla prestigiosa rivista Cochrane nel 2013 ha dimostrato che l’agopuntura, e ancora di più l’elettroagopuntura, migliorano il dolore, la rigidità, il sonno e la stanchezza nelle persone affette da fibromialgia, favorendo un benessere globale (Deare JC et al. Uno dei punti più utilizzati in caso di fibromialgia si chiama Dabao (SP21) che è localizzato sul costato a livello della linea ascellare media in corrispondenza del sesto spazio intercostale.

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Dieta

Sebbene non esista una dieta specifica per la fibromialgia che agisca come una bacchetta magica, alcune scelte alimentari possono influenzare positivamente i sintomi. Una dieta ricca di antiossidanti e povera di alimenti processati può contribuire a ridurre l’infiammazione e migliorare il benessere generale. Alimenti ricchi di magnesio, come verdure a foglia verde, noci e semi, possono favorire il rilassamento muscolare e ridurre la fatica. Anche gli acidi grassi omega-3, presenti nel pesce e nell’olio di lino, hanno effetti antinfiammatori che potrebbero giovare ai pazienti con fibromialgia. La dieta non è una cura per la fibromialgia, che è una sindrome cronica, tuttavia, assumere certe alimenti e ridurne altri, può aiutare ad alleviare i sintomi dolorosi. Ad esempio, sono consigliati tutti i cibi freschi che contengano antiossidanti e fibre, in particolare frutta (sia fresca che secca) e verdura (ad eccezione di quelli che contengono solanina, tra cui pomodori, melanzane e patate), olio extravergine d’oliva, pesce, cereali integrali, germogli, erbe aromatiche quali salvia, alloro, rosmarino, basilico e spezie tra cui la curcuma e lo zenzero. Sempre allo scopo di attenuare i disturbi sono sconsigliate o da limitare fortemente le bevande alcoliche, l’eccesso di zuccheri raffinati e i carboidrati con glutine, sale, latticini, e grassi saturi e trans.

Altri Trattamenti

Molti pazienti con fibromialgia trovano sollievo anche dai trattamenti in acque termali calde, che possono ridurre il dolore, migliorare la circolazione e l'equilibrio, rilassare i muscoli e favorire la respirazione. L’attività fisica dovrebbe essere svolta preferibilmente sotto la supervisione di un fisioterapista esperto nella gestione della malattia, che possa guidare nella pianificazione di un programma personalizzato. Inoltre, tecniche di gestione dello stress e terapie mente-corpo (es. I gruppi di auto-aiuto offrono ai pazienti un'opportunità di condividere esperienze, strategie e supporto emotivo con altre persone affette dalla stessa condizione.

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