L'alimentazione gioca un ruolo cruciale nel mantenimento della salute e può influenzare significativamente lo sviluppo di varie malattie, tra cui il cancro.
Fattori Epigenetici e Stile di Vita
Oltre ai fattori genetici, i "Fattori Epigenetici" legati allo stile di vita, come l'alimentazione, il controllo del peso, l'attività fisica, la qualità del sonno e la gestione dello stress, possono avere un impatto determinante sulla salute.
L'Influenza dell'Alimentazione
Una recente ricerca pubblicata su "Nature Metabolism" ha evidenziato come una dieta ricca di grassi e zuccheri possa alterare le cellule staminali dell'intestino, aumentando il rischio di obesità, diabete e tumori. L'intestino funge da regolatore centrale dell'energia e dell'omeostasi di glucosio, proteine e grassi, rispondendo rapidamente ai cambiamenti dietetici e nutrizionali. L'eccessiva attività proliferativa delle cellule staminali intestinali potrebbe essere un meccanismo chiave nello sviluppo di tumori intestinali.
Nutrizione e Tumori: Un Legame Complesso
Il legame tra alimentazione e cancro è complesso, poiché ogni giorno ingeriamo migliaia di sostanze chimiche che possono influenzare il processo di cancerogenesi. Un'alimentazione standard può fornire più di ventimila sostanze con attività biologica, molte delle quali possono modificare varie fasi del processo di cancerogenesi, da sole o in associazione con altre.
Zuccheri e Carboidrati Raffinati
Le diete ricche di zuccheri semplici e carboidrati raffinati (farine 0, farine 00, pane bianco) possono promuovere lo sviluppo di tumori, aumentando la produzione di insulina, causando aumento di peso, danneggiando le proteine con processi come la glicosilazione e aumentando lo stress ossidativo. I cibi ricchi di zuccheri alterano i lipidi plasmatici, in particolare i trigliceridi, e sono causa di sovrappeso e obesità.
Leggi anche: Proteina C-reattiva: un marker predittivo per il cancro?
Grassi "Trans"
Gli acidi grassi "Trans" sono altamente nocivi, sia per il rischio di malattie cardiocircolatorie, sia perché favoriscono uno stato infiammatorio subclinico. Questi grassi si formano nel processo di idrogenizzazione dei grassi vegetali e alterano la struttura delle membrane cellulari, favorendo l'infiammazione, la resistenza all'insulina, l'obesità e il diabete.
Carni e Insaccati
Alcuni componenti dei cibi possono danneggiare il DNA delle cellule, avendo un'attività mutagena. Il ferro-eme, abbondante nelle carni rosse, promuove lo sviluppo di tumori intestinali inducendo la formazione di nitrosamine cancerogene. Nelle carni conservate, trattate con nitrati e nitriti, il ferro-eme è nella forma nitrosilata, risultando ancora più efficiente nel promuovere il cancro. Sostanze cancerogene come le amine eterocicliche si formano nella cottura della carne ad alte temperature. La cottura ad alte temperature e/o con esposizione diretta alla fiamma favorisce la formazione di idrocarburi aromatici policiclici cancerogeni. Carni rosse e insaccati sono anche associati al tumore del pancreas.
Un buon consumo di verdura e frutta nello stesso pasto può ridurre il rischio associato al consumo di carne, grazie all'alta concentrazione di sostanze antiossidanti che riducono la formazione di nitrosamine cancerogene.
Bevande Zuccherate e Alcoliche
Studi hanno evidenziato una correlazione tra il consumo di bevande zuccherate e dolcificate con fruttosio o sciroppo di glucosio e tumori di mammella, intestino, fegato e pancreas. I fattori di crescita presenti nel latte vaccino e nei suoi derivati, se consumati in eccesso, possono favorire lo sviluppo di alcuni tumori, in particolare della mammella, dell'ovaio e della prostata. Il consumo di bevande alcoliche è associato a un aumentato rischio di tumori della mucosa orale, della gola e dell'esofago, soprattutto in chi fuma. Le bevande alcoliche sono anche associate a un rischio maggiore di cancro della mammella, dell'intestino e del pancreas.
Frutta e Verdura
La protezione offerta da verdura e frutta è stata confermata da numerosi studi. La protezione delle verdure è stata confermata per il cancro del polmone, mentre la protezione della frutta è stata confermata per i tumori delle prime vie aero-digestive, dell'esofago e dello stomaco. Mentre non ci sono particolari limitazioni al consumo quotidiano di verdure, il consumo quotidiano di frutta non deve essere eccessivo, a causa del contenuto di zuccheri. Inoltre, aumentando molto il consumo di frutta e, quindi, di antiossidanti, si rischia, paradossalmente, di proteggere le cellule tumorali.
Leggi anche: Ricerca oncologica: la scoperta
Nel paziente tumorale, è necessario limitare o sconsigliare l'assunzione di integratori contenenti mixer di vitamine e minerali, poiché è stato osservato un incremento di recidive tumorali con l'assunzione di tali sostanze.
Legumi e Cereali Integrali
Il Codice Europeo Contro il Cancro raccomanda di basare la dieta quotidiana prevalentemente su cibi di provenienza vegetale non industrialmente raffinati, con una ampia varietà di cereali integrali, legumi, verdura e frutta, con attenzione a non consumare però frutta in eccessiva quantità giornaliera. La protezione è altamente significativa per tutti i tumori intestinali e per il cancro della mammella. Aumentando di 10 grammi al giorno le fibre consumate ogni giorno si riduce il rischio di cancro dell'intestino del 10%, e del cancro della mammella del 5%.
Pasta e Pane Integrali
I cibi integrali erano regolarmente consumati fino a circa 100 anni fa e sono alimenti a basso indice glicemico, a differenza delle farine raffinate. La masticazione più prolungata di cui tali cibi necessitano aiuta a non sviluppare sovrappeso od obesità, stimolando la produzione di neuropeptidi che segnalano al cervello di ridurre l'appetito. Ottima scelta anche la pasta prodotta con sole farine di legumi, priva di glutine, di grassi saturi ed animali, ha un buon apporto di proteine vegetali ed un basso indice glicemico.
Proteine Animali
Un elevato consumo giornaliero di proteine animali aumenta il rischio tumorale. Non occorre consumare un apporto quotidiano eccessivo di proteine, sia animali che vegetali. Un soggetto sedentario dovrà assumere una quota proteica (meglio se vegetale per il 70%) pari a 0,80 grammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno.
Linee Guida dell'European Code Against Cancer
Le linee guida dell'European Code Against Cancer forniscono indicazioni per una corretta alimentazione preventiva e da attuare durante le terapie antitumorali e dopo la guarigione clinica della malattia. L'alimentazione deve essere semplice e sana, con pochi o assenti prodotti industriali precotti, spesso carichi di grassi saturi e di eccessivo sale.
Leggi anche: Il Metabolismo dei Tumori
Cibi da Evitare o Limitare
- Alimenti ultra-processati: patatine, merendine confezionate, caramelle gommose, cioccolatini industriali, biscotti e dolci industriali, bevande zuccherate, bevande energetiche, molti prodotti da fast food, pesce e carne trasformati, salse e condimenti industriali, pizze surgelate, creme spalmabili.
- Eccesso di zuccheri: evitare di mantenere elevati livelli ematici di insulina, l'ormone che il nostro organismo produce per consentire l'ingresso e l'utilizzazione dello zucchero nei tessuti.
- Carni conservate: affettati, salumi, insaccati, da evitare il più possibile.
Cibi Consigliati
- Verdure: non dovrebbero mai mancare in tavola. Molte verdure contengono antiossidanti e fitochimici che aiutano a combattere il cancro.
- Cereali integrali e legumi: basare la dieta quotidiana prevalentemente su cibi di provenienza vegetale non industrialmente raffinati.
Miti da Sfatare
- Supercibi: Non esistono "supercibi" in grado di prevenire il cancro.
- Dieta specifica anti-tumore: Non esiste una dieta specifica per prevenire lo sviluppo di un tumore.
- Vitamine: Se l'alimentazione è sana e corretta, non serve ricorrere a integratori vitaminici perché tutte le vitamine necessarie sono assunte con l'alimentazione.
- Carne rossa: La carne rossa non è un alimento da demonizzare in una dieta sana nemmeno nei pazienti oncologici.
- Dieta vegana: Non vi sono attualmente prove che dimostrino i benefici per la salute di una dieta vegana.
- Digiuno: Attualmente, non è ancora dimostrata scientificamente la correlazione tra digiuno e tumore.
Attività Fisica
Un’attività fisica moderata e personalizzata migliora la qualità di vita e riduce il rischio di mortalità e di sviluppo di malattie cardiovascolari, soprattutto per i pazienti affetti da tumori della mammella, del colon-retto e dell’endometrio.
Tabella riassuntiva dei consigli alimentari:
| Alimenti da preferire | Alimenti da limitare | Alimenti da evitare |
|---|---|---|
| Verdure fresche e di stagione | Carni rosse (massimo 500g a settimana) | Alimenti ultra-processati |
| Frutta fresca (con moderazione) | Bevande zuccherate | Carni conservate (salumi, insaccati) |
| Cereali integrali e legumi | Alcolici | Eccesso di zuccheri raffinati |
| Pasta e pane integrali | Grassi saturi | Grassi "Trans" |
Il Ruolo delle Proteine
Le proteine sono essenziali per la costruzione e la riparazione dei tessuti, per il trasporto di nutrienti e per molte altre funzioni vitali. Tuttavia, un eccessivo consumo di proteine animali è stato associato a un aumento del rischio di alcune forme di cancro. È importante bilanciare l'apporto proteico, privilegiando fonti vegetali come legumi e cereali integrali.
Le proteine sono il prodotto finale dell’assemblaggio di una sequenza di amminoacidi. Di queste unità funzionali esistono circa 300 tipi, ma soltanto 20 amminoacidi sono coinvolti nella composizione delle proteine. Una persona adulta può sintetizzare 11 di questi amminoacidi (alanina, arginina, acido aspartico, cisteina, acido glutammico, glicina, prolina, serina, tirosina, asparagina e glutammina). I restanti 9 (fenilalanina, treonina, triptofano, istidina, metionina, lisina, leucina, isoleucina e valina) devono invece essere assunti necessariamente con la dieta: ecco perché si parla in questo caso di amminoacidi essenziali.
Proteine: Quante Consumarne?
Alla popolazione adulta è raccomandata l’assunzione di 0,9 g di proteine al giorno per kg di peso corporeo. Nei bambini e nei ragazzi fino a 17 anni, l’assunzione raccomandata è invece di circa 1 g di proteine giornaliero per kg. Un valore pressoché analogo (1,1 g al giorno per kg) è indicato per gli anziani, per prevenire la perdita di tessuto muscolare e mantenere l’organismo in uno stato di nutrizione adeguato.
Oggi, piuttosto, il rischio a cui è esposta la società occidentale è l’eccesso di proteine. Un esempio sono le scelte di alcuni sportivi o di chi segue diete iperproteiche con finalità dimagranti. A volte l’eccesso proteico è per necessità, perché uova e carne possono essere molto semplici e veloci da cucinare. La tendenza delle diete iperproteiche è cavalcata anche dall’industria alimentare.
Diete Iperproteiche: Perché è Meglio Evitarle?
Ogni dieta ad alto contenuto proteico deve essere concordata con uno specialista, a cui sottoporsi anche per controlli periodici. L’adozione di una dieta iperproteica “fai-da-te” soprattutto se seguita per diversi mesi, può infatti comportare seri effetti collaterali. Limitare drasticamente l’apporto di certi nutrienti prediligendone altri può infatti determinare scompensi in termini di fabbisogno giornaliero e, a lungo termine, anche gravi danni alla salute.
Consumo di Proteine e Cancro: Cosa Sappiamo?
Con i limiti che caratterizzano tutti gli studi legati alla nutrizione, i dati finora raccolti possono essere considerati rassicuranti. I rischi da questo punto di vista sembrano essere legati al consumo eccessivo di alimenti di origine animale, in particolare di carni rosse e trasformate. Alcuni studi epidemiologici hanno correlato, infatti, la maggiore assunzione di questi cibi con una più alta probabilità di sviluppare alcune forme di cancro.
Il Cancro e il Consumo di Energia
Il cancro, per proliferare, sottrae calorie all’organismo. Secondo alcuni studi è stato calcolato che il tumore sia in grado di sottrarre addirittura dalle 300 alle 500 calorie al giorno e da 15-20 gr di proteine quotidiane. Quando si sviluppa un tumore, si stabilisce una interazione tra cellule neoplastiche e cellule dell’ospite (le cellule della persona malata). Ciò determina l’attivazione di una risposta infiammatoria con un conseguente aumento del catabolismo, ossia la distruzione delle sostanze nutritive per permettere alle cellule cancerogene di proliferare.
Anoressia Neoplastica
Le alterazioni metaboliche dettate dalla presenza delle cellule cancerogene determinano un’anoressia che non è dunque di tipo nervoso, quella comunemente nota, ma è un’anoressia neoplastica che ha però le ripercussioni tipiche della mancanza di un adeguato apporto nutritivo. Il paziente, già provato dalla malattia, si indebolisce ulteriormente, accusa fatica e stanchezza e il suo peso, sempre più ridotto, non gli permette di portare a termine le terapie.
Cosa Fare Concretamente?
Il gap calorico e proteico deve essere colmato tramite interventi di counseling nutrizionale che comprendono piani dietetici personalizzati con alimenti arricchiti e un supporto psicologico. Questo il mondo ideale. Ma che cosa succede nella realtà?
La malnutrizione causerebbe ben oltre 30.000 decessi all’anno. Sono ancora pochi, infatti, gli ospedali che assistono i malati di cancro e che garantiscono loro anche la presenza di un pool di nutrizionisti clinici in grado di supportare il lavoro di oncologi, chirurghi e radioterapisti.