Ormai sempre di più il veganesimo, o il vegetarianismo, è una pratica alimentare che si diffonde a macchia di leopardo, specie tra i più giovani ma non solo. Ma quel che soprattutto manca al veganesimo è un’ideologia, un apparato filosofico che lo renda pienamente una visione del mondo.
Restano da analizzare alcuni aspetti fondamentali di questa tendenza in crescita.Va riconosciuto che il veganesimo è ispirato da preoccupazioni lecite: mangiare solo quello che non ha origini animali, non fomentare l’industria dello sterminio e l’inquinamento che ne deriva. Nobili intenzioni…
Veganismo: Una Scelta Etica e Filosofica
Anzitutto, bisogna capire che, a differenza che da noi, il diritto anglosassone è molto sensibile alla tutela delle minoranze religiose, etniche, ma anche appunto filosofico-etiche. Chiarito questo aspetto, il senso della sentenza in realtà è un altro da ciò che si potrebbe pensare: dare dignità etica a una posizione che infatti etica è.
Vegani o vegetariani sono stati tantissimi filosofi antichi, con argomentazioni filosofico-religiose che varrebbe la pena riscoprire, così come moltissimi intellettuali cristiani e santi, per non parlare anche di esponenti religiosi di religioni non occidentali. E ancora scrittori famosi, poeti, artisti: in breve il rifiuto di non mangiare animali è una posizione filosofico-etica (religiosa in questo senso) importante e di tradizione antichissima.
C’è una distinzione fondamentale tra l’avere una visione etica del mondo e l’essere violento verbalmente o fisicamente. Una visione etica forte può diventarlo, ma anche no: il mondo è pieno di bellissime utopie che hanno cambiato il mondo senza violenza. Dunque interpretare questa sentenza come una patente di intolleranza è ridicolo e anche antistorico.
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Le Motivazioni Dietro la Scelta Vegana
Troppi sono i motivi che ci dovrebbero spingere a ridurre o eliminare le proteine animali: benessere del corpo, longevità, riduzione delle emissioni in atmosfera e infine, ovviamente, il fatto che non vadano più al macello miliardi e miliardi di animali nel mondo.
Le motivazioni di chi cerca prodotti “senza tracce di ingredienti animali” sono molte e diverse.
- Etica: Per alcuni è una scelta filosofica o religiosa, perché si dissociano da ogni tipo di sfruttamento delle altre specie animali.
- Salute: Per altri una decisione dettata da motivi di salute e benessere personale, magari perché cercano una dieta con meno grassi e colesterolo o perché hanno intolleranze alimentari, per esempio al latte.
- Ecologia: La preoccupazione per il cambiamento del clima, l’impatto ambientale degli allevamenti, la sostenibilità ambientale.
Tra i vegani "la sensibilità ecologista è venuta in auge solo di recente" , dice quasi senza nascondere un certo stupore, "mi auguro che le nuove generazioni, sempre più sensibili al tema ambientale, si aggreghino. Il cambiamento di rotta è urgente".
L'Ascesa dei Prodotti Vegani nel Mercato Alimentare
Anche in Italia i prodotti “vegan” sono entrati nella grande distribuzione organizzata. Non è più necessario cercarli in negozi specializzati e vagamente alternativi.
Sui banchi dei supermercati ormai c’è una nuova generazione di “surrogati”: prodotti che sembrano carne, ma non lo sono, sanno di formaggio, ma non nascono dal latte. “Il cibo vegano è diventato mainstream”, osserva Albino Russo, direttore dell’ufficio studi della Coop. È successo negli ultimi dieci anni.
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Secondo la società di indagini di mercato Nielsen, che studia i comportamenti dei consumatori incrociandoli con le informazioni riportate sulle etichette dei prodotti che acquistano, nel 2019 l’insieme dei prodotti vegetariani e vegani rappresentava il 5,3 per cento del valore delle vendite della grande distribuzione organizzata, il 4,5 per cento in più rispetto all’anno prima, e la componente principale è quella vegana. Una nicchia, certo, ma significativa.
Anche perché “sono i prodotti che crescono più in fretta”, aggiunge il dirigente delle Coop, “e l’industria alimentare se n’è accorta”. La corsa a occupare il nuovo mercato dunque è aperta. Le multinazionali agroalimentari, da Nestlè a Unilever, inventano nuove etichette. Anche in Italia, grandi fabbricanti di carne e prodotti caseari hanno cominciato a proporre prodotti surrogati di origine vegetale: in Emilia Romagna c’è addirittura un’azienda che da un lato della strada produce rinomate mortadelle (vere) e dall’altro lato surrogati “vegani” a base di proteine del grano.
Intanto si moltiplicano le piccole e medie aziende che lavorano legumi e spezie per trasformarli in cibi pronti di qualità. “In dieci anni abbiamo visto una trasformazione profonda”, osserva Pompea Gualano, fondatrice dell’agenzia di comunicazione Iwy - Ethical Communication, che ha sede a Milano e promuove consumi vegani. “Siamo passati da un unico tipo di burger vegetale, e neppure tanto appetitoso, a interi scaffali nei supermercati. La scelta è sempre più ampia, e il giro d’affari è multimiliardario”.
La Crescita del Mercato Vegano: Dati e Tendenze
La seguente tabella riassume la crescita del mercato vegano negli ultimi anni, basandosi sui dati di Nielsen e Coop:
| Anno | Valore dei prodotti vegetariani e vegani nelle vendite della GDO | Variazione rispetto all'anno precedente |
|---|---|---|
| 2018 | [Dato mancante] | [Dato mancante] |
| 2019 | 5,3% | 4,5% |
Vegani: una setta?
I suoi detrattori lo trovano estremista, i suoi sostenitori lo considerano l’unica via d’uscita dalla distruzione del pianeta. Resta comunque il fatto che il veganesimo è percepito come una setta e i suoi accoliti sono visti come i testimoni di Geova dell’alimentazione.
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Daniela Martani, ex gieffina e nota vegana, attacca i vegani definendoli una setta. «È stato il compleanno di mio fratello, ho mangiato una fetta di torta con la panna, quindi fatta con il latte. Dopo 5 anni che sono vegana, anche se a questo punto non voglio neanche più utilizzare questo termine, diciamo dopo che ho eliminato tutti i cibi che derivano da animali. Non voglio più utilizzare questo termine, dopo quello che è successo sono rimasta scioccata. Mi viene da pensare che i vegani siano una setta», ha spiegato.
Dopo anni di stretta osservanza dei precetti Veg ha mangiato un paio di uova e qualche fettina di salmone selvaggio. Ma la colpa di Shieff è stata giudicata ancor più grave visto che i peccati di gola sono stati commessi mentre seguiva un programma di digiuno a base di sola acqua della durata di 35 giorni.
Davanti a tanta sregolatezza un onnivoro si fa una risata e solidarizza immediatamente con il povero Tim. Invece i colleghi e membri della sua tribù alimentare lo hanno costretto a dimettersi e ad allontanarsi per sempre dal mondo vegano. La sua immagine, ormai compromessa in maniera irreversibile, getterebbe infatti discredito sul marchio e perfino sugli acquirenti. Quasi che i prodotti venissero contaminati dalla colpa del produttore.
L’episodio ricorda gli estremismi delle antiche sette religiose che consideravano il cibo come il terreno di una battaglia tra il Bene e il Male. Dove il male era la carne, considerata non un dono di dio, ma un’invenzione del diavolo. La differenza è che per i neo-penitenziali di oggi la posta in gioco non è più la salvezza dell’anima, ma la salute degli animali (uomo compreso) e del Pianeta. Che non contempla errore, comprensione, debolezza, dubbio e perdono.
Domande Frequenti sul Veganismo
Ci sono molte domande che le persone si pongono riguardo al veganismo. Ecco alcune delle più comuni:
- Cosa mangiano i vegani? L’alimentazione vegan comporta il consumo di tutti gli alimenti escludendo quelli di origine animale: carne, latte, uova e miele. I cereali, le verdure, la frutta, i legumi e tantissimi altri alimenti sono invece la base di questa alimentazione, che a differenza di quanto si possa credere è molto variegata.
- Mangiare carne è naturale? L’essere umano ha l’anatomia simile a quella dei frugivori esattamente come gli altri primati. Millenni di adattamento hanno reso possibile, ma non indispensabile, mangiare carne.
- Le mucche fanno il latte e se non vengono munte soffrono. Le mucche, come qualsiasi altro mammifero, iniziano la produzione di latte esclusivamente al termine della gravidanza per il proprio vitello.
- Se non si mangiassero gli animali, questi si moltiplicherebbero a dismisura. Se non si allevassero gli animali, questi semplicemente non nascerebbero.
- La soia causa deforestazione! I vegani ne mangiano troppa. Alla coltivazione della soia viene imputata gran parte della responsabilità nella deforestazione dell’Amazzonia. L’affermazione è corretta ma in questo caso non solo non dipende dai vegani, ma è al contrario un problema direttamente collegato al consumo di prodotti di origine animale.
- Abolirei gli allevamenti intensivi, ma voglio mangiare carne. Più del 90% degli animali utilizzati per l’alimentazione provengono da allevamenti intensivi, luoghi terribili per gli animali, dannosi per l’ambiente e pericolosi per la salute.
- Perché non mangiate il miele? Le api producono il miele a partire dai fiori, tramite un processo simile al processo digestivo, per garantire l’approvvigionamento per l’inverno per tutto l’alveare.
- Anche il leone mangia la gazzella, è la catena alimentare, è la natura. Non si può parlare di natura e di catena alimentare, perché non c’è niente di naturale nel processo che noi oggi conosciamo che comporta l’allevamento intensivo.
- Quando vai al supermercato, l’animale è già morto, tanto vale mangiarlo. Il supermercato offre ciò che i consumatori richiedono. Se un prodotto non viene acquistato, verrà presto sostituito con alternative più richieste, perché l’interesse è solo uno: il guadagno.