Negli ultimi anni, si è assistito a un aumento esponenziale del numero di persone che, con l’obiettivo di ridurre il proprio peso corporeo, ricorrono alla cosiddetta dieta chetogenica, ovvero un regime alimentare basato su una drastica riduzione dell’apporto giornaliero di carboidrati, favorendo come macronutrienti prevalentemente i grassi e in misura minore le proteine. Data la crescente popolarità di questo approccio, è fondamentale esaminare i benefici e i rischi associati all'uso della metformina in combinazione con una dieta a basso contenuto di carboidrati, soprattutto nel contesto del diabete.
Dieta Chetogenica e Diabete
Recentemente è stato pubblicato un lavoro che ricapitola tutte le evidenze scientifiche riguardanti la applicazione di tale approccio per trattare le persone con diabete. Il campo di applicazione più appropriato sembra essere invece quello del trattamento di soggetti con alterazioni della glicemia che precedono il diabete o nel caso del diabete tipo 2. Qui il corpo degli studi a disposizione è molto più ampio; si tratta in vero di molti studi, ma che coinvolgevano poche decine di pazienti ciascuno. La dieta chetogenica, che è stata comparata in molti casi con la dieta standard raccomandata quotidianamente ai nostri pazienti, ha dato risultati sempre, in tutti gli studi, nettamente migliori in termini di riduzione della glicemia, del peso corporeo e migliorando persino i livelli di colesterolo.
Diabete di Tipo 1
I casi affetti da diabete tipo 1 trattati con dieta chetogenica in età infantile sono pochissimi: 6 di cui 3 affetti da epilessia appunto. Qualche centinaio invece le osservazioni in soggetti adulti con la stessa patologia.
Diabete di Tipo 2
La metformina rappresenta nella maggior parte dei pazienti la terapia farmacologica di prima scelta nel diabete di tipo 2, da sola o in associazione ad altri anti-iperglicemizzanti orali o iniettivi, quando le modifiche dello stile di vita (alimentazione ed attività fisica in primis) non siano sufficienti. In alcuni casi, la metformina viene utilizzata anche nel diabete di tipo 1, in associazione all’insulina. Nei pazienti con rischio cardiovascolare, scompenso cardiaco o malattia renale (microalbuminuria) la metformina viene sempre più spesso associata ad altri farmaci antidiabetici (GLP-1 analoghi, SGLT-2 inibitori) precocemente se non dal momento della diagnosi di diabete tipo 2, non tanto per ridurre ulteriormente la glicemia, quanto per proteggere la persona con diabete dal rischio di ulteriori eventi.
Cos'è la Metformina?
La metformina è un farmaco ipoglicemizzante utilizzato per trattare il diabete, in particolare il diabete di tipo 2. Negli adulti, la metformina può essere usata in monoterapia o in associazione con altri agenti antidiabetici orali o con insulina. La metformina è in grado di ridurre le complicanze correlate al diabete in pazienti adulti sovrappeso affetti da diabete di tipo 2 come terapia di prima linea in seguito al fallimento del regime dietetico. La terapia con metformina è raccomandabile sin dalla diagnosi di diabete e, quando ben tollerata, deve sempre accompagnare tutte le scelte terapeutiche successive, inclusa l’insulina.
Leggi anche: Metformina: benefici e rischi
Meccanismo d'Azione
Per quanto riguarda il diabete, la metformina riduce la produzione epatica di glucosio (gluconeogenesi) e il suo assorbimento intestinale e soprattutto svolge un significativo effetto insulino-sensibilizzante nelle persone che soffrono di diabete tipo 2, cioè fa sì che l’insulina funzioni meglio e questo si innesta perfettamente nella patogenesi del diabete mellito tipo 2. La metformina svolge i suoi effetti benefici nel diabete tipo 2 anche con numerosi altri meccanismi; per esempio, modulando lo stress ossidativo che nel soggetto con diabete, obesità o altre malattie croniche è costantemente più elevato.
Benefici della Metformina
La metformina rappresenta un farmaco evergreen, ancora attuale perché oltre a impedire molto bene l’aumento della glicemia (iperglicemia), - tra l’altro in questo senso è uno dei farmaci più efficaci in termini di riduzione dell’emoglobina glicata e senza il rischio di episodi di ipoglicemia -, svolge anche altri effetti extraglicemici. La metformina concorre a proteggere dal rischio cardiovascolare, favorisce la perdita di peso corporeo e, secondo numerosi studi, ha un ruolo nel miglioramento della prognosi sul rischio di cancro come trattamento associato alla terapia antitumorale. Testata sul metabolismo dell’osso, la metformina ne migliora la qualità e riduce il rischio di fratture in pazienti con diabete tipo 2.
Altri Utilizzi
Nella pratica clinica, la metformina viene utilizzata anche ‘off-label’ in condizioni quali la Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS), con o senza diabete. I risultati di un nuovo studio di coorte americano hanno fornito ulteriori conferme sul potenziale ruolo protettivo del farmaco contro la demenza di nuova insorgenza negli anziani (> 65 anni) con diabete di tipo 2.
Rischi e Considerazioni
Primo punto, forse il più sostanziale: affinché una terapia possa venire accolta come raccomandazione da parte dei medici, necessita di studi condotti su campioni di popolazione molto numerosi non solo per essere certi dell’efficacia ma anche della sicurezza di un trattamento. L’esperienza con la dieta chetogenica è, sia nella vita comune di chi l’ha praticata, sia negli studi condotti, episodica e di breve durata.Si sottolinea che gli inibitori della SGLT2 possono, in rarissimi casi, favorire la chetoacidosi; dunque, sarebbe quantomeno imprudente utilizzarli durante un regime alimentare chetogenico, gli stessi agonisti del recettore del GLP-1 possono dare effetti collaterali non irrilevanti in regimi alimentari sbilanciati.
Effetti Collaterali della Metformina
Gli effetti collaterali tipici che si possono osservare dopo l’assunzione di metformina in circa un paziente su 10 sono problemi digestivi come nausea, vomito, diarrea, mal di pancia e perdita di appetito. In alcuni pazienti si può anche avere una alterazione del gusto. Questi effetti indesiderati compaiono più spesso all’inizio del trattamento. Può risultare utile suddividere le dosi di farmaco nel corso della giornata e assumere la metformina durante o subito dopo il pasto.
Leggi anche: Metformina: un aiuto per dimagrire?
Precauzioni
I pazienti con GFR compresa tra 59 e 30 mL/min possono avere un aumentato rischio di acidosi lattica e quindi i rischi e benefici dell’eventuale trattamento con metformina devono essere valutati con attenzione. Deve essere prestata cautela nell’iniziare il trattamento con medicinali che possano compromettere in modo acuto la funzione renale come antipertensivi, diuretici e gli antiinfiammatori non steroidei (FANS)) in pazienti trattati con metformina. Prestare particolare attenzione anche in caso di cosomministrazione della metformina assieme ad altri farmaci antidiabetici che possono causare ipoglicemia (sulfoniluree, insulina, meglitinidi). L’uso concomitante con alcol non è raccomandato. L’intossicazione etilica acuta è associata a un aumento del rischio di acidosi lattica, soprattutto nei casi di digiuno, malnutrizione o compromissione epatica.
Dosaggio e Somministrazione
È importante assumere sempre la metformina seguendo esattamente le istruzioni del medico. Il dosaggio iniziale può variare sulla base dell’età del paziente e della sua funzionalità renale. In monoterapia e in associazione con altri agenti antidiabetici orali: la dose di partenza usuale è pari a 500 mg o 850 mg di metformina 2 o 3 volte al giorno somministrati durante o dopo i pasti. Dopo 10 - 15 giorni la dose deve essere adattata in base agli esiti delle misurazioni della glicemia. La dose massima raccomandata di metformina negli adulti è di 3 g al giorno, da assumere in 3 dosi separate.
Cosa Fare in Caso di Dimenticanza
La dimenticanza di una compressa di metformina non rappresenta un grosso problema perché la concentrazione del farmaco sale rapidamente e dura in effetti poco tempo (esiste anche la formulazione di metformina a lento rilascio quindi più prolungata nel tempo, indicata per chi soffre di effetti gastrointestinali con la formulazione standard) ma il suo effetto è quello di stimolare il metabolismo per cercare di ottimizzare l’utilizzo del glucosio nei tessuti.
Metformina e Pre-diabete
In molti casi, la diagnosi di diabete mellito di tipo 2 è preceduta da una fase cosiddetta di “pre-diabete” del tutto asintomatica, caratterizzata da livelli di glucosio nel sangue lievemente superiori alla norma. In questo contesto, la metformina è stata utilizzata in uno studio a lungo termine per valutare se fosse stata in grado di prevenire lo sviluppo di diabete quando somministrata in persone ad alto rischio di manifestarlo quindi con una glicemia borderline per la diagnosi di diabete.
Tabella Riepilogativa: Metformina e Dieta Chetogenica
| Aspetto | Metformina | Dieta Chetogenica |
|---|---|---|
| Benefici | Riduzione glicemia, protezione cardiovascolare, perdita di peso. | Riduzione glicemia, perdita di peso, miglioramento colesterolo. |
| Rischi | Problemi digestivi, acidosi lattica (rara). | Effetti collaterali non ben definiti a lungo termine. |
| Uso | Diabete tipo 2, PCOS, prevenzione demenza. | Gestione del peso, controllo glicemico in pre-diabete e diabete tipo 2. |
| Considerazioni | Monitoraggio renale e cardiaco. | Necessità di studi su larga scala e a lungo termine. |
È fondamentale consultare sempre un medico prima di intraprendere qualsiasi cambiamento significativo nella dieta o nell'assunzione di farmaci, specialmente in presenza di condizioni mediche preesistenti come il diabete.
Leggi anche: Studi sulla Metformina e Perdita di Peso
tags: #metformina #e #dieta #senza #carboidrati #benefici