Nocciole, Valori Nutrizionali e Dieta Chetogenica: Una Guida Dettagliata

Le nocciole, note per essere la base di gustose preparazioni dolci, sono frutti molto utili all’organismo e la cui origine è estremamente antica. Utilizzate già dagli uomini primitivi, hanno mantenuto la fama di alimento sano e buono allo stesso tempo. Non è un caso se la pianta del nocciolo sia stata fra le prime coltivate dall’essere umano.

Origini e Storia delle Nocciole

L’origine di questo frutto, da testimonianze certe, risale all’ultima era glaciale, collocabile circa 10.000 anni fa. È, invece, da fossili rinvenuti nei paesi nordici dell’Europa che si ha la certezza che venissero utilizzate nell’alimentazione dall’uomo primitivo. A quell’epoca non veniva ancora coltivata, ma rientrava nella dieta così come le bacche e i frutti selvatici.

Originariamente il nocciolo veniva coltivato in Mesopotamia, ma, grazie alle sue proprietà e alla sua bontà, ci mise poco a diffondersi in tutte Europa. In Italia il suo picco storico lo ebbe in epoca romana e, solo più recentemente, venne introdotta nella zona delle Langhe Roero e Monferrato, oggi territorio di maggior rilevanza nazionale per la loro coltivazione.

Proprietà e Caratteristiche Nutrizionali

La nocciola rientra nella categoria della frutta secca. Possiede un elevato potere energetico e un altrettanto elevato contenuto di grassi monoinsaturi. La quasi totalità della composizione della nocciola è costituita da acidi grassi di tipo oleico e linoleico. Si tratta di sostanze fondamentali per l’organismo, in grado di preservare i tessuti dall’invecchiamento e gli organi dalle malattie.

Molto importanti sono anche i nutrienti contenuti al loro interno, in particolare il ferro, il fosforo, il selenio, il rame e il magnesio. Grazie al contenuto di fitosteroli è anche in grado di abbassare il livello di colesterolo LDL e trigliceridi.

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Nocciole e Dieta Chetogenica

Sei agli inizi con la chetogenica? Le nocciole non sono esattamente un alimento adatto alla dieta chetogenica, ma puoi consumarle con moderazione. Contengono circa 6.9 grammi di carboidrati netti per 100 g di parte edibile. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita.

Questo alimento ha un alto impatto ingrassante per via dei macronutrienti e calorie che possiede e potrebbe portare all'aumento di peso se non fai attenzione alle quantità.

Usi in Pasticceria e in Cucina

Il Piemonte è stato fin dal 1600 il territorio padre della pasticceria italiana. Proprio qui vennero inventati i primi cioccolati. Il problema sorse quando Napoleone Bonaparte mise un blocco continentale che impedì alle materie prime di giungere in Europa. Fra di esse il cacao, base della pasticceria piemontese.

Gli astuti pasticceri non si diedero pace finché trovarono una soluzione: l’utilizzo della nocciola. Fu così che la Tonda Gentile delle Langhe divenne l’ingrediente principale del Gianduiotto. Non solo dolci a base di nocciole. Ci sono anche molti accostamenti interessanti come quelli con le carni rosse, in particolar modo con l’agnello.

Varietà di Nocciola

L’Italia è il secondo Paese al mondo per produzione di nocciole. A rendere unico questo territorio è anche il numero di varietà che si incontrano percorrendone le varie regioni. Si è già parlato della Tonda Gentile delle Langhe, la più conosciuta per via del marchio IGP che la contraddistingue dal 1993. La provincia di Viterbo dà i natali alla Tonda Gentile Romana, dal sapore delicato e ottima per realizzare anche liquori. La Nocciola di Giffoni risente delle influenze del terreno vulcanico della provincia di Avellino e presenta un sapore molto aromatico. La Nocciola Siciliana si presta bene ad essere sostituita alle mandorle, regine indiscusse della pasticceria sicula.

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Il metodo KEYLIFE si basa sul concetto della dieta chetogenica o VLCKD, ovvero Very Low Calory Ketogenic Diet. Questa dieta senza carboidrati, evitando l’oscillazione e i picchi dell’insulina, stimola l’ormone Glucagone, che porta alla chetosi.

La resistenza insulinica svolge un ruolo fondamentale nel promuovere o aggravare l’iperandrogenismo e le disfunzioni ovulatorie in caso di Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una sindrome complessa caratterizzata da alterazioni endocrinologiche (iperandrogenismo, disordini del ciclo mestruale, obesità) e metaboliche.

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La dieta chetogenica viene utilizzata in ambito sportivo professionistico per migliorare la performance e in particolare perché migliora la resistenza fisica.

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