Non sarà sicuramente la prima volta che senti nominare la meralgia parestesica. Ma di cosa si tratta realmente? Scopri con Idrokinetik cos’è la meralgia parestesica, quali sono le sue cause e, soprattutto, come può essere curata con successo.
Meralgia Parestesica: Di Cosa Si Tratta?
Con meralgia parestesica si fa riferimento ad una patologia neurologica che interessa il nervo cutaneo femorale, ovvero il nervo laterale della coscia. Si riconosce perché, appunto, determina vere e proprie parestesie locali quali bruciore, formicolio e intorpidimento. Questo disturbo causa puramente una sensazione cutanea, infatti non preclude il corretto svolgimento di tutte le attività motorie, semplici o complesse che esse siano. Ciò è dato dal fatto che il nervo in questione è un nervo sensitivo e non motorio. Dunque una neuropatia che lo colpisce può soltanto alterare la percezione cutanea. Questo genere di patologia ha, inoltre, un’incidenza piuttosto bassa sulla popolazione: si hanno 4 casi ogni 10.000 persone. Tuttavia è necessario considerare che questa patologia non sempre viene riconosciuta e/o diagnosticata, quindi questo unico dato a disposizione potrebbe non essere totalmente preciso.
Dietro una sensazione di dolore, intorpidimento e formicolio che interessa la parte laterale della coscia potrebbe nascondersi la meralgia parestesica, una terminologia complicata che descrive una condizione piuttosto rara a carico del nervo cutaneo femorale (o nervo cutaneo laterale della coscia), che innerva la pelle della coscia e parte della natica: «In genere, i nervi possono assolvere a funzioni sensoriali, motorie o miste, a seconda che controllino la sensibilità, i muscoli oppure entrambi in una determinata area del corpo», descrive il dottor Luca Serra, specialista in Neurochirurgia a Villa Tiberia Hospital, Roma. «Il nervo cutaneo laterale della coscia è un nervo sensitivo, per cui le neuropatie che lo coinvolgono alterano solamente le sensazioni percepite a livello della cute, senza compromettere le capacità motorie».
Quali sono i sintomi della meralgia parestesica
I sintomi sono contenuti nel nome. Dal greco antico “meros” (coscia) e “algos” (dolore), la meralgia parestesica è caratterizzata tipicamente da un senso di sofferenza - spesso intensa e bruciante - nella parte esterna della coscia, pressoché fino al ginocchio. «Ma il dolore non è l’unico sintomo, perché può essere accompagnato da formicolio, intorpidimento e riduzione della sensibilità cutanea, che tendono ad aggravarsi quando si cammina o si staziona a lungo in piedi», spiega il dottor Serra.
Come anticipato i sintomi percepiti riguardano soprattutto bruciore, formicolio, intorpidimento cutaneo e dolore in alcuni casi, soprattutto sul tratto inguinale. Generalmente questi sintomi si avvertono sul lato più esterno della coscia ed è inusuale che si trasformino in veri e propri dolori acuti.
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Il sintomo più caratteristico è il bruciore: una sensazione dolorosa nella parte esterna della coscia, fino al ginocchio. A questo si può accompagnare il formicolio dell’arto.
Quali Sono le Cause della Meralgia Parestesica?
A causare la meralgia parestesica è l’intrappolamento del nervo cutaneo laterale della coscia, che può comprimersi per svariati fattori, come il frequente utilizzo di abiti stretti, una condizione di obesità, lo stato di gravidanza, traumi locali oppure patologie metaboliche quali il diabete mellito o l’ipotiroidismo. «In generale, è più comune nelle donne rispetto agli uomini e si verifica spesso dopo i 40-50 anni, anche se può colpire a qualsiasi età», tiene a precisare l’esperto.
Come la maggior parte delle patologie, anche la meralgia parestesica ha dei fattori scatenanti. Le cause principali del suo sviluppo sono:
- L’obesità, in quanto persone obese generano maggiore pressione a carico del nervo femorale.
- Il diabete, dato che quest’ultimo causa un deterioramento dei nervi.
- Il costante utilizzo di capi e accessori particolarmente stretti, specialmente le cinture.
- La gravidanza, visto l’aumento del peso corporeo e del carico a livello dell’addome.
- Incidenti.
- Inconvenienze post-operazione chirurgica.
- Neuromi.
- Tumori che colpiscono organi pelvici o addominali.
Infine è stata rilevata una relazione anche il continuo camminare, pedalare o, in generale, mantenersi in posizione eretta.
La causa più comune del disturbo è la compressione fisica del nervo che trasmette al cervello gli stimoli sensoriali della coscia. Questa compressione è generalmente riconducibile a indumenti troppo stretti, obesità, traumi, prolungata compressione della zona femorale per motivi professionali, gravidanza.
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La causa è una compressione del nervo laterale cutaneo della coscia. Questa compressione può avvenire per tante ragioni: pantaloni troppo stretti, sovrappeso, gravidanza, traumi.
In molti pazienti che soffrono di meralgia parestesica le cause scatenanti sono difficilmente identificabili. Tuttavia è emerso un chiaro legame con le seguenti circostanze/condizioni: obesità, diabete, gravidanza, incidente stradale, indossare indumenti aderenti e cinture troppo strette, complicanze post-intervento chirurgico, neuromi, tumori agli organi pelvici, camminare, pedalare o stare in piedi a lungo.
Diagnosi della Meralgia Parestesica
Per diagnosticare questa patologia neurologica, solitamente vengono condotti test strumentali quali raggi X, elettromiografia e test di conduzione nervosa.
La diagnosi di meralgia parestesica si basa, principalmente, sulla storia clinica, sulla descrizione fatta dal paziente, dei sintomi avvertiti. Diventa fondamentale sapere dove si localizzano il dolore bruciante, il formicolio e l’intorpidimento e conoscere le precise diramazioni del dolore, se ci sono determinanti movimenti o circostanze che ne riducono o aumentano l’intensità. Inoltre il medico esegue dei movimenti della gamba che incrementano il dolore, e altri movimenti che lo riducono ha significato diagnostico.
«Esiste poi una manovra diagnostica che consente di confermare il problema: si tratta del test di compressione pelvica, dove il paziente si sdraia sul lato sano, mentre il medico applica una pressione verso il basso sul bacino, dal lato sintomatico, per circa un minuto», racconta l’esperto. «Il test viene considerato positivo se è in grado di alleviare la sintomatologia. È un po’ come accade quando ci massaggiamo un gomito dolorante dopo un urto, trovando sollievo temporaneo». Non risultano utili, invece, radiografie, Tac o risonanze magnetiche, che possono escludere altre patologie alla base del dolore, ma non confermano la meralgia parestesica, “invisibile” nelle indagini radiologiche.
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La sintomatologia è simile a altre problematiche più comuni, come la sciatalgia o la lombalgia. Quindi in primis il medico esegue una diagnosi differenziale, basandosi sulla storia clinica del paziente. Una diagnosi più sicura si può ottenere con un’apposita manovra di compressione pelvica: mentre il paziente è sdraiato sul lato sano, il medico preme sul lato dolente, esercitando una spinta verso il bacino del paziente.
Trattamento della Meralgia Parestesica
La cura della meralgia parestesica può essere di tipo conservativo o chirurgico. Meglio specificare che l’alternativa chirurgica è piuttosto rara e viene valutata in casi particolarmente debilitanti. Il trattamento conservativo prevede soprattutto la perdita di peso, il riposo, l’assunzione di analgesici, antidepressivi e farmaci per patologie neuropatiche nonché l’iniezione di corticosteroidi. Infine sconsiglia vivamente abiti e accessori, come cinture, stretti. Il trattamento chirurgico è veramente insolito. Tuttavia, nel caso in cui fosse considerato una valida soluzione dopo il fallimento della terapia conservativa, consiste nella decomposizione del nervo femorale cutaneo.
Nella maggior parte dei casi, la meralgia parestesica è una patologia benigna che si risolve spontaneamente nell’arco di pochi giorni rispettando qualche piccolo accorgimento. «Così come un piede dolorante trova sollievo se abbandoniamo le scarpe troppo strette, allo stesso modo la sintomatologia della meralgia parestesica può allentarsi se dismettiamo gli abiti attillati o i pantaloni slim-fit, ma anche se perdiamo i chili di troppo», suggerisce il dottor Serra. «Dopo un trauma locale, invece, gli impacchi con il ghiaccio possono aiutare, mentre solo in rari casi è necessario ricorrere a degli antinfiammatori sistemici oppure a infiltrazioni locali di cortisonici».
Questa patologia è fastidiosa ma tende a risolversi da sé in pochi giorni. Meglio evitare pantaloni troppo aderenti ed è buona norma mantenere un normopeso. Se dopo qualche settimana i sintomi sono ancora presenti, si può approfondire la situazione con un neurologo, soprattutto perché i dolori prolungati hanno un impatto negativo sul tono dell’umore.
Stare a riposo, in quanto la neuropatia può acuirsi se il paziente cammina a lungo. Ridurre il peso se è l’obesità la causa del disturbo neurologico. Evitare di indossare vestiti troppo aderenti e stretti; evitare di stringere eccessivamente la cintura. Assumere dei farmaci antiinfiammatori. Se la sintomatologia dolorosa, nonostante queste prime cure, persiste per oltre due mesi, bisogna ricorrere a iniezioni di corticosteroidi, farmaci specifici per il trattamento neuropatico e rieducazione funzionale. L’intervento chirurgico è un’ipotesi assai remota, che viene presa in considerazione solo se i trattamenti conservativi non hanno avuto effetto. L’operazione consiste nella decompressione chirurgica del nervo cutaneo laterale della coscia.
Prevenzione
La possibilità di prevenire questa patologia è alta. Ciò che si suggerisce maggiormente è il mantenimento del normopeso corporeo e l’evitamento di capi eccessivamente stretti, almeno non tutti i giorni. Si consiglia anche di non sollecitare continuamente il nervo femorale camminando, correndo e pedalando con estrema frequenza, specie se a causa di altre condizioni si è già a rischio.
Per ridurre il rischio di sviluppare la meralgia parestesica, o una sua eventuale ricaduta, è bene continuare a seguire i consigli elencati quando si è parlato dei trattamenti conservativi. Ovvero: evitare di indossare vestiti aderenti e di stringere troppo la cintura dei pantaloni, perdere peso o non assumerne, evitare di sollecitare il nervo, camminando a lungo o stando in piedi molte ore al giorno.