Diete Dimagranti: Quali Sono Assolutamente da Evitare?

Sono decine, se non centinaia, le diete strane che negli anni sono state presentate come le migliori per dimagrire, magari in breve tempo e con pochi sforzi. Il desiderio o la necessità di perdere peso è aumentato di pari passo con l’avvento e lo sviluppo della società dei consumi, un periodo di benessere che le economie più sviluppate conoscono dal secondo dopoguerra. Pur iniziando nei primi anni del ventesimo secolo, anche il proliferare delle diete dimagranti corrisponde a questa epoca, con i consueti picchi di interesse che puntualmente si ripresentano prima dell’estate e dopo le festività natalizie. Inoltre, va sottolineato che a favorire la diffusione dei piani per perdere chili è stato il cambiamento dell’ideale estetico.

Negli anni si sono affacciati al grande pubblico le più disparate proposte per dimagrire, che quasi sempre hanno promesso di far perdere molti chili in poco tempo. La fretta di raggiungere il risultato ha spinto troppe persone a fidarsi a scatola chiusa, talvolta rischiando la salute. Queste diete hanno in comune soprattutto una cosa: sono pensate come strumenti di guadagno e notorietà da chi le concepisce.

Come abbiamo visto occupandoci di diete dannose da evitare, per rimettersi in forma in modo sano e a lungo termine non esistono scorciatoie. Mangiare in modo sbilanciato - tanto meno fare scelte estreme - non è mai la scelta giusta, e può essere anche molto pericoloso per la salute.

Esempi di Diete Estreme da Evitare

Ecco alcuni esempi di diete estreme che si sono rivelate dannose e inefficaci nel tempo:

  • Dieta della masticazione di Fletcher: Concepita all’inizio del Novecento dall’americano Horace Fletcher e nota anche come dieta “mastica e sputa”, prescriveva di masticare per un preciso numero di volte in base al tipo di cibo, ingerendo solo la parte liquida e sputando il resto.
  • Pillole dimagranti con estratto di tiroide animale: Le prime pillole dimagranti arrivarono sul mercato nei primi anni del secolo come “riduttori del grasso” e contenevano estratto di tiroide animale, allo scopo di aumentare il metabolismo. Una formulazione che, però, causava effetti collaterali quali aritmia cardiaca, debolezza, dolori al petto e persino decessi.
  • Dinitrofenolo: Negli anni Trenta fu il turno del dinitrofenolo, un composto che faceva dimagrire aumentando la temperatura del corpo, con rischio di ipertermia, danni alla vista e collassi. Questa pericolosità, in seguito, ne decretò il ritiro dal mercato.
  • Anfetamine: Negli anni Cinquanta il nuovo ritrovato furono le anfetamine, già utilizzati in guerra per restare svegli e in grado di non far sentire la fame: divennero popolari e persino prescritte dai medici.
  • Dieta HCG: Ideata sempre negli anni Cinquanta dal medico inglese Albert Simeons, la dieta HCG prevedeva iniezioni dell’ormone della gravidanza tre volte alla settimana per tre settimane, in abbinamento a una dieta ipocalorica, per ridurre il grasso e il senso della fame.
  • Fenfluramina: La fenfluramina, un farmaco anoressizzante, venne autorizzato nel 1973 e conobbe una certa popolarità fino agli anni Novanta, soprattutto negli Stati Uniti.
  • Tabacco e alcol: Potrà sembrare assurdo, e in effetti lo è, ma tabacco e alcolici sono stati impiegati diffusamente per perdere peso.
  • Dieta della tenia: Nella classifica delle diete strane, questa merita perlomeno il podio: la dieta della tenia, concepita negli anni Quaranta, indicava di ingerire una pillola contenente un uovo di Taenia solium, o verme solitario, per sfruttare il parassita per perdere peso.
  • Dieta della zuppa di cavolo: Nella dieta della zuppa di cavolo si mangia per una settimana questo piatto, possibilmente piccante e in quantità illimitate, con la promessa di perdere almeno 5 chili in questo lasso di tempo.
  • Baby food diet: Detta anche “dieta del bambino”, è stata formulata dal personal trainer delle star Tracy Anderson e ha conosciuto una certa popolarità in anni recenti. Prevede di mangiare solo omogeneizzati per bambini, a base di carne, pesce e frutta.
  • Dieta degli occhiali blu: La dieta degli occhiali blu prescrive di indossare lenti di questo colore in occasione dei pasti, tonalità che smorzerebbe l’appetibilità dei cibi e calmerebbe gli impulsi in modo significativo, in quanto quasi nessun alimento è naturalmente di quel colore.
  • Dieta copri naso: Con la dieta copri naso si agisce sull’olfatto: tapparsi il naso, evitando di percepire profumi e gusti invitanti, rende i cibi assai meno desiderabili.
  • Dieta della sonda gastrica (Feeding tube diet o K-E): Non meno inquietante è la dieta della sonda gastrica (Feeding tube diet o K-E), dispositivo medico impiegato normalmente su pazienti non in grado di mangiare in autonomia o che si rifiutano di farlo, come nel caso di chi soffre di anoressia.
  • Dieta della bella addormentata: L’obiettivo della dieta della bella addormentata, invece, è quello di dormire per evitare di mangiare, assumendo potenti sonniferi, sostanze note per la loro pericolosità.
  • Dieta Shangri-La: Tra i più curiosi la dieta Shangri-La, ideata dal dietologo statunitense Seth Roberts, si basa sull’idea di mangiare solo il cibo che ci piace di più e che ci trasmette le migliori sensazioni.
  • Dieta del Creatore o della Bibbia: La dieta del Creatore o della Bibbia, invece, dura 40 giorni e consente di mangiare cibi biologici non processati (verdura, cereali, pesce con pinne e squame, carne e pollame), mentre proibisce salumi, prodotti trasformati, pasta e pane.
  • Dieta Beverly Hills: Il nome di questa dieta ne tradisce le origini e la popolarità nel jet set. La giornata inizia consumando un tipo di frutta nella quantità che si desidera.
  • Diete detox: L’altra grande famiglia di diete è quella legata alla detossificazione, spesso da ottenere grazie a un solo tipo di alimento, un concetto abbastanza recente come gli esempi che stiamo per vedere.
  • Dieta senza glutine: Per concludere la carrellata, ecco una dieta recente e attualmente abbastanza in voga, che vede il glutine come il veleno di turno. L’indicazione è quindi quella di evitare tutti i cibi che contengono questa proteina vegetale, ovvero i derivati da grano, orzo e segale, come pane, pasta e prodotti da forno.

Le Sfide Future delle Diete Dimagranti

Expo 2015 ha chiuso i battenti con un messaggio per il mondo intero: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Le dieta per dimagrire, e per stare bene, è stato un tema affrontato da più angolature in quei padiglioni internazionali. Pensiamo al ruolo della stampa e dell’informazione nello smascherare le truffe e i relativi danni alla salute e all’economia.

Leggi anche: Tutto sul ciclo estrale delle gatte

Nel futuro dovremo difenderci ancora dai reati nel settore alimentare, ma anche dalle cattive abitudini nocive per il benessere di tutti. L’informazione avrà il difficile compito di fare luce su molti aspetti legati alla dieta: il problema della contaminazione chimica e biologica dei cibi, l’utilizzo dei pesticidi nel settore agroalimentare, gli alimenti Ogm (Organismi geneticamente modificati), il crescente fabbisogno alimentare dovuto all’esplosione demografica nel mondo e ai cambiamenti climatici causati dalle immissioni di sostanze inquinanti in atmosfera.

Nel nostro piccolo non possiamo far altro che scegliere con oculatezza tra le decine di diete che ci vengono proposte da esperti di tutto il mondo, tenendo bene a mente che una dieta per dimagrire è insufficiente al raggiungimento di uno stato personale di benessere. Le diete andrebbero adeguate alle proprie esigenze, al metabolismo, integrate con una adeguata attività fisica.

Tipologie di Diete

In linea di massima, l’ISS propone alcune categorie di diete per dimagrire:

  1. Dieta Mediterranea: Prevede verdure, frutta, olio di oliva, legumi e cereali integrali.
  2. Dieta del Digiuno (Mima Digiuno): Prevede l’assunzione controllata di proteine (11-14%), carboidrati (42-43%) e grassi (46%), per una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34 e il 54% rispetto all’apporto canonico.
  3. Dieta Chetogenica: Caratterizzata dalla restrizione dell’assunzione di carboidrati al di sotto del 45% delle calorie complessive, è una dieta iperproteica, di facile esecuzione.
  4. Dieta Low Carb: Iniziando una dieta low carb è possibile ritrovare il giusto senso dell’appetito e quasi automaticamente si riesce ad auto-regolarsi.
  5. Dieta a Basso Indice Glicemico: Scopo della dieta è contenere il carico glicemico limitando l’assunzione di alimenti ad alto indice glicemico.

Nuovo Stop per Alcune Sostanze Utilizzate nelle Diete Dimagranti

Nuovo stop per alcune sostanze utilizzate per le diete dimagranti. Di queste sostanze, autorizzate singolarmente per diverse indicazioni terapeutiche, viene spesso fatto un abuso, utilizzandole in associazione combinata per finalità meramente estetiche. E’ emerso però, su impulso dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), che ha trasmesso al Ministero segnalazioni di sospetta reazione avversa della Rete Nazionale di Farmacovigilanza, che le preparazioni magistrali contenenti i citati principi attivi singolarmente, ma più spesso in associazione combinata tra di loro quando utilizzati a scopo dimagrante, hanno un rapporto beneficio-rischio estremamente sfavorevole e possono essere pericolose per i soggetti che ne fanno uso.

A ciò si aggiunge che queste sostanze non sono mai state studiate in combinazione secondo le sperimentazioni cliniche regolari. Risultano, quindi, sprovviste di foglietto illustrativo e scheda tecnica, a cui il paziente possa fare riferimento per informarsi sulle caratteristiche del prodotto.

Leggi anche: Piani Alimentari Personalizzati

Due le nuove limitazioni per medici e farmacisti introdotte dal decreto. Questi ultimi, se da una parte non potranno più prescrivere e allestire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti i principi attivi vietati, usati singolarmente o in combinazione associata tra loro, dall’altra non potranno nemmeno più prescrivere preparazioni magistrali che, a prescindere dall’obiettivo terapeutico perseguito, contengano i predetti principi attivi in combinazione associata, per evitare che la norma venga aggirata.

Il Pericolo delle Diete "Yo-Yo"

Un nuovo studio dell’Università di Exeter e Bristol ha rilevato che una dieta ad effetto Yo-Yo può fare l’opposto di ciò che si desidera e alla fine portare ad un aumento di peso poiché il nostro cervello interpreta queste oscillazioni alimentari estreme come delle vere e proprie piccole “carestie”. Il corpo entra in modalità sopravvivenza che porta all’immagazzinamento di grasso per sopravvivere a carenze future. Si ha peraltro lo stesso comportamento in caso di diete super ipocaloriche.

In poche parole, ogni volta che ci si sottopone ad una dieta ferrea il metabolismo rallenta, rendendo il regime alimentare sempre più restrittivo, inefficace e difficile da sopportare. Dopo poco tempo la dieta non sortirà più alcun effetto, lasciandoci in preda alla fame e alla disperazione. Sarà così sufficiente una sola, inevitabile, abbuffata per mandare all’aria tutti i sacrifici compiuti fino a quel momento.

Poco a poco gli sgarri aumenteranno, la dieta verrà definitivamente abbandonata e riacquisteremo tutti i chili persi, con tanto di interessi, perché il metabolismo sarà diventato più lento. La dieta Yo-Yo compromette il sano, indispensabile equilibrio dei batteri intestinali, il nostro microbiota.

Consigli per un Approccio Sano alla Perdita di Peso

Per pianificare correttamente l’alimentazione, allo scopo di dimagrire in modo sano e in tempi ragionevoli, bisogna tener conto dei nutrienti da assumere - riducendo le calorie in entrata e aumentando quelle in uscita con l’attività fisica - ma anche del piacere che il cibo deve trasmettere, non solo attraverso il gusto ma coinvolgendo tutti i sensi. Ad ogni modo, come abbiamo puntualizzato più volte, quando si vuole perdere peso è importante rivolgersi a medici e a professionisti della nutrizione, che possano costruire una dieta su misura, basata sulla situazione e sulle necessità individuali, evitando le soluzioni che promettono grandi risultati in poco tempo.

Leggi anche: Rapporto Proteine/Creatinina Urinario: Guida Completa

Ecco perché ti offro il mio aiuto per iniziare insieme, piccolo passo dopo piccolo passo, a riprogettare il tuo Benessere in modo sostenibile, partendo da te, dai tuoi gusti, preferenze, dal tuo stile di vita e dalle tue caratteristiche uniche!

Troppo spesso la parola dieta è associata a privazioni, costrizioni, restrizioni. Ma per dimagrire dobbiamo veramente privarci di tutto quello che ci piace? Per dimagrire è davvero necessario soffrire? La risposta è: no.

Con sempre maggiore fermezza i nutrizionisti ci mettono in guardia sugli “effetti collaterali” di diete “punitive”, improvvisate e che non servono a nulla.

Dieta, in greco, significa “modo di vivere”. Quello che quotidianamente portiamo a tavola influisce sulla nostra vita e sulla sua “qualità”. La dieta, intesa come alimentazione bilanciata in tutti i suoi nutrienti, dovrebbe essere uno stile di vita e non un menu settimanale attaccato al frigorifero. Dobbiamo abituarci a mangiare bene e in modo semplice. Oggigiorno non sappiamo più mangiare in modo naturale, ci risulta difficile persino riconoscere quando siamo sazi, confondiamo il senso di sazietà con quello di pienezza.

Siamo circondati da talmente tante informazioni dettagliate, perlopiù corrette, anche se spesso non sono comunicate nel modo giusto, al punto che ci concentriamo su piccolissimi dettagli nutrizionali e non sul mangiar sano, in modo equilibrato, semplice.

“Una dieta bilanciata deve non solo garantire il giusto apporto di nutrienti, ma anche la giusta varietà nella scelta degli alimenti, lascando un minimo di libertà nei confronti di ciò che consumiamo. Senza troppe paranoie. Mangiare è un momento da gustare e godere. Se diventa un’ossessione, ciclicamente ci costringeremo a rinunce e privazioni”, spiega Sara Olivieri, nutrizionista.

Durante una dieta infrangere alcune regole non è un errore o una colpa che dobbiamo espiare, affamandoci il giorno successivo allo sgarro. “Se il lunedì non abbiamo rispettato alla lettera il piano alimentare, il giorno seguente non dobbiamo fustigarci nutrendoci di soli finocchi lessi! Decidere sulla base del nulla di non mangiare un determinato cibo un errore molto grave”, commenta la nutrizionista.

Se la dieta proibisce di consumare un particolare alimento, quello diventerà un’ossessione. “Non faremo altro che desiderarlo e alla fine cederemo alla tentazione nella maniera più sbagliata, abbuffandoci di quel cibo che è diventato un chiodo fisso. Se invece la dieta comprende tutti gli alimenti, in porzioni ragionevoli, desiderarli è un diritto. E mangiarli anche. Sapere che sono accessibili non ne ingigantisce la loro presenza nella nostra testa e sposta il piano decisionale da “lo voglio a ogni costo” (perché non mi è concesso) a “mi va davvero?””.

In linea generale è vero che una dieta, per funzionare in termini di perdita di peso, deve apportare meno calorie rispetto a quante ne consumiamo. Ma con ogni probabilità, se ci concentriamo su come avere un’alimentazione tutto sommato equilibrata, alcuni dei problemi di peso potrebbero rientrare spontaneamente negli argini. Attenzione, quest’ultima frase non è una promessa.

“Ognuno deve sperimentare, mettersi in gioco e diventare parte attiva del processo di elaborazione della propria dieta”, conclude la dottoressa Olivieri.

tags: #si #proibisce #nelle #diete #dimagranti

Scroll to Top