Complimenti ai titolari della catena HappyRaw Restaurants per l’aggettivo Happy o felice messo davanti a tutto il resto. Questo significa che ci sono da qualche parte anche punti di ristoro Unhappy, ovvero poco felici. L’infelicità è di casa tra tante cucine fumanti delle tradizionali trattorie, a forte prevalenza di odori e fumi carichi di grassi animali e di altre delizie come carne macinata, frattaglie, fegati, trippe, cuori, testicoli, milze, polmoni, guanciali, filetti, rognoni, coste, polli spennati. Ma anche tra le cucine apparentemente più sterilizzate, forbite e profumate stile fast food, come i McDonald’s e i Burger King, i sapori di macello e di cimitero non si riescono ad attenuare e a nascondere come si vorrebbe, non si riescono a coprire con gli aromi dei gelati alle polverine, e con le invadenti esalazioni delle patatine fritte. Colori vivaci e sottofondi musicali non servono affatto ad abbellire la situazione.
Nulla di piacevole e conveniente esiste se basato sulla sofferenza altrui e sulle atrocità compiute ai danni di chi stai mettendo sotto i denti con irreligiosa disinvoltura. Ma, anche spendendo tanto, la situazione non cambia di molto.
Vi racconto una mia esperienza personale di molti anni fa, ma che mi è rimasta impressa come fosse successa ieri. Ero studente ventenne e me ne andai in solitaria vacanza studio a Londra. Svuotai il mio salvadanaio e contai il gruzzolo: 360.000 lire. Mi pareva un capitale. Dopo 3 settimane nella capitale inglese avevo già esaurito le mie risorse. Posso solo dire che era tra i più lussuosi e reputati posti della metropoli. In ogni sua parete interna facevano sfoggio foto con dedica dei maggiori artisti del Jet Set Internazionale, dagli artisti di Hollywood, Valentino, Frank Sinatra, Lollobrigida, Elvis, Marlon Brando, ai campioni dei vari sport, ai primi ministri.
Tutto il lusso, tutti i camerieri professionisti multilingue in frac dallo stile impeccabile, tutta l’eccellenza, lo sfoggio, le pellicce ed anche i soldi per pagare conti vertiginosi stavano al piano terra. Nel sottoscala invece, lavorava alacremente, tra fumi, umidità, olezzi e imprecazioni in varie lingue e dialetti dell’Africa e del Pakistan, una decina tra cuochi, sotto-cuochi, sguatteri e manovali, l’esatto retro della medaglia del piano di sopra. Gente sudata, sporca, lercia e carica di odio nei riguardi del mondo dorato del piano di sopra. Due addetti al taglio smembravano con accetta, cesoia e coltellacci l’ingombrante ed insanguinata salma di un bovino stesa sul reparto mortuario in fondo alla cucina, con a fianco la buona compagnia di un maiale, di polli, tacchini, oche e di altri volatili spennati. Ogni steak, ogni porzione di carne veniva lanciata a mano come fosse un frisbee agli addetti alle piastre roventi o alla fiamma.
Questi erano abili ad afferrare la preda al volo, o la raccoglievano al suolo lercio ed oleoso in caso di mancata presa. Ogni crema ed ogni minestra subiva assaggi e mescolazioni a dita nude. Ogni gelato, servito in spettacolare buccia svuotata di pompelmo, veniva riproposto usando più volte le bucce precedenti, dopo approssimativo lavaggio in apposita bacinella e successiva sgocciolatura. Avevo diritto per contratto a pranzo e cena gratuiti ma preferivo andarmene fuori a mangiarmi due mele verdi Granny Smith, una banana e un panino alle verdure, pagando di tasca mia. Ci rimasi non oltre una settimana, trovando poi un posto assai più decente e civile in fondo ad Oxford Street, in zona Marble Arch.
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Sia ben chiaro. Nessuna intenzione di farvi andar via l’appetito. Al contrario. Consoliamoci di poter fruire di posti ariosi, gentili, innocenti ed incontaminati come questo. Benvenuti siano tutti i ristoranti vegetariani, vegani e crudisti del mondo, specie quelli che hanno la parola Happy davanti. Happy sta per felice, e tutti sappiamo cosa significa. Non occorrere essere fanatici. Basta poco per star bene e per vivere in armonia con l’intero universo.
Il concetto di crudo va applicato con acume e buon senso. Vanno salvate le tecniche e le arti della buona cucina. Va salvata la genialità culinaria di Pellegrino Artusi da Forlinpopoli, scartando ovviamente tutto quello che nuoce e che disturba o che stroppia. Siamo o non siamo in Terra Romagnola? Siamo o non siamo nel Paese del Buon Cibo e della Buona Musica? Le verdure amidacee resistono alla cottura e mantengono decentemente i loro valori. Mi riferisco a patate, bietole, verze, cime di rapa, funghi, carciofi, finocchi, asparagi, spinaci, cavolfiori, cavolini, melanzane, zucche, zucchine, peperoni, pomodori, puntarelle, tarassaco, castagne, castagne d’acqua, patate dolci, topinambur.
Per restare al tema di alimentazione viva e vitale, che è il tema di questo incontro, la mia è una scelta che si distingue nettamente dalle altre in termini di semplicità, di sobrietà, di innocenza, di digeribilità e di sostenibilità. I punti fondamentali stanno nel massimo rispetto dei nostri organi interni più soggetti a fatica e a usura.
I principi fondamentali dell'alimentazione secondo Valdo Vaccaro
Frutta acquosa in abbondanza, da piazzare soprattutto in mattinata (concomitante con il ciclo circadiano ripulitivo mattiniero 4am-12), e nel tardo pomeriggio. Verdure crude abbondanti da masticarsi accuratamente prima di pranzo e cena come primo piatto centrale e non di contorno dei due pasti principali, seguite da secondo piatto di vegetali amidacei cotti, o di legumi, o di cereali, o di gnocchi di patate o di zucche, o di minestre vegetali, o di pasta alle verdure, o di pizza ai funghi e alla rucola, e manciata di datteri e semini per concludere.
In considerazione del fatto che teniamo nel fegato una scorta di glicogeno sufficiente a garantirci carburante per 10-14 ore, l’inserimento di uno o due giorni di riduzione calorica o di digiuno intermittente ogni settimana (vedi mia tesina “Digiuno intermittente rimedio alla neurodegenerazione”), può rivelarsi ottimo come sistema ripulitivo e riposante per il fegato e per tutto il resto. Per chi vuole invece impostare un digiuno a secco di 1-2-3 giorni (equivalente circa a 2-4-6 giorni di digiuno idrico sheltoniano, come da tesina “Digiuno secco e igienismo siberiano”), potrà ugualmente farlo, meglio al termine di una settimana di percorso netto in termini di alimentazione sobria.
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Importante è stare alla larga dalle cose che perturbano, sballano e mandano il corpo fuori giri. Mi riferisco a farmaci, vacc!ni e integratori, mi riferisco a caffè, the, cole, bevande gassate, alcol, tabacco, zucchero, sale, alimenti e bevande spazzatura, alimenti lavorati e inscatolati, alimenti devitalizzati e stracotti. Pensieri negativi e disgreganti fanno pure parte della spazzatura, e vanno banditi dalla mente. I pazienti con neoplasie in corso presentano non solo forte mancanza di vitamina C, ma anche carenza di glutathione, di triptofano e di cisteina, carenza di contatto con la natura, carenze relazionali, carenza di motivazione e di significato, carenza di autostima.
È troppo evidente che tumori e cancri non si risolvono e non si guariscono con il bisturi e con la chemio. Nulla c’entra la rimozione accurata di ogni cellula cancerogena, quando la tumorosità dell’organismo, ovvero la tendenza patologica del corpo a formare e riformare tumori, rimane al suo posto. Ogni intervento sul sintomo tumorale non fa che aggravare la situazione. Lo evidenziano i fatti, il buon senso e le statistiche.
Nutrienti e Sostanze Benefiche
Il glutathione convive armonicamente con la piridossina B6 (germe grano, cereali, cavoli, bietole, limoni, arance), e la riboflavina B2 (miglio, mandorle, funghi, semini, girasole, peperoncino), col selenio (noci, cereali, riso, noci, anacardi, funghi, sedano, pomodori), con lo zinco (semini, zucca, semi zucca, anacardi, arachidi, fagiolini, fagioli, miglio, pinoli), magnesio (semini, noci, mandorle, avocado, banana, verdure verdi), con la silimarina (cardo mariano).
Occhio di riguardo anche al triptofano, precursore della serotonina e della niacina B3 (sesamo, girasole, germe grano, pinoli, peperoncino, mandorle, semini, miglio, datteri). Ricchi di triptofano sono legumi, cereali, sesamo, alghe, asparagi, bietole, carciofi, cavolo, funghi, zucchine, spinaci, frutta secca, banane, avena. Particolare riguardo va prestato pure ai flavonoidi e agli Orac (cacao, nocciole, lenticchie, prugne secche, vino rosso, melegrane, uva passa, mirtillo, lampone, mora, pomodori, cavolini, banane, cipolle, ecc).
Di fondamentale rilevanza infine i pilastri del sonno e del benessere che sono la melatonina e i citati selenio, zinco e magnesio. La melatonina trova produzione endogena nell’epifisi o pineale, ghiandola regolatrice dell’alternanza giorno-notte. Camminate regolari, abbinate a respirazione diaframmatica addominale e a luce solare, massimizzano il rendimento dell’unità funzionale retina-pineale-ipofisi, con produzione di proteina aerea ed ormone della crescita GF1, ovvero di somatotropina, carburante gratuito e privo di costo digestivo.
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Qualche massaggio, qualche auto-massaggio, qualche serie di schiaffetti manuali su braccia e gambe, qualche picchettamento digitale per 30 secondi sui due punti sotto-capezzolo e sull’ombelico, sui due punti sotto il pomo Adamo, sul terzo occhio e sulla base della nuca, serve a stimolare i nadi, ovvero i canaletti dei flussi magici.
Alla fine, dominano su tutto le energie nascoste e le energie sottili, domina l’invisibile sul visibile, l’intoccabile sul toccabile, il flusso vibratorio sulla chimica organica, l’anima sulla materia. Proprio per questo l’uomo deve mantenersi leggero e pimpante, deve allenarsi e prepararsi a fare qualcosa di più, deve imparare a trascendersi e a non accontentarsi del banale, deve guardare oltre ai ristretti orizzonti del quotidiano, deve attingere alle profondità spirituali del proprio inconscio. Esiste intorno a noi una forza superiore messa a nostra disposizione dal Grande e Divino Creatore. Esiste una forza universale che è alla base di tutto ciò che è vivo e si muove. Basta saperla assorbire.
Alimentazione naturale, adattata e ritagliata come un vestito su misura al corpo vegeto-fruttariano-crudista di cui è dotato ogni essere umano, indipendentemente dall'eventuale porzione di carne-pesce-cibo cotto che sta forse mangiando. Nutrizione dunque che deve per forza puntare al veganismo, all'igienismo naturale e al crudismo, non per accontentare sparuti, romantici e utopistici gruppi di idealisti vegetariani, ma per rispettare in concreto e al meglio il proprio corpo e le stesse leggi della creazione.
| Nutriente | Alimenti Consigliati |
|---|---|
| Glutathione | Asparagi, fragole, patate, mirtilli, bietole, arance, avocado, carote, anguria, pesche, spinaci, radicchio |
| Triptofano | Legumi, cereali, sesamo, alghe, asparagi, bietole, carciofi, cavolo, funghi, zucchine, spinaci, frutta secca, banane, avena |
| Selenio | Noci, cereali, riso, noci, anacardi, funghi, sedano, pomodori |
| Zinco | Semini, zucca, semi zucca, anacardi, arachidi, fagiolini, fagioli, miglio, pinoli |
Apparteniamo all’1 percento e non al 99 percento. Solo che alla fine, paradossalmente e per nostra grande consolazione, è proprio l’1 percento che motiva, orienta e trascina il 99 percento, e non viceversa. Il nostro marchio distintivo è HSU-Health Science University, libera Scuola di Salute Naturale a indirizzo igienistico e a spiccata sensibilità spiritualistica.
Ippocrate, padre tradito e vituperato di fatto dai medici odierni, riteneva che Esculapio, figlio di Apollo e dio della Medicina, presiedesse alla salute degli uomini grazie all’intervento congiunto delle due figlie Igea e Panacea. Igea, divenuta poi Dea Salus nella mitologia romana, era il simbolo della moderazione e del corretto comportamento del vero uomo romano.
Avere tra i suoi consoli un Catone il Censore che esaltava il cavolo crudo come simbolo della salute dei romani, avere tra i propri filosofi un Marco Tullio Cicerone, una delle figure più rilevanti di tutta l’antichità romana (“Nulla al mondo è utile, salubre e conveniente se basato sulla crudeltà e sulla sofferenza del prossimo”), avere tra i maggiori pensatori un Seneca (“Concedi al corpo quanto basta per mantenerlo in salute”), e avere tra i suoi imperatori un Marco Aurelio Antonino Augusto (“Fa in modo che ogni tuo pensiero e ogni tua azione siano come fossero gli ultimi della tua vita”), dava ai romani forza, consapevolezza, motivazione e senso di responsabilità fare le giuste scelte nel campo della salute.
Riprendendo il termine salute, non c’è alcun dubbio che i nostri antenati la sapessero più lunga rispetto ai tempi attuali. “Nessun titolo, nessuno scettro, nessuna ricchezza hanno il valore di una salute radiante”, e questo sta scritto in un papiro egizio del 4000 a.C. Tornando al citato Orazio (Quinto Orazio Flacco, 65 aC-8 dC), profetizzò qualcosa di basilare: “Molte cose che sono dimenticate risorgeranno”.
Sappiamo che foglie e radici della cicoria selvatica e del tarassaco fanno miracoli nelle insufficienze epatiche e biliari. Sappiamo che le mele contrastano l’acido urico e i calcoli urinari e renali. Sappiamo che il rafano provoca lo svuotamento della cistifellea. Sappiamo che il radicchio rosso e variegato coi suoi composti fenolici e il suo acido cicorico è un potente anti-infiammatorio e protegge cuore e vasi sanguigni. Sappiamo che l’ortica è un mezzo infallibile per decongestionare gli organi respiratori e che cotta nel riso e nelle minestre è ottima per dissolvere la mucosità di bronchi e polmoni. Sappiamo che gli asparagi contengono prezioso glutatione, il più potente anti-radicali liberi presente in natura, impareggiabile ossigenatore cellulare ad effetto decisamente anticancerogeno (e si trova pure in fragole, patate, mirtilli, bietole, arance, avocado, carote, anguria, pesche, spinaci, radicchio). Sappiamo che i cetrioli proteggono il cervello, rinfrescano l’alito, favoriscono la digestione e abbattono tutti i dolori, non per niente erano l’ortaggio preferito ed irrinunciabile dell’imperatore Tiberio.
Servono istruzioni chiare, sicure e sincere. Le parole in più sono a buon mercato, dobbiamo restringerle, selezionarle con cura, limarle, affinarle, renderle efficaci. Ovvio che sul terreno della salute fisica ed ultra-fisica si gioca il destino di tutti noi e di quelli che verranno. Ovvio che sono qui a proporvi qualcosa di eccezionale rilevanza, per tutti, per ogni essere vivente. Sia il titolo “Alimentare la salute”, che soprattutto il sottotitolo “La scoperta di una saggezza millenaria per una salute secondo natura” sono quanto mai impegnativi e responsabilizzanti.
Sono qui a proporvi qualcosa di esplosivo. Sono qui a proporvi un elisir vitale e spirituale, a base di cibo semplice e naturale, digeribile e innocente, a base di luce solare, pensieri armoniosi e rilassanti, a base di frugalità e sobrietà nel parlare, nel mangiare e nel bere. Abbiamo pochi segreti da svelare. Poche regole di base che vanno però capite, condivise ed applicate con coscienza, perseveranza e adattamento.
Invito tutti a non andare in panico come tante pecorelle spaventate. Invito tutti a rifuggire dalla controllo-mania importante ingenerata dalla invadenza terroristica sanitaria. Tutti siete dotati di lingua, gengive, alito, respiro, voglia di vivere. Questi sono i punti veri e i punti-chiave per auto-valutarsi! Invito tutti a fregarsene e a non perdersi in un bicchiere d’acqua.
Non c’è al mondo posto migliore di quello in cui si è nati e cresciuti. Da queste parti non ci sono solo ottime vigne e fantastici uliveti, ma anche magnifici boschi di faggio, quercia e castagno. Abbondano sicuramente funghi e tartufi. Castagne e farina di castagne sono risorse di eccezionale rilevanza. La polenta di castagne non ha eguali per dolcezza e salubrità. Le acque termali sono il fiore all’occhiello di queste strepitose terre di Toscana. Non parliamo poi di valori fondamentali come cultura, poesia dantesca, scienza e arte, inventiva leonardesca, arte del disegno e della pittura, arte del vivere (Chi vuol esser lieto sia, Lorenzo il Magnifico).
A maggior ragione si impone una rigorosa scelta depurativa di tipo igienistico-naturale. A maggior ragione si impone un radicale cambio di rotta onde favorire un drenaggio progressivo dei metalli pesanti e di ogni altro possibile inquinante mediante uno straordinario apporto di liquido vitale e vibrante, ovvero di acqua biologica, di succo zuccherino, di verde clorofilla. Meloni, meloni e meloni. Cocomeri, cocomeri e cocomeri. Uva, uva e uva (ho detto uva e non vino, anche se mezzo bicchiere non ammazza nessuno). Kaki, kaki e kaki, melograni, melograni e melograni, arance, arance e arance, ananas, ananas e ananas, papaie, papaie e papaie, manghi, manghi e manghi.
Non vogliamo e non pretendiamo di essere creduti. Anzi, preferiamo che la gente sia incredula e scettica. Tuttavia la condivisione dei temi fondamentali, degli obiettivi da perseguire e dei principi etici che sottostanno alle nostre scelte diventa una sorta di collante, oltre che un linguaggio trasparente e comprensibile. Siamo consapevoli di portare avanti idee avanzate e inusitate, il più delle volte controcorrente, ma non siamo dei votati alla smodata e insanabile dissidenza, non siamo dei Bastiani Contrari per partito preso. Puntiamo al concreto, al sostenibile, al sensato, al socialmente utile. Vorremmo essere in pace ed armonia con tutti, ma questo non è possibile fin quando persistono dogmi claudicanti e inaccettabili come “il vacc!no è scienza”, “la proteina a...
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