Yogurt e Intolleranza alle Proteine del Latte: Una Guida Completa

Il latte vaccino è un alimento completo, nutriente e dissetante, contenendo tra l'87% e il 90% di acqua. È ricco di proteine di elevato valore biologico, contenenti tutti gli aminoacidi essenziali, fondamentali per la sintesi dei tessuti muscolari e il rimodellamento osseo. Tuttavia, le difficoltà di digestione del latte possono dipendere principalmente dalla composizione della sua quota proteica, rappresentata per circa l’80% dalle caseine, che formano nello stomaco un coagulo piuttosto compatto. Inoltre, il lattosio, lo zucchero del latte, se non viene scisso in molecole più piccole, può provocare disturbi digestivi.

Come Rendere il Latte Più Digeribile

Cosa possiamo fare quindi per rendere il latte più digeribile e non rinunciare a tutti i suoi preziosi nutrienti?

  • Associare il latte ai cereali, in modo tale che il coagulo che si forma nello stomaco diventi più spugnoso e morbido e come tale più digeribile perché più facilmente aggredibile dagli enzimi digestivi.
  • Reintrodurre il latte in piccole e crescenti quantità, quando non lo si beve da molto tempo.

Yogurt: Un'Alternativa Digeribile

Lo yogurt conserva le proprietà nutrizionali e il valore energetico del latte di partenza, pur presentando alcune modifiche della composizione chimica dovute alla tecnologia di produzione. Durante la fermentazione infatti il lattosio viene in parte trasformato in acido lattico e ciò rende lo yogurt più digeribile rispetto al latte e più indicato per chi soffre di intolleranza al lattosio. Per questo lo yogurt è di più facile consumo rispetto al latte.

Yogurt Greco e Lattosio

Dalle tavole della Grecia a quelle del resto del mondo, lo yogurt greco si è conquistato in pochi anni uno spazio tra gli alimenti della salute perché ricco di sostanze nutrienti che lo rendono il formaggio ideale da inserire all’interno di una dieta equilibrata, sia come base per una colazione proteica che come sano spuntino pomeridiano, oltre che come base per una salsa d’accompagnamento per secondi piatti e verdure. Inoltre, forse non tutti sanno che lo yogurt greco, pur essendo un latticino, contiene delle percentuali di lattosio minime e quindi può essere consumato anche da chi è intollerante a questo zucchero. Infatti, nel corso del suo processo di fermentazione e colatura, viene eliminato il siero del latte e da qui il nome anche di yogurt colato. In questo modo lo yogurt greco, oltre ad avere meno lattosio, ha anche un aspetto più denso e un sapore più acidulo rispetto al classico yogurt. Scopriamo allora insieme i suoi benefici e perché è tra i cibi più indicati per chi soffre di intolleranza al lattosio.

Un dato di fatto è che lo yogurt greco contiene meno zuccheri, e quindi meno lattosio, rispetto allo yogurt tradizionale, caratteristica che lo rende più adatto a chi ha una bassa intolleranza al lattosio e a chi è sensibile a questo zucchero. Il lattosio, infatti, altro non è che uno zucchero semplice presente nel latte di origine animale. Una volta ingerito, il lattosio viene scisso nei suoi componenti, glucosio e galattosio, che vengono poi assorbiti. Ma questo avviene solo se nell’intestino è presente una quantità sufficiente di lattasi.

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Gli alimenti derivati dal latte, come lo yogurt bianco (yogurt magro o yogurt intero al naturale) e i formaggi stagionati, contengono meno lattosio e questo per via della stagionatura, per quanto riguarda il formaggio, e dei batteri lattici, nel caso dello yogurt, che consumano questo zucchero. Pertanto, questo tipo di prodotto è molto apprezzato anche da chi è intollerante al lattosio, ma deve assumerlo sempre in dosi minori.

Nello yogurt i fermenti lattici vivi trasformano il lattosio in acido lattico e in particolare nello yogurt greco avviene un processo di colatura, in cui viene eliminato il siero del latte, cioè la componente liquida. Ecco perché questo alimento si presenta più compatto nella consistenza rispetto allo yogurt classico e con meno lattosio. Dunque si rivela una valida scelta per coloro che sono intolleranti allo zucchero in questione.

Il processo di eliminazione del siero del latte contribuisce, inoltre, a dare un sapore delicato a questo prodotto. Normalmente viene consumato bianco ma può essere arricchito anche con la frutta. Leggero e facilmente digeribile, come tutti gli altri prodotti della linea Alta Digeribilità di Zymil, questo tipo di yogurt deriva dal latte magro delattosato, per cui risulta indicato per chi è intollerante al lattosio o ha problemi di digestione del latte e dei latticini in generale.

Se si vuole andare sul sicuro nel procedimento di colatura e avere un prodotto delattosato, si deve puntare agli alimenti offerti e selezionati da Zymil, che vanno dallo yogurt alla greca allo yogurt bianco, dalla panna da cucina al gelato.

Quantità di Lattosio nello Yogurt

Vediamo ora la quantità di lattosio nello yogurt, diversa da prodotto a prodotto.

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Tipo di Yogurt Lattosio per 100g
Yogurt da latte intero 4,3 g
Yogurt greco 2 g
Yogurt da latte di capra 5,1 g

Quindi, come notate, lo yogurt greco contiene meno lattosio rispetto agli altri. Ma non è il solo, ci sono anche lo yogurt con fermenti lattici vivi, i cosiddetti probiotici, e il latte fermentato o kefir, molto ricco di proteine, vitamine e minerali, ad essere generalmente tollerati da chi soffre di intolleranza al lattosio. Si tratta di prodotti che hanno già subito l’azione di fermentazione, che così non si svolgerà all’interno della vostra pancia. La fermentazione all’interno della pancia di una persona intollerante al lattosio formerà gas con la presenza di idrogeno.

Intolleranza al Lattosio: Cos'è, Cause e Sintomi

L’intolleranza al lattosio è conosciuta anche come deficit di lattasi ed è una condizione in cui l’organismo non riesce a digerire del tutto lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. In sostanza, la lattasi, l’enzima prodotto dalle cellule dell’intestino tenue, scinde il lattosio in glucosio e galattosio, favorendone l’assorbimento. Una carenza di questo enzima fa in modo che il lattosio arrivi diretto nel colon, interagendo così con i batteri e dando luogo ai problemi intestinali, tipici un po’ di tutte le intolleranze alimentari.

I problemi intestinali possono essere dal semplice mal di pancia, all’emissione di gas, sfociando in flatulenza, aerofagia, diarrea, meteorismo ed eruttazioni.

Cause dell'Intolleranza al Lattosio

Le cause dell’intolleranza al lattosio sono principalmente tre e sono riconducibili a tre forme di intolleranza: primaria, secondaria e congenita.

  • Primaria: Può essere una normale conseguenza della crescita. Dall’infanzia all’età adulta, i livelli di lattasi si riducono naturalmente.
  • Secondaria: Causata da una diminuzione della lattasi dopo una malattia, come la celiachia o una malattia infiammatoria, un intervento chirurgico o un trauma intestinale.
  • Congenita: Piuttosto rara, è una mutazione genetica a causare l’assenza totale di lattasi nella mucosa intestinale.

Chi è intollerante al lattosio vede il manifestarsi dei primi sintomi già dopo mezz’ora che ha assunto un cibo contenente lattosio. Generalmente si tratta di disturbi gastrointestinali quali diarrea, gonfiore addominale e meteorismo e la loro gravità varia in base al quantitativo assunto e all’individuo. Altri sintomi includono poi una sensazione di spossatezza e, a volte, insonnia.

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Oltre ai sintomi, che a volte possono trarre in inganno nell’attribuzione delle patologie, per sapere se si tratta veramente di intolleranza al lattosio, spetterà al medico fare un quadro clinico e sottoporre il paziente ad appositi test. In alcuni casi, ad esempio, può trattarsi non di intolleranza al lattosio, ma di intolleranza alle proteine del latte dovuta alla mancanza degli enzimi proteolitici, necessari alla digestione di queste proteine.

Il medico prescriverà gli opportuni test per comprendere la tipologia di intolleranza che si ha. Il test più utilizzato è quello del Breath test, dove semplicemente soffiando all’interno di una cannuccia verrà estrapolato un campione. Questo campione verrà analizzato in laboratorio e se verrà individuata una dose di idrogeno sarà possibile identificare un’intolleranza al lattosio. Esistono test più specifici dove sarà possibile comprendere se si tra di una intolleranza alla proteina del latte. Ovviamente non esiste prevenzione per l’intolleranza al lattosio, ma, una volta riscontrata, va seguita una corretta dieta alimentare con tutti i consigli utili, forniti dal nutrizionista.

Nonostante il latte e i suoi derivati siano le uniche fonti naturali di lattosio, spesso l’industria alimentare ne fa uso aggiungendolo agli alimenti. Dai biscotti ai cereali per la prima colazione, dal cioccolato agli snack, sono vari i prodotti che possono contenere lattosio. Per questo motivo è bene leggere attentamente gli ingredienti degli alimenti confezionati riportati sulle etichette nutrizionali.

Per gli intolleranti al lattosio o per chi è particolarmente sensibile a questo zucchero, sicuramente un regime alimentare più sano e corretto è quello che include prodotti delattosati o contenenti una minima percentuale di lattosio, per stimolare l’intestino a produrre la quantità di enzimi necessari alla sua digestione e assimilazione. Al giorno d’oggi, in commercio, si trovano diversi tipi di latte provenienti da vegetali come soia, riso, avena o cocco, oltre ad alcuni prodotti dove il lattosio è meno dello 0,1%. E questo vale per tutta la linea Zymil, che include latte, yogurt, gelato e panna.

Proprietà e Benefici dello Yogurt Greco

Lo yogurt è un alimento molto amato in quanto leggero, gustoso e versatile, spesso disponibile in comodi vasetti da portare ovunque si vuole. Per il poco lattosio, l’elevato valore proteico, il basso contenuto di grassi saturi e per altre proprietà di cui parleremo a breve, consumare yogurt greco fa bene sia agli adulti che ai bambini.

Vero toccasana per la salute e valido alleato per il benessere dell’organismo, lo yogurt greco è molto apprezzato anche in tavola ed è usato in cucina per preparare ricette leggere e gustose. È molto piacevole gustarlo, nella versione neutra, senza sapori particolari o spezie, a merenda con qualche goccia di miele di acacia. Potrete aggiungere qualche noce, che farà bene alla vostra salute, anche per prevenire il colesterolo o per fare uno spuntino prima di un allenamento sportivo. Si possono inoltre aggiungere allo yogurt, per renderlo ancora più gustoso, fragole, mirtilli, frutti di bosco e altri frutti freschi.

Caratteristiche Nutrizionali dello Yogurt Greco

  • Più cremoso e nutriente rispetto allo yogurt classico.
  • Ricco di vitamine, minerali e proteine grazie a una maggiore fermentazione e filtrazione.
  • Minore quantità di lattosio e sodio.
  • Ottimo contenuto di sali minerali come potassio, sodio, calcio, ferro e fosforo.
  • Contiene vitamina B12, utile per il funzionamento del sistema nervoso, e vitamina A, dalle proprietà antiossidanti e antinvecchiamento.

A proposito di sodio, lo yogurt greco ne contiene meno dello yogurt classico, ovvero circa il 40%. Per questo è consigliato anche a chi soffre di pressione alta o di ritenzione idrica. Per quanto riguarda invece i grassi, ne contiene quasi il doppio dello yogurt tradizionale. Sarebbe meglio infatti scegliere uno yogurt greco non aromatizzato e senza frutta per non eccedere con gli zuccheri.

Sul fronte dei macronutrienti, un vasetto di yogurt greco da 150 g contiene dai 5 agli 8 g di carboidrati, la metà di un vasetto di yogurt normale. E questo è dovuto sempre al processo di separazione a cui lo yogurt greco è sottoposto, dove vengono rimossi alcuni zuccheri del latte, come il lattosio, rendendolo così più digeribile e dunque più indicato per chi soffre di intolleranza. Lo yogurt greco ha però un apporto calorico maggiore, in 100 g di prodotto si hanno circa 115 calorie. In commercio si trovano anche le versioni light, dove l’indice calorico è circa la metà.

Il suo effetto saziante è dato poi dal numero elevato di proteine, che lo rendono particolarmente cremoso e denso. È ideale dunque come spezza fame da mangiare lontano dai pasti, abbinandolo magari a una manciata di frutta secca per renderlo più dolce al palato. Altrimenti, con una abbondante macedonia, potrà essere un valido sostituto di un pasto.

Essendo molto ricco di fermenti lattici, come il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococchus thermophilus, lo yogurt greco ha effetti benefici sull’intestino e sullo stomaco, aiutandoli ad assimilare sostanze complesse, come fibre e carboidrati. Grazie sempre a questi batteri, lo yogurt, sia greco che tradizionale, contribuisce alla rigenerazione delle mucose e ripristina il funzionamento della flora intestinale batterica in maniera naturale.

Quando Mangiare lo Yogurt Greco e Perché

Lo yogurt greco è un prodotto molto versatile, da usare nell’alimentazione di tutti i giorni. In cucina può essere utilizzato anche come condimento al posto di salse, burro e panna, ma è anche un ottimo ingrediente per preparare dolci, al posto di latticini più pesanti.

Lo yogurt greco si può mangiare in diversi momenti della giornata. A colazione, dolcificato con del miele e accompagnato da cereali e frutta fresca, è energia allo stato puro, facilmente assimilabile dal nostro organismo e quindi è l’alimento ideale per affrontare la giornata sia scolastica che lavorativa. Ma può essere consumato anche come spuntino a metà mattina o a metà pomeriggio per diminuire la fame.

Rientra tra i cibi consigliati da mangiare dopo aver fatto attività fisica, perché grazie alla sua quantità di proteine favorisce il recupero energetico e muscolare. Rafforza inoltre il proprio organismo grazie al calcio e al fosforo, che dopo un’attività fisica necessitano di un reintegro. Nelle diete dimagranti viene messo anche a pranzo o a cena come pasto da abbinare a semi e verdure di stagione.

Se allo yogurt greco aggiungiamo poi della frutta fresca o secca, come noci o mandorle, o del muesli di fiocchi d’avena può essere un valido sostituto al dolce. Ma perché gli esperti consigliano di mangiare soprattutto lo yogurt greco? Innanzitutto, lo ripetiamo, è indicato per chi è intollerante al lattosio.

Allergia alle Proteine del Latte Vaccino (APLV)

Il consumo di latte e latticini va evitato non solo da chi soffre di intolleranza al lattosio; esiste anche una vera e propria allergia verso le frazioni proteiche del latte: l’allergia alle proteine del latte, che si sviluppa prevalentemente in età pediatrica. Si tratta di una reazione che coinvolge il sistema immunitario e che manifesta sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale, respiratorio e cutaneo.

Per allergia alle proteine del latte vaccino si intende la reazione allergica dell’organismo ad alcune proteine del latte di mucca, alimento che sta alla base del latte per l’infanzia e che è presente in moltissime preparazioni alimentari. Questo tipo di allergia deve essere ben distinta dall’intolleranza al lattosio e non deve essere confusa, in generale, con le intolleranze alimentari. Infatti, questi due disturbi apparentemente uguali hanno, in realtà, caratteristiche ben distinte tra loro: alla base delle malattie allergiche vi è un’alterazione dei normali meccanismi di difesa del corpo, che tendono ad azionarsi nei confronti di sostanze riconosciute come pericolose dall’organismo.

Di fatto, contrariamente all’intolleranza, nel caso delle allergie vi è una produzione di anticorpi che si manifesta a prescindere dalla quantità di alimento o sostanza “pericolosa” ingerita, ovvero anche una piccolissima dose è sufficiente per scatenare la reazione allergica (dose-indipendente). L’intolleranza alimentare, invece, è una tendenza a sviluppare ipersensibilità nei confronti della sostanza o dell’alimento “pericoloso” e, tranne che in alcuni rari casi, è legata alla quantità ingerita (dose-dipendente).

Il latte vaccino si compone di diversi tipi di proteine: le più abbondanti sono dette caseine, poi vi è una soluzione chiamata siero del latte che contiene acqua, lattosio (zucchero del latte), lattoglobuline e lattoalbumine (proteine del siero del latte). Nell’allergia al latte, sono proprio le caseine, le lattoglobuline e le lattoalbumine a scatenare la reazione allergica, esattamente come accade per altri alimenti, farmaci o pollini.

Solitamente, l'allergia alle proteine del latte di mucca tende a scomparire dopo il primo anno di vita del bambino ed è molto raro che persista oltre i tre-quattro anni d’età. Nei casi più seri, è possibile anche la comparsa di una reazione immediata come lo shock anafilattico o l’angioedema (in questi casi è necessario recarsi tempestivamente al pronto soccorso). Se il bambino è allattato artificialmente, l’allergia compare di solito verso il secondo mese di vita, mentre se è allattato al seno si manifesta generalmente al momento dello svezzamento o del passaggio al latte artificiale.

Se si ha il sospetto che il bimbo possa essere allergico alle proteine del latte di vacca è bene fare riferimento al proprio pediatra, che saprà valutare la situazione in base alla storia clinica del bambino e potrà eventualmente consigliare di rivolgersi ad un allergologo pediatrico. Tale figura specializzata, dopo l’anamnesi, proporrà specifici test per la diagnosi definitiva. Se il bambino presenta effettivamente un’allergia alle proteine del latte vaccino, la terapia si basa esclusivamente sull’eliminazione temporanea ma scrupolosa dall’alimentazione di tali sostanze “incriminate”.

Attenzione: la reintroduzione del latte di vacca nell’alimentazione del bambino dovrà avvenire attraverso modalità e tempi stabiliti dal pediatra, senza tentativi estemporanei da parte dei genitori. Infatti le eventuali reazioni allergiche, manifestabili anche per piccolissime dosi di proteine del latte vaccino, potrebbero essere molto pericolose per il bimbo.

L’elenco che segue non vuole essere un “vademecum dello svezzamento”, pertanto non deve essere inteso come tale.

  • Verdure crude e cotte.
  • Frutta. Anche in questo caso, scegliere frutti di tipo e colore diversi consente di apportare nel modo giusto tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per l’organismo del piccolo.

Leggere con molta attenzione le etichette nutrizionali degli alimenti poiché, a volte, sono presenti nomi poco comprensibili che comunque indicano sostanze presenti nel latte vaccino (es: caseine, lattoglobuline e lattoalbumine). Se tra gli ingredienti dell’alimento si trovano queste parole si deve intendere che sono presenti le proteine del latte vaccino.

Inoltre, l'etichettatura dei prodotti alimentari destinati alla vendita è disciplinata dal decreto legislativo 23 giugno 2003, n.181, attuazione della direttiva comunitaria 2000/3/CE. La durata della dieta priva di proteine del latte vaccino deve essere la più breve possibile e va necessariamente concordata con il pediatra, che valuterà segni e sintomi specifici. Nelle etichette nutrizionali gli alimenti sono sempre indicati in ordine decrescente, ossia i primi nomi della lista sono gli ingredienti presenti in maggior quantità nell'alimento, via via che si procede nella lettura si trovano quelli presenti in minor quantità.

La scelta della formula lattea migliore per un determinato bambino sarà guidata dall’età del piccolo, dalla presenza di altre allergie alimentari, dal potenziale allergenico residuo, dalla composizione e palatabilità, dal costo e dalla disponibilità dei dati clinici che ne dimostrino l’efficacia.

I latti idrolisati, che vengono utilizzati in alternativa a quello vaccino, si differenziano per:

  • Le proteine scelte per l’idrolisi (caseina, sieroproteina, riso, miscele, etc.);
  • Le modalità di riduzione dell’allergenicità (calore, idrolisi enzimatica, ultrafiltrazione);
  • Il grado di idrolisi (estensivi, parziali).

Le formule lattee contenti aminoacidi rappresentano la scelta migliore per i bambini che presentano reazioni allergiche alle formule estesamente idrolizzate. L’utilizzo di latti a base delle proteine della soia è invece controverso poiché possono comportare svantaggi nutrizionali, quali basso assorbimento di minerali e di elementi essenziali.

Il latte di riso (bevanda a base di riso) è costituito da proteine di riso idrolizzate per ridurre il potenziale allergizzante.

L’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) è la più comune forma di allergia alimentare nei neonati e lattanti, con una prevalenza stimata tra il 2% e il 5%. Può manifestarsi con un ampio spettro di sintomi gastrointestinali, cutanei e respiratori, influendo sulla crescita, sul benessere e sulla regolazione neurovegetativa del bambino.

Classificazione Immunologica dell'APLV

L’APLV può essere:

  • IgE-mediata: Risposta acuta con sintomi entro 2 ore dall’assunzione. Può causare orticaria, vomito, broncospasmo, e addirittura anafilassi.
  • Non IgE-mediata (immunità cellulare): Reazioni ritardate (da 2 ore a più giorni dopo l’assunzione), prevalentemente gastrointestinali (es.

Tipi di Formula in Caso di APLV

La scelta del latte artificiale dipende dalla gravità dei sintomi, dal tipo di reazione immunologica e dalla risposta clinica:

  1. Adatti nella maggior parte dei casi non complicati poiché altamente tollerabili
  2. Indicate nei casi gravi, intolleranti a eHF, refrattari o con anafilassi, enteropatia grave, ipoproteinemia o scarso accrescimento
  3. Il riso idrolizzato è un’opzione in caso di intolleranza a eHF e in assenza di anafilassi
  4. Formule AR (anti-reflusso) Contengono addensanti (es. Utili nei reflussi persistenti, ma non indicate in caso di esofagite: aumentano la permanenza del refluito in esofago
  5. Latte di capra, latte vegetale non modificato, latte vaccino delattosato Non indicati in caso di APLV: la struttura proteica del latte di capra è simile a quella del latte vaccino e può causare reazioni crociate. I latti “delattosati” eliminano il lattosio, non le proteine.

Il latte materno è sempre la prima scelta nei neonati, anche in presenza di APLV. Tuttavia, in presenza di danni alla mucosa intestinale (es. enteropatia eosinofila), può comparire una lattasi secondaria → malassorbimento del lattosio → meteorismo, crampi, diarrea.

L’APLV richiede una gestione personalizzata, che integri approccio medico, dietetico e, nei casi opportuni, anche osteopatico. Il sostegno alla relazione madre-bambino, il rispetto della fisiologia digestiva e la capacità di lavorare in rete tra professionisti sono le vere risorse per accompagnare il lattante verso la risoluzione del quadro e il benessere globale.

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