L'Indice di Massa Corporea, o IMC, è onnipresente fin dalla sua introduzione negli anni Settanta. Lo potete trovare nello studio medico, in palestra e nei calcolatori online: l'Indice di Massa Corporea, o IMC, è onnipresente fin dalla sua introduzione negli anni Settanta. Per decenni abbiamo usato l’Indice di Massa Corporea (IMC) per dedurre la salute di un individuo. L'IMC è una semplice misura calcolata dividendo il peso di una persona (o la massa in chilogrammi se si usa il sistema metrico) per la sua altezza.
Per decenni i medici hanno utilizzato l'IMC per classificare il nostro peso in diverse categorie: sottopeso, normale, sovrappeso o obeso. Alcuni studi hanno associato un IMC elevato a un maggior rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo II e altri disturbi endocrini. Altri studi non hanno trovato una forte correlazione tra IMC e salute.
L'idea di un indicatore standardizzato del peso è stata introdotta negli anni Trenta del XIX secolo dallo statistico belga Lambert Adolphe Jacques Quetelet, che voleva quantificare il peso ideale per l'"uomo normale". Poi, negli anni '50, le compagnie di assicurazione sulla vita iniziarono a stimare il grasso corporeo delle persone - e il loro rischio di morte - confrontando il loro peso con quello medio di altre persone della stessa altezza, età e sesso.
L'utilizzo del solo IMC per valutare la salute presenta notevoli problemi. L'IMC non è in grado di dirci quale percentuale del peso di una persona derivi da grasso, muscoli o ossa. Ecco perché gli atleti muscolosi hanno spesso un IMC elevato pur avendo poco grasso corporeo, dice De Filippis. Seppure la composizione corporea può variare a seconda della razza, dell'etnia, dell'età e del sesso di una persona, i medici utilizzano la stessa formula per calcolare l'IMC per tutti gli adulti, anche se è stata sviluppata utilizzando dati provenienti principalmente da uomini bianchi.
È inoltre provato che il semplice fatto di etichettare una persona come sovrappeso o obesa può essere dannoso. La ricerca suggerisce che quando le persone vengono stigmatizzate a causa del loro peso, i livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, subiscono un'impennata che stimola l'appetito. Il cortisolo può anche avere un impatto negativo sulla maggior parte dei sistemi dell'organismo, compresi il cuore e gli organi.
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Secondo Stanford, se siete preoccupati per il vostro peso, la circonferenza della vita o il rapporto fianchi-vita (indice WHR) potrebbe essere un indicatore di salute migliore. Quindi, una misura migliore potrebbe essere l'indice di rotondità corporea, che aggiunge la circonferenza vita ai calcoli di altezza e peso dell’IMC per stimare le percentuali di grasso viscerale e di grasso corporeo totale. L'indice di rotondità corporea è risultato superiore ad altre misurazioni nella stima del rischio di patologie quali malattie cardiache, diabete, malattie renali e cancro.
Calcolo del BMI
Calcolare il Body Mass Index o Indice di Massa Corporea è molto semplice: il valore si ottiene dividendo il peso espresso in kg con il quadrato dell'altezza espressa in metri.
BMI = peso in Kg / H² in metri
Per esempio, il BMI di una persona alta 180 cm e che pesa 75 kg si otterrà dividendo il valore del peso (75 kg) con l’altezza al quadrato (1,80² m) così:
75 kg / 3,24 m = 23,5 BMI
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Il risultato di questa formula classifica il soggetto in un'area di densità corporea che può essere: magrezza; sottopeso; normopeso; sovrappeso; obesità di primo grado; obesità di secondo grado; obesità di terzo grado o morbigena.
Classificazione del BMI
La classificazione del BMI è la seguente:
- < 16.5: Grave magrezza
- 16-18,49: Sottopeso
- 18.5-24,99: Normopeso
- 25-29,99: Sovrappeso
- 30-34,99: Obesità Classe I (lieve)
- 35-39,99: Obesità Classe II (media)
- > 40: Obesità Classe III (grave)
Una persona alta 180 cm e che pesa 75 kg con un BMI di 23,5 (75 kg / 3,24 m = 23,5 BMI) sarà dunque normopeso.
I range di questa tabella sono stati definiti da studi di rischio di morbilità e mortalità che risulta essere la più bassa tra 18.5 e 25, di fatto considerata la norma.
Obesità in Italia
L’obesità è ormai riconosciuta una vera malattia e un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di malattia renale cronica [1]. Si stima che al mondo ci siano circa 600 milioni di persone affette da obesità [2]. Secondo il Rapporto Osservasalute del 2016 che fa riferimento ai risultati dell’Indagine Multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana” emerge che nel 2015, in Italia, più di un terzo della popolazione era in sovrappeso (35,3%) e una persona su dieci era obesa (9,8%).
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In epoca più recente, il 9° Rapporto sull’obesità in Italia [4], curato dall’Istituto Auxologico Italiano, ha evidenziato come, secondo una stima provvisoria per il 2020, su 10 uomini adulti 6 sono in sovrappeso, su 10 donne invece 4 sono in sovrappeso. In entrambi i sessi la prevalenza è maggiore nella fascia d’età compresa tra i 65 e i 74 anni.
Anche per quanto riguarda l’obesità, come per il sovrappeso, la popolazione maggiormente colpita è quella maschile: l’11,7% tra gli uomini e il 10,3% tra le donne. Il gradiente geografico è chiaramente a sfavore delle regioni meridionali. Complessivamente, nel Nord-ovest e nel Centro Italia la prevalenza dell’obesità si attesta al 10% mentre nel Nord-est e nelle isole il valore raggiunge l’11,4%; al Sud sale al 12,4%.
Le percentuali non sono migliori quando spostiamo l’attenzione dagli adulti ai bambini e agli adolescenti. In Italia tra i giovani la prevalenza di obesità è del 18% nei bambini e del 19% negli adolescenti. Anche in questo caso c’è una grossa differenza tra nord e sud. Al Sud il 34,1% della popolazione 3-17 anni è obesa, al Nord-ovest il 20,0%; il 22,4% al Nord-est, il 23,9% al Centro e il 28,4% nelle isole.
Obesità e Rischio Renale
L’obesità è ormai riconosciuta come un fattore di rischio indipendente di malattia renale cronica e di progressione verso l’End-Stage Renal Disease (ESRD). In particolare, è stata osservata una correlazione tra obesità e sviluppo di glomerulosclerosi focale segmentale (GSFS). La terapia convenzionale dell’obesità, che include dieta ipocalorica, esercizio fisico, modifiche dello stile di vita e terapia farmacologica, non è sempre in grado di ottenere i risultati sperati e soprattutto non garantisce una stabilizzazione del peso corporeo a distanza di tempo.
In base al Body Mass Index (BMI), indice rappresentato dal rapporto tra il peso del soggetto (kg) e il quadrato dell’altezza (m), l’OMS classifica l’obesità in tre gradi: obesità di I° grado (BMI tra 30 e 34,9 kg/m2), obesità di II° grado (BMI tra 35 e 39,9 kg/m2) e obesità di III° grado (BMI maggiore di 40 kg/m2).
Tabella: Classificazione dell'Obesità secondo il BMI
| Grado di Obesità | BMI (kg/m²) |
|---|---|
| I° Grado | 30 - 34.9 |
| II° Grado | 35 - 39.9 |
| III° Grado | > 40 |
La circonferenza della vita o circonferenza addominale invece è un parametro che correla indirettamente con l’obesità: i valori normali devono essere inferiori a 94 cm negli uomini e 80 cm nelle donne e viene misurata appena sopra l’ombelico (precisamente appena al di sopra della porzione superiore del bordo laterale della cresta iliaca). Una circonferenza superiore ad 88 cm nelle donne e 102 cm negli uomini viene definita obesità viscerale.
Il rapporto tra la circonferenza della vita e la circonferenza dei fianchi (o delle anche) definito anche WHR (waist/hip ratio) è il metodo maggiormente utilizzato per la valutazione della distribuzione del grasso corporeo negli studi epidemiologici.
Limiti del BMI
Il BMI non tiene conto delle differenze di sesso, di età e di etnia: ha quindi dei limiti importanti. Può avere un certo grado di affidabilità in studi di popolazione, ma sul singolo l’errore potrebbe non essere così trascurabile: il BMI infatti non distingue massa grassa e massa magra. Non capisce cioè se il peso è da riferire a grasso o a muscoli, perciò potrebbe mal classificare alcuni soggetti, come ad esempio i Body builder.
Poiché non considera massa grassa e massa magra e non tiene conto del sesso e dell’età, l’Indice di Massa Corporea va sempre associato sul singolo alla circonferenza addominale:
- gli uomini accumulano più facilmente grasso addominale - più pericoloso per la salute e il rischio cardiovascolare.
- le donne hanno frequentemente un accumulo su glutei e fianchi (accumulo ginoide) con minor impatto sulla salute.
Considerando solo il BMI, nelle donne si rischia di sovrastimare l’effetto della massa grassa.
Il BMI non è un parametro utilizzabile per individui con età inferiore ai 18 anni. In questi casi, infatti, è necessario ricorrere alle apposite curve di crescita che mettono in relazione l'età, il sesso e il peso del soggetto nelle opportune carte di crescita.
L'adozione di stili di vita sani, passando per la corretta alimentazione, buone abitudini di sonno e attività fisica, possono aiutare a raggiungere e mantenere un buono stato di salute e un Indice di Massa Corporea entro parametri ottimali.