Le interazioni tra farmaci e cibo possono modificare in modo rilevante l’effetto di numerosi farmaci determinandone un'enorme variazione della concentrazione che può provocare severi effetti collaterali. I soggetti che a causa delle loro condizioni patologiche devono assumere diversi farmaci ogni giorno sono particolarmente a rischio. Una buona fetta della popolazione anziana utilizza ogni giorno farmaci antinfiammatori non-steroidei, anti-ipertensivi, anticoagulanti, statine, farmaci per il cuore e antidepressivi.
Interazioni Farmacologiche Comuni
Alcuni farmaci sono particolarmente sensibili all’ambiente acido dello stomaco. Certi antibiotici - penicillina G, penicillina VK, ampicillina - possono essere degradati dalle secrezioni gastriche: è bene quindi che vengano presi almeno un’ora prima o due ore dopo il pasto. I bifosfonati sono farmaci utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi: alendronato, ibandronato e risedronato non vengono ben assorbiti se presi con qualsiasi tipo di cibo o bevanda, fatta eccezione per l’acqua. Non sempre le interazioni con l’ambiente acido dello stomaco hanno valenza negativa. Per alcuni farmaci il ridotto pH gastrico facilita l’assorbimento. È il caso del ketoconazolo, un antimicotico, della griseofulvina, altro antimicotico il cui assorbimento è ancora maggiore se assunta insieme a dei grassi.
Alimenti e Farmaci: Interazioni Specifiche
Alcuni cibi contengono sostanze che possono interferire con l’azione di specifici farmaci. Molte verdure a foglia e alcune brassicacee, hanno un elevato contenuto di vitamina K, sostanza la cui presenza è essenziale per i processi di coagulazione del sangue. La levotiroxina (Eutirox) va assunta a digiuno per un miglior assorbimento del farmaco e il paziente dovrebbe limitare il consumo di cibi goitrogenici come cavolo, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolfiori fagioli o miglio perlato, che potrebbero ridurne notevolmente l’efficacia, diminuendo la quantità di iodio disponibile.
La liquirizia contiene glicirrizina e acido glicirretico, due sostanze che possono interferire pesantemente con farmaci antipertensivi e antiaritmici causando aumento della pressione, edema, ritenzione di sodio ed escrezione di potassio; quei bastoncini e quelle caramelle non sono poi così tanto innocui. Cosa c’è di più sano di un bel bicchiere di succo di pompelmo? Un sacco di altri cibi se prendete farmaci che sono metabolizzati dal citrocromo P450, un enzima inibito da sostanze contenuto nel frutto.
Il Ruolo del Citocromo P450
I principi attivi dei farmaci sono degli xenobiotici, delle sostanze estranee che l’organismo elimina più o meno rapidamente attraverso reazioni complesse. Oltre il 75% dei farmaci che assumiamo viene metabolizzato da enzimi che appartengono alla famiglia del citocromo P450. Nell’uomo esistono circa 60 geni che codificano per differenti forme dell’enzima e un buon numero di queste forme è direttamente coinvolto nella detossificazione dei farmaci. Le forme di citocromo P450 che sono responsabili dela detossificazione dei farmaci sono CYP3A4, CYP2D6, CYP2C9, CYP1A2 e CYP2E1 (CYP è la sigla che indica gli enzimi di questa famiglia).
Leggi anche: Dieta contro la carenza di ferritina
Il citocromo CYP3A4 è la forma enzimatica più attiva e da sola da gioca un ruolo importante nella metabolizzazione di circa il 50% dei farmaci. Tra gli alimenti che possono interferire con l’attività dell’enzima un posto di rilievo va al succo di pompelmo che, grazie alla presenza di alcune furanocumarine come la diidrossibergamottina e bioflavonoidi come naringina, naringenina e quercetina, è un potente inibitore e inattivatore del citocromo. L’effetto è già apprezzabile con il consumo di una singola porzione di succo ma può aumentare in maniera rilevante con un consumo continuato. Da sottolineare che l’effetto inibitorio dovuto al succo di pompelmo può protrarsi fino a 2-3 giorni, quindi non è sicuro prendere i farmaci qualche ora dopo aver consumato il succo: bisogna interrompere il consumo qualche giorno prima. Anche il pomelo e l’arancia di siviglia contengono quantità importanti di queste sostanze ad azione inibitoria.
Alcune sostanze presenti nel vino rosso hanno mostrato azione inibitoria dell’enzima in vitro; i risultati in vivo sono ancora confusi ma sembrano indicare che anche questa bevanda possa rallentare il metabolismo di alcuni farmaci. L’inibizione di CYP3A4 rallenta la velocità con cui alcuni farmaci sono detossificati ed eliminati dall’organismo. Questo può provocare un pericoloso accumulo del farmaco, con dosi successive che vanno a sommarsi sino a provocare una overdose.
Iperico e Interazioni Farmacologiche
L’iperico è una pianta officinale di uso comune, utilizzata per trattare la depressione. L’iperico è sì un rimedio naturale e della tradizione ma come tante altre piante medicinali è una vera e propria riserva di xenobiotici che possono provocare interazioni importanti con i farmaci. Il problema è aggravato dal fatto che questi preparati possono variare in maniera rilevante per qualità e concentrazione dei principi attivi, esponendo chi ne faccia uso a rischi gravi. L’iperico contiene infatti sostanze che stimolano l’azione di CYP3A4. L’assunzione contemporanea di iperico con alcuni farmaci può aumentare molto la velocità di eliminazione dei medicinali, con un effetto di un sottodosaggio che può avere conseguenze tragiche; tra i farmaci metabolizzati dall’enzima abbiamo le ciclosporine, utilizzate per ridure il rischio di rigetto in trapianti di organi. Una eliminazione delle ciclosporine troppo rapida - e l’iperico può causare una riduzione della concentrazione media del farmaco di circa il 50% - può addirittura portare al rigetto dell’organo trapiantato.
Anche alcuni contraccettivi orali possono essere eliminati troppo rapidamente a causa di un concomitante uso di iperico, con totale perdita dell’attività anticoncezionale. Il citocromo CYP1A2 è presente soprattutto nel fegato ed è responsabile del metabolismo di caffeina e teofillina, fluvoxamina, clozapina e imipramina. Un forte consumo di caffeina -quindi di caffè, tè e cioccolata - può aumentare la quantità di enzima presente, così come il consumo di brassicace - cavolo, broccoli, cavoletti di bruxelles - e di carne cotta alla griglia; si potenzia così l’azione di CYP1A2 con aumento della velocità di eliminazione dei medicinali indicati. Il solito succo di pompelmo e il succo di uva Jufeng hanno invece azione inibitoria.
I citocromi CYP2E1, CYP2C9, CYP2D6 partecipano al metabolismo di etanolo, alotano e enflurano, ibuprofene e diclofenac, warfarin, omeprazolo, proguanil. Il consumo di bevande alcoliche può aumentare l’attività del CYP2E1 con aumento della velocità di eliminazione di alcuni farmaci. In soggetti con forte consumo di alcolici che utilizzano paracetamolo sono frequenti fenomeni di epatotossicità, imputabili all’eccessivo accumulo nel fegato di metaboliti del farmaco. Il consumo di bevande alcoliche assieme a farmaci può essere estremamente pericoloso.
Leggi anche: Alimentazione e Disbiosi: Guida Completa
Alcool e Farmaci: Una Miscela Pericolosa
L’alcol contenuto nelle bevande può alterare la disponibilità dei farmaci mentre certi farmaci possono alterare i processi metabolici che permettono l’eliminazione dell’alcol, sostanza di per sé tossica, soprattutto per la porzione che riguarda il citocromo CYP2E1. L’alcol può dare interazioni molto severe con antidepressivi, anticonvulsivi, benzodiazepine, oppiodi, stimolanti, antipertensivi, antinfiammatori e antiacidi. I sintomi più comuni sono sedazione, tachicardia e un aumento della condizione di intossicazione che si accompagna al consumo di bevande alcoliche.
Visto il rischio molto forte di interazione, l’ampio spettro dei medicinali interessati e le conseguenze possibili, che possono essere direttamente o indirettamente letali, è sempre ben evitare di assumere contemporaneamente alcol e farmaci.
Dieta Chetogenica, Pillola Anticoncezionale e Perdite di Sangue
“Da tre anni uso la pillola e sono contenta. Però è il terzo anno che d’estate, e solo d’estate, ho piccole perdite di sangue scuro per diversi giorni al mese. Nelle altre stagioni va tutto bene. Perché? Devo cambiare pillola?”. Le cause più probabili sono queste: anzitutto, il cambio nella composizione della dieta, con più verdura e frutta fresche. Questo può modificare in parte la composizione del microbiota, ossia dei miliardi di microrganismi amici che abitano il nostro intestino. Essi sono fondamentali per la digestione dei cibi, per la salute della parete dell’intestino, per modulare la velocità del transito intestinale, per il sistema immunitario e per l’assorbimento dei farmaci, quindi anche della pillola.
Modificazioni nella composizione della dieta possono per esempio aumentare la velocità del transito intestinale, fino a una tendenza alla diarrea, come succede nella sindrome dell’intestino irritabile, più nota come “colite”. Questa può comparire anche in risposta a variazioni della composizione alimentare o alla maggiore presenza, nei mesi estivi, di cibi contenenti allergeni o sostanze cui comunque l’intestino sia intollerante. Maggiore è la velocità del transito intestinale, minore è la quantità di farmaco assorbito. In questo caso, se estrogeni e progestinici sono assorbiti meno, ci sono due conseguenze importanti.
- Primo, minore stabilità dell’endometrio, la mucosa interna dell’utero, che tende a sfaldarsi in modo irregolare, causando le piccole perdite di sangue intermestruali (spotting, dall’inglese “to spot”, macchiare).
- Secondo, minore quantità di ormoni assorbiti significa anche minore efficacia nell’inibire (reversibilmente) l’attività dell’ovaio.
Stia attenta dunque perché la pillola può diventare meno efficace ed è saggio in questi mesi di perdite usare sempre il profilattico. Il colore scuro è invece dovuto al fatto che queste perdite di sangue, essendo scarse, scendono lentamente. L’emoglobina ha quindi il tempo di ossidarsi, con la conseguente variazione del colore da rosso vivo a scuro-nerastro. E’ buona regola fare un pap-test, per escludere altri cofattori che possano contribuire alle perdite, magari solo nell’ultimo anno: per esempio, alterazioni cellulari a livello del collo dell’utero, causate in primis da un’infezione da Papillomavirus.
Leggi anche: Benefici di una dieta sana
Altri Fattori che Influenzano l'Efficacia della Pillola
Altre cause sono invece legate a divere abitudini di vita, durante l’estate:
- Dimenticare di assumere una pillola riduce i livelli degli ormoni contraccettivi nel sangue: questo può sia ridurre l’efficacia contraccettiva sia causare perdite di sangue.
- Le donne ansiose tendono a dimenticare le pillole tre volte più delle donne serene: ma questo succede tutto l’anno, a meno che non ci siano fattori contingenti specifici che aumentano l’ansia d’estate.
- D’estate è più frequente uscire, ballare, fare tardi, per cui l’orario di assunzione della pillola può variare molto, con conseguenti variazioni dei livelli di ormoni nel sangue, più frequenti con le pillole “più leggere”, ossia che hanno un basso dosaggio di ormoni.
Topiramato: Un Caso Specifico
Dal punto di vista chimico, il topiramato può essere considerato come un derivato monosaccaridico correlato al fruttosio che contiene anche un gruppo sulfammato. Ad ogni modo, per svolgere le sue azioni terapeutiche, il topiramato deve essere somministrato per via orale; difatti, i medicinali che lo contengono sono in forma di compresse e capsule. Per la dispensazione di questi ultimi, è necessario presentare apposita ricetta medica ripetibile (RR). Durante il trattamento, il peso corporeo del paziente dovrebbe essere regolarmente monitorato. Difatti, il trattamento con topiramato può causare perdita di peso anche molto consistente.
L'assunzione di topiramato può causare effetti collaterali (capogiri, stanchezza, problemi visivi, ecc.) in grado di alterare la capacità di guidare veicoli e/o di utilizzare macchinari. Si ricorda, infine, che alcuni pazienti in trattamento con topiramato hanno manifestato pensieri suicidi e autolesionistici. Come qualsiasi altro principio attivo, anche il topiramato può causare effetti collaterali, benché non tutti i pazienti li manifestino o li manifestino nello stesso modo.
Se il sovradosaggio è recente, lo stomaco andrebbe svuotato immediatamente mediante lavanda gastrica o induzione del vomito. Anche il carbone vegetale potrebbe essere utile. Non esiste un antidoto specifico, pertanto, il trattamento è sintomatico e di supporto. Il topiramato è disponibile in forma di compresse rivestite o capsule rigide da somministrarsi per via orale. In verità, le capsule possono anche essere aperte e il loro contenuto può essere mescolato con un cucchiaio di cibo morbido (ad esempio, yogurt, budini, pappe per i bambini, ecc.).
Topiramato e Gravidanza
L'uso del topiramato per il trattamento dell'epilessia nelle donne in gravidanza dovrebbe essere effettuato solo se assolutamente necessario e indispensabile e solo dopo un'attenta valutazione del rapporto fra i benefici attesi per la madre e i potenziali rischi per il feto. Studi condotti su animali, infatti, hanno dimostrato che il topiramato può causare danni al feto. Per quanto riguarda l'allattamento, il topiramato può essere escreto nel latte materno. Inoltre, quando impiegato nell'ambito della profilassi dell'emicrania, l'uso del topiramato è controindicato anche in gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano adeguati metodi contraccettivi.
L'Importanza della Consulenza Medica
Per chi si fosse preoccupato leggendo queste righe, voglio ricordare che il bugiardino di ogni farmaco riporta anche le potenziali interazioni con i cibi, che la ricerca nel campo è particolarmente attiva ed attenta e che gli organi preposti alla sorveglianza hanno linee guida molto stringenti relative all’indagine delle possibili interazioni tra farmaci e cibo. Se rimangono comunque dei dubbi, prima di assumere un farmaco parlatene con il vostro medico o confrontatevi con un professionista preparato sul tema. È sempre meglio essere prudenti.
L’universo delle diete chetogeniche è quindi ampio. L’apporto proteico è necessario per mantenere la massa muscolare del soggetto, dipende da diversi fattori come ad esempio l’attività fisica e deve essere valutato con cura in funzione della composizione corporea. Personalizzando la quota proteica, la differenza tra una dieta chetogenica VLCKD ed una con maggiori quantità di calorie, consiste fondamentalmente nell’apporto lipidico. Come abbiamo visto infatti, un pasto chetogenico può essere più o meno ricco di proteine cosi come di grassi.
tags: #dieta #chetogenica #e #pillola #anticoncezionale #interazioni