Hai accumulato qualche chilo di troppo durante la gravidanza ed ora vorresti dimagrire? Voler perdere i chili di troppo è possibile senza pregiudicare il tuo ruolo di mamma che allatta: basta seguire una dieta salutare senza eccessi.
L’allattamento al seno comporta infatti un consumo di calorie importante: per produrre 750 grammi di latte materno bruci circa 560 calorie. Inoltre durante l’allattamento si hanno contrazioni dell’utero che gli permettono di ritornare alle dimensioni pre-parto.
Ricorda che è fondamentale che la perdita di peso sia lenta e costante, che è assolutamente deleterio perdere più di un chilo a settimana, che una donna che allatta deve avere le energie necessarie per nutrire il suo bambino e che una perdita di peso eccessiva può provocare irritabilità, stanchezza, spossatezza.
Una perdita di peso rapida rischia di permettere che le tossine contenute negli agenti inquinanti e normalmente trattenute nel grasso corporeo, vengano rilasciate nel sangue, con conseguente innalzamento dei livelli di tossine nel latte.
La dieta durante l’allattamento deve essere varia, ricca di proteine, frutta e verdure. Esistono un certo numero di regimi dietetici a basso contenuto di carboidrati, di diversi livelli e modalità, basati sulla teoria che limitando i carboidrati e assumendo una adeguata quantità di proteine, ci si possa liberare del senso di fame tipico degli altri piani dietetici.
Leggi anche: Obiettivi di dimagrimento e film
Stai perdendo davvero troppo peso? In più fattori come lo stress e lo sforzo fisico che può richiedere accudire il tuo bambino possono portare ad un dimagrimento importante.
Ptosi Mammaria: Cause e Rimedi
Gravidanze e allattamento, forti variazioni di peso e invecchiamento incidono prepotentemente anche sulla bellezza del seno, che, a seguito delle casistiche appena riportate, può apparire svuotato e cadente. È in questi casi che si parla di ptosi mammaria, ovvero una vera e propria caduta e dispiegamento del seno dovuto a un cedimento della ghiandola mammaria e a una distensione esagerata della pelle che lo circonda.
Si tratta di un disturbo ordinario e comune alla maggior parte delle donne che può essere di origine naturale, quindi causato dall’avanzamento dell’età, o, in altri casi, apparire a seguito di una gravidanza come conseguenza del post-allattamento o ancora si può verificare a seguito di un dimagrimento significativo. Nonostante sia un problema comune e ordinario, un seno svuotato può creare disagi nella quotidianità, soprattutto rispetto all’accettazione di sé stessi.
Il modo migliore per intervenire e correggere la ptosi mammaria è affidarsi alla medicina o chirurgia estetica, tornando così a godere di un seno pieno, tonico e turgido.
Rimedi Naturali alla Ptosi Mammaria
È importante ribadire che una vita equilibrata contribuisce indubbiamente al mantenimento nel tempo della forza e volume della mammella. Sono diverse le accortezze da adottare per ritardare i danni che l’età e altri fattori apportano ai tessuti.
Leggi anche: Dimagrimento improvviso e depressione: cosa fare
Come sempre, la giusta alimentazione e idratazione aiuta: è importante bere molta acqua e seguire una dieta equilibrata fatta di frutta e verdura e in particolare di pomodori, ricchi di licopene, considerato il più potente produttore naturale di acido ialuronico, di frutta secca che favorisce l’attività metabolica grazie agli Omega 3 e di polifenoli contenuti nella frutta rossa e nel vino che aiutano il mantenimento di una corretta irrorazione sanguigna.
Anche l’attività fisica non va trascurata, in particolare può essere utile potenziare fasce e muscoli pettorali, eseguire quindi con costanza e regolarità esercizi mirati, volti a rassodare la muscolatura del seno in modo da migliorare sensibilmente e più a lungo il suo aspetto cadente e svuotato.
Infine, anche i massaggi sono un valido aiuto nel prevenire il problema di un seno cadente, attraverso movimenti circolari e decisi, meglio se effettuati sotto la doccia con l’alternanza di acqua fredda e calda in una prima battuta e riproposti una volta asciutte con l’ausilio di creme o oli vari per aumentare la tonicità.
Interventi di Chirurgia Plastica per il Seno Svuotato
Può capitare che, nonostante tutte queste buone abitudini, l’aspetto del seno non migliori. In questi casi, scende in campo la chirurgia estetica che può aiutare in maniera “risolutiva” e nel lungo periodo a correggere gli inestetismi del proprio seno e a trovare, o ritrovare, il piacere di guardarsi allo specchio e apprezzarsi. Tra le tipologie di trattamento più efficaci troviamo:
Mastopessi
Nota come una tecnica di lifting al seno, un vero e proprio intervento di chirurgia estetica che si rende necessario quando le mammelle diventano ptosiche, o cadute, oltre un certo grado e permette di riempire e risollevare il seno cadente e ridurre e modificare la forma e le dimensioni dell’areola.
Leggi anche: Rischi del dimagrimento senile
I gradi di ptosi di definiscono con numeri crescenti da 1 a 4, a seconda del rapporto che le areole stabiliscono con i solchi inframammari e anche in relazione all’orientamento dei capezzoli: ad esempio, si considera ptosi di 3° grado quando i capezzoli guardano in avanti ma le areole sono scese al di sotto dei solchi.
L’intervento chirurgico può essere anche associato all’introduzione di protesi mammarie, generalmente posizionate sotto il muscolo pettorale; grazie all’inserimento delle protesi è possibile, quindi, non solo ripristinare il tono e la consistenza dei tessuti ma anche aumentare le dimensioni e il volume del seno. Sono quindi chiari gli obiettivi della mastopessi che, oltre quello principale di sollevare e dare tono e compattezza al seno, si propone di ricreare una posizione ideale di mammelle e areole che devono essere progettare al centro del nuovo cono mammario, prendendo in esame alcuni parametri come la linea emiclaveare che segna la distanza tra la clavicola e il capezzolo.
Per quanto riguarda la tecnica chirurgica, invece, si articola in diversi step:
- Preparazione: la prima mossa che prevede il tracciamento pre-operatorio per poi procedere con l’anestesia, generalmente locale con sedazione profonda, e la disinfezione dell’area da trattare.
- Incisioni: la fase successiva che prevedere l’incisione periareolare, quindi intorno all’areola oppure dall’areola fino al solco sottomammario.
- Riposizionamento: parte in cui il tessuto viene sollevato e rimodellato, capezzolo e areola riposizionati e l’eventuale pelle in eccesso viene rimossa.
- Sutura: momento conclusivo dell’operazione in cui le incisioni vengono chiuse e le suture stratificate all’interno dei tessuti così da sostenere adeguatamente le mammelle.
Le cicatrici conseguenti all’intervento hanno una estensione differente in rapporto alla gravità del difetto da correggere e alla quantità di pelle in eccesso da rimuovere e modellare: nei casi di ptosi lieve e moderata sarà possibile limitare le cicatrici chirurgiche solo al perimetro areolare, oppure nei casi in cui è presente una caduta del seno maggiore e più accentuata, oltre alla cicatrice periareolare, risulterà necessario aggiungere anche una cicatrice verticale (che dal bordo inferiore dell’areola raggiunge il solco sotto la mammella), oppure a “T invertita” (oltre alla verticale si somma una cicatrice nel solco sotto il seno); quindi possiamo affermare che le cicatrici della mastopessi sono sempre più penalizzanti ed evidenti rispetto a quelle della mastoplastica additiva, quasi inesistenti.
L’intervento, della durata che varia da 1 a 2 ore, viene spesso eseguito in regime di day surgery. I punti di sutura vengono rimossi dopo circa 10 giorni ma già a distanza di 5-6 giorni dall’intervento la paziente potrà riprendere tranquillamente le proprie attività quotidiane per poi riprendersi definitivamente (in modo da poter svolgere anche attività fisica) dopo circa 1 mese.
Mastoplastica Additiva
Che tra tutti gli interventi possibili di chirurgia estetica risulta uno dei più richiesti dal pubblico femminile. Questo intervento consiste nell’inserimento di una protesi al di sotto della ghiandola o muscolo pettorale. La scelta delle protesi è una fase molto delicata e importante che condiziona fortemente il risultato finale dell’intervento.
Grazie allo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e di materiali sempre più perfezionati, è oggi possibile sottoporsi a questo trattamento con il massimo della serenità e della garanzia di una buona riuscita. Le tipologie di protesi da poter applicare sono diverse e andranno scelte in base alla forma del proprio seno e al risultato che si desidera ottenere, previo consulto con il proprio chirurgo.
Le protesi in silicone sono la scelta privilegiata dalla maggior parte delle donne, in quanto la loro consistenza permette di ottenere un aspetto molto realistico; in più, al contrario di quanto si pensi, sono stati sviluppati numerosi studi scientifici che confermano la completa biocompatibilità del silicone così come il fatto che esso non favorisca la comparsa di neoplasie né malattie autoimmuni.
Le protesi mammarie si differenziano inoltre per la forma che può essere rotonda o a goccia: le prime vengono solitamente impiegate quando si vuole ottenere un aumento importante del seno la cui causa di svuotamento è dovuta all’allattamento o a un dimagrimento eccessivo, mentre la seconda tipologia viene spesso scelta da donne con seni di dimensioni ridotte che desiderano ottenere un risultato estetico molto naturale.
Per avvicinarsi all’effettiva operazione chirurgica, è necessario che la paziente prenda un appuntamento conoscitivo con il chirurgo, il quale avrà la possibilità di fare le dovute considerazioni, sia per quanto riguarda le protesi da scegliere che per l’operazione stessa. In questa fase pre-operatoria, il chirurgo potrà anche suggerire un controllo ecografico o mammografico soprattutto per le pazienti meno giovani.
Si arriva così all’intervento vero e proprio, dalla durata di circa 1 ora e realizzato in regime di day hospital con sedazione profonda: a seconda della tecnica scelta e la via di accesso la conseguente cicatrice può trovarsi a livello del solco sottomammario o lungo il perimetro dell’areola.
Solitamente le protesi vengono collocate al di sotto della ghiandola nelle pazienti con parenchima mammario ben rappresentato; viceversa, nelle pazienti con scarso parenchima mammario e nei casi di revisione o reintervento, è preferibile inserire la protesi parzialmente al di sotto del muscolo pettorale, con la tecnica “dual plane”, pratica grazie alla quale si riesce ad ottenere un risultato estetico molto naturale e si riduce l’incidenza della contrattura capsulare.
C’è da ricordare che per quanto l’intervento sia risolutivo, le protesi di buona qualità e di moderna concezione durano circa 20 anni.
Mastopessi Dopo l'Allattamento: Intervento e Aspettative
L’allattamento al seno e il dimagrimento dopo la gravidanza possono comportare una perdita di volume del seno e una ptosi (seno cadente), soprattutto nelle donne adulte. Uno degli interventi di chirurgia estetica maggiormente richiesti dalle donne riguarda il seno e in particolare la mastopessi dopo l’allattamento.
Si tratta di un intervento di chirurgia estetica e plastica utilizzato per risollevare e rimodellare il seno cadente e svuotato dall’allattamento, da dimagrimenti rapidi ed eccessivi e dal trascorrere del tempo in grado altresì di eliminare la pelle in eccesso. Un seno mal formato o cadente può infatti essere riportato nella sua posizione originaria solo con un intervento chirurgico di risollevamento del seno.
Nel corso degli anni il seno può diventare svuotato e cadente per diversi fattori o cause:
- Età e invecchiamento
- Gravidanza
- Allattamento
- Eccessiva perdita di peso
- Predisposizione genetica
- Dopo un eccessivo o rapido dimagrimento
Con l’intervento di mastopessi (lifting del seno) la ghiandola mammaria del seno viene sollevata, riposizionata nella sede originaria e modellata, e la cute in eccesso viene asportata.
L’intervento può essere effettuato su un seno completamente sviluppato (come per tutti gli interventi di chirurgia del seno). Verrà effettuata una visita pre-intervento durante la quale il chirurgo estetico plastico valuterà il caso prendendo misure ed eventualmente disegnando sulla paziente le linee di incisione e la nuova posizione del complesso areola-capezzolo che il seno assumerà con la mastopessi.
In corrispondenza delle incisioni residuano delle sottili cicatrici che comunque sono disposte in zone nascoste da un comune reggiseno e sotto il seno stesso e che col tempo si ridurranno a sottili linee bianche. Inoltre, eventuali smagliature saranno eliminate grazie all’eliminazione della pelle in eccesso mentre quelle rimaste miglioreranno per effetto dello stiramento della cute.
L’intervento si effettua in anestesia totale e la durata dipende dal caso trattato.
Mastopessi: Decorso Post Operatorio
Il ritorno alle normali attività è in relazione all’entità dell’intervento chirurgico subito, alle condizioni fisiche in cui si è affrontato l’intervento chirurgico di mastopessi ed alle singole capacità reattive. E’ buona norma comunque attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale dell’attività e dell’attività sportiva.
Dopo Mastopessi si Può Allattare?
Non vi sono controindicazioni in vista di una futura gravidanza e allattamento in quanto la ghiandola mammaria non subisce incisioni e mantiene le sue funzioni naturali.
Mastopessi: Risultati
Il risultato finale della mastopessi è duraturo, ma occorre ricordare che dopo l’ intervento, nel corso degli anni, il seno è sottoposto sia alla forza di gravità sia all’invecchiamento dovuto all’età. L’intervento chirurgico di mastopessi non ferma l’invecchiamento dei tessuti, né può contrastare le leggi di gravità, con il tempo quindi il seno può subire un abbassamento: si può comunque intervenire con un successivo intervento di sollevamento del seno.
Mastopessi con o Senza Protesi
In alcuni casi il chirurgo plastico può consigliare l’impianto di una protesi. Il seno vuoto è una condizione che accomuna tantissime donne, dunque non sentirti sola o anormale se anche tu hai un seno di questo tipo. Sei pronta? Infatti le mammelle presentano anche una componente adiposa il cui peso varia da donna a donna. Anche il lipofilling (ovvero il riempimento del seno con il grasso corporeo) potrebbe essere una soluzione concreta, ma presenta una durata limitata ad un anno. Torniamo alla mastoplastica additiva. L’effetto è sorprendente, perché le mammelle risultano alte, sode e piene.
Cosa Fare in Caso di Seno Cadente?
Come dicevamo, rassodare e risollevare un seno cadente, soprattutto in stadio avanzato, è complicato. Risollevare del tutto un seno cadente, senza ricorrere alla chirurgia plastica, non è possibile. Ecco alcuni consigli:
- Fare sport ed esercizi mirati. Avere un buon tono muscolare è fondamentale per contrastare la forza di gravità.
- Usare creme, maschere e lozioni.
- Fare auto-massaggi quotidiani.
- Seguire un’alimentazione bilanciata.
- Mantenere una postura corretta. Una cattiva postura, con la schiena curva, accelera la caduta del seno a causa del proprio peso.
- Utilizzare un buon reggiseno.
- Sottoporsi a escursioni caldo-freddo.
- Ricorrere a trattamenti estetici. I trattamenti estetici per il seno non sono solo chirurgici.
tags: #dimagrimento #eccessivo #allattamento #cause #rimedi