Chi non riesce a digerire bene il latte presenta un’intolleranza al lattosio, spesso confusa con un’allergia. Molto spesso viene fatta confusione tra queste due problematiche, cerchiamo quindi di fare chiarezza su quali siano le differenze.
Intolleranza al Lattosio o Allergia alle Proteine del Latte?
L'intolleranza al lattosio e l'allergia al latte sono due patologie che sembrano simili e molte persone pensano che siano la stessa cosa. Ma così non è. L'intolleranza al lattosio coinvolge il sistema digestivo: se sei intollerante, è perché il tuo corpo non produce la lattasi, l'enzima necessario per digerire il lattosio dividendolo in glucosio e galattosio. Il lattosio è lo zucchero principale del latte ed è usato in molte ricette come eccipiente. L'allergia al latte invece, coinvolge il sistema immunitario ed è quindi più grave. In effetti, al contatto con una proteina o un altro prodotto del latte, il tuo corpo reagisce rilasciando sostanze che causano sintomi allergici come negli altri casi di allergia. Questa reazione allergica può essere lieve (manifestandosi con delle eruzioni cutanee) o grave (difficoltà a respirare, perdita di coscienza).
Di intolleranza al lattosio abbiamo già parlato ampiamente e implica un deficit nella produzione dell’enzima lattasi, necessario per scindere il lattosio stesso, zucchero complesso contenuto nel latte, in due più semplici, ovvero glucosio e galattosio assorbibili poi dall’intestino. In alternativa esistono in commercio compresse contenenti questo enzima da assumere prima di consumare alimenti contenenti latticini e, di conseguenza, lattosio. Chi non tollera le proteine del latte ha invece un problema con la parte proteica contenuta in questa sostanza, che rappresenta all’incirca 35 grammi su un litro di questo liquido. Nel latte bovino, quello prevalentemente consumato, la parte proteica è rappresentata da caseine e proteine del siero.
Allergia alle Proteine del Latte: Cosa Comporta?
L’unica allergia che può manifestarsi dopo aver assunto latte o derivati, riguarda le proteine di questi alimenti e non il lattosio. L’allergia alle proteine del latte è una vera e propria allergia che provoca una reazione immunitaria all’assunzione di alimenti che le contengono. Una persona affetta da intolleranza al lattosio potrà consumare alimenti delattosati contenenti proteine del latte, vice versa chi è affetto da allergia a caseina e proteine del siero, non potrà consumare alimenti privi di lattosio.
Ma dove sono contenute le proteine del latte? Purtroppo non soltanto nei latticini o prodotti contenenti latte, bensì anche all’interno di alimenti destinati agli sportivi, barrette e integratori perché possedendo un alto valore biologico hanno un elevato valore nutrizionale, oltre che per aumentare la conservazione degli alimenti stessi data la loro stabilità.
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Nel latte bovino, quello prevalentemente consumato, la parte proteica è rappresentata da caseine e proteine del siero. Le prime rappresentano circa l’80% della costituente proteica e sono a lento assorbimento, mentre quelle del siero e solubili vengono invece digerite rapidamente. La parte proteica del latte è composta all’80% da caseine e al 20% da proteine del siero. L’allergia alle proteine del latte, che colpisce in una percentuale variabile tra il 2% e il 7% i bambini, può persistere anche nell’adulto o comparire ex novo; in questo ultimo caso si stima che la percentuale di adulti affetti da allergia al latte sia compresa tra 0,4% e lo 0,6%.
La caseina è una famiglia di fosforoproteine presenti soprattutto nel latte fresco; le caseine non coagulano con il calore e quindi non si hanno perdite significative di queste proteine durante il processo di pastorizzazione e di sterilizzazione del latte. Le caseine hanno alto valore biologico ma comunque inferiore a quello delle proteine del siero che sono ricche di amminoacidi essenziali. Le principali proteine del siero sono la beta-lattoglobulina e l’alfa-lattoalbumina, entrambe di sintesi mammaria: a differenza delle proteine caseine, coagulano solo con il calore e quindi si possono avere delle modifiche strutturali durante i processi termici di pastorizzazione e sterilizzazione, anche se ciò può essere limitato in base al grado e ai tempi di esposizione al calore.
Sintomi e Diagnosi
Alcuni sintomi di intolleranza al lattosio e allergia al latte possono essere gli stessi. L'allergia al latte è più comune nei bambini (meno di 4 anni). Dopo l’ingestione del latte possono verificarsi innanzitutto disturbi gastrointestinali, come diarrea e vomito. La pelle può irritarsi e possono comparire dermatite e orticaria. I sintomi dell’allergia alle proteine del latte possono essere di tipo gastrointestinale, ma soprattutto di tipo respiratorio (asma, rinite allergica, ecc.) e cutaneo (eczema).
Dall’orticaria all’eczema, dal vomito alla diarrea, rinite e asma, ma anche, nei casi più gravi, shock anafilattico. Quest’ultima reazione non potrà manifestarsi in caso di intolleranza al lattosio fortunatamente.
Per diagnosticare questa problematica è necessario sottoporsi al breath test; nel caso in cui dia esito positivo bisognerà passare al consumo di alimenti delattosati, pertanto all’interno dei quali viene inserito direttamente l’enzima lattasi, presentando quindi i due zuccheri in forma semplice.
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Se per diagnosticare l’intolleranza al lattosio esiste il breath test, per l’allergia alle proteine del latte ci si può sottoporre a:
- Prick test, nel quale viene iniettata una piccola dose di allergeni e, in caso si positività, comparirà una macchia rossa
- Rast test, esame del sangue per valutare l’eventuale presenza di anticorpi specifici, andando ad individuare il tipo di proteina a cui si è allergici.
Per la diagnosi di un’allergia alimentare invece, uno degli esami consigliati dal medico è il prick test (o test cutaneo). Si posiziona sulla pelle dell’avambraccio del paziente un allergene e si controlla se la zona si gonfia o si arrossa.
Seguire un corretto iter diagnostico è perciò fondamentale per seguire una corretta alimentazione e di evitare quindi ogni fonte di disturbo. L’allergia alle proteine del latte deve essere diagnosticata attraverso test specifici dallo specialista allergologo.
Come si manifesta l'intolleranza al lattosio? Questa si origina dall’incapacità dell’organismo di scindere il lattosio nei due zuccheri semplici che lo compongono e che sono più facilmente assimilabili. Da cosa deriva questa incapacità? La risposta è molto semplice: ciò è dovuto a una mancanza parziale o totale dell’enzima lattasi, necessario alla corretta digestione del latte e dei suoi derivati. Il lattosio così arriva nell’intestino e nel colon la sua fermentazione, a opera della flora batterica, porta alla generazione di gas, come l’idrogeno e il metano, che conduce al manifestarsi dei disturbi gastrointestinali tipici di questa intolleranza.
I sintomi più diffusi si manifestano dai trenta minuti alle due ore dall’ingestione di alimenti contenenti lattosio e possono essere diversi da individuo a individuo, in base al proprio deficit di lattasi. Ecco i più frequenti:
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- crampi addominali;
- dolori allo stomaco;
- gonfiore;
- flatulenza;
- diarrea;
- meteorismo;
- nausea o vomito.
I Sintomi dell'intolleranza alle proteine del latte L’intolleranza alle proteine del latte è un problema molto diverso dall’intolleranza al lattosio. Si manifesta come una vera e propria forma di allergia nei confronti delle proteine del latte vaccino, in particolare la beta-lattoglobulina, e può colpire i bambini nei primi tre mesi di vita fino a poi scomparire spontaneamente e, in casi molto rari, si prolunga oltre i due o tre anni.
Difficilmente si manifesta in età adulta, poiché con la crescita si ha un miglioramento notevole della tolleranza a questi allergeni. L’allergia è scatenata da un funzionamento anomalo del sistema immunitario che riconosce come nociva una proteina presente nel latte vaccino.
Gestione e Trattamento
Fortunatamente il Regolamento UE 1169/2011 ha stabilito l’obbligo di evidenziare in etichetta la presenza di alcuni allergeni, e lattosio e proteine del latte rientrano in quelli che devono essere necessariamente segnalati in maniera chiara ed evidente.
L'intolleranza al lattosio è gestibile, limitando la quantità di cibi e bevande che consumiamo o integrando l’enzima lattasi per via orale. In soggetti sani servono circa 6000 FCC ALU di enzima lattasi per digerire un bicchiere di 120 ml di latte. Tuttavia non avendo la certezza di quanto lattosio è presente nel tuo pasto e non conoscendo l’esatto stato del tuo organismo, se vuoi garantirti un piacevole pasto contenente lattosio puoi approfittare di LACTOSOLUTION, l’innovativo enzima lattasi che si presenta sul mercato come la soluzione ideale a tutti i problemi dell’intolleranza al lattosio. Regola numero uno: leggere sempre le etichette degli alimenti. Le proteine del latte si trovano in molti cibi che non ti aspetteresti. E non mangiare cibi a ridotto contenuto di lattosio se hai un'allergia ai latticini.
Una volta ottenuta una diagnosi certa, spesso chi soffre di questa intolleranza tende a eliminare gli alimenti contenti lattosio dalla propria dieta, ma questo può portare a carenze nutrizionali o al possibile insorgere di malattie. Abbiamo visto, infatti, come il calcio, insieme alla vitamina D, sia importante per prevenire l’osteoporosi. Ma ciò non significa che dobbiamo rinunciare completamente al latte o al cibo al quale eravamo abituati. Per il latte poi, c’è una soluzione ideale! Chi è intollerante al lattosio, infatti, può comunque godere della dolcezza e semplicità del latte e dei suoi derivati adoperando menù alternativi e prodotti delattosati. Il latte delattosato, infatti, viene addizionato artificialmente con l’enzima lattasi che agisce decomponendo il lattosio nei due monosaccaridi che lo compongono e in questo modo consente la corretta digestione del latte da parte dell’organismo. Ha un sapore più dolce rispetto al latte vaccino, in quanto il potere dolcificante del glucosio e del galattosio è maggiore rispetto al lattosio ma contiene in ogni caso la stessa quantità di glucidi.
Le manifestazioni allergiche possono essere curate con un trattamento di antistaminici, se lievi, mentre in casi più gravi, come l’anafilassi, può essere necessaria un’iniezione di adrenalina. Per quanto riguarda gli antistaminici bisogna attenersi al giusto dosaggio consigliato dal medico.
In caso di familiarità è necessario prestare particolare attenzioni in caso di gravidanza e allattamento: si consiglia cautela nella somministrazione di latti diversi da quello materno nel bambino. L’allattamento al seno viene così considerato un agente protettivo nei confronti delle complicanze allergiche. Data la pericolosità di queste reazioni allergiche per i bambini così piccoli, è consigliabile infatti escludere totalmente dalla dieta tutti i tipi di latticini e ricorrere a prodotti alternativi e in alcuni casi cambiare anche l’alimentazione della madre, se sta sempre allattando. Questi alimenti poi potranno essere inseriti nuovamente nella dieta del bambino secondo le indicazioni del pediatra.
Tabella Riassuntiva delle Differenze
| Caratteristica | Intolleranza al Lattosio | Allergia alle Proteine del Latte |
|---|---|---|
| Sistema coinvolto | Digestivo | Immunitario |
| Causa | Deficit di lattasi | Reazione immunitaria alle proteine del latte |
| Sintomi principali | Gonfiore, diarrea, crampi addominali | Orticaria, eczema, difficoltà respiratorie, vomito |
| Diagnosi | Breath test | Prick test, Rast test |
| Gestione | Limitare il lattosio, enzimi lattasi | Evitare le proteine del latte, antistaminici, adrenalina |