Il 15 aprile 2025 è stato pubblicato nel Sistema nazionale linee guida (Snlg) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) un documento dedicato all’applicazione della dieta mediterranea nella prevenzione primaria e nel trattamento delle patologie croniche.
Elaborato dalla Società italiana di nutrizione artificiale e metabolismo (Sinpe), dalla Fondazione dieta mediterranea e dalla Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), con il coordinamento dell’Iss, il testo integra valutazioni cliniche, economiche e ambientali. Le 81 raccomandazioni, validate da oltre 3.800 studi, forniscono indicazioni operative per gli operatori sanitari, con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo del modello alimentare riconosciuto dall’Unesco.
La Dieta Mediterranea è una “terapia”, lo confermano studi di lunga data, ad ampio spettro e di popolazione, e robusti dati di efficacia in diverse situazioni cliniche e patologie, con effetti positivi di prevenzione, cura, assistenza e riabilitazione. Le Linee Guida nascono da una approfondita analisi della letteratura scientifica e del lavoro di un gruppo multidisciplinare di esperti, di più di 20 società scientifiche nazionali e stakeholder.
Raccoglie oltre 50 raccomandazioni che traghettano nella comprensione e definizione degli standard di applicazione della Dieta Mediterranea (DM) per favorire il benefico impatto su mortalità, malattie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche, metaboliche, muscolo-scheletriche, fragilità e disabilità nell’anziano, malattie autoimmuni, malattie della gravidanza. Ambiti nei quali la DM ha dato prove di efficacia, in un contesto di stili di vita sani.
L'Aggiornamento della Piramide Alimentare
La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha recentemente aggiornato la rappresentazione grafica della dieta mediterranea. La nuova piramide non è solo uno strumento educativo, ma un vero e proprio modello per promuovere salute e sostenibilità. L’accento si sposta ulteriormente verso un’alimentazione vegetale, con una particolare valorizzazione dell’olio extravergine di oliva, dei cereali integrali e del consumo equilibrato di latte e derivati freschi.
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Fondamenta della Piramide: Vegetali, Cereali e Olio Extravergine di Oliva
Alla base della piramide troviamo frutta e verdura, da consumare ogni giorno in abbondanza. Accanto a loro, in posizione centrale e strategica, l’olio extravergine di oliva (EVO) è riconosciuto non solo come condimento tipico della tradizione mediterranea, ma anche come alimento cardine nella prevenzione cardiovascolare.
Rispetto alla precedente versione, che indicava genericamente l’olio d’oliva, questa edizione invita a prestare maggiore attenzione alla scelta: non tutti gli oli hanno lo stesso profilo nutrizionale né il medesimo contenuto di composti bioattivi, e quindi non esercitano gli stessi effetti sulla salute.
La parte superiore della base è dedicata ai cereali, con un’enfasi sui prodotti integrali per il maggiore apporto di fibre, vitamine e composti bioattivi rispetto ai raffinati. I prodotti integrali mostrano effetti metabolici più favorevoli, inclusa una minore risposta glicemica post-prandiale. È inoltre raccomandata l’associazione con verdure e/o legumi, in continuità con la tradizione mediterranea.
Accanto ai cereali, il nuovo modello affianca latte parzialmente scremato e yogurt: alcuni grassi saturi presenti in questi alimenti, infatti, non incidono in modo significativo sui livelli di colesterolo, mentre il lattosio del latte favorisce l’assorbimento del calcio. I formaggi rientrano invece nel consumo settimanale: meglio scegliere quelli freschi, limitando i duri e molto stagionati per l’elevato tenore di sale.
The Less The Better: Scelte Alimentari Consapevoli Orientate alla Prevenzione
Nella parte alta della piramide troviamo invece un richiamo alla moderazione: zuccheri, sale e alcol vanno limitati. In particolare, il documento ribadisce come l’eccesso di zuccheri aggiunti, il consumo abituale di prodotti da forno salati e l’abitudine a bere vino o birra in quantità non moderate rappresentino fattori di rischio da controllare.
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Anche se il vino è parte della cultura mediterranea, le nuove evidenze indicano che non vi è una soglia sicura di consumo alcolico, principio sintetizzato dal motto della piramide: “the less the better”.
In parallelo richiama alla moderazione di zuccheri, sale e bevande alcoliche, promuovendo un’educazione orientata a scelte di cibo e bevande più consapevoli. Per i professionisti della nutrizione rappresenta un riferimento aggiornato e operativo, utile tanto nella pratica clinica quanto nei percorsi di educazione alimentare.
Benefici e Raccomandazioni
«Le raccomandazioni alimentari - spiega Marco Silano, direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrinometaboliche e dell’invecchiamento dell’Iss - sono state elaborate alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, con particolare attenzione agli effetti benefici che svolge nella prevenzione e trattamento delle malattie cronico-degenerative, nel rispetto anche della salute ambientale e del pianeta».
«Obiettivo delle nuove linee guida - dichiara Nicola Veronese della Saint Camillus International University of Health Sciences, Roma -è rafforzare il ruolo della DM nella prevenzione a diversi livelli e nella promozione della salute pubblica».
Nel rispetto di un concetto di One Health, il documento presenta un modello di DM che va ben oltre il regime alimentare: si qualifica, infatti come vero e proprio stile di vita salutare e sostenibile che si basa sull’alto consumo di alimenti di origine vegetale (verdure, frutta fresca, legumi, cereali integrali, frutta a guscio ad esempio), di olio d’oliva come fonte principale di grassi monoinsaturi, a fronte di un consumo moderato di pesce, frutti di mare, uova, carni bianche, latte e derivati, limitando carne rossa e dolci, e non ultimo di scelte che fanno bene anche al pianeta.
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Come l’acquisto di prodotti alimentari a chilometro zero e provenienti da filiera corta e stagionali, inserite in un contesto di vita sana e attiva, che preveda la pratica regolare dell’esercizio fisico, adeguato riposo, convivialità e socialità. Quest’ultima promuove valori come ospitalità, vicinato, dialogo interculturale e rispetto della diversità, incarnando il concetto di “vivere mediterraneo”.
L'Impatto della Dieta Mediterranea sulla Salute
L’obiettivo delle prime linee guida, promosse dalla Fondazione dieta mediterranea, dalla Società italiana nutrizione artificiale e metabolismo (SINPE) e dalla Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (SIPREC), con il supporto analitico di altre venti società scientifiche e metodologico dell’Istituto superiore di sanità (ISS), è sensibilizzare la comunità scientifica a riscoprire come può aiutare a proteggere la salute umana da diverse malattie croniche. Tra queste, anche numerose forme di cancro.
Il documento è il risultato di un’analisi della letteratura scientifica e del lavoro di un gruppo multidisciplinare di esperti. Il loro contributo ha portato a elaborare oltre 50 raccomandazioni sull’impatto della dieta mediterranea su mortalità, malattie cardiovascolari, neurologiche, oncologiche, metaboliche, muscolo-scheletriche, fragilità e disabilità negli anziani, malattie autoimmuni e della gravidanza.
Dal punto di vista di ciò che si porta a tavola, la dieta mediterranea si contraddistingue per l’abbondanza di alimenti di origine vegetale (pane, pasta, orzo, farro, riso e altri cereali, verdure, legumi, frutta fresca e secca), il modesto consumo di alimenti di origine animale (pesce, carne bianca, latticini e uova), quello occasionale di dolci e il ricorso all’olio extravergine di oliva come fonte primaria di grassi.
Nel documento si sottolinea però anche l’importanza di ciò che ruota intorno al cibo: fare attività fisica regolarmente, mantenere un peso sano, dormire a sufficienza, evitare il fumo e consumare pasti in un contesto conviviale. Tutti questi elementi concorrono a ridurre il rischio di sviluppare molte malattie croniche.
Le Potenzialità nella Prevenzione
La dieta mediterranea, ricca di verdura, frutta, cereali integrali, legumi, olio extravergine d’oliva e pesce, è da anni al centro di studi scientifici per il suo ruolo nella promozione della salute e nella prevenzione di numerose patologie. Il suo modello alimentare, riconosciuto anche dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, si è dimostrato efficace non solo nel ridurre il rischio di malattie croniche, ma anche nell’ambito della prevenzione oncologica. Vediamo nel dettaglio i benefici emersi dagli studi più recenti.
Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari e Metaboliche
Le raccomandazioni che maggiormente evidenziano i benefici della dieta mediterranea riguardano la prevenzione sia primaria sia secondaria, per la salute cardiovascolare e contro le malattie metaboliche. In questo secondo caso, il focus è in particolare sul diabete di tipo 2 e sulla sindrome metabolica, che costituiscono, soprattutto se accompagnati dall’obesità, dei fattori di rischio per l’insorgenza di diverse forme di cancro.
Ruolo nella Prevenzione dei Tumori: Cosa Dicono gli Studi
In ambito strettamente oncologico, le conclusioni di 126 studi (osservazionali e di intervento) mostrano che la dieta mediterranea è efficace nella prevenzione di diversi tipi di tumore, anche se spesso con impatto modesto. L’adesione alla dieta mediterranea è fortemente caldeggiata fin dalla prevenzione primaria per ridurre l’incidenza dei tumori in tutte le sedi, di quelli del distretto testa-collo, del cavo orale, del polmone, dello stomaco, del fegato e della colecisti, del colon-retto e della mammella (in particolare nelle donne dopo la menopausa).
Effetti Positivi anche nei Pazienti Oncologici
Non meno rilevante è il contributo che abitudini alimentari di tipo mediterraneo possono offrire ai pazienti oncologici nel ridurre la mortalità dovuta in particolare ai tumori del colon-retto, dello stomaco, del distretto testa-collo, dell’ovaio, della prostata e del seno.
Meccanismi Anti-cancro della Dieta Mediterranea
Nel caso della prevenzione oncologica, la dieta mediterranea sembra poter agire su più fronti:
- Antiossidanti: contenuti in frutta, verdura e olio extravergine di oliva, contrastano lo stress ossidativo, uno dei fattori alla base della cancerogenesi;
- Fibre: migliorano la funzionalità dell’intestino, promuovono un microbiota salutare e riducono l’infiammazione cronica;
- Grassi “buoni”: quelli monoinsaturi contenuti nell’olio extravergine d’oliva e quelli omega-3 comuni in alcuni tipi di pesce combattono i processi infiammatori;
- Indice glicemico controllato: la dieta mediterranea agisce anche sul metabolismo ormonale e su alcune vie molecolari, contribuendo così alla prevenzione di alcuni tipi di cancro. Ciò può avvenire attraverso la modifica di alcuni equilibri ormonali, con la risposta più efficace ai picchi glicemici tramite l’insulina e con effetti su alcuni fattori di crescita (per esempio IGF-1);
- Attività fisica: contribuisce al mantenimento di un adeguato peso corporeo e alla prevenzione dell’obesità, un noto fattore di rischio per almeno 13 forme di cancro.
Prevenzione Primaria: l'Impatto Clinico e Sociale della Dieta Mediterranea
Gli esiti degli studi sul tema hanno evidenziato che seguire una dieta mediterranea si associa “una quasi sempre a una modesta riduzione del rischio di insorgenza e di mortalità per numerose patologie oncologiche”, come scritto dagli autori del documento. Secondo i ricercatori, l’impatto di questo stile alimentare è comunque “di rilevanza clinica e socioeconomica: la dieta mediterranea può rappresentare una strategia efficace nella prevenzione primaria”.
A conferma di ciò ci sono anche le conclusioni di una metanalisi appena pubblicata sulla rivista eClinical Medicine, che ricorda che le diete più sostenibili per l’ambiente (e la mediterranea è una di queste) sono alleate anche della prevenzione oncologica. Al netto di alcuni punti ancora da chiarire: su tutti, il ruolo di altri comportamenti salutari, tra cui l’attività fisica, l’astensione dal fumo e dal consumo di bevande alcoliche, che più di frequente si rilevano nelle persone che seguono questo schema alimentare.
Dati Chiave e Benefici Aggiuntivi
Queste linee guida si fondano su un’analisi approfondita di ben 3.839 studi scientifici, che hanno coinvolto quasi 2 milioni di partecipanti, con un follow-up medio di 13 anni. Il panorama della ricerca scientifica sulla Dieta Mediterranea è ampio e in costante espansione, con un numero di pubblicazioni in continuo aumento, soprattutto dal 2010 in avanti.
Uno dei principali messaggi emersi dalle nuove linee guida riguarda l’efficacia della Dieta Mediterranea nel ridurre significativamente l’incidenza e la mortalità associata a patologie cardiovascolari, endocrino-metaboliche (come il diabete di tipo 2) e a tumori in numerosi distretti anatomici. Questi dati sono confermati da ampi studi osservazionali, che suggeriscono che un’alimentazione basata su frutta, verdura, cereali integrali, pesce e grassi sani - tipica della Dieta Mediterranea - possa avere un impatto preventivo straordinario su una serie di condizioni croniche.
La Dieta Mediterranea ha mostrato di essere più efficace rispetto a diete a basso contenuto di carboidrati nel migliorare i parametri lipidici, come il colesterolo LDL e i trigliceridi. Questo conferma l'importanza di una dieta equilibrata, che non solo favorisce il benessere generale, ma si rivela anche determinante nel contrastare patologie metabolicamente correlate, come l’obesità.
La Dieta Mediterranea sembra avere effetti positivi anche su queste patologie, migliorando la qualità della vita dei pazienti e riducendo l’intensità dei sintomi. Diversi studi suggeriscono che l'adozione di questo modello alimentare potrebbe ridurre significativamente i costi sanitari associati al trattamento delle malattie croniche, grazie alla sua capacità di prevenire o rallentare l'insorgenza di patologie ad alta incidenza, come quelle cardiovascolari e metaboliche.
Inoltre, la Dieta Mediterranea si rivela più sostenibile rispetto ad altri modelli alimentari, ad eccezione del modello vegano, per quanto riguarda il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale.
Vino e Alcolici: Un’Occasione da Affrontare con Moderazione
Un punto che merita attenzione è il trattamento degli alcolici, come il vino, nella Dieta Mediterranea. Sebbene il vino sia spesso associato alla cultura mediterranea, le linee guida ufficiali sottolineano che l’alcol non è incluso come parte essenziale del modello alimentare di riferimento. L’accento è posto, infatti, su un consumo moderato e consapevole, evidenziando che l'alcol non deve essere considerato un componente imprescindibile della dieta, ma piuttosto una scelta facoltativa e da consumare con prudenza.
La presentazione delle nuove linee guida sulla Dieta Mediterranea fornisce uno spunto importante per riconsiderare e valorizzare l’alimentazione come strumento di prevenzione e intervento terapeutico. Le evidenze scientifiche sottolineano i numerosi benefici di questo modello alimentare, non solo sul piano della salute individuale, ma anche sull’impatto economico e ambientale.
| Beneficio | Dettagli |
|---|---|
| Riduzione della mortalità | Diminuzione del 9% della mortalità complessiva. |
| Prevenzione cardiovascolare | Riduzione del 9% della mortalità per malattie cardiovascolari. |
| Prevenzione oncologica | Diminuzione del 6% dell'incidenza e della mortalità per tumori. |
| Miglioramento del profilo lipidico | Efficace nel migliorare colesterolo LDL e trigliceridi, specialmente in pazienti con obesità. |
| Benefici per malattie autoimmuni | Effetti positivi su malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). |
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