Negli ultimi anni, la dieta chetogenica ha assunto una grande ribalta per tutte le persone che sono interessate alla perdita del peso. La curiosità è comprensibile: questa strategia alimentare promette risultati rapidi nella perdita di peso e miglioramenti metabolici. Tuttavia, non tutti sperimentano i risultati desiderati.
Cos'è la dieta chetogenica?
La dieta chetogenica è un trattamento dietetico a forte restrizione calorica. Alla base di questa dieta c’è una drastica riduzione dei carboidrati che induce una risposta metabolica chiamata “chetosi”. Con la dieta chetogenica si riducono drasticamente i carboidrati (solitamente sotto i 30-50 grammi al giorno), spingendo l’organismo a entrare in uno stato chiamato chetosi. Nella dieta chetogenica si consumano meno grassi e carboidrati, accuratamente dosati e distribuiti in modo uniforme nei vari pasti della giornata, mentre l’apporto di proteine è normale: i valori di insulina nel sangue si abbassano e si stabilizzano, evitandone i picchi dannosi per la salute.
La chetosi è uno stato metabolico in cui il corpo utilizza i corpi chetonici per produrre energia, invece dei carboidrati. In pratica, il metabolismo cambia carburante: da zuccheri a grassi.In condizioni di chetosi, il fegato trasforma i grassi in acidi grassi e corpi chetonici, che poi vengono utilizzati come fonte energetica primaria.
Come funziona la dieta chetogenica?
La carenza di carboidrati attiva il processo di chetogenesi: l’organismo inizia a consumare le proprie riserve di grasso e immette nel sangue i corpi chetonici, che diventano una fonte energetica, inibiscono il senso di fame, hanno un effetto drenante e diuretico e svolgono un’importante azione psicotonica. In questo modo si evitano fame e stanchezza (gli effetti collaterali principali della restrizione calorica) e si raggiunge più facilmente e più velocemente un peso corporeo ottimale. Nei primi giorni, il corpo esaurisce le riserve di glicogeno (che trattiene acqua). Ecco perché inizialmente la perdita di peso è rapida.
Per indurre lo stato metabolico della chetosi è necessario un regime alimentare in cui il 60%-80% delle calorie giornaliere deve provenire dai grassi. L’apporto di carboidrati deve essere compreso tra i 20 e i 50 grammi al giorno.
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Alimenti consentiti e vietati
In generale l’alimentazione prevede alcuni tipi di frutta secca, semi, formaggio intero e altri prodotti caseari, yogurt, oli, insieme a piccole quantità di carne, uova e pesce. Tra le verdure sono consentite quelle non amidacee e fibrose, come le verdure a foglia. Sono fortemente limitati invece i cereali (pasta, pane e prodotti da forno) e la frutta.
Nella dieta chetogenica sono generalmente vietati:
- alimenti zuccherati, come succhi di frutta, frullati, bibite, dolci, budini, gelati;
- prodotti a base di grano, riso, pasta, cereali;
- la frutta, salvo piccole porzioni di frutti di bosco, fragole o altri frutti poco zuccherini;
- legumi;
- verdure amidacee, come patate, carote cotte, barbabietole;
- bevande alcoliche, come birra, vino, liquori;
- salse e condimenti che contengono zucchero, come ketchup, salsa di soia, aceto balsamico.
Perché non funziona la dieta chetogenica?
Affidarsi alla dieta keto non equivale certamente a garantirsi una strada privilegiata verso il dimagrimento e, in fin dei conti, i problemi del mancato dimagrimento possono essere ben declinati anche nei confronti di questo regime alimentare. Nonostante il potenziale della dieta chetogenica, alcuni individui faticano a perdere peso. In altri termini, la dieta può certamente essere utile per dimagrire, ma se protratta troppo a lungo potrebbe portare a un adattamento reattivo da parte del nostro organismo, tale da scongiurare gli effetti sperati nel nuovo regime alimentare. Ad ogni modo, questo non è certo un motivo per disperarsi: è proprio quando si pensa di seguire alla lettera il proprio piano senza perdere più peso che è il momento di rivedere il tutto.
Errori comuni
Uno dei motivi principali per cui le persone non perdono peso con la dieta chetogenica è che consumano troppi carboidrati. Naturalmente, questo è in netto contrasto con la raccomandazione dietetica standard che prevede che il 45-65% delle calorie provenga dai carboidrati. Gli errori più comuni nella dieta chetogenica includono il non mantenere un adeguato equilibrio tra i macronutrienti, sopravvalutando l’apporto di proteine (che in eccesso possono essere convertite in glucosio, ostacolando la chetosi) e sottovalutando l’importanza dei vegetali a basso contenuto di carboidrati.
Un’altra ragione è, indipendentemente dal piano alimentare seguito, la mancanza di alimenti integrali e nutrienti. Affidarsi a cibi elaborati può infatti compromettere la perdita di peso, anche se sono adatti al keto: basti considerare alla tendenza ad aggiungere alle proprie abitudini alimentari dei prodotti come snack bar, dessert keto e altri cibi confezionati tra un pasto e l’altro. Inoltre, mangiare troppi cibi pronti come hot dog e fast food quando si è di corsa può rallentare la perdita di peso. Ricordiamo di fatti come tali alimenti siano del tutto privi di utili sostanze nutritive: di contro, si tratta di prodotti ricchi di calorie e poveri di vitamine, minerali e antiossidanti.
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Spesso è difficile resistere alla tentazione di fare uno spuntino ma, anche se sano, questa tendenza può correre il rischio di mettere i bastoni tra le ruote ai vostri obiettivi di dimagrimento.
Altri fattori da considerare
Anche nella dieta chetogenica, il bilancio calorico rimane un fattore cruciale. Consumare più calorie di quante se ne bruciano porta inevitabilmente all’aumento di peso, indipendentemente dalla fonte calorica. È essenziale monitorare l’apporto calorico e assicurarsi che sia adeguato ai propri obiettivi di perdita di peso. I fattori comuni includono un’eccessiva assunzione calorica, anche se proveniente da grassi sani; la mancanza di attività fisica; e lo stress cronico, che può innalzare i livelli di cortisolo e ostacolare il dimagrimento.
Come massimizzare l'efficacia della dieta chetogenica?
Per massimizzare l’efficacia della dieta chetogenica, è fondamentale adottare un approccio bilanciato. Questo include monitorare l’apporto calorico, mantenere un adeguato equilibrio dei macronutrienti, e integrare l’attività fisica regolare. È inoltre cruciale gestire lo stress e migliorare la qualità del sonno.
In ogni caso, c’è ben più di qualcosa che possiamo fare se pensiamo che il mancato dimagrimento sia dovuto a questo fattore: una pausa di almeno due settimane salendo con le calorie senza avere paura di mettere peso. Se per esempio si sta seguendo una dieta a bassi o a zero carboidrati, può essere utile aumentarli, gestirli e modificare i macronutrienti in base ai cambiamenti della propria composizione corporea.
Quando l’obiettivo è quello di perdere peso la maggior parte delle persone passa infatti tutto il tempo sulle macchine cardio, perché queste macchine riportano un numero di calorie bruciate superiori al sollevare pesi. Insomma, meglio non fare affidamento solo sul cardio per arrivare nella condizione di deficit calorico che potrà poi condurre al tanto atteso e desiderato dimagrimento.
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Ora, non tutti sanno che il NEAT ha spesso un impatto sul dispendio addirittura superiore agli allenamenti!Per chi è indicata la dieta chetogenica?
La dieta chetogenica è normalmente scelta da chi desidera perdere peso ma, per via delle sue caratteristiche, è molto efficace anche negli stati patologici caratterizzati da:
- insulinoresistenza;
- sindrome metabolica;
- diabete mellito di tipo 2;
- in alcune patologie neurologiche come emicrania e cefalea.
Controindicazioni della dieta chetogenica
La dieta chetogenica è fortemente controindicata in alcuni casi, che comprendono:
- gravidanza e allattamento;
- infanzia e adolescenza;
- presenza di patologie come l’insufficienza cardiaca, renale, epatica;
- diabete di tipo 1;
- presenza di patologie psichiatriche (disturbi psichici o del comportamento);
- alcolismo;
- disfunzioni del metabolismo dei grassi.
Meglio allora recarsi dal proprio medico ed escludere queste condizioni attraverso una serie di esami.
L'importanza del parere medico
Poiché la dieta chetogenica è definita da una composizione biochimica molto specifica, deve essere sempre eseguita su indicazione e controllo medico. La necessità di rispettare equilibri biochimici così specifici, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, rende inoltre necessario l’utilizzo di integratori che rispondano all’esigenza di mantenere un apporto di calorie e carboidrati controllato e insieme soddisfino le richieste nutrizionali e vitaminiche del nostro organismo.
La dieta chetogenica funziona sempre? È importante però sapere che non per tutti la dieta chetogenica funziona allo stesso modo. Ecco perché è fondamentale non improvvisare e farsi seguire da esperti. Uno degli errori più comuni è seguire protocolli standard trovati online. Ma ogni organismo reagisce diversamente. Ecco perché la dieta chetogenica funziona meglio se personalizzata. Non dimentichiamo che il dimagrimento sano passa da un buon equilibrio metabolico. Anche se la dieta chetogenica funziona per alcuni, non è sempre la strada migliore per tutti. Se dopo aver letto ti stai chiedendo se anche per te la dieta chetogenica funziona, il consiglio migliore è quello di affidarti a un centro specializzato.
Valutando la sua storia e le sue abitudini si puó capire se il percorso chetogenico sia davvero il piú adatto al suo caso; personalmente sostengo (seguendo le linee guida ufficiali) che il metodo migliore per garantire un calo di peso progressivo e mantenuto nel lungo periodo sia una dieta equilibrata nei nutrienti e che rispetti i fabbisogni individuali.
Le consiglio di provare questo approccio visto il fallimento della chetosi. Ma ci sono altre strade più equilibrate per poter raggiungere il suo obiettivo, come diete ipocaloriche ma equilibrate.
È sicura che la chetogenica sia effettivamente l'unico approccio possibile al suo caso? LE consiglio di valutare altre strategie, che seguite con rigore, le darebbero risultati al 100%.
Al di là di questo, lei riporta un buono stato di salute e l'ipotiroidismo è controllato con terapia farmacologica, quindi può anche pensare di perdere peso con una dieta equilibrata ipocalorica.
Se ha già escluso insulino resistenza, magari anche una policistosi ovarica, e NON ha assunto quantità importanti di cortisone, probabilmente se ha ottenuto una perdita di peso in chetosi è entrata.
Testimonianze
Buongiorno, l'analisi delle urine (o il ketotest) è un modo indiretto per misurare la chetosi quindi potreste benissimo essere entrata in chetosi anche se non evidenziato dall'esame. Inoltre, la concentrazione dei chetoni può essere influenzata da alcuni fattori come lo stato d'idratazione (bere molta acqua tende a diluire le concentrazioni dei chetoni urinari) o le oscillazioni ormonali che naturalmente si verificano durante il giorno (le concentrazioni di chetoni sono minori al mattino e maggiori la sera). Detto ciò, come già detto dai colleghi, la dieta chetogenica è sconsigliata in caso di ipotiroidismo, pertanto le consiglio un approccio nutrizionale che tenga conto anche della sua situazione fisio-patologica e dunque "su misura" per lei.
da esperienza personale (me stessa) e professionale (pazienti in studio), la difficoltà ad entrare in chetosi si presenta soprattutto quando si è in forte condizione di stress cronico anche se di basso grado. Il fatto che ci sia un ipotiroidismo è correlato alla condizione di stress. La tiroide regola quasi tutte le funzioni dell'organismo in termini di energia. Se "schiaccio troppo l'acceleratore" per non farmi schiantare lei tira il freno a mano.
L'esame dei corpi chetonici con esito negativo nelle urine è un qualcosa che a volte può accadere poiché questo tipo di test è semiquantitativo, questo significa che legge le quantità di corpi chetonici DILUITI nelle urine. Questo vuol dire che se lei produce un'urina molto diluita il test non rileverà la presenza di corpi chetonici, pur essendo lei in chetosi.
Altri segni di un'avvenuta chetogenesi sono alitosi, mal di testa i primi giorni di dieta che poi scompaiono e la riduzione dell'appetito. Qualora continui con questo protocollo dietetico può provare a misurare la chetonemia, cioè la misura diretta dei corpi chetonici a livello ematico che è più attendibile. Si ricordi, in ultimo, che la chetosi di per sè non porta al dimagrimento che si ottiene con un defict calorico. La chetosi è una modalità per aumentare il deficit calorico maggiormente rispetto ad una dieta mediterranea e dunque ottenere una maggiore perdita di peso.
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