Insetti come Fonte Alternativa di Proteine

Negli ultimi anni, l'industria alimentare ha iniziato a guardare con crescente interesse agli insetti commestibili come una fonte alternativa di proteine. L'argomento del consumo di insetti come fonte proteica alternativa e sostenibile è al centro di un dibattito sempre più acceso in ambito alimentare.

In un contesto in cui la popolazione mondiale continua a crescere e le richieste di proteine animali aumentano, la ricerca di nuove fonti proteiche rappresenta una sfida cruciale per la sostenibilità del sistema alimentare globale. Secondo le stime delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale raggiungerà i 9,7 miliardi di persone entro il 2050, con una crescente richiesta di proteine animali per sostenere lo sviluppo economico e sociale.

Tuttavia, le attuali fonti proteiche tradizionali, come carne, pesce e latticini, sono limitate dalle risorse naturali e dalle problematiche ambientali connesse alla loro produzione. In questo contesto, l'utilizzo degli insetti come fonte proteica rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile.

Gli insetti sono infatti una fonte proteica altamente nutritiva e ricca di vitamine e minerali, con un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto alle fonti proteiche tradizionali. Gli insetti rappresentano una fonte alternativa di proteine molto sostenibile, ma poco considerata finora.

Il potenziale per lo sviluppo di questo nascente settore è enorme, sebbene vi sia ancora poca chiarezza legislativa. Queste due dinamiche sono particolarmente rilevanti quando si pensa al consumo di proteine animali che è correlato con la popolazione e con il reddito: chi esce dalla povertà di solito incrementa il proprio consumo di carne e pesce, a cui aspirava durante gli anni più duri.

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Questo fenomeno rappresenta un enorme problema di sostenibilità, infatti attualmente l’80% della superficie agricola è destinata a foraggi e alimenti per animali. Gli allevamenti sono responsabili di circa il 20% delle emissioni di gas serra globali, maggiore che per le automobili; infatti, il metano, prodotto dalla digestione dei grandi animali è un gas serra quattro volte più potente dell’anidride carbonica.

Inoltre, per produrre la farina di pesce, uno degli ingredienti fondamentali per la nutrizione di pesci e animali monogastrici (principalmente avicoli e suini), è già utilizzato più di un terzo di tutto il pescato. Si è così innescato un circolo vizioso: più pesce viene pescato e meno ne rimane per la riproduzione; meno pesce c’è e più il prezzo sale; più il prezzo sale e più alto è l’incentivo a pescarne di più, spesso anche illegalmente, sforando le quote pesca.

L’aumento della domanda di carne e pesce porrà delle sfide colossali all’umanità, perché al momento non si hanno abbastanza risorse per riuscire ad espandere la produzione di animali senza creare gravi problemi ambientali. L’impedimento principale per l’espansione della produzione animale sono le proteine, necessarie per l’accrescimento degli animali allevati.

È imperativo, quindi, trovare soluzioni alternative a quelle attuali. La continua crescita della popolazione mondiale le cui proiezioni sembrano indicare il superamento dei 9 miliardi nel 2050, ed il significativo cambiamento dei modelli alimentari, richiedono un incremento della produzione alimentare globale di circa il 60%. L'apporto proteico per alimenti e mangimi è molto critico e richiede una transizione nelle fonti proteiche.

Gli insetti edibili, in modo molto efficiente, possono trasformare gli scarti alimentari in proteine, aminoacidi e vitamine di alta qualità. Gli insetti sono quindi considerati “l'anello mancante” nel sistema alimentare per una transizione ad un'economia circolare e sostenibile. Insetti, e prodotti derivati dagli insetti, sono entrati nel mercato europeo da quando sono stati riconosciuti per la prima volta come una preziosa fonte proteica per la produzione di mangimi e alimenti intorno al 2010.

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Descrizione delle Specie di Insetti Edibili e del Loro Profilo Nutrizionale

Gli insetti edibili sono una fonte proteica alternativa che viene utilizzata da secoli in molte parti del mondo. Tra gli insetti che vengono maggiormente consumati troviamo cavallette, grilli, vermi del miele e coleotteri, ma ci sono anche altre specie che possono essere utilizzate come cibo. Dal punto di vista nutrizionale, gli insetti sono una fonte eccellente di proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali.

In particolare, alcune specie di insetti contengono livelli di proteine superiori a quelli delle fonti proteiche tradizionali come la carne bovina o di pollo. Ad esempio, 100 grammi di cavallette secche contengono circa 20-25 grammi di proteine, rispetto ai 18 grammi presenti in un hamburger di manzo.

Analisi degli Aspetti Positivi dell’Utilizzo degli Insetti come Fonte Proteica Sostenibile

L’utilizzo degli insetti come fonte proteica alternativa può avere numerosi vantaggi dal punto di vista ambientale e sostenibile. Infatti, gli insetti richiedono meno risorse per essere allevati rispetto agli animali da allevamento tradizionali e producono una quantità inferiore di gas a effetto serra. Inoltre, possono essere alimentati con sottoprodotti dell’industria agroalimentare, riducendo così la quantità di rifiuti prodotti.

Il consumo di insetti potrebbe anche avere un impatto positivo sulla sicurezza alimentare, in quanto il loro allevamento può essere effettuato anche in ambienti urbani, riducendo la dipendenza dalle zone rurali per la produzione alimentare.

Potenziali Effetti Benefici del Consumo di Insetti sulla Salute Umana

Nonostante i potenziali benefici dell’utilizzo degli insetti come fonte proteica, l’inclusione di questi alimenti nella dieta occidentale è ancora ostacolata da fattori culturali. In molte culture occidentali, infatti, gli insetti sono associati all’idea di cibo disgustoso o di infestazione, e sono quindi considerati poco appetibili.

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Inoltre, esistono anche problemi legati alla sicurezza alimentare e alla valutazione del rischio, che necessitano di un’attenta regolamentazione per garantire la qualità e la sicurezza degli insetti destinati al consumo umano. Negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi sul consumo di insetti come fonte proteica, e le ricerche hanno dimostrato che questi alimenti possono contribuire in modo significativo all’apporto di nutrienti nella dieta umana.

Inoltre, alcuni studi hanno suggerito che il consumo di insetti potrebbe avere anche effetti benefici sulla salute umana, come la riduzione dei livelli di colesterolo e il miglioramento della funzione intestinale. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire questi risultati e comprendere meglio i potenziali effetti benefici del consumo di insetti sulla salute umana.

Metodi di Estrazione delle Proteine dagli Insetti

Il processo di estrazione delle proteine dagli insetti è ancora in fase di sviluppo, ma ha già fatto passi da gigante. Esistono diverse tecnologie impiegate per separare le proteine dai restanti componenti dell'insetto, come grassi e chitina (la sostanza che compone il loro esoscheletro). Esistono diversi metodi utilizzati per estrarre le proteine dagli insetti commestibili, ognuno con vantaggi e limitazioni.

Estrazione Acquosa

L'estrazione acquosa è uno dei metodi più comuni per separare le proteine dagli insetti. In questo processo, gli insetti vengono trattati con acqua, che solubilizza le proteine, separandole da altri componenti non proteici come grassi e chitina. Questo processo è relativamente semplice, economico e non richiede l'uso di solventi chimici.

Estrazione con Solventi Organici

Utilizzando solventi organici come etanolo o acetone, questo metodo separa le proteine dai lipidi e da altre sostanze non desiderate.

Estrazione Enzimatica

In questo metodo, vengono utilizzati enzimi specifici per rompere le pareti cellulari degli insetti e liberare le proteine. L'estrazione enzimatica è altamente efficiente e permette di ottenere proteine di alta qualità, facilmente digeribili.

Estrazione mediante Pressatura Meccanica

Questo metodo consiste nel sottoporre gli insetti a una pressatura meccanica per estrarre il liquido contenente le proteine.

Biotecnologia (Fermentazione e Produzione di Proteine Specifiche)

La biotecnologia offre metodi innovativi per l'estrazione delle proteine, come l'ingegneria genetica degli insetti per produrre proteine di interesse o l'uso di microrganismi per scomporre gli insetti in modo più efficiente. La fermentazione è un altro esempio di biotecnologia che consente di produrre proteine in grandi quantità.

Estrazione Supercritica

Utilizzando fluidi supercritici come l'anidride carbonica (CO2), questo metodo consente di estrarre proteine e altri composti dagli insetti in modo altamente efficiente ed ecologico.

Progetti e Iniziative per lo Sviluppo della Filiera degli Insetti Edibili

Tuttavia, lo sviluppo della filiera di produzione, trasformazione e commercializzazione degli insetti edibili in Europa sta procedendo ad un ritmo relativamente lento. SUSINCHAIN è un progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 che ha proprio lo scopo di contribuire allo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di mangimi e alimenti dall’utilizzo degli insetti come fonte alternativa di proteine.

Il progetto coinvolge due partener italiani: Università di Torino e Università Politecnica delle Marche. Per la Politecnica partecipano due gruppi di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali: quello della Professoressa Lucia Aquilanti, microbiologa, e quello del Professor Raffaele Zanoli, economista ed esperto di mercato alimentare. Entrambi i team hanno una storia collaudata di collaborazione, e sono stati tra i primi a svolgere ricerche relative agli insetti edibili nelle Marche.

Il progetto di ricerca, di durata quadriennale, è iniziato il 1° ottobre 2019. SUSINCHAIN vuole promuovere i fattori e gli aspetti che possono migliorare la redditività della filiera degli insetti edibili nonché sviluppare il mercato di questo settore grazie al lavoro congiunto dei diversi attori della filiera stessa riuniti in un consorzio.

Il consorzio SUSINCHAIN ha identificato le strategie necessarie e le attività ad esse correlate per superare gli ostacoli esistenti all’interno della filiera al fine di svilupparne tutte le potenzialità. In tale prospettiva, il progetto mira a testare, valutare e dimostrare la fattibilità di tecnologie, prodotti e processi recentemente sviluppati per la produzione di mangimi e/o alimenti derivanti da insetti.

Queste attività forniranno agli attori della filiera coinvolti nel progetto SUSINCHAIN le conoscenze e le informazioni necessarie atte a ridurre il prezzo dei prodotti derivanti dagli insetti, trasformare gli insetti in modo più efficiente e introdurre sul mercato la molteplicità degli impieghi derivanti dall’utilizzo degli insetti come fonte alternativa di proteine, considerata sostenibile e sicura per la nutrizione animale e umana.

Ciò permetterà un ulteriore potenziamento e sviluppo della commercializzazione nel settore degli insetti edibili in Europa, con conseguente sostituzione delle proteine animali con quelle derivante dagli insetti, in misura pari al 10% negli alimenti per animali e del 20% nei prodotti alimentari e un aumento di mille volte in entrambi i volumi di produzione e forza lavoro nel 2025.

La durata del progetto è di 48 mesi e coinvolgerà 18 partner industriali e 17 partner del mondo accademico con un budget totale di oltre 8,5 milioni di euro. Il progetto è coordinato dal Dr. Teun Veldkamp e dalla Prof. Ine van der Fels-Klerx entrambi della Wageningen University & Research (WUR), la più importante istituzione universitaria e di ricerca olandese.

Entomocoltura: Un Punto di Forza Importante per lo Sviluppo Sostenibile

Secondo l'OMS, con la crescita della popolazione mondiale, la domanda alimentare aumenterà del 50% entro il 2050, determinando automaticamente un crescente fabbisogno di terreni agricoli e acqua per irrigarli. Il consumo di carne tradizionale rappresenterebbe, secondo la FAO, il 18% delle emissioni di gas a effetto serra nel mondo.

Tenendo conto della sempre crescente pressione sulle nostre risorse naturali, la necessità di una produzione sostenibile di proteine nasce per preservare e nutrire il pianeta. Dal punto di vista ambientale, gli insetti sono un ottimo modo per ridurre la nostra impronta di carbonio.

Ogni chilogrammo prodotto avrà richiesto cinque volte meno acqua rispetto alla lavorazione di proteine tradizionali ed emesso 5 volte meno gas a effetto serra rispetto alla produzione di carne bovina. La mosca soldato nera (Hermetia illucens/Black Soldier Fly), ad esempio, è particolarmente interessante per la sua capacità di svilupparsi in una grande varietà di substrati in decomposizione e per il suo breve ciclo di sviluppo (4 settimane).

Gli Insetti nel Nostro Piatto e nell'Alimentazione Animale

Nel 2018 l'EFSA ha autorizzato l’uso di insetti interi e di preparazioni a base di insetti nell'alimentazione umana attraverso la regolamentazione sui "Nuovi alimenti" (Novel food). Non solo proteine di insetto. Via libera all'utilizzo di insetti vivi per l’alimentazione di pollame, suini e pesci d’allevamento. Dopo le aperture all'impiego di insetti nell'alimentazione umana, il Ministero della Salute aggiorna le disposizioni del 2017 per l'alimentazione degli animali allevati.

La UE lascia agli Stati Membri il compito di darsi delle regole. Ecco quelle che si è data l'Italia, anche alla luce del bando introdotto per i ruminanti durante l'emergenza BSE. La Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari aggiorna le disposizioni risalenti al 2017 al mutato contesto produttivo, che guarda agli insetti "come una fonte proteica di elevato valore biologico, alternativa alle altre proteine di origine animale nei mangimi".

Cinque anni fa, le disposizioni ministeriali riguardavano principalmente l'uso di Proteine Animali Trasformate (Pat) di insetto per animali da allevamento. Oggi, le nuove indicazioni si estendono agli insetti vivi (uovo, larva, crisalide/pupa, adulto) e trasformati ( disidratati, essicati, congelati, surgelati, ecc.) con particolare riguardo agli animali produttori di alimenti.

La vera novità risiede nel via libera all'uso di insetti vivi e trasformati per l’alimentazione degli animali da allevamento. Si tratta di un aspetto che la normativa europea lascia agli Stati Membri, con la facoltà di decidere sul loro territorio nazionale se utilizzarli o meno, purchè "nel rispetto dei requisiti generali della norma comunitaria".

Avvalendosi dell'autonomia decisionale riservata agli Stati Membri, l'Italia è pervenuta alle determinazioni dettagliate dal Ministero della Salute: gli insetti vivi "NON sono soggetti al reg. (CE) 1069/2009 in quanto NON sono sottoprodotti di origine animale". Tuttavia, la Direzione ministeriale precisa che - pur ammettendone, l’uso per animali produttori di alimenti, permane il divieto di somministrazione ai ruminanti.

Gli insetti trattati, vanno considerati soggetti al reg. (CE) 1069/2009 in quanto sottoprodotti di categoria 3. Tali sottoprodotti possono essere somministrati ad animali da allevamento diversi da animali da pelliccia, solo se hanno subito un trattamento di trasformazione con un metodo ammesso dal regolamento (UE) 142/2011 (da 1 a 5 e 7, di cui all’allegato IV, Capo III).

La nota ministeriale ammette l’uso di insetti vivi nell’alimentazione di animali da allevamento, "restringendo tale possibilità alle specie per cui è già ammesso l’utilizzo delle PAT, ovvero pollame, suini e pesci di acquacoltura, che sono anche le specie di animali per cui vi è maggiore interesse nella ricerca di fonti proteiche alternative".

Il Ministero della Salute ritiene "coerente e cautelativo dal punto di vista sanitario", ammettere esclusivamente l’uso delle specie di insetti già autorizzate per la produzione di PAT destinate ad animali di allevamento ovvero: mosca soldato nera (Hermetia illucens), mosca comune (Musca domestica), tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor), alfitobio (Alphitobius diaperinus), grillo domestico (Acheta domesticus), grillo tropicale (Gryllodes sigillatus) grillo silente (Gryllus assimilis), baco da seta (Bombyx mori).

La nota ministeriale detta disposizioni in materia di • alimentazione degli insetti destinati alla produzione di mangimi• registrazione dell’allevamento• misure di controllo sanitario• raccolta degli insetti destinati all’alimentazione animale• gestione igienica del substrato utilizzato• importazione di insetti vivi destinati all’alimentazione animale.

I controlli ufficiali sul sistema I&R sono effettuati ai sensi dell’art. 14 del Decreto legislativo 134/2022 e del DM 07.03.2023. Poiché gli insetti sono considerati animali d’allevamento, gli operatori che detengono insetti sono tenuti al rispetto dei requisiti di sanità, inclusi quelli di cui all’articolo 10 (responsabilità per la sanità animale e applicazione delle misure di biosicurezza) del Reg. (UE) 429/2016. Qualsiasi sospetto di malattia deve essere notificato all’autorità competente tempestivamente e non oltre le 12 ore dal sospetto. In caso di inadempienza, sono previste sanzioni ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 136/2022.

L’utilizzo di insetti vivi in alimentazione di animali da allevamento contribuisce all’apporto di proteine nobili prodotte con un basso impatto ambientale e un minor utilizzo di acqua.

Gli insetti contengono molte proteine, possono essere allevati producendo un minore impatto sulle risorse naturali rispetto agli allevamenti tradizionali e in enormi quantità. Gli autori della relazione recentemente pubblicata nella rivista “Nutritional Bulletin” sostengono che gli insetti hanno generalmente livelli elevati di proteine animali e importanti micronutrienti, con una minore impronta ambientale rispetto alle alternative tradizionali, e che possono essere allevati con gli avanzi.

Sfide e Prospettive Future

Nonostante questi aspetti favorevoli, il consumo di insetti commestibili è stato associato a vari fattori di rischio: biologici, tossicologici e allergenici. Inoltre, gli standard o i criteri che determinano le linee guida per la gestione e l'igiene sono ancora frammentari, aumentando la sfiducia dei consumatori, specialmente nei paesi occidentali dove l'entomofagia non è pienamente accettata.

A livello globale, norme e regolamenti, sia a livello nazionale che internazionale, sulla produzione, lo stoccaggio e il consumo di insetti come ingredienti di alimenti/mangimi sono spesso assenti o non esaustivi. L’alto valore nutrizionale e la presenza di composti bioattivi associati alle loro indubbie proprietà ecologiche suggeriscono che gli insetti abbiano un ruolo negli alimenti sostenibili e funzionali.

Ad oggi solo pochi studi hanno valutato i rischi biologici, chimici, allergenici e la presenza di antinutrienti. Va inoltre ricordato che gli insetti vengono generalmente lavorati mediante arrostimento, congelamento, estrusione e scottatura, tra gli altri metodi.

Anche se questi processi non influiscono in modo significativo sul contenuto fenolico totale nei frutti e nelle piante lavorate, ad oggi, non ci sono studi sufficienti per descrivere gli effetti di tali metodi di lavorazione sugli insetti. Mentre le conoscenze effettive potrebbero suggerire che una lavorazione delicata può mantenere la funzionalità di questi composti, è fortemente consigliabile valutare e ottimizzare i tempi e le temperature di lavorazione.

È fondamentale definire standard, criteri o linee guida per la gestione dei prodotti derivati dagli insetti. La popolazione globale sta aumentando a dismisura e l’allevamento animale e l’agricoltura intensiva su cui si basa la dieta delle popolazioni dei paesi sviluppati non sono più sostenibili.

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